A ROMA E' TORNATA LA LUPA, TRA ULULATI DI GIOIA (E RUTTI CAPITOLINI)



Un "BURP" assordante sta confondendo Roma: è il rumore dei rutti di quelli che hanno finito di mangiare. Era quello che in tanti volevamo sentire da tempo, e finalmente questo rombo da mega rutto si inizia già a sentire, tra i vari ululati di vittoria.
Sarà un bel momento per Roma, non è pronta a confrontarsi con la luce, sta al buio da troppo tempo, ma presto abbaglieremo di nuovo il pianeta, quindi diamo tempo al nuovo, senza ostacolarne il percorso, come già in tanti, tra gli Squali Magno Romani e le famose Oche Ignoranti del Campidoglio, stanno cercando di fare.
Lo Squalo Magno Romano, di origini sconosciute perché non è una specie autoctona, idem all'Oca Ignorante del Campidoglio e allo Storno Cagone, non sono purtroppo in estinzione, anche se da anni i romani cercavano di liberarsene, in quanto speci pericolosamente in continua riproduzione, cucciolano miriadi di orrendi mostri dannosissimi per l'intero ecosistema, e non solo. Ora si temono incroci strani, e pare che in questo caso e dopo i risultati elettorali con cui si nutrono, lo Squalo Magno Romano potrebbe migrare altrove, ma l'Oca Ignorante del Campidoglio e lo Storno Cagone, detto anche Stornazzo Chigi, potrebbero avere la meglio sul Dna di questo orrendo incrocio. Ci auguriamo che la nuova sindaca possa risolvere  anche l'annoso problema del sovraffollamento di queste 3 dannosissime speci animali, che da tempo saccheggiano Roma e i romani. Intanto leggete già le Oche Ignoranti del Campidoglio come starnazzano, figuriamoci tra un po' di giorni cosa farà lo Storno Cagone, mentre lo Squalo Magno Romani è già alla ricerca di nuove prede altrove: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/06/20/ballottaggi-2016-ora-il-movimento-5-stelle-stia-attento-alle-trappole-economiche-del-governo/2845158/.
Non è stato "un voto di protesta", come stanno dicendo in tanti, tra gli sconfitti clamorosi. Abbiamo votato pressoché tutti con vero piacere, ed è stato "un voto pe ripijasse Roma". Già stamattina sparute voci di strada mormoravano, con tono da presa in giro: "Beh adesso tutto cambia, c'è la Raggi sindaco..": forse da fastidio, a chi ormai si era assuefatto al sistema "TritaRomani". A molti di noi, e i numeri parlano, mancava da tempo anche la voglia di protestare, quindi basta con il "voto di protesta", perché indietro non si torna: abbiamo votato l'onestà e la trasparenza, vogliamo luce su questa città, resa torbida da vari sindaci, e non solo, che si sono susseguiti nei decenni passati.
Dire che  stato "un voto di protesta" è da scemi, quali sono stati tutti gli avversari del Movimento 5 Stelle, e da populisti incancreniti, mi riferisco anche a tanti giornalisti (venduti ai "giochetti"): che brutta figura hanno fatto tutti i partiti e molte redazioni stavolta

E' stato il voto dei cittadini, quelli di cui in molti non consideravano né vita né nome, quelli che avete rispolverato solo sotto le vostre, costosissime, campagne elettorali, quelli che da anni contano i miliardi che ci rubate, solo con i vostri stipendi, vitalizi, pensioni, agevolazioni, regali, corsie privilegiate, agi e case, scorte e sfizi vari.
Ammettetelo ormai che, presi a magnàvve tutto, a occupà portrone e a rubbà stipendi, avevate perso la realtà, quella di una città meravigliosa e unica al mondo, che avete ridotto uno schifo, almeno quel poco che non avete svenduto: sembra di stare in un grande camping, o campo rom abbandonato (altro prodotto questo della viscida e finta sinistra, ed anche di quella tremenda destra sociale), nel degrado più assoluto, cose che in tanti non volevate vedere nemmeno in tv, ma che esistono e peggiorano di giorno in giorno.
Mondi paralleli, da un lato la minuta cartolina mozzafiato e pochi minuti di "Grande Bellezza", dall'altro il desolato ed infinito alveare, o camping squallido, in cui versano i romani e quasi tutta Roma, dove si muore per niente, e si sopravvive con tanto coraggio e sacrifici.
Ma che ne sanno del coraggio e dei sacrifici? Già je stanno a venì le bolle solo a leggerle ste parole, quindi consiglio di scendere dalle cattedre, su cui stanno salendo come scarafaggi impazziti tutti gli sconfitti, politici e giornalisti, uomini d'affari e portaborse, finti intellettuali e opinionisti, e chi più ne ha ne metta tra i magnoni finora sopportati. Scendete dalle cattedre, vi conviene star zitti e iniziare una nuova vita da "normali", anche perché ormai non c'è più una cattedra italiana, che non abbia cassetti colmi di lettere di raccomandazioni e di mazzette. E non è stata votata la Raggi perché donna, ma perché è piaciuta a tutti e da sola, a differenza delle fatiche di Ercole che tanti altri hanno dovuto fare, sostenuti da altri piccoli mondi di magnoni, palazzinari, mafiosi o partiti politici, pur di arrivare a prendere qualche voto in più. E per voto in più, intendo qualche voto oltre quelli dei mafiosi, di tanti impiegati comunali, di Mafia Capitale..., poi non mi viene in mente nessun altro che possa averli votati, se non i dementi qualunquisti, quelli che dicono "vabbè, ho sempre votato a sinistra", bella sinistra è stata questa del Pd, proprio bella e democratica, a cominciare dal suo premier, putroppo anche quello di tutti noi, da quando si è autoincensato ed autoeletto a capo della nazione. Chi vota Pd non ci torna la seconda volta alle urne, ammesso che ci sia andato la prima.
Ma che pensavano questi, che i romani si fossero dimenticati di tante porcate? Un forte no a Mafia Capitale, alle finte sinistre e alle finte destre, e ricordo che Mafia Capitale è un'orrenda realtà italiana, visto che tutti gli italiani contribuiscono a pagare il fallimento di Roma, che abbiamo saputo grazie a poche persone oneste che ci rappresentavano lì dentro, e di certo non erano del Pd, o di altra pappa simile, ma quelli che ancora qualcuno chiama "grillini".
Se votare onestà e trasparenza, che di certo non sistemeranno tutto sto casino di vari decenni in un attimo, è stato un voto di protesta, vabbè e allora? Che cambia? Nulla, non c'è protesta tra di noi, ma solo lo schifo per voi: pensateci, soprattutto quelli che hanno telefonato o  scritto, per i propri incontri elettorali, e sempre con la scusa dei disabili: sono felice che nessuno abbia abboccato (leggi anche Roma Election Freaks).
Nessuno abbocca più, meglio così finte brave persone? Chi sono gli Squali Magno Romani, le Oche Ignoranti del Campidoglio e gli Storni Cagoni, o Stornazzi Chigi? Niente, non sono più niente, da quando a Roma finalmente è tornata quella che mancava da sempre, ma che ha sempre difeso Roma: la nostra Lupa.
Questa Lupa è giovane, ha già finito di allattare quindi pronta a difendere il branco, di razza pura e sana, una Lupa vera, ed è stato un piacere sentirla sbranare i nemici, con intelligenza, eleganza e senza risse, a cui le Oche Ignoranti del Campidoglio sono così abituate, per entrare a casa nostra.
Perché il Campidoglio non è una roccaforte per raccomandati, mafiosi, palazzinari e magnoni, ma casa di tutti i romani: avete fatto male a scordavvelo, visto che succede a magnà troppo e a sta senza 'n pizzico de realtà? 

Ps.: ricordo che questo è il mio blog personale, non è l'associazione che presiedo ed ho fondato, la Blindsight Project, tra le poche veramente laiche ed apartitiche, di quelle onlus che non fanno campagne elettorali, e non si sono mai vendute né abbassate a portare qualche voto sia al candidato magnone, sia alla Lupa che ho votato io (e senza protestare, ma con tanta gioia, speranza e piacere).
#VirginiaRaggiSindaco

