I NORMO? DIVERSAMENTE INFORMATI

Molti sordi o ciechi cercano di nascondere la nostra disabilità, succede soprattutto tra sordi, ma anche tra ciechi non manca mai lo pseudo-bionico che "fa tutto" senza cane guida o bastone bianco, confondendo secondo me ancor di più chi è normo-sensoriale e non sa quasi nulla di noi, perché finora nessuno li ha mai informati, o educati a comportarsi nel modo giusto. Io dico "noi" e un carissimo amico sordo rimase stupito, io spiegai che dico "noi" perché anche se non posso nascondere chi sono oggi, ho le stesse esigenze di chi pensa erroneamente di riuscirci. Penso che non sia giusto né sbandierare una disabilità invisibile, né tantomeno nasconderla. Mi è stato risposto che il non manifestarsi come sordo o cieco ai nostri interlocutori, almeno all'inizio e se non si è costretti a fare il contrario, può rappresentare una "difesa", e da qui già si capisce quante ne subiamo e con l'indifferenza di troppi, altri disabili compresi. Ognuno reagisce a modo suo, in pochi però sentono una normalità anche nelle proprie disabilità, io sono tra questi ultimi pur essendo cieca e mezza sorda da soli 5 anni ed essendoci diventata dopo i 40. Conoscendo e ricordando bene però la "normalità" o "normodotatità", penso che ciò che è invisibile dev'essere rivelato, almeno quando possibile, perché è da una verità che si edifica qualcosa di solido, al contrario si vive solo precarietà, insoddisfazione, solitudine, emarginazione, diversità (intesa come fenomeno da baraccone) ed altro che quasi sempre si nasconde. Inutile quindi lamentarsi quotidianamente per molte cose, se poi sono proprio i disabili i primi ad innalzare le cosiddette barriere mentali, il centro di una spirale che attanaglia nelle sue spire soprattutto i giovani, quella spirale che vorrei, con pochi altri finora, finalmente dissolvere. La cosa peggiore sapete qual'è? Quando il normo-sensoriale capisce che chi ha davanti è sordo o cieco, ma non sa nulla di queste disabilità, delle nostre numerose capacità, del nostro modo di percepire il mondo e tanto altro. Non rendiamo disabili quei pochi che sono normo, informiamoli e facciamo in modo che le nostre disabilità diventino normali soprattutto per noi stessi, solo così si cambierà qualcosa e si potrà raggiungere quella meta che è una terra promessa per tutti i ciechi o sordi: l'autonomia e la realtà del mondo, accessibilità compresa e intesa come sottotitoli e descrizioni audio in ogni convegno o seminario, nelle tv e nei tg, ecc.
Qui c'è un'intervista che mi ha fatto un quotidiano: vorrei si leggesse solo per capire che la disabilità può avere sfaccettature diverse da quelle fatte di cose nascoste, difese, paure, ecc. fino alla vergogna di non vedere o non sentire, e siccome non sono l'unica a pensarla come scrivo qui e dico al giornalista, vorrei anche che diventassimo più numerosi noi disabili sensoriali disposti ad informare realmente chi vede e chi sente, altri disabili compresi, ricordando che chi vede e sente si accorge se siamo ciechi o sordi e, soprattutto quando lo si nasconde bene, si rischia di passare come poco lucidi mentalmente (immaginate chi parla urlando e male o risponde altro all'interlocutore, o chi cammina sbandando e sbattendo..). Penso che sia ingiusto passare anche per ubriachi o down quando già si vive una disabilità così grave, quale sordità e cecità. Non dico di esserne orgogliosi, ma direi basta al fatto di nascondere tutto: chi sta in carrozzina non sa niente di noi, immaginate gli altri e nessuno capirà mai cosa vuol dire stare senza un tg o partecipare a un convegno, per non parlare di vedere un film, che spero di realizzare presto invece per denunciare molte cose.

32 commenti:

  1. Credo che la conoscenza sincera e reciproca sia fondamentale per la costruzione di qualsiasi tipo di rapporto.
    E' giusto quello che scrivi.

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  2. discorso lungo e difficile quello dell'outing ... va bene informare gli altri, i normo, ma insomma che i normo si informino anche loro. e sopratutto che comincino a pensare che non sono l'ombelico del mondo. veniamoci incontro a metà strada, o almeno a un quarto ... :) ... e cominciamo a scrostare i pregiudizi. poi ci sta il discorso ancora più difficile del potere e del perverso godimento di avere una persona che serve, che fa da servo.

