LUCE NELLA GRAVITA' (diamond gravitazional)


Mi sveglio e stringo gli occhi perché c'è tanta luce, e capisco che è una giornata piena di sole. Io vedo la luce, senza ombre e null'altro che luce, se c'è. Mi piace quando c'è molta luce e mi abbaglio, ho imparato a giocare con la luce e i suoi colori. Non ho paura del buio, ma di avere solo questo si, e immagino un quadro di Caravaggio, pittore genio di luce. Che bello, dico, poter aver visto tante cose prima, amandole e imprimendo dentro me opere d'arte che oggi mi rendono più facile immaginare. Che strazio non poter vedere tutto quello che non sono riuscita a vedere! I miei occhiali da sole nascondono occhi semichiusi, non tanto dall'età quanto da una cosa che non mi aspettavo e ancora non accetto: mi manca avere i miei occhi da guardare allo specchio, da truccare, da usare per comunicare e vedere gli altri da fuori, e scrivere o leggere. Pochi minuti di chirurgo e torno una "madonnina" ma, un filo di sutura su pelle tirata può farmi tornare vedente? No. Soprattutto: avere un viso tirato, su un corpo palestrato, farà di me una persona che potrà essere considerata tale? Quanta luce ormai nella mia vita.. cosa me ne farei di un'apparente perfezione? Mi basta essere veloce come la luce che vedo ancora, e ricordo la mia prima volta davanti a quella che mi tolse il fiato: il mio stupore davanti al Topkapi. Quante volte sono tornata a stare senza tempo lì davanti a quel diamante, oppure affacciata al balcone del sultano a guardare il mare. Un 9 ottobre arrivai qui, poi un 9 maggio sono caduta, atterrando sempre a Roma, e vivo di luce da quel giorno. Posso vivere bene unicamente con chi capisce questo. I miei occhiali infastidiscono curiosi e oscuri vedenti o presuntuosi aspiranti guaritori, che più di me non accettano una disabilità come la mia. Io invece sono curiosa di sapere come starei oggi nella luce del Topkapi, in queste condizioni che rifiuto ancora, anche se a volte penso di avercela fatta. Vorrei che le lenti dei miei occhiali diventassero gravitazionali, e riflettessero a tutti gli oscuri, agli anonimi e ai nascosti, a coloro che non mi accettano, la luce che ho dentro da anni. Vorrei essere un diamante sul mare per illuminare tutto quello che non fanno vedere a Nessuno, e tornare a toccare una pietra nera, caduta dal cielo come me.. chissà, forse il Sacro Romano Impero c'entra qualcosa? Be si, dicono che se avessi potuto fare staminali nei primi 6 mesi forse sarei rimasta ipovedente.. chissà.. forse.. unica certezza? La luce e i miei ricordi di un pianeta, da toccare, come si tocca inevitabilmente chi sta morendo.

1 commenti:

  1. io ti ammiro veramente, perchè ti tocca di essere "coraggiosa", e ti sento tale e talvolta quando ti leggo mi vergogno delle mie lamentele
    mi riporti con i piedi per terra
    grazie

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