ROMA ELECTION FREAKS

La mia posta è piena di mail pesantissime, sature di allegati per inviti, che 9 volte su 10 non posso leggere perché inaccessibili: tutte "feste", "incontri", "dibattiti", "convegni", ecc.. Nessuno osa dire, molto più sinceramente: "dateme er voto!".Ritengo inutile, paradossale e discriminante, questo spreco di giga inaccessibili, quanto ipocriti, anche se soprattutto per mail: voterò Virginia Raggi, e con vero piacere stavolta, perché voterò per Roma, che è già al ràntolo finale, e finalmente potrò votare una donna, e non un politico, come è comunque l'altra donna candidata, che non avrei mai votato. Potrei pure partecipare ai vostri party elettorali, dove i candidati si attaccano come sanguisughe alla cosiddetta "qualsiasidisabilitàl'importanteèchesiadisabile". Siccome però ho sempre pagato tutto, e non ho mai avuto niente in cambio, anzi ho solo visto tanto denaro pubblico svanire nel nulla in nome di ciechi, sordi, malati rari, ed altro, una corte dei miracoli peggio di Freaks, usata e strizzata all'occorrenza, ecco mandatemi gli inviti solo..
quando avrò una casa normale, cioè accessibile nei costi ed anche per un cane guida anziano, con la possibilità di avere almeno un ospite e di non sbattere ovunque..
Quando avrò i buoni taxi dal Comune di Roma, destinati alle persone gravemente disabili e con mobilità difficile, quelli per cui il bando non esce mai, quelli per cui è inutile recarsi a viale Manzoni "di tanto in tanto", come chiedono da anni impiegate addette probabilmente solo a questo..
e quando i buoni taxi saranno dati in base al reddito, e non in base alle cariche o le amicizie...
Quando un veterinario mi dirà che pago la metà per i miei cani guida, perché c'è una convenzione con il Comune per questo tipo di spese, rivolte a chi non ha reddito..
e quando il Comune metterà a disposizione di chi è cieco e sta da solo in casa con un cane guida, un veterinario a domicilio, possibilmente economico...
Quando non dovrò più spendere migliaia di euro per un ausilio..
e quando questo ausilio sarà inserito in un Nomenclatore Tariffario delle Asl, attualmente fermo al 1999...
Quando passerà la legge che i fondi pubblici destinati al cinema, al teatro, alle tv, ai giornali, sono vincolati all'accessibilità per le persone disabili sensoriali (sottotitoli e audiodescrizione)..
e quando i vostri convegni avranno la sottotitolazione in tempo reale...
Quando potrò avere più ore di assistenza indiretta dal Comune di Roma, anziché darle a chi ha figli (sempre quasi ricchi e famosi) che non si occupano di genitori anziani..
e quando il Comune di Roma aggiungerà, nel modulo per l'assegnazione delle ore, le domande: "ci vedi?" e "ci senti?", oltre a "cammini?" e "ricordi le cose?"...
Quando nessuno mi dirà più "non entri col cane guida", perché avrete diffuso la Campagna Nazionale Cane Guida..
e quando non mi chiamerete più "non vedente" o "diversamente abile", nei vostri incontri accessibili solo a chi vede e chi sente...
Quando darete lavoro a chi è disabile, soprattutto della vista e dell'udito, anziché usarci come batterie per le vostre campagne elettorali (vedi Matrix i campi sterminati dove si coltivano umani)..
e quando mi darete la pensione, per i soldi che ho versato all'Inps quando lavoravo, anziché aspettare la mia "età pensionabile"...
Quando porterete più rispetto a una donna come me, che può inondarvi di dignità, che tanto vi manca tanta ne ho di mio, anziché usarmi per prendere voti e poi dimenticarvi di tutti quelli come me, e per rispolverarci alle prossime elezioni...
Infine, quando mi chiederete di venire a un vostro comizio, anziché ad un "incontro per discutere di chi è disabile a Roma", o a "una festa tra associazioni", e via dicendo con questo tipo di mascherate, in cui mi sentirei un criceto sulla ruota arrugginita, in una gabbietta minuscola...
forse ci verrò, se non altro per farvi pesare il taxi che mi sono pagata con 1100€ di pensione da cieca civile, con cui deve pagare tutto.
E comunque non vi voterò mai!
Un trailer del film Freaks

AUTO INTELLIGENTE: SOPPORTERA' GLI ITALIANI?

Auto senza conducente: il sogno di chi non vede.
Dopo tante attese, non solo da parte mia, arriverà finalmente sul mercato l'auto che si guida anche senza vedere. Il progetto di Google si sposa con Chrysler, e a gennaio Detroit vedrà esposte le prime. Leggi la notizia.
Gli americani arrivano sempre primi? Si, forse perché noi italiani ci sappiamo fare, vedi Marchionne in Usa, e forse perché, sempre noi italiani, abituati ormai solo a oceaniche polemiche e a logorroici opinionisti, prima di approvarla sulle nostre strade passeremo anni a discuterne.
Questo mentre chi è cieco ma vive in America, potrà essere finalmente libero e autonomo.
Perché a parte il comducente che potrà godersi il panorama, mentre l'auto marcia da sola, ci sono tantissime persone che non possono guidare per problemi di vista, a cui ovviamente i media non danno peso, senza considerare che invece saremmo i principali acquirenti. Finora purtroppo non ho letto, né ascoltato una parola spesa per l'utilità di questo mezzo per tutte le persone disabili visive del mondo, ma solo opportunità banali per normodotati viziati.
Le domande che ascoltavo a un tg, sono: se l'auto si trova con un pedone da una parte e un muro o un baratro dall'altra, cosa deciderà di fare in questo caso il suo computer? Oppure: se investo qualcuno, di chi è la colpa? Di me che manco guido, o di chi mi ha venduto l'auto, che a sua volta se la prenderà con chi l'ha fabbricata? Insomma, nell'immaginario collettivo italiano non esiste ancora la praticità: ma su ogni cosa ci si deve discutere e polemizzare, indagare e controllare, meglio se sui social come il gregge ama fare in questi casi, e mentre noi parleremo di cosa è giusto o no, gli americani ciechi scorazzeranno liberi sulle loro piccole auto ecologiche e intelligenti.
Pare che queste capsulette siano più sicure di ogni altra auto guidata da umano: io ne so qualcosa di auto senza un conducente umano. Non ho mai provato ancora a farmi guidare da un'auto, ma so bene cosa sono le auto addosso se non c'è chi guida e manco un computer di bordo.
E pensare che gli italiani, quelli che si dipinsero le finte cinture di sicurezza sulle magliette quando ne passò l'obbligo, lo fanno da anni, anche senza tanti sistemi intelligenti e sofisticati: si incapsulano nell'abitacolo imbottito di un'auto, e poi tutto fanno tranne che concentrarsi alla guida. Le auto vanno da sole da noi, e succede da anni, lo dimostrano i dati agghiaccianti dei morti quotidiani qui, per questo Marchionne va sul sicuro in America :)
Aspetteremo, arriverà un giorno in cui anche gli italiani parleranno di meno, e faranno qualcosa di più concreto, di buono intendo e non le solite cose finte e decadenti prima della lor stessa inaugurazione? Già vedo questo scenario: noi a discuterne e loro in auto, che parcheggiano e scendono col loro cane guida, per camminare su un marciapiede, finalmente libero dalle auto che hanno vinto sugli umani (ad esempio quella Mercedes190 che, senza un umano al volante, si è avventata di culo su di me il 9 maggio del 2002). Oppure, altro scenario che vedo, in un futuro davvero lontano: noi italiani che finalmente avremo approvato un'auto di questo tipo, mentre altrove chi è cieco potrà anche guidare un'astronave.
Questa capsuletta intelligente, se non arriva qui per tanti motivi, mi spingerà a lasciare l'Italia per sempre, e senza tanto dolore, considerando che ogni ausilio me lo devo pagare di tasca mia comunque, visto che dal 1999 stanno ancora parlando se riformare e come il Nomenclatore Tariffario delle Asl.

Bla Bla quest'anno, bla bla il prossimo, bla bla chissà per quanto. Dal prossimo anno in America invece sarà solo un rumble rumble, per tutti (almeno coloro che potranno acquistarla).
A proposito: Artù è in pensione, non lavora più, io sono quasi reclusa perché incapace di deambulare da sola col bastone, e questa capsuletta a noi ci farebbe proprio comodo. Una song che mi  venuta in mente scrivendo, è questa: mi immagino coi capelli al vento, Artù e il prossimo cane (in arrivo tra pochissimo) che sfrecciamo sulle strade (americane, se non voglio farlo a 150 anni). Ascolta Good Morning Sunshine