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  3. Hai scritto un articolo bellissimo e pieno di buon senso. Grazie.

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  4. da chi si informano i normo?? da grandi associazioni di categoria che gestiscono fondi e non fanno campagne informative di nessun genere? soprattutto che continuano ad insegnare solo che i propri soci non possono far niente senza il loro "sostegno"? se non si comincia dalle scuole ad insegnare a tutti le basi per la LIS e il braille, sarà bene, secondo me, che cominciamo noi disabili a fare qualcosa, anche per sopravvivenza, altrimenti sarà sempre peggio: i normo ignoreranno e noi pure, perché sia la sordità che la cecità ci privano di realtà, almeno qui in italia.
    non cancello questo commento anonimo solo perché è molto importante: la prossima firmati però è già sarà un passo avanti verso la libertà visto che parli, giustamente, di schiavi.
    ciao paola e fabrizio, siamo d'accordo e grazie per l'interesse, ma come leggete sopra lo sforzo maggiore tocca sempre a noi disabili, visto che nessuno ci tutela e non è bello affrontare certa gente (quasi tutti) che, appena sentono che una persona è sorda cominciano ad urlare o a gesticolare, oppure se sanno che è cieca... ecco qui poi la cosa peggiora e lascio perdere, e lo fanno si per mancanza di informazione, ma anche di umanità.
    io non mi fermerò mai, ma anch'io sarei stanca di tanta ignoranza, di cene al buio tra vecchi dirigenti ciechi e politici, o battaglie che portano a dire sordo anziché sordomuto mentre manca tutto, sia a noi disabili che ai normo che sono sempre di più tenuti all'oscuro solo affinché non si chiedano una cosa: ma le due associazioni storiche di categoria dove hanno messo tutti i milioni di euro finora ricevuti??

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  5. Condivido appieno che non serve nascondere la propria “disabilità”. Nascondere è sempre sbagliato. Per me tale principio è anche una regola di vita. Ma devo anche dire che personalmente, ancora oggi, non riesco a vedere in te nessuna disabilità ….. anzi, vedo esattamente il contrario. E non è un modo di dire, e lo sai bene.

    Conosco persone cosiddette normotipo che le disabilità traboccano da ogni poro. E non mi pronuncio su chi per sapere come comportarsi con un diversamente abile ha bisogno di essere istruito …… se necessita di essere istruito significa che ha problemi molto più gravi di un diversamente abile.

    Se ci fosse bontà e amore in questo mondo, le risorse, non verrebbero impiegate per inventare nuove armi di sterminio di massa, ma indirizzate verso progetti di ricerca mirati a superare i problemi di coloro che hanno più bisogno, così come come emerge dalla tua intervista.

    Diversamente questa umanità, preferisce non vedere gli orrori del mondo. Per esempio, due terzi della popolazione mondiale vive e muore di malattie perché non possiede abbastanza per curasi e nutrirsi. Di fronte a tale orrenda catastrofe, trovo mostruoso che la gente riesce a dormine e a svegliarsi come se nulla fosse. Io non ci sono mai riuscito.

    Ciao Laura …. Buona giornata.
    Marco

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  6. bontà e amore sono due cose rare, è una realtà, quindi? di fronte ad una realtà non ci sono ragionamenti, ma fatti concreti che viviamo noi sulla pelle: se non ho nessuna disabilità allora perché non posso più guidare un'auto? e perché per capire bene l'audio devo amplificare suoni in cuffia? una giornata è fatta di quante ore? sai quante ne passiamo noi disabili a spiegare a chi è privo di bontà e amore come fare con noi? e quanti sono questi così buoni e amorosi? quanti se ne incontrano sul lavoro, in strada, ecc.? anche chi è buono e amoroso, poi, si trova spiazzato di fronte a noi, è questo che vorrei si capisse, per questo dico di non far diventare disabili quei pochi che vorrebbero invece conoscerci, che starebbero male all'idea di aver sbagliato con noi solo per mancanza di informazioni, che vorrebbero per l'appunto scambiare un po' d'amore e di bontà, solo che siamo come alieni qui per quei pochi buoni: chiedo di farci conoscere, urgentemente lo chiedo.
    per ultimo caro marco iniziamo dalla comunicazione, quindi leviamo 'sto diversamente abile, o altrimenti invalido e via dicendo fino ad handicappato: siamo disabili e saremo normali come gli altri quando insieme, tutti, capiremo che non siamo tutti uguali pertanto dobbiamo solo rispettarci e conoscerci, due grandi associazioni sono pagate da anni per fare in modo che questo succeda, eppure... ciao buona domenica, laura

