LA MIA CROCE


Oggi si vota: tonnellate di carta da mesi girano, come se non bastassero tutti i rifiuti che noi italiani non sappiamo né gestire né smaltire e con le cui immagini abbiamo riempito la stampa mondiale.
Tonnellate di carta con immagini di facce, o "santini" di politici che non si preoccupano di ciò che va salvato, che sarebbe la natura, e l'unica cosa naturale che hanno nel loro lavoro e nel loro corpo, è la pelle della poltrona sotto le loro chiappe, conquistata con finte promesse.
Alberi abbattuti per la carta non preoccupano nessuno? Internet e il voto elettronico allora perchè li abbiamo inventati? E non si potevano mettere un po' di soldi in altro, ad esempio schede stampate in braille, invece di riempirci di manifesti spazzatura?
Montagne di carta inutile, e la croce che ci metteremo sopra quale sarà? Sarà una croce di speranza per salvare il salvabile, visto che noi italiani nell'ambiente abbiamo già fatto danni enormi e irreversibili, oppure sarà una croce come quelle che vendono ovunque? Cioè da comprare... o da vendere?
Un albero in testa dovrebbe cadere a tutti coloro che continuano a buttare carta: fra qualche anno in molti diranno che ho ragione, per ora passo per la fobica ambientalista, invece penso che un voto elettronico e una campagna elettorale su internet, avrebbero permesso a noi italiani residenti (visto che all'estero, in maneira disgustosa hanno già votato le quinte generazioni di non residenti) una possibilità più matura, autonoma ed economica per una croce, come quella che è la politica in questo piccolissimo stato occidentale, per noi tutti elettori.
La mia croce non è stata comprata, ci hanno provato.. senza risultato, lo stesso fallimento di un voto su carta per me e milioni di altri disabili visivi.
Che la mia croce rimanga sulla testa per sempre a chi non manterrà promesse fatte stavolta, pesante come le tonnellate e tonnellate di carta con facce e simboli impressi, più inutili di un albero abbattuto.
Laura Raffaeli

1 commenti:

  1. sul voto degli italiani all'estero non mi posso eprimere dato che Valentina, mia figlia, e suo marito che vivono ad Amsterdam hanno votato, e sarebbero tornati in Italia a votare se non fosse stato possibile farlo via posta (che però giudicano un modo assurdo di votare), vivono e lavorano lì da due anni e Lorenzo, mio nipote, no hanno la doppia cittadinanza ed è questo che trovo scandaloso il poter esprimere la propria scelta per due paesi, in compenso giustamente come dovrebbe accadere anche qui in Italia, essendo residenti ad Amsterdam e lavorando lì e pagando le tasse possono votare per le comunali.
    Il voto elettronico è una realtà lontana e poco sperimentata, Valentina ci aveva fatto uno studio sopra per la sua tesi di laurea

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