ASPETTANDO OCCHI PIU' GIOVANI

Artù Templare Cane Guida
 
Non ho mai contato i chilometri percorsi insieme, so solo che sono davvero tantissimi, e non parlo di quelli fatti su un treno, su una metropolitana o su un'autobus, ma di quelli fatti a piedi e a quattro zampe. A giugno il mio cane avrà 13 anni, e lavora da quando aveva pochi mesi, gli è venuto naturale non farmi sbattere agli ostacoli dentro casa, ed era il mio cucciolo guida, perché non era facile muoversi in casa appena persa la vista del tutto. A circa un anno, grazie a un addestratore e alla sua intelligenza, è diventato un cane guida davvero bravissimo, anche fuori casa. Era il 2003, con Artù iniziai una nuova vita, l'altra mi fu rubata e pure malamente, ma il contatto continuo con una creatura così pura e innamorata di me, mi ha salvata e mi ha formata. Senza forse, Artù è l'unico essere vivente a conoscermi davvero: si è quasi sforzato a farlo da quando arrivò da me, pur di andare d'accordo. Probabilmente, considerando la sua voracità estrema, adorava le crocchette con cui l'ho cresciuto, e infatti alla sua età sta ancora bene.
Però è stanco! Mi sta facendo capire che la pettorina gli ha davvero spappolato quegli involucri vuoti che ha, però gli piace uscire insieme, giustamente vorrebbe andare in pensione, e avrebbe dovuto farlo da un po', perché di solito è tra i 10 e gli 11 anni che i cani che lavorano si mettono a riposo. Gli basterebbero a volte pure quelle 3 uscite al giorno per fare i suoi bisogni, altre volte invece vorrebbe giocare per strada, ovviamente si è impigrito rispetto al vulcano che ancora era fino ad almeno 2 anni fa, ma esce con me e lavora se glielo chiedo, in questo caso lo fa ancora come sempre, cioè bene e come non tutti i suoi colleghi riescono. Ha voglia di godersi un po' di passeggiate senza il peso di una bardatura da cavalier templare, senza impegno e senza lavorare, giocando anche col guinzaglio se gli va, lasciandosi andare come tutti i cani ad un odore, oppure fermandosi ad ogni albero anche per un atomo di pipì. Una vita al lavoro, e che lavoro in mezzo a milioni e milioni di gambe senza un cervello attaccato!
Quante volte il suo lavoro è stato calpestato, umiliato, discriminato? Quante volte abbiamo dovuto insistere per accedere dove invece tutti possono?
La sua legge è sconosciuta, il suo immenso lavoro è stato sempre considerato solo pelo, disagio per altri clienti o, peggio ancora, un problema sul posto di lavoro. Abbiamo lottato insieme sempre affinché il suo lavoro, e quello dei suoi colleghi, sia rispettato, riconosciuto e tutelato, come del resto chiede una legge dello Stato Italiano dal 1974 (si era ancora il ventesimo secolo, ma ancora non la si conosce e non la si applica, a meno che non si sputi il sangue per il riconoscimento di un diritto, e sempre dopo mille umiliazioni).
Artù va in pensione, si riposerà ma non da subito, c'è un ultimo sforzo che farà, forse anche volentieri vista la sua intelligenza e il suo intuito magistrale: insegnerà alcune cose al cucciolo che arriverà, mi aiuterà ad educarlo in casa, poi quando il cucciolo avrà compiuto 8 o 9 mesi, prenderà lezioni e diventerà anche lui un cane guida, e l'ineguagliabile Artù potrà starsene al calduccio per il prossimo inverno, e uscire e giocare quando e quanto vorrà.
Parlarne così sembra che sia un tutorial per il prossimo cane guida: la realtà è che non riesco a pensarci, Artù è i miei occhi da quasi 13 anni! Cambiarsi gli occhi non è semplice, non so ancora come saranno gli occhi che mi faranno vedere i prossimi anni, so solo che insieme ad Artù ho vissuto anche il mio passaggio da giovane signora, a signora di 55 anni, ed è difficile scindersi in due paia di occhi: il primo quello che ti appartiene, il secondo quello che dovrà autoimpiantarsi.
Potrei scrivere libri e antologie su tutto quello che manca in questi casi in Italia, di quanto sperpero di denaro ci sia e quanti pochi cani da assistenza, al contempo, non giustifichino i fondi destinati ad essi. Potrei dire di quanti fanno spam di cuccioli e cani abbandonati sui social, ma mai verrebbero a far compagnia a un anziano e valoroso cavalier templare in pensione, a meno che non si sborsino cifre impossibili per chi vive di pensione da cieca civile. Infatti non dico nemmeno nulla sui buoni taxi a Roma, quelli che in pochi hanno il privilegio di avere, nonostante il taxi possano permetterselo: averne un po' anch'io mi risolverebbe tanti problemi adesso che Artù deve ancora lavorare per forza. Perché Artù da sempre è l'unico accompagnatore che ho, e non per scelta mia.
Preferisco dire invece di quanto siamo bravi noi italiani ad arrangiarci quando non abbiamo niente, ed essendo italiana onesta da troppe generazioni, ci riuscirò ad organizzarmi, a pagare spese, ad avere la possibilità di continuare a vedere a quattro zampe, e al tempo stesso di dar respiro ad Artù, primo testimonial della Campagna Nazionale Cane Guida di Blindsight Project, una onlus che esiste ed è operativa soprattutto grazie a lui! Preferisco scrivere di questo e di quanto sia importante un cane guida per chi ne ha bisogno, la melma intorno la lascio dietro di me, come sempre si fa quando si vuole camminare tranquilli.
Io e Artù abbiamo camminato tranquilli poche volte in mezzo agli umani, ma 5 anni della sua vita li ha trascorsi su una spiaggia semi selvaggia, spesso senza bardatura, davanti al mare che adora, infatti ancora è un toro, stanco e svogliato, ma con una padrona poco sedentaria come me, e alla sua età, anche Highlander lo sarebbe al suo posto! Voglio che stia bene, l'amore e il rispetto che abbiamo sempre avuto l'uno per l'altra, non mi consente alcun egoismo e, anche se lui non vorrebbe mollare, so bene che non lo farà mai fino a quando non capirà che qualcuno può sostituirlo.
E insieme, camminando piano piano, aspettiamo occhi più giovani, il coraggio comunque non ci manca mai.

IL COLORE DELL'ERBA, E GLI EFFETTI DI QUESTA SULLA STAMPA

"IL PRIMO FILM PER NON VEDENTI": così è stato ignorantemente presentato "Il Colore dell'Erba", il documentario di Juliane Blasi Hendel, un’opera prodotta da Simone Catania per Indyca, e realizzata con il sostegno di Trentino Film Commission, Piemonte Doc Film Fund, Rai 3 (Doc 3) e con il patrocinio di UICI – Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti e I.RI.FO.R – Torino.
Insomma non è un'opera di certo autofinanziata, tale da non avere risorse per un ufficio stampa magnifico, che possa fermare chi scrive al pubblico come sopra. Non è il primo film.
Chi sono poi "i non vedenti", tanto per cominciare? Sono persone o cose inventate da qualcuno, forse per creare caos e allontanare l'armonia? Perché la stessa associazione per persone cieche e ipovedenti, prima si chiamava solo Unione Italiana dei Ciechi, e quando cambiò nome, perché non si chiamò Unione italiana dei non vedenti e degli ipovedenti? Rimase invece, ed è tuttora, Unione italiana dei Ciechi, e aggiunse giustamente anche degli ipovedenti. Chi ha inventato la parola "non vedente", che non vuol dire nulla e poco si avvicina alla cecità reale?
Non è il primo film per "non vedenti", ma è un documentario su persone con cecità, o persone cieche o ipovedenti, anche perché da anni ci sono addirittura festival del cinema accessibili a chi non vede o vede poco, sottotitoli compresi per chi non sente o sente poco (persone sorde, ipoudenti, cieche, ipovedenti, comunque persone e mai non vedenti).
Perché i giornalisti copiano e incollano senza documentarsi? Anche perché da alcuni uffici stampa partono comunicati con parole che nessuno comprende, e capire qual'è la differenza tra non vedente e cieco non interessa a nessuno quando scrive, semmai arriva la notizia che questo "è il primo film per non vedenti", e si copia e si incolla all'infinito, sommergendo di spam quelle notizie giuste, ad esempio questa: ci sarà un film al mese con MovieReading, pensate una app italiana che da anni consente alle persone (PERSONE) disabili visive o uditive, di fruire di una proiezione in piena autonomia. E ripeto, già da anni pionieri in questo tema rendevano accessibili film per tutti fornendo solo l'audio senza immagini, ma audiodescritto. Poi si arrivò alla proiezione dedicata in qualche sala, a quell'ora e quel giorno, col metodo dell'audiodescrizione ascoltata con cuffiette fornite all'entrata. Infine, dal 2009, questo cambiò: fu realizzato il primo festival (FESTIVAL) accessibile d'Europa, e in seguito ogni anno a Roma c'è un'edizione accessibile alle persone disabili sensoriali (SENSORIALI), cioè con sottotitoli e audiodescrizione per ogni film italiano in concorso, l'anno scorso con MovieReading per l'appunto, quindi pure senza cuffiette, ma solo col proprio smartphone o tablet, alcuni anche da soli in sala.
Leggere che è stato realizzato, grazie a tutti questi sostenitori, il primo film per "non vedenti", non fa sorgere qualche domanda a chi scrive articoli o sta in tv? Come mai se ogni anno il Festival del Cinema di Roma, uno dei più importanti red carpet del mondo, è accessibile a chi non vede, il colore dell'erba è il primo film? No, non ci si domanda nulla, si fa solo spam nella rete e tra i media, disinformando e, purtroppo, facendo perdere di prestigio ad un'opera che, a parte la disinformazione della stampa, apre qualche varco in questo mondo sconosciuto qual'è la cecità.
Per questo avrebbero dovuto pubblicizzarlo e lanciarlo in altro modo: leggere quanto si sta scrivendo è uno schiaffo a chi lavora da anni per arrivare a un film accessibile in anteprima al mese, più il resto che si spera sia accessibilizzato, visto che finora, probabilmente per non scrivere e documentarsi, si continua a non sapere cos'è l'accessibilità di una proiezione, come realizzarla, come e dove fruirne. Con MovieReading, da anni, ogni opera resa accessibile lo è ad ogni suo passaggio, dalla tv al pc, dal cinema al tablet, l'importante è che l'audio sia quello originale, e l'audiodescrizione scaricata da MovieReading si sincronizzerà in automatico con il film.
Blindsight Project, la onlus che presiedo e che ho fondato, anche per abbattere barriere nello spettacolo, dal 2006 realizza e chiede accessibilità, non solo al cinema ma anche a teatro e in tv, per ogni video, ecc. fino alle slide di un convegno: che tristezza leggere ovunque che è uscito "il primo film per non vedenti". Non è il primo, e semmai è fruibile da persone disabili visive.
Complimenti a chi ha impegnato il suo talento per realizzare quest'opera, e ha dedicato un po' del suo tempo da vedente per noi disabili sensoriali, un film che io ancora non ho visto, e non so nemmeno se è accessibile a tutti, cioè se ha anche sottotitoli. Se questi ultimi non fossero stati previsti, beh che dire se non "dividi et impera"?
Scrivere che è "il primo film per non vedenti" è un danno a chi lavora in questo campo, e ci metto tutti i professionisti che realizzano audiodescrizioni, sottotitoli, e lottano per farne tanti. A poco servirà realizzare ancora festival accessibili, o lottare per avere un film al mese da qualche distributore: è così che ci vuole l'immaginario collettivo italiano? Così come veniamo presentati da tutti? "I non vedenti", e mai persone? 