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  7. leggo i commenti e rimango perplesso... su un punto quello in cui marco dice di "non vedere nessuna disabilità" in laura. capisco il senso ma non va bene dire così. è pericoloso. la disabilità c'è, esiste, il limite fisiologico sta là. fermo e invalicabile. per questo preferisco l'espressione "persona con disabilità". in questo modo la persona è persona, e la disabilità un accidente che è diventato un accessorio.

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  8. altra riflessione ... le persone con disabilità sono quelle che lavorano molto più duramente delle altre. con profitto più che dimezzato. è l'effetto perverso del limite fisiologico e della naturale tendenza al dominio sugli altri. il risultato è assurdo. chi meno ha più dà. e quello che sembrava un rudere ideologico - il famoso plusvalore marxiano - ce lo ritroviamo di nuovo di fronte. ma non si vede un marx all'orizzonte. qualcuno capace di un pensiero possente riguardo le persone con disabilità

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  9. pessoa è il mio poeta preferito, in assoluto, è bello avere un pessoa tra i commenti :)
    come pessoa in pochi ti capiranno veramente, ma grazie di questo contributo diviso in due commenti importantissimi, illuminanti: la disabilità e il lavoro.
    l'anonimo parlava di schiavi, sono i tanti disabili assunti con la 104, sono gli stessi che con enormi sacrifici personali (e dei genitori) con i pochi ausili costosissimi a disposizione sono arrivati a laurearsi e, nel caso dei ciechi e dei sordi, spesso, troppo spesso, la laurea finisce in un centralino o in qualche studio dove il disabile, nonostante sia pieno di capacità, viene schiavizzato solo perché non può rispondere al telefono o non può leggere immediatamente qualcosa o firmarla, soprattutto non vede...
    perché questo? per i motivi che dico, quindi un pochino è colpa nostra, ma soprattutto la verità è che nessuno ci tutela, che le associazioni che dovrebbero farlo sono VECCHIE e TROPPO RICCHE per conoscere veramente i giovani e le reali esigenze di noi disabili sensoriali, che molti genitori preferiscono una busta paga fissa ad una parcella come professionista (e li capisco, perché nessuno li ha sostenuti per fare di un figlio cieco o sordo un laureato, ma già diplomarlo è uno sforzo da titani ed hanno tutta la mia comprensione e solidarietà).
    ciao, torna presto pessoa, laura
    p.s.: marx è morto, siamo nel terzo millennio e le cose non vanno molto bene per tutti, per questo chiedo sostegno per la blindsight project, onlus da nuova era ma priva di fondi, a parte l'adsl per informare ;)

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  10. non dirlo a me io tutti questi che si nascondono e si vergognano(di cosa poi?) non li sopporto proprio.
    Si nascondono dietro a un dito, e penso che la selezione naturale prima o poi li fa fuori, rimarranno emarginati nel loro mondo, se non li fa fuori prima qualche macchina che gli taglia la strada. Come si suol dire: urbi et orbi, orbi et urbi, il mondo è dei furbi; e questi tizi proprio non lo sono!
    Non capisco perché dovrei offendermi a sentirmi chiamare "cieca", perché dovrei accettare di farmi compatire subendo chi mi dà della "diversamente abile", un po' come se a uno stupido dicessi che è "diversamente saggio". Che diritto hanno di stabilire che cosa è offensivo e cosa no, i cosiddetti "normodotati"? (ah si, cosa vuol dire normo dotati, ci sono anche i mini e super dotati? giusto per capire e sapersi regolare di conseguenza!) :)
    Si parla di politically correct. Politicamente corretto. Ma qui, le uniche cose politicamente corrette, saranno quando i nostri politici la smetteranno con i paroloni ed inizieranno ad agire. Facendo rispettare le leggi, agevolando i disabili nell'acquisto di ausili e nella vita di tutti i giorni abbattendo le barriere architettoniche su strade luoghi e mezzi pubblici, quando capiranno che se si vuole una vera integrazione delle persone è necessario creare loro strutture ed opportunità, senza però cascare in basso nelle strutture specializzate, che sono costose e oltretutto ghettizzano ancora di più.

