27/06/09

LA TOPA "TRAVIATA"


Mi viene in mente "La Traviata" quando penso che, proprio ora che ero riuscita a reagire a tante cose (vedi incidente stradale, cecità, sordità, ecc. con le varie disabilità sopraggiunte nel pieno di questa mia esistenza), arriva qualcosa che mette K.O. la mia salute a manco 49 anni. Ancora non so cosa sia, lunedì forse saprò dai primi esami fatti, so solo che sto molto male e stavolta non è un incidente o il mio stato d'animo concentrato a far rinascere me stessa di nuovo, ma una malattia. Dicevano influenza ma non lo era visto che da un mese e mezzo sono solo peggiorata e l'antibiotico bomba prescrittomi a suo tempo ha solo abbassato la febbre, forse peggiorando pure la situazione, lasciandomi comunque addosso qualcosa che non conosco pertanto non so combattere da sola. Ho la sensazione di spegnermi gradualmente, giorno dopo giorno, tra dolori lancinanti, ed è la prima volta che mi capita, solo per questo mi sto un po' preoccupando. La mia bionicità ha fatto sì che ciò che dovevo fare è ora o già compiuto o bene avviato (dal lavoro ad altre cose che dovevo sistemare e che sono riuscita a risolvere nel giro di un mese a Roma). Oltre a "La Traviata" mi passano strani pensieri in testa, ma questi sono i pensieri di chi sta come me in questa nazione, che taglia .. taglia.. taglia.. e la ricerca, la sanità, la professionalità dei medici, e via dicendo sono qualcosa da cancellare e ricreare da zero (non privatizzando tutto ovviamente, perché in Italia a volte si muore anche per mancanza di sostegno economico, oltre al resto..). Quali pensieri? Eccone uno, gli altri me li tengo per me: il "mio" corpo non so di chi sia veramente, è un corpo in prestito che io "pilòto" (come scrivo in "Ibernauta") e non so ora chi l'abbia colpito così bene, ma mai vorrei accanimenti terapeutici su di esso, tantomeno sondini e macchine varie che alimenterebbero un cadavere, cioè una figura tremenda a cui sottomettere lo sguardo dei miei cari, peggio di ora che mi trovano già deformata e trasformata dal dolore e dal gonfiore (in un solo mese). Grazie al mio carattere non mi deprimo mai, comincio da qui quindi a lottare affinché nessuno faccia di questo corpo, sempre più gonfio di liquidi trattenuti che stanno intossicando anche la mia psiche, un numero in ospedale e relativa cartella clinica dove scrivere i loro accanimenti sperimentàli così come da protocollo italiano. E' bene che si sappia, qualsiasi nemico si sia infiltrato in questo corpo: se c'è cura bene, altrimenti io non voglio morire come cavia, dopo una splendida esistenza da super topa!