ROMA MANTRA LUPANAR (Holiday on Guano)

Roma che brucia (foto Raffaeli)
Era il 6 gennaio del 2007 quando lasciai Roma per trasferirmi in un'altra regione, dove rimasi per 5 anni spiaggiata, in tutti i sensi visto che li passai da eremita, in esilio su una spiaggia, mozzafiato si, ma sempre solo una spiaggia era. Troppo solo spiaggia per chi è nata nell'ombelico del mondo, ha perso la vista da adulta ed ha memorizzato uno splendido mondo d'arte, popolato da milioni di persone di ogni razza e civiltà, decisamente un mondo unico su Terra. O almeno era pressappoco così quando lasciai Roma. Sono ritornata col cambio del sindaco, Alemanno se ne va e lascia il posto ad un medico che, come molti colleghi suoi, sbaglia diagnosi e terapia, pur percependo parcelle da capogiro, lui e l'equipe naturalmente. Alemanno gli lascia solo briciole di Roma, ed anche se non è stato l'unico a mangiarsi la torta, è di sicuro quello che ha spazzato via anche quelle poche candeline rimaste,  lasciando solo il piatto, che piange. Il medico Marino ha "sanificato" il piatto, e adesso non ci sono più nemmeno le briciole, solo un piatto sporco che nessuno osa pulire, per non infettarsi. Quando tornai ricordo la puzza di Roma, puzza che ancora c'è e pure aumentata: perché ogni profumo è svanito nel nulla? Dove sono finiti quei vortici di essenze che provavo passando davanti a una profumeria? Non ci sono più profumerie, forse ha resistito qualcuna di quelle storiche al centro, forse nemmeno più italiana probabilmente, visto che molti sono i negozi famosi con nome italiano e proprietari stranieri. E l'odore intenso del caffè tostato nelle torrefazioni? Svanito nel nulla pure quello, sostituito oggi da odori di cappuccini serali, preparati con latte a lunga scadenza per americani tirchi e prevenuti, un odore misto all'olezzo di enormi bar, bisteccherie, cineserie e giapponeserie, fast food e paninerie, sempre affollati, mai puliti e, come per le profumerie, spesso non italiani, e comunque raramente con proprietari romani.
Gli unici odori che sento ormai a Roma sono gli stessi che sentivo da bambina, quando di pomeriggio mi portavano al cambio della guardia del Quirinale, dietro casa, ma non c'è più la musica, sono solo odori di caserma, mitra e divise, misto all'adrenalina che sprigionano ogni volta che entro in una stazione della metro: vengo notata subito nel gregge, molti si avvicinano ma sento la loro titubanza, forse penseranno che il mio cane sia imbottito di tritolo? Oppure che il mio bastone sia un kalashnikov mascherato? Ovviamente mi distinguo per il cane in divisa, per il bastone e perché ci vuole coraggio adesso a prendere la metro a Roma, e non per il rischio attentati, ma per i disservizi, gli stessi in superficie con gli autobus. C'è stata per settimane un'imbottita di piombo su Roma, certo non pioveva mai e tutti i fumi sono rimasti ad intossicarci meglio, eppure nonostante Roma sia una città dove manca tutto tranne che l'acqua, nessuno ha pensato di bagnare un po' le strade e i tombini da cui uscivano liquami fumanti, o di annaffiare qualche albero di notte, troppa spesa, meglio finire la maxi nuvola di Fuffa. Risultato: holiday on guano e tutti con cortisone per respirare, cani compresi.
Ormai gli unici profumi che sento sono quelli delle escort che, scese da qualche auto blu, entrano claudicanti su tacchi altissimi in un hotel. Oppure quelli degli anziani che le seguono. Non c'è più nemmeno l'odore di bambini vicino le scuole o gli asili, ma solo un pungente odore di finto igienizzante, di quelli economici probabilmente contraffatti in Cina con finto marchio italiano, come del resto molto altro del nostro Made in Italy. E pensare che il marchio Made in Italy è tra i tre marchi più famosi al mondo, invece da tempo tra CocaCola e Visa c'è un marchio che non ci appartiene più.
Su quella spiaggia mi sentivo senza un pezzo di me, oggi mi rendo conto che quel pezzo di me, che è Roma mia, è solo un ricordo, che forse avrei potuto continuare a vivere con meno difficoltà, e più Amore. Oggi mi manca Roma, e mi localizzo mentalmente su quella spiaggia, immagino i profumi di gelsi in fiore e del mare, i suoni dell'acqua e della terra. Mi manca molto quella spiaggia, quei profumi intensi mai più sentiti qui nella mia città, mi manca quella tranquillità, quei suoni naturali, il poter toccare il suolo con le mani. Lì se lo facevo affondavo le mani nella sabbia, sull'erba, tra i ciotoli del fiume, qui mi immergerei nella merda che più merda non c'è, manco nei bassifondi di Bombay.
Roma è solo un enorme lupanare vintage, dove i profumi delle donne sono stati sostituiti da quelli di uomini potenti e amici di questi, e da quelli di minorenni lavati e preparati a dovere per la gioia di chi ci guadagna sopra.
Noi romani, quei pochi rimasti qui, come un mantra  ripetiamo a noi stessi: Roma non deve morire.
A proposito di morire: appello ai pellegrini e turisti per Roma! Vi prego lavateve, nun ve fate la doccia solo quando tornate a casa vostra, qui tra fontane e fonti, se proprio siete stati fregati dalla pubblicità di internet, e vi siete trovati in 10mq in periferia senza luce e senz'acqua, l'acqua davvero non manca per una sciacquatina alle ascelle e una lavatina di denti, magari eviteremo di far sbandare gli autobus, quei pochi almeno che riescono ancora a circolare senza problemi.

A Roma: https://youtu.be/lIm4GhOWgFg

MORIRE DI DISPLAY

Campagna Tinko per vivere social fuori dal network.
 
Roma, ma un po' tutta l'Italia di conseguenza, da un po' di tempo, sembra una metropoli affetta da sordità e da cecità: nessuno vede, se non il suo smartphone, né sente altro perché tappato e isolato dalle cuffiette, quindi non sentono o vedono altro se non sé stessi e il loro mondo virtuale. Tutti immersi in un display o chiusi dentro lamiere a fare la stessa cosa, tra un cambio di marcia e l'altro. Una civiltà questa che definirei in "coma displayologico", per l'assenza di reazioni vitali e umane, in quasi tutti coloro che affollano questa città. Non ci si può permettere di essere così distratti fuori casa, specialmente in una metropoli con milioni di persone che deambulano in vari modi, soprattutto su mezzi meccanici, che poi parcheggiano dove capita, l'importante è che non diano fastidio ad altri mezzi meccanici. L'umano, il suo diritto alla mobilità grazie alle gambe, o ad una carrozzina o cane guida perché disabile, non contano nulla, nessuno ci pensa più.
Quando si parcheggia si pensa: do fastidio a qualcuno? Ma in realtà quel "qualcuno" è qualcosa, cioè un altro mezzo meccanico, che sia un'auto, o un'autobus o un motorino, non si pensa mai a qualcuno davvero, cioè a una figura umana, magari che spinge un passeggino, o cammina al buio grazie a un cane guida, o semplicemente un umano che cammina. L'unica figura umana che il cervello di chi guida a Roma, ma anche fuori da qui, ha nella sua mente come pensiero in quel momento, è quella in divisa, da vigile, carabiniere o poliziotto. Tutti gli altri esseri umani non sono contemplati nel database mentale dell'autista romano, e non.
Una mente criminale girerebbe con un flacone di liquido per freni, da spruzzare su ogni mezzo meccanico che intralcia il suo cammino da pedone umano, o con qualcosa per graffiare ogni portiera: io alzo i tergicristallo e chiudo gli specchietti, è già una rottura per gli isterici che non hanno tempo per vivere, ma sono risucchiati da un sistema che li vede chiusi in lamiere per gran parte della loro vita. Il bello è che si illudono di essere liberi, non sanno quanto sono schiavi.
Noi pedoni umani, soprattutto noi disabili, paghiamo a caro prezzo questo lifestyle romanoitaliano: spesso si rimane chiusi in casa, si devono annullare appuntamenti di lavoro, o impegni solo perché c'è la macchina parcheggiata davanti a un cancello, o davanti a una scala, o a un marciapiede, così da impedirne l'accesso a chi ancora vive senza essere risucchiato da pompe e cambiali, solo per un po' di lamiera.
Con la metro vado dove voglio, il problema è arrivarci viva...
"Solo un attimo e vado via", è la frase che di solito si sente, di fronte alle strisce o a un marciapiede occupato da un mezzo meccanico, prima di essere falciati da un'altra auto che ..."non ti ha vista", forse perché stava leggendo WhatsApp o Facebook mentre guidava, "per fare prima". Prima per cosa, se alle spalle ti lasci i morti e i discriminati?
Riassaporate una passeggiata o una cena senza smartphone, staccate per un attimo gli occhi da quel display: il mondo vero è fuori da lì, e gli andate addosso, meglio ancora, mi venite tutti addosso, e pretendete il posto a sedere su un mezzo pubblico, per essere più comodi per smanettare le vostre protesi Apple o Samsung. Inutile scrivere sul vostro Facebook che siete brave persone, che amate gli animali, spammando foto di gattini e cani, o di disabili discriminati: avete rotto davvero, se poi per strada siete così.
Pensateci, grazie: io non posso più guidare, devo per forza camminare a piedi col mio cane guida, e devo uscire per forza, la mia sopravvivenza quindi, e quella di tanti altri, dipende anche da voi! Pensate al fatto che non siete gli unici umani su Terra, e che gli altri non sono avatar, il sangue per le strade è quello vero, così come i morti e i disabili che producete, e lasciate alle vostre spalle.

Perché la cosa più grave è perdere qualche punto sulla patente, quando c'è qualcuno, raramente, che ve lo fa, sempre se non è preso da un display pure lui.