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  11. Ho segnalato questo blog e la tua persona a quei normalmente abili dei miei colleghi ricercatori.
    Volevo farli scontrare atomicamente con una forza della natura diversamente abile mentre sulle loro sedie a rotelle mentali si lamentano di non avere fondi per cambiare il mondo.
    Outing. Se si fa sul serio ce n'è per tutti i gusti.
    Persino il pregiudizio che è in ciascuno può essere detto.In tutto, anche nella normalità ( ma che è mai? ) ci vuole coraggio.
    rdp

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  12. Vedi Laura, un blog come il mio è facile che persone fanatiche o anche poco informate, che non conoscono altro oltre la realtà che il sistema ha costruito intorno a loro, a contatto con i temi di questo blog, possano restare sorpresi, o addirittura convinti di trovarsi in un posto di follia. Secondo te cosa dovrei fare, oltre a non rispondere alle loro farneticazioni se non in casi rari? Ad angelo per esempio ho evitato di rispondere alle sue mail, ma almeno a qualche commento devo rispondere altrimenti ne soffre. Cerco di gestire la sua follia e frustrazione. In fondo è una vittima anche lui.

    Secondo te dovrei cancellare i commenti oppure moderarli?? – Non sono d’accordo, anche se qualche volta sono stato costretto a farlo perché le persone non sempre sanno chi hanno di fronte e quindi non sanno che quelle persone meritano un particolare rispetto. Detto questo, coloro che seguono il mio blog sono tutte preparate, e credimi non si lasciano impressione facilmente dai pochi “stravaganti” che ogni tanto si cimentano in acrobatiche e infantili esibizioni. Nonostante, anche loro fanno parte di questa squallida umanità. Quindi come potrei escluderli?? – Sono loro i veri protagonisti di questo mondo ….. la follia è il loro pane quotidiano. Anche se siamo bravi a vedere quasi esclusivamente la follia degli altri. Inoltre per principio sono contrario alla censura.

    Riguardo la differenza che chiedevi nel precedente commento in merito agli alieni …. (Ammesso sia questo che chiedevi!) gli alieni ognuno li vede in modo diverso. E’ un po’ come le religioni. Per me non sono altro che specie di esseri che per garantirsi la sopravvivenza sono disposti a depredare ogni cosa che incontrano sul loro cammino. Esattamente quello che faremo noi se riusciremo a sopravvivere. Ma le specie aliene sono più di una, e per quello che ne posso sapere, sono tutte ostili, dato che quelle luminose ci ignorano per ciò che siamo. Poi quella specie, che ha manipolato il nostro dna, o addirittura ci ha “creati”, ci allevano con gli stessi intenti che noi alleviamo i polli.

    Ma non sono gli alieni le entità che considero demoni. I veri demoni sono entità extradimensionale. Quelli che io chiamo gli artefici. Gli artefici di questo universo …. alieni compresi. Loro, gli alieni, in fondo sono un po’ come noi: vittime e carnefici.

    Ti ho spiegato sinteticamente cosa sono gli alieni secondo le mie conoscenze, e come faccio spesso, ho esteso tali concetti ai più. Ma ignoro come Angelo, vede gli alieni. Quindi non so dirti quale sia la differenza. Ma suppongo che sia enorme, dato che lui afferma di combattere con gli alieni. Leggendo le cose che scrive, sembra chiaro che non sa neppure di cosa parla. Quello che appare ovvio è che soffre di allucinazioni. O semplicemente cerca di riempire il vuoto della vita con la bibbia e le battaglie notturne con gli alieni. Ma non è il solo …. Cosa dovrei fare? – In fondo sono degni rappresentanti del caos.

    Come puoi costare, un solo pianeta ma tante realtà quante sono le teste. Personalmente mi sento parte di una grande alleanza oltre questo tempo: l’Oltre. E in virtù di questo, rivendico la mia non appartenenza a questa umanità. Non sono il primo e non sarò neppure l’ultimo. Detto questo ognuno è libero di credere o non credere. La cosa più tragica è che gli umani cambiano le proprie convinzioni, secondo come gira il tempo in quel momento, o se preferisci, secondo come funziona la testa. Questo comporta che ciò che era vero il giorno prima, non è più vero il giorno dopo. Per me ciò che è vero, vale pure il giorno dopo e i giorni a seguire. So che tante cose che ho scritto non le condividi, ma sono cose in cui io credo fermamente perché sono il risultato delle mie esperienze. Quindi si basano su qualcosa di concreto …. almeno per me.