ORGIA DI ANGELI PER LIBERARVI LA MENTE

Quando ho perso la vista ero ancora molto bella, avevo anche 13 anni di meno, e un prete mi disse che per lui ero un angelo, non ero morta per questo... In realtà non sono affatto un angelo, anzi. E non lo sono tante persone disabili.
Pensiamo alla disabilità che arriva in età adulta, per un incidente come il mio, per una malattia, per un trauma psichico, per droghe e per tanti altri motivi, anche se non ci si vuole mai pensare, ma la domanda è questa: secondo voi in quanti casi, se si diventa disabili, si diventa anche "angeli"? Secondo me quando si è in coma, e non è detto nemmeno in quel momento, quindi non mi spiego perché quei quattro esseri normodotati, come si sono definiti in un tavolo politico un giorno, lo stesso in cui ci chiamarono diversamente abili se non sbaglio, possano continuare a dettar legge per tante cose, in un mondo popolato da persone disabili! 
Perché "Angeli"? Per me perché la Chiesa per tanto tempo, fino a quando non arrivò questo papa, riteneva la disabilità quasi una colpa da espiare, per la famiglia una croce da portare, ma con l'aiuto del Signore, e delle riconoscenze in parrocchia, avrebbero vissuto comunque una sacra famiglia, oppure le donne cieche (le più discriminate in Italia), si sarebbero lette finalmente il Vangelo in Braille con l'8 per mille alla Chiesa.. . Per fortuna Francesco, con tutti i difetti di un papa, ha rotto gli schemi, con noi disabili sicuramente. La disabilità non è più esposta, sulla pubblica piazza terrestre in maxischermo (ricordate Wojtyla?), quasi a far sentire tutti gli altri in colpa di essere sani e ancora vivi, come è successo per anni, ora la disabilità questo papa l'affronta e la condivide diversamente e più umanamente, cristianamente se volete. Ma sempre angioletti siamo quando si pubblica la foto su Facebook con il papa che ti abbraccia: possibile che questo è il massimo dell'abbraccio per una persona disabile italiana, quella fortunata sempre?
Assistenzialismo in tutto, mai autonomia: ci vorranno decenni, nonostante anche gli sforzi di questo papa (in alcune cose), per riequilibrare questa nazione e per adeguarla ad altre realtà terrestri, cosiddette civili. Ma perché tanto assistenzialismo è invece negato nella sessualità? Perché è proprio negata la sessualità in questa nazione, direte voi. Si certo, ma perché non aiutare chi è disabile a farsi una famiglia allora? E perché tra laici negare il sesso tra normo e disabile?

Perchè noi disabili siamo angeli appunto, non dobbiamo pensare al sesso, semmai in silenzio dobbiamo subirlo, e possibilmente non denunciarlo, ma pur volendo dove denuncia una donna sorda? Chi parla la Lis in un centro antiviolenza, visto che davvero non può telefonare? E come si accoglie una donna cieca stuprata ma ex vedente, che ha vissuto e vive davanti agli occhi la stessa dimensione per sempre? BOH? In Italia la sessualità è nascosta, si vive sui social, nelle chat, su uno schermo si fa e si dice tutto, basta entrare in una qualsiasi scuola italiana, sia per aggiornarsi sugli ultimi giochi sex, sia per assistere a vere scene di violenza, peggio di Gomorra. Nella realtà si giudica qualcuno se fa sesso pur non essendo bellissimo, oppure chi ha una relazione con una persona disabile che non sia Bocelli, la Minetti o Zanardi, quindi fuori dai canoni del gregge. Ma come farà? Come faranno ad andarci a letto con quel mostro?". Eppure viste le violenze che subiamo noi disabili ad ogni età e condizione, pare che ai normo la disabilità, a letto, poi non faccia così schifo! Ma se un punto di cellulite, o una chiappa meno soda, sono un problema serio in Occidente, figuratevi se una persona disabile volesse far sesso! Se ne parla da tempo anche in Italia, e fanno molta fatica a farlo, ma l'idea che davvero mi rallegra adesso è quella di Toronto, dove il 14 agosto prossimo ci sarà un "orgia-happening", aperto a tutti, disabili e non, in maschera e non, ecc.: forse è l'unico modo per liberare davvero quei quattro normo rimasti, così convinti di essere superiori solo perché vedono e sentono tutto, hanno tutti gli arti e non hanno forme strane. Questo vale anche per le persone normo-gay, cioè gay donne e uomini non disabili: l'immagine e la perfezione sno spesso importanti per quasi tutti voi, lo sappiamo, ma guardate oltre il vostro circuito, ci sono donne etero che non possono adottare un figlio solo perché sono cieche, ci sono uomini gay anche tra disabili e quanto altro nel mondo della disabilità, fino al vuoto che ci viene creato intorno, peggio che a voi, comunque protetti da una marea di politici altrettanto gay, mentre di disabili veri quanti ce ne sono in politica? Disabili cognitivi tra i politici italiani non conta... :)
Ci create tutti un alone mistico dal quale non devi uscire, sennò sei una disabile stronza, e nel quale però manco si entra, dicono per rispetto, ma nessuno di noi ci crede. Non ho citato gli uomini etero perché invece, a differenza delle donne, è numericamente più facile che trovino una compagna, intendo anche per una relazione che non sia solo sessuale. Ovviamente per le donne e i gay è tutto sempre più difficile, in ogni parte del pianeta.
Allora tutti a Toronto a ferragosto, anche se non è dietro l'angolo, ma quanto spendete con la voce di una che vi dice porcate al telefono, per il regalino al vostro toy boy, o per appartarsi con un viados o una minorenne prima di tornare nella vostra sacra famiglia? Tanti italiani li agevolerei con pacchetti viaggio, pur di mandarceli, per fargli capire quanto siamo donne e femmine pure noi donne disabili, quanto sono maschi pure gli uomini disabili, che davvero hanno due palle megagalattiche, rispetto a tanti papà e maritini stile playmobil, spesso rovinati dalle madri italiane che, va detto, negli ultimi 40 anni hanno comunque cresciuto i figli da SOLE, quindi tra Chiesa, associazioni e cooperative varie, media e Mediaset, ormai c'è un esercito di incapaci pieni di paure, soprattutto verso il "diverso", perché non tutte sono state capaci di tenerli scollegati da questo.

Qui non volevo parlare del sesso e disabili, ne parlerò e spiegherò cosa significa essere una donna per cui si fa a botte (finché vedi), e cosa significa diventare in un nano secondo (perché tanto è un incidente in moto), una scopata diversa, da collezionare tra le varie esperienze di solito del demente di turno, ma niente di più, e tanto altro in tema. Qui ho voluto portare l'attenzione ad una cosa semplice, nuova per molti italiani, laici e non, lo scrivo in linguaggio accessibile: scopano pure i disabili, e non solo tra loro!
#scopanopureidisabili #openyourmind
#deliciouslydisabled
Vedi anche: Assistenza Sessuale ai Disabili e LOVEGIVER

LA GRANDE SCALEZZA A BELLUNO (La leggenda delle unghie stregate e dei cani ciechi)

Per me le campagne elettorali in Italia, di qualsiasi natura siano, sono come uno zaino, che mi hanno messo addosso appena nata, e non riesco proprio a togliere, nonostante i miei disumani sforzi. C'è sempre qualcosa o qualcuno che mi butta addosso il suo volantino elettorale, a volte di carta, a volte virtuale e fatto di finte relazioni, comunque tutto gira intorno a scopi propagandistici, quasi niente è più spontaneo. Odio le campagne elettorali: i candidati diventano vuote figurine servili, i burattinai si travestono nei modi più assurdi, per non esser riconosciuti. Il risultato è sempre lo stesso: burattini e burattinai impegnati spasmodicamente in uno squallido circo, fuori moda e deprimente, in cui si aggirano animali feroci, strutture faraoniche ma di cartapesta ed anche un filino kitsch, esseri deformi e disabili di ogni tipo da esibire al momento giusto, ma da riporre, subito dopo l'applauso ricevuto, nel loro angusto camerino in una fatiscente roulotte.
Gli italiani ormai non sanno più distinguere un gesto spontaneo da un gesto da campagna elettorale, qualsiasi cosa si faccia per troppi c'è sempre qualcosa dietro, e forse per molti c'è, ma non per tutti. Io ad esempio me ne frego delle campagne elettorali, non sarò mai presidente del Consiglio, né della Repubblica, in questa nazione che vive di puerili ed ipocrite illusioni, perciò vivo da cittadina, senza perdere tempo a sperare, questo non vuol dire che sto ferma, anzi!
In questo momento mi sento incastrata tra la campagna elettorale politica e quella di una grande associazione, ma entrambe non mi riguardano, né mi interessano, eppure per vari motivi, sempre in mezzo a campagne elettorali, e suoi derivati, sto.
Di recente sono stata a Belluno, dove il sindaco ha vietato la scala mobile, quella che porta al centro storico, al cane guida, di conseguenza anche a chi non vede o vede poco, una scala alla quale si accede tramite una tremenda e pericolosa porta girevole. Ci ha messo pure un cartello dove c'è scritto che il cane guida non può salire su quella scala, meno pericolosa di queste a Roma nella metro, sinceramente. La storia. Eravamo un gruppo di persone disabili visive con cane guida, me compresa, ci siamo ritrovate lì con un'amica, Simona Zanella, che da tempo chiede di poter salire su quella scala col suo cane guida. Ci siamo dati appuntamento e siamo saliti su quella scala, chi col cane chi senza. Qual'è la fantascienza? Eccola: l'Unione Ciechi di Belluno non ha tutelato noi, bloccati insieme alla scala, e respinti in malo modo dalla sicurezza, come dovrebbe fare visto che i fondi li prende per questo, ma ha invece inizialmente malconsigliato il sindaco, proponendo l'affissione di un cartello che vieta l'accesso al cane guida, contro la legge 37/74 che invece ne garantisce l'accesso ovunque e gratis, visto che rappresenta ausilio, o gli occhi di chi non vede. In seguito, sempre l'Unione Ciechi di Belluno, si è dissociata dall'episodio, chiamiamolo sit in di ciechi con cane se volete, cacciato e respinto da un'opera pagata con denaro pubblico, contro la Convenzione Onu per le Persone Disabili, contro ogni legge italiana a tutela della persona disabile. 

Informazioni e video vari sono anche qui.
Questo era il nostro "sit-in" con Simona Zanella, il video 

Questo è quello che è hanno fatto succedere, sentirete anche me che urlo, ma di certo non eravamo arrivati così! Ecco il servizio 


La polizia, l'unica pattuglia di zona tra l'altro, è stata chiamata per un gruppo di ciechi su una scala mobile! I poliziotti all'interno della scala invece hanno eseguito gli ordini dei loro superiori, e va bene, ma va detto però che avrebbero potuto farlo anche con un po' più di gentilezza, perché noi non avevamo creato alcun problema se non quello di trasgredire un regolamento assurdo del sindaco. I nostri cani sulle scale mobili ci vanno tutti i giorni, sono cani che lavorano e per questo la legge italiana ne garantisce l'accesso ovunque, idem per i cani delle forze dell'ordine, ecc., insomma per tutti i cani che lavorano e non sono d compagnia, pertanto solo quelli addestrati.
Sorgono tante domande e dubbi. Perché l'Unione Ciechi di Belluno va contro la legge italiana e lo statuto che le permette di sopravvivere? Forse perché è sotto campagna elettorale anche l'Unione Ciechi? Perché il cane guida no? Perché i ciechi col cane no? Perché non un ascensore? Perché la porta girevole? E perché nessun parcheggio per disabili? La cosa peggiore, ed è opinione pubblic ormai, in questa storia è il comportamento dell'Unione Ciechi di Belluno, una sede che rischia di far crollare una onlus storica che, per quanto discutibile, una volta lottò affinché il cieco col cane andasse ovunque! Comunque, successo questo casino, che non abbiamo di certo fatto noi che transitavamo tranquilli insieme a tutti gli altri cittadini di passaggio, pare che l'Unione Ciechi di Belluno proponga addirittura di denunciare chi ha osato andare a Belluno un sabato con degli amici. Se avessero fatto un ascensore forse questo non sarebbe successo e avrebbero avuto i soldi per fare un'entrata accessibile, e qualche parcheggio per disabili, ma non lo hanno fatto, quindi al sindaco di sicuro la versione dell'Unione Ciechi di Belluno fa molto comodo, anche perché in molti abbiamo cercato di fargli capire che il regolamento delle scale mobili dice si che il cane non sale, ma la legge italiana dice pure che il cane guida è esonerato da ogni divieto.
L'arcano sarà svelato? Sicuramente si sapranno tutte le magagne, come sempre succede, e come sempre chi pagherà saranno solo i cittadini fuori dal circuito elettivo. Personalmente sono andata a Belluno spontaneamente, prendo le distanze da ogni azione volta a propaganda elettorale, di qualsiasi natura essa sia. Sono andata a Belluno e mi hanno bloccata sulla scala mobile mentre salivo, poi mi hanno detto di uscire fuori, poi mi sono arrabbiata per i modi cafoni della sicurezza, nel panico manco fossimo alieni! Si è vero, ci sono campagne elettorali, ma ci sono anche persone staccate da questa spirale, che vivono libere e vorrebbero poter usufruire di ciò che pagano, come tutti gli altri. Una volta sono stata candidata anch'io, per fortuna non fui eletta, ma lo sapevo: una donna in Italia i voti li deve portare, sempre agli uomini. Quella rara donna che siede su una poltrona, intorno ce ne ha più delle altre, di capi a cui rendere conto, quindi sempre serva e schiava è.
E' schiavo e servo anche colui che non vede aldilà di una campagna elettorale, di un partito, o di un'associazione: ho scritto soprattutto per i giornalisti, prima che facciano i soliti casini. Ho spiegato in maniera accessibile anche per i copia/incolla cosa è successo, cosa succede ogni giorno: se i giornalisti pure si staccassero da ogni campagna elettorale, come facciamo in tanti tra cittadini onesti, sono sicura che le verità salterebbero fuori subito. So bene quali sono le capacità di molti giornalisti italiani, ma so bene anche quanto siano, al tempo stesso, servili e attaccati al tubo della propaganda elettorale, sempre di qualunque natura essa sia, quindi in questo caso specifico di Belluno, ci si sofferma sulla polemica, un po' troppo, anziché indagare come dovrebbero fare i veri giornalisti di questo tipo di notizie. Perché qui non si parla del convegno, o della visita di un politico, ma di una grave discriminazione, di un episodio quasi fascista se ci pensate bene! Tornando al tormentone, la campagna elettorale, la realtà rimarrà sempre la stessa se non cambiano alla radice il metodo, sia in politica che altrove. Figurine, burattini e burattinai: dovrebbero aprire dei centri di recupero per tutta questa gente che non vive di altro, e costringe tutti ad assistere al loro squallido circo. Di Simona Zanella, che ha iniziato questa, chiamiamola battaglia, leggo cose assurde: che si è impuntata, che è malata di protagonismo, che c'è un motivo di campagna elettorale dietro questa sua richiesta insistente di libertà e autonomia. Leggo di un sindaco carino che risponde pure su Facebook e così "sensibile", ma che caccia via persone innocue senza motivo, creando disagio a tutta la cittadinanza per il blocco della scala che porta al centro. Mi piacerebbe leggere perché un'associazione per ciechi è d'accordo con chi ci caccia via? Mi piacerebbe sapere tante cose, che forse sapremo tardi, so solo una cosa certa: su quella scala il problema non è il cane guida, che ci va per legge, ma qualcos'altro, e per nasconderlo si fa di questo. Si è vero Simona si è impuntata, ma lo stiamo facendo in tanti insieme a lei a questo punto, perché sono già pochi i diritti acquisiti con le unghie in questa nazione, non possiamo permettere che ci vengano tolti pure questi! Quindi la battaglia di Simona è ora di quella di tutti, non solo disabili, ma tutti i cittadini onesti che, ora per una cosa, ora per un'altra, vengono derubati quotidianamente dei propri diriti, spesso svenduti da qualche associazione che a, suo tempo, lottò per conquistarli. E' la vita: la terza generazione è quella dello sciampagnone, diciamo a Roma.
Una volta una donna si mise seduta su un posto "proibito" ai neri sul tram: si è vero si impuntò, ma se non lo avesse fatto, avrebbero tolto prima o poi anche quei pochi posti destinati ai neri sui tram, e cambiò la condizione dei neri in America, anzi diciamo la migliorò. Quindi, dietro questo drammatico episodio di Belluno, dove ancora troneggia il cartello illegale, non c'è nessun motivo se non la difesa di un diritto umano, almeno per me e tanti altri. Chi ci vede campagne elettorali dietro con me sbaglia di grosso poi! Quindi il fatto che persone come me, e tanti altri, siano della stessa opinione di Simona Zanella, dovrebbe far pensare quel sindaco tanto carino che sta su Facebook, sempre più chiuso tra i suoi pochi fedelissimi, e le demenzialità dell'Uici di Belluno.
Avere la smania di salire, o di sedere su una poltrona, non porterà mai in alto come si desidera, anzi più ci si incastra in questi meccanismi, più si esce dalla realtà, quella che alla fine si vorrebbe gestire, controllare, e via dicendo. In una provincia è facile fare gossip, il problema è che la provincia adesso è sulla bocca di tutti gli italiani, indignati per aver contribuito a sostenere associazioni che non tutelano le persone disabili, e stanchi di impicci politici ed elettorali, sempre di qualsiasi natura questi siano, e cattedrali nel deserto che ci fanno pagare. Salire non vuol dire farsi eleggere, vuol dire invece elevarsi, anche su una scala mobile se mi va, visto che la legge italiana me lo consente e il mio cane l'adora perché non fatica.
P.s.: La leggenda delle unghie? I nostri cani sono curatissimi, poi camminano così tanto che non hanno possibilità di incastrarsi, perché le unghie sono sempre arrotate, infine sanno dove mettere le zampe, perché non vivono distesi su un divano! La leggenda delle unghie del cane guida è stata inventata da qualche cieco che non voleva i cani guida, forse perché aveva vantaggio sul metodo dell'accompagnatore umano? Può darsi, tante le domande e i dubbi, l'unica certezza è che quella scala adesso è un simbolo, per ogni italiano onesto, che difende i propri diritti. #iostoconsimona