    A presto.
    Marco
    P.S.
    Riguardo la seguente frase: ancora oggi, non riesco a vedere in te nessuna disabilità ….. anzi, vedo esattamente il contrario. Lo spirito con cui l’ho scritta, non è certo quello che hai voluto intendere tu e Angela.... ossia Pessoa.

    So bene che non è un gioco perdere la vista. In realtà intendevo esaltare la tua persona. Anche perché più volte tu stessa hai sottolineato che tra ciò che avevi perso e ciò che avevi guadagnato la bilancia pende verso ciò che hai guadagnato in quanto a maggiori percezioni. Se tale considerazione non è più valida non mi resta adeguarmi.

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  13. come sempre mi commuovo e mi vergogno un po' quando ti leggo, mi commuovo perchè sai esprimere così bene le tue emozioni che chi legge si trova veramente a sentirle sulla propria pelle, mi vergogno perchè mi rendo conto di essere cieca e sorda anche io, o perlomeno poco sensibile alla "fortuna" di avere ancora integri certi sensi e incapace di capire chi invece non li ha più o non li ha mai avuti

    hai ragione tu siamo ignoranti a tale riguardo perchè nessuno ci ha spiegato chiaramente quale sono le difficoltà di queste persone, e per molti di noi non c'è nemmeno la scusante del non sapre, semplicemente non abbiamo voluto informarci

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  14. no non sono angela , sono un maschietto ... :) per marco e zefirina vorrei ribadire alcune cose. condivido lo spirito delle vostre osservazioni. molto meno l'aspetto concettuale e "tecnico". provo a spiegarmi. un cieco è un cieco. un sordo è un sordo. e via dicendo. che per via della meravigliosa plasticità del cervello e dell'adattabilità del corpo come "strumento meccanico" una persona riesca in qualche modo a trovare nuovi percorsi comunicativi, cognitivi e motori non vuol dire annullare la differenza. quella c'è. e non avrà mai fine. allora è più utile, invece di pensare a improbabili equiparazioni tra normo e disabili, invece di impantanarsi in sofismi fini a se stessi, innanzitutto informare ... informare e informare come batte sempre laura ... e poi cominciare a concepire un mondo in cui le differenze sono un valore in sè. tutte le differenze. non per ghettizzarle come tenta di fare il neofascismo avanzante. ma perchè nessun uomo è un'isola ... e non bisogna mai chiedere per chi suona la campana.

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  15. si è vero quanto dice pessoa, purtroppo non è colpa di nessuno se non di chi non ha informato finora.
    persone sensibili quali ad esempio zefirina cosa sanno di noi disabili sensoriali? eppure è una donna eccezionale, idem per marco che va oltre la sensibilità, ma le difficoltà sono enormi per riuscire in pochi commenti a capire e sapere di noi.
    questo post (un po' tutto il mio blog) vuole dire, informare ed essere luogo primario di scambio di informazioni, ad esempio elena brescacin è chiara, ancor di più nel post scritto nel suo blog, ma lo sarò ancor di più anch'io, che non ci sono nata e so bene cosa vuol dire cambiare tutto, lo farò con un esempio: quando chiedo ad altri "come sto?" prima di uscire, mi si risponde sempre "beeene!!", invece io vorrei uno specchio, quindi ciò che manca a me dovrebbe arrivarmi da chi ce l'ha, intesa come vista e preferirei mi si rispondesse "aspetta, vediamo.. vestiti ok, scarpe ok, .. ecc. fino ai capelli che già so da sola che sono sempre spettinati, ma nel caso di una coda amerei mi si dicesse se è guardabile o inguardabile.
    un esempio banale, m'è venuto questo per far capire meglio che a me manca solo la vista e se non capisco bene qualcosa, non sono scema ma mezze sorda e uno sforzo da parte degli altri non guasterebbe mai per essere compresi da me, evitandomi un lavoro pazzesco che è quello di entrare dentro una persona, fino a scoprirne a volte cose che non mi interessano, perché sento se una persona mi dice cose vere o finte, dal tono della voce, da tante altre cose, compresi i movimenti che avverto, come avverto l'immobilità di chi rimane pietrificato, ecc.
    grazie a rdp. che mi ha "segnalata" ;) è fantastica anche la descrizione che da di una foto che ho fatto in un altro post (blind-photo-sight), magari averne tutti i giorni e momenti descrizioni così.. dire la nostra qui vuol dire solo fare una cosa: INFORMARE e dare coraggio ad altri, portare realtà

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  16. ecco appunto: le differenze CI SONO, è inutile nasconderle. Io non sopporto chi mi dice "tu sei uguale a tutti noi" io non lo so...credono di farmi un favore! Nessuno è uguale a un altro. disabile o meno che sia, ognuno ha la propria testa, il proprio modo di pensare, la propria educazione ed esperienza di vita e da questa impara a comportarsi più o meno bene nei confronti del mondo.
    Ci sono disabili, e io lo so, e Laura lo sa, che vivono facendosi compatire e piangendosi addosso; altri come me e lei che combattiamo con le unghie e coi denti. Eppure si è tutti ciechi. Neanche io e Laura pur pensandola in molte cose allo stesso modo, non siamo uguali. Almeno, io non mi ritengo uguale a lei, oltre ad avere un'età diversa, ho una esperienza di vita diversa, un orientamento politico diverso, eppure...in molte cose si vuole raggiungere gli stessi obiettivi ma questo non fa l'uguaglianza. La diversità ci deve essere, a volte va bene anche "fare a pugni", a patto che però dalla diversità reciproca si tragga fuori qualcosa di costruttivo, se no alla fine si arriva che si vive a 'sto mondo per non combinare assolutamente niente.
    A me quello che dà fastidio è che quando la gente legge il blog di Laura, o il mio(ciecomatto.net) si sente piccola piccola, si vergogna...come se una cieca e parzialmente sorda come Laura che fa "tam tam" di informazione dappertutto su internet e dice come la pensa su tutto senza mezzi termini, e una ciecata come me che gioca a scacchi e fa taekwon-do...veniamo prese come persone "eccezionali"
    "persone con una forza stratosferica, che vanno esaltate"
    poi magari - e questo lo so x esperienza - molti di quelli che mi hanno fatto i complimenti quando gli ho chiesto una mano pratica, che so a risistemar la grafica di un sito o leggermi un captcha(verifica parola, tipo quella di blogger però senza audio), o in reale qualche altra esigenza + concreta... erano tutti spariti. Però io ero "la persona eccezionale" il che francamente non mi stimola x nulla.
    mentre Marco, Zeffirina e qualsiasi altra persona abbia un blog, però ci vede e non c'ha "nulla di speciale"...vien considerata solo un blogger e anche se si ha tanto traffico, non ci si sofferma mai o quasi mai su chi sta dietro. Non gli si dà mai stimolo ad andare avanti con la sua attività.

    Io non mi sento "una persona disabile" né eccezionale, mi sento una persona. E basta. Con tutti i pregi e i difetti del caso. Il non vederci, fa parte della mia persona come può esser i capelli messi in un certo modo o i 5 chili di troppo. E' un dato di fatto, verso il quale ci si deve comportare di conseguenza.

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  17. ecco tra ciechi può succedere che si scrive e si posta insieme eppure io ed elena non ci sentiamo da una vita, ma parliamo di capelli entrambe :)) brava elena! da me un complimento prenditelo, non siamo eccezionali, semmai coraggiose a dire verità in mezzo a tutto sto silenzio

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  18. "Non gli si dà mai stimolo ad andare avanti con la sua attività." qua elena offre un interessante spunto per approfondire. di che attività stiamo parlando? ludica oppure di lavoro? la tragedia è anche e sopratutto questa. non ti aiutano per un misero captcha e men che meno ti aiutano per far qualcosa che ti dovrebbe permettere di sopravvivere e poi vivere bene. perchè pare che una persona con disabilità dovrebbe vivere solo con un tozzo di pane, come si permette di pensare di vivere bene...

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  19. "quando gli ho chiesto una mano pratica, ... erano tutti spariti." andiamo avanti a scavare il filone aperto da elena. lei parla di persone "sparite" quando c'è bisogno. ma ci sono quelle che spariscono dopo aver rubato al sordo al cieco allo zoppo tutto quello che si può rubare. tempo soldi contatti ... ciechi sordi zoppi e quant'altro sono l'esca ideale ... per fare amicizie carriera ( si i carrieristi della disabilità sapete?) soldi, si anche quelli ... la cosa peggiore è il ricatto e la tangente. ricatto quando ti fanno capire - loro i normo -. che senza di loro non siamo nulla. tangente quando ti tengono per il collo e ti levano soldi dalla parcella o ti rubano clienti ... e hanno anche il coraggio di guardare in faccia moglie/marito/figli ...