ESSERE TOPE, SEMPRE E COMUNQUE SENZA PAURA

Va di moda la paura: per paura che mi venga un cancro mi amputo, come suggerisce la Jolie; per paura di non riuscire chiedo il favore al politico; per paura di essere diversa faccio come fa il gregge. E tanto altro del genere, che io non condivido e non faccio, non tanto perché non sono una paurosa, ma perché aver paura oggi è comunque anacronistico, secondo me. Tutto quello che doveva succedere di spaventoso è già successo, succede ogni giorno: bisognava aver paura prima, il peggio lo stiamo vivendo ormai, mi sembra evidente.
Certe volte ho paura anch'io, ovvio: mi spaventano tanto gli ignoranti presuntuosi, ed anche chi si illude, questi ultimi da sempre, ma da quando non vedo ancor di più. Temo che mi trasmettano una realtà inesistente, presente solo nelle loro illusioni da paurosi. Quanti sono così!
Mi muovo quindi come si muoverebbe un topolino, pieno di cose da fare, in mezzo agli umani inermi e terrorizzati: funziona. Sento dentro il panico degli altri alla mia presenza, mentre io mi muovo veloce per fatti miei, ben attenta a non prendere smisurate mazzate, e a non cadere nelle infinite trappole, di quelli che si definiscono "umani".
Una vita difficile per questo mio "Topa-lifestyle", ancor più difficile lo sarà però per tanti incivili ignoranti, visto che sto lavorando affinché ci si sappia difendere, in ogni senso. Dall'autodifesa personale, corsi che spero sostituiscano i vari costosissimi, inaccessibili e inutili spot contro la violenza, all'ultimo nato: 008 di Blindsight, per tutti gli italiani, normo e non (perché se una cosa da fastidio a chi vede, cammina, sente e sta bene, figuriamoci a chi è disabile!). Spero che in tanti collaborerete, oltre a chi già mi aiuta e ringrazio, ad inviarci segnalazioni: ogni cosa storta spero non rimanga più al buio e in silenzio. Piccole vendette da topa contro i paurosi ignoranti e incivili? No, se ancora l'uomo non riesce a sconfiggere i topi, un motivo ci sarà: sono molto più intelligenti, ed hanno uno spiccato senso della gerarchia, della comunità e dalla salvaguardia della specie, non è quindi nella mia natura topesca la vendetta, una vita in armonia, nel rispetto di tutti, però si. 

008 e il Sensorial Pad, ma anche la Vacanza Gaiarda Vegana 2015, sono i primi passi verso l'autonomia, che non è solo quella della persona disabile, ma anche quella mentale di chi è normo. Pensateci.. a quante barriere invisibili, costruite con le paure e i pregiudizi di chi si sente bionico, o soprattutto ha paura di non esserlo, andrebbero demolite. Fatelo possibilmente prima di amputarvi, di vendervi o di lobotomizzarvi.

JE SUIS BELEN: CONSIGLI A CHI NON HA IL SUO CULO


"La notte mi chiede chi sono.
Sono il segreto della profonda nera insonnia, sono il suo silenzio ribelle.
Ho mascherato l’anima di questo silenzio,
ho avvolto il cuore di dubbi, immota qui
porgo l’orecchio. E i secoli mi chiedono chi sono" 
(
Nazik al Mala’ika)

Ci vorrebbe un corso di sopravvivenza per chi è donna italiana ma non ha il Culo di Belen: mi permetto quindi di dare pochi suggerimenti, sia per l'8 Marzo.., sia per il raggiungimento del successo, evitando la telefonata con Papi. Ci fanno ascoltare le sue telefonate, di qualche anno fa, quando tutti dovevamo vergognarci di dire che eravamo italiani, e governati da uno come lui e i suoi compagnucci leghisti. Questi così bravi adesso a rimangiarsi tutto sui terroni e Roma Ladrona: forse vogliono vendere Roma agli arabi, come hanno già regalato Milano? Speriamo di no, perché al governo, anche adesso, troverebbero chi gli darebbe retta. Questo solo per anticipare che non vivo in Svezia, pertanto l'8 marzo per noi italiane rappresenta una delle più tristi giornate dell'anno, anche se non stiamo a Gedda.
Per tirarci su il morale ci fanno ascoltare la telefonata tra il Papi e Belen: la punta di un iceberg di proporzioni inimmaginabili! Ed è un po' deprimente per ogni italiana che non ha mai potuto parlare con Papi al telefono, è umiliante per ogni donna italiana che non ha il culo di Belen, ed anche un po' offensivo per tutti quei maschi che si sono dovuti far prestare qualche euro, per portare a cena una donna e farla star bene.
Non tutte siamo Belen, e non tutti siete Berlusconi: risparmiateci quindi i festeggiamenti grotteschi dell'8 marzo, quella che fu una giornata tragica per tante donne bruciate, come le loro antenate, e come le loro discendenti. E comunque va detto che, per un motivo o per l'altro, a noi donne, qui in Italia, ci bruciano sempre.
A meno che tu non abbia un culo a zaino come Belen, che la parola menopausa sia qualcosa di fantascientifico per quanto lontano da te, e che sappia ingoiare.. di tutto, non solo rospi! In questi casi sei una Belen, non importa se sei donna o uomo, l'importante qui è essere mignotte, anche se sei un Papi, e arricchirsi con l'ignoranza che regna sovrana in questa nazione, dopo ventanni di queste storie. Tra qualche decennio qualche coglione rimpiangerà Berlusconi, come oggi c'è chi rimpiange il Duce: è inutile girarci intorno, questa è ignoranza pura e degrado culturale.
Je suis Belen (sennò non magno): tutti addosso a Belen adesso, perché solo lei è mignotta per chi fagociterà riviste per sapere. Lui ovviamente è il "maschio", quindi tira su il morale ai maschi italiani, ma non altro, visto che a loro purtroppo si tira su ben poco da tempo ormai, privi di spiccioli anche per un pacco di preservativi, o per il canone adsl, che impedisce di entrare nel virtuale del porno. I nostri maschi, gli italiani, sono i primi in Europa per la frequentazione di siti porno online: ma poracci, dopo 20 anni di Papi e Mignottine che pretendiamo??
Domani l'8 marzo dovrebbero festeggiarlo gli uomini che hanno perso il lavoro e che sono riusciti a non mandare le loro figlie adolescenti da Papi: gli unici che meritano davvero di essere riconosciuti come nostra controparte, e che non sarebbero sfanculati se si azzardassero a fare "gli auguri".
I suggerimenti per avere successo se non sei Belen e se non sei Papi? Si può fare: ho usato la mia capoccia titanica, quella resistente al Tutto, ho smerdato i vari Papi e le varie Belen degli scorsi anni, soprattuto in questo blog, non mi sono mai impaurita del fatto che ci fosse qualcuno a comandare tutto, perché la storia insegna che i dittatori li fa il popolo. E forse ne ha sfornato un altro..
"Ma tu non hai i soldi di Belen, di quale successo parli"? Vero, non ho un euro, ma quando non ci sarò più preferisco essere ricordata per ciò che ho fatto e sto facendo, e non per il mio culo destinato comunque a crollare sotto un bisturi o al silicone. Faccio qualcosa per tutti, che lascia il segno in una parte del nostro cervello, ben diversa da quella che memorizza la farfalla di Belen a Sanremo. Tutte Belen? Chi può permetterselo e vuole, perché no? C'è sempre la De Filippi per la grottesca selezione, sulle tv del Papi. A tutti gli altri suggerisco di staccarsi da questo sistema e dal proprio individualismo, di creare e fare qualcosa per tutti, e forse tra qualche decennio potremmo tornare ad essere le famose ragazze italiane, quelle che alle varie Belen & Orgettine, gli avrebbero mangiato in testa (e qualcuna ancora lo fa, nonostante l'età!). Forse ritroveremmo anche il piacere di poter riconoscere in un giorno, qual'è l'8 marzo, la nostra "festa". Per ora non è così, e per me che sono nata nel 1960 sinceramente non lo è mai stato, sicuramente per educazione e carattere, anche se nei primi anni di vita ricordo un'Italia straordinaria, unica!
Ognuno può fare ciò che vuole, ma forse è ora di fare qualcosa anche per tutti, e non solo per noi stessi. Io faccio questo: Eventi per tutti, che nessuno paga, ma che rimangono per l'eternità sono di gran lunga meglio di un lifting e suoi derivati: funziona davvero! S
e a qualcuno piace la sensazione del conato, questa è la telefonata tra Belen e il suo Papi.

SPEGNETE IL BUIO: E' VECCHIO..

Cosa prova un vedente al buio? Cerco di ricordare cosa avrei provato io nell'altra vita: disorientamento, impotenza e noia. A me il buio annoia terribilmente! Ma "io so io, e voi..", solo per dire che ognuno ha la sua impressione trovandosi al buio da vedente. Qualcuno, tra coloro che vedono e frequentano cene al buio lo sapranno meglio di me, che in fondo devo ricordare. Eppure penso: perché spegnere le luci, farsi servire da una persona cieca e con questo sentirsi anche "brave persone"? Perché quella persona cieca deve fare il cameriere? Un tempo è stata un'iniziativa diversa, nuova, oggi è quasi fuori luogo, dal momento in cui se solo ci si informasse bene, si scoprirebbe che le persone cieche italiane, soprattutto tra i giovani, hanno ben altre formazione e capacità da quelle che immaginate, senza nulla togliere a chi fa il cameriere. Si capirebbe che il buio non lo viviamo, spesso grazie alle nuove tecnologie. Cosa impara della cecità un vedente mangiando al buio, servito da un cieco? Ma non voglio polemica sulle cene al buio, ne parlo solo per rafforzare quanto dirò adesso.
Blindsight Project ha lasciato le luci accese durante il primo stage di danza al buio, per cui di recente ho lavorato affinché si realizzasse a Roma: il buio era solo per vedenti, e solo quelli che volevano ballare. Quindi tutti bendati, ciechi esclusi naturalmente. Chi voleva vedere poteva: ma come si fa a mettere tutti al buio?? Io so cos'è il mondo reale, non è una bella cosa vivere al buio da vedente! E comunque perché fargli provare la cosa peggiore della nostra disabilità? I cosiddetti normo non sono già abbastanza spaventati e inesperti nei nostri confronti?
Il buio si prova insieme ai ciechi veri con la luce, noi i vedenti li abbiamo fatti bendare tutti (ed ho capito che piace tantissimo sta mascherina...), quindi non vedevano niente sì, ma non avevano il buio pesto intorno, che comunque ammazza chiunque, altro che "sensibilizzazione"!
A me che sono cieca, sapere che c'è buio intorno mi terrorizza: so bene che, nelle mie condizioni, sopravviverei 9 volte su 10 solo se, anche con un filo di luce, un vedente fosse con me. Pure Artu, il mio templare cane guida, al buio sbatte, e sapere che chi vede ci si ritrova dentro, mi angoscia!!
Paranoie da ex vedente, con otite oggi, quindi con la sintesi vocale che rimbomba ...nel vuoto infinito? NO! Considerazioni in base al fatto che, ancora per una volta, Blindsight Project ha dimostrato che "le persone disabili sensoriali non sono dei malati, tali da non poter condividere un granché con chi "sta bene", frase mia.
Perciò, se volete fare qualcosa di nuovo, e se davvero volete capire cos'è la cecità, vi do un suggerimento: state più insieme a noi ciechi e ipovedenti, alla luce insieme possiamo fare un casino di cose, oltre a magnà e fare i camerieri, non credete? Questa nostra è una.
Allora, al prossimo stage di Danza al Buio - Blindly Dancing & Blindsight Project, con Elena Travaini, vulcanica ballerina ipovedente, ed Anthony Carollo, i due maestri a Roma per noi. 

Una soddisfazione in questi giorni de mafia a Roma, poter dire che, come sempre nel nostro caso, non c'è stato lucro, né politici in mezzo!
Di seguito alcuni momenti del 6 dicembre scorso, ci sono anch'io che al top della bomba di Tachipirina, verso la fine dello stage mi faccio un balletto col bravissimo Anthony, a cui non ho lasciato mai le mani, affinché mi portasse mentre comunque seguivo il ritmo (il colpo in faccia che ricevo non è colpa di Anthony, ma del mio "karma"). Erano anni che non ballavo più, la pago tutta ma si campa mille volte sole!!
Momenti di danza al "buio": a proposito di "inclusione" e "vita sociale della persona disabile".

Momenti di buia danza (la mia, lui è straordinario)

BLIND JUSTICE MADE IN ITALY: FORZA ILARIA!

Fortuna e Giustizia sono cieche? Bene, allora ho voce in capitolo, e voglio ringraziare Ilaria Cucchi per gli sforzi disumani che affronta in Italia per rendere giustizia al fratello, e con lui a tanti altri, me compresa. Per tanti, tanti e tanti lunghi anni, in Italia si processano i morti o i quasi morti, che quasi sempre sono le vittime. Succede se sei onesto, se ti stuprano, se ti entrano in casa per rubare, se ti fai una canna, se ti fidi di un uomo, se ti investono con l'auto, ecc. con le storie per cui si rovinano ogni giorno milioni di italiani.
E' successo a me, a Stefano Cucchi e ad altri milioni di italiani che hanno avuto a che fare in qualche modo con avvocati, tribunali, giustizia da far valere.
A volte entrare vivi nel tribunale di Roma è peggio che entrarci da morti, perché tanto alla fine ti fanno morire comunque, lentamente e con un'agonia straziante. Non è una mia opinione stravagante, come spesso qualcuno ha definito ciò che scrivo qui per fatti miei: in questo blog c'è un prodotto vomitato dal tribunale di Roma, sono io, e finalmente, col caso Cucchi e pochissimi altri, è sotto gli occhi di tutti questa realtà italiana, ben diversa da quella che tanti studenti stanno affrontando nelle aule universitarie (ad esempio di giurisprudenza e legge), o che si immagina il vip quando entra nello studio di un avvocato, o in un tribunale italiano. 

Non si processa il colpevole qui da noi, si tenta invece in ogni modo di salvarlo, forse perché con questa logica, incosciamente, chi lo assolve fa la stessa azione con sé stesso? O forse, più semplicemente, assolvendo i colpevoli non si spezzano lunghe e drammatiche catene di omertà, favoritismi e via dicendo? Boh? So, e sappiamo tutti purtroppo, che quando alla parola "Giustizia" ci si abbina la parola "Italiana", scappano sempre tutti: italiani e stranieri, colpevoli e innocenti, sconosciuti e vip! Della serie: "Giustizia Italiana?? Piano! Scappate uno per volta... onde evitare spargimenti di sangue non accalcarsi all'uscita!".
Personalmente non feci in tempo a scappare, rimasi anch'io incastrata in mezzo a quel temibile Mostro che sono i tribunali italiani, soprattutto a Roma: e non mi riferisco solo all'incidente che mi ha resa cieca! Prima di quest'ultimo già da anni avevo dato in quel tribunale, di vita e di soldi, di reputazione e di libertà, nonostante sia sempre stata INNOCENTE! Che l'abbiano detto e riconosciuto dopo anni di casini poco importa, perché non feci in tempo a riprendermi da quelle disgustose avventure, sia economicamente che psicologicamente, che un demente qualsiasi, uno dei tanti che girano in auto col cellulare in mano mentre guidano (cioè quasi tutti gli italiani!), si prese interamente la mia vita di allora. Lo fece a retromarcia, non poteva succedere altrimenti con un clone del genere: un po' come essere pugnalati alle spalle, anche se poi, negli anni che seguono a quell'istante in cui si sopravvive a un disastro antologico, ci si rende conto che la vera pugnalata alle spalle arriva proprio da chi non te lo aspetti: dallo Stato! Ciò che è successo a Stefano Cucchi, in altri modi e circostanze, succede a troppi italiani, non dico quasi a tutti, ma siamo arrivati al punto di aver l'impressione di sminuire se si dice il contrario, visti i fattacci che i tribunali italiani vomitano, per non dire altro, quotidianamente su una nazione infilzata ovunque dalla corruzione.
E' da così tanto tempo che l'Italia vive questa condizione, che ormai è come una cacca perforata da vermi!
Nel mio caso, come Cucchi sono stata processata per anni io, e non quello che m'ha investita, o che m'ha uccisa: per anni la frase "Ci vede o non ci vede? Ci sente o non ci sente?", e questo non solo da parte dei medici legali e periti vari, ma un po' da tutti! Perché è così che si ragiona in Italia, e alla fine anche chi ti conosce è preso da quel buco nero che lo risucchierà nella banalità, nella superficialità, nell'indifferenza, nell'immaturità, nella menzogna, nel cattivo pensiero, nella supposizione a cui non seguirà mai la richiesta di conferma, perché non si comunica più, si suppone, si immagina, si pensa..., ma raramente si affronta la realtà. Per fortuna questo non è successo a Stefano Cucchi: c'è qualcuno per lui che lotta per la giustizia. Per me e tanti altri non c'è stato nessuno. Agli ex che si ripropongono, un po' come i peperoni di sera, colgo l'occasione per dire: dov'eravate durante gli anni di circo che ho subito col tribunale di Roma?
In quanti avranno detto o pensato di Stefano Cucchi: se faceva il bravo non sarebbe successo! In tanti, quanti nemmeno se ne immaginano! Anch'io se non fossi stata in moto quel giorno, ma in macchina, non starei così oggi. Io, Stefano, e milioni di altri abbiamo pagato anche questo prezzo: quello dell'ignoranza altrui.
Lui alla fine si è suicidato, io sono cieca sì, ma per un incidente di due anni prima. Quindi anch'io non ho preso un euro, nel mio caso per prescrizione dei tempi, visto che rinviavano udienze anche di due anni, forse per fare un favore alla compagnia assicurativa, come succede sempre. Si aspetta, si aspetta e poi si crolla: aspettiamo le motivazioni della sentenza che assolve tutti, che dice che Stefano Cucchi alla fine ha avuto pure troppo clamore per la vita "dissoluta" che conduceva e che si offende alle parole di una sorella distrutta, quindi vieta ogni parola sennò si tratta addirittura di "gogna".
Non ho avuto giustizia, eppure ci ho creduto fino all'ultimo, in fondo sono la discendente di un giudice qual'era il mio trisavolo, che girerà come un tornado nella sua tomba per ciò che succede oggi. Sono stata presa in giro, umiliata, dissanguata di quel poco che mi era rimasto, sia di soldi che di salute, perché tra visite ed esami si paga tutto quando si è costretti a fare ricorsi, visto che dall'altra parte c'è chi dice che sei caduto dalle scale e sei anoressico, o che ci vedi, anzi no, dopo miliardi di esami, sempre a tue spese, capiscono che non ci vedi, ma perché nel 2000 stavi in moto e sei stata investita pure quella volta! La cecità non è del 2002 secondo loro, ma di due anni prima: ebbene sì, è vero, Stefano è morto perché drogato, io invece ero già cieca, ma non volevo dirlo, perché ... volevo ancora guidare, e infatti quando ho detto "sono diventata cieca", m'hanno ritirato la patente e lo Stato m'ha rubato tutto!!
Ilaria Cucchi deve vincere per tutti noi italiani tritati dai tribunali e dalla malagiustizia, per tutte noi vittime processate al posto di un carnefice, che in Italia rimane sempre impunito, più libero e sicuro di prima: il lavoro 'sta gente non lo perderà mai, anzi!

p.s.: Nell'immagine un'aula del tribunale di Roma, quelle destinate ai comuni mortali che non sono "eletti", parenti o amici di partito.

CANE GUIDA E BARRIERE

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DAL TGR: RISPETTA IL CANE GUIDA E I PASSAGGI PEDONALI, GRAZIE! Sono stanca di dire sempre le stesse cose in tv, sui giornali, nel web, per strada..: la tua civiltà si misura anche da queste cose. Clicca l'immagine per il video

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