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  20. Scusate la venialità, intervengo sui capelli.
    Laura, ma spettinata era il motto della Magnani o no?
    "Come le faccio i capelli signora?" ( il parrucchiere )
    "Stronzo, alla Magnani " ( la Magnani )
    Poi, ma ti rendi conto che chiedi se una coda è guardabile o no? Saranno domande da farsi?
    Se penso all'intrecciarsi dei capelli con le dita al buio, posso morire non solo di invidia, per i capelli ovvio, ma come potrà essere inguardabile una simile azione.
    Se non fossi gay, col cavolo che sentire queste cose.
    rdp

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  21. t'assicuro rpd, che per una come me, molto sciamana coi capelli da sempre, non è proprio così da invidiare: riesco a malapena a farmi una coda (da sempre sono così) non ho l'arte da coiffeur tra le mani, con queste tenevo una moto, i capelli schiacciati in un casco ... ma mi specchiavo, e a modo mio riuscivo a sistemarmi, per questo ora ricordo a tutti che è già molto pesante per me non poterlo fare più insieme ad altro, lo diventa ancor di più quando sento di altri ciechi o sordi che "fanno tutto" o quando i normo dicono che sono "belliiiissima!! eccezionale!!" ecc. con queste cose che mi fanno solo più male di quanto ne abbia già ricevuto per un cretino a retromarcia.
    tornando ai termini, ho pianto nel sentirmi chiamare "altrimenti invalida", "non vedente" o "diversamente abile", ho pianto e piango per questi marchi, come piango quando so di ragazzi ciechi chiusi in centralini, dove entrano ed escono accompagnati, seduti sulla pigrizia di un'associazione che si fa dire anche grazie per questo e prende ancora milioni di euro per dire che integra e prepara professionalmente i "non vedenti", o sordi in studi dove gli si fa fare di tutto, relegando il telefono all'unico normo, che comanda tutti seppur senza preparazione professionale, con orgasmi da "superman padrone", probabilmente impiegato nell'altra enorme associazione che prende altrettanti milioni di euro per dire sordo anziché sordomuto, e non altro.
    quanto sono importanti il buio e silenzio? quanti ciechi e sordi stanno leggendo questo mio post e quello di elena? quanti disabili non sapevano come legge un cieco e che i sordi possono guidare un'auto? e quanti lucrano su queste situazioni?

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  22. Tu sai che non sono facile ai complimenti, ma alla meraviglia si.Le domande alla fine del tuo post le potremmo fare anche ad uno normoabile e ci faremmo una risata lo stesso. In sorte Laura ci toccano cose assurde, così a te e pensa a quante cose si devono fare per queste e altrui sorti.
    Non voglio entrare nel tuo dolore, nè potrei, nè voglio ferirti.Mi pare di capire che sei sempre stata inabile coi capelli, io a farli crescere.
    rdp

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  23. Cara Laura,

    leggo il tuo bel post e i commenti successivi. Vorrei condividere con te alcune riflessioni che ho fatto recentemente sull'uso linguistico del termine "diversamente abile":

    http://bradipo-tales.blogspot.com/2008/09/diversamente-razzisti.html.

    Mi piacerebbe avere un tuo parere (anche negativo!) se hai tempo.

    Un saluto

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  24. sono sempre elena brescacin.
    della storia dei diversabili, ne stiamo parlando là su bradipo's tales - che per la cronaca pensavo fosse un blog serio...
    Cmq, io fortunatamente di persone vedenti che truffano approfittandosene della disabilità non ne ho conosciuta neanche una.
    Conosco invece, molti ciechi che se ne approfittano della cecità altrui e ricattano.
    Per esempio...
    "io ho la copia illegale di questo software, te la vendo a 200 mila lire e te la installo a casa" poi naturalmente mica gli lasciano i cd con la copia
    e se il povero cristo che c'è cascato ha problemi informatici, quelli se la svignano e dicono "non so niente". Non so se esistono ancora questi fenomeni, io li ho conosciuti qualche anno fa poi non ho + voluto saperne, ma tant'è.
    E nessuno ha mai fatto nulla per dire BASTA, proprio per una questione di dipendenza-ricatto, per paura di ritorsione.
    Io a volte mi domando se è giusto lottare come stiamo lottando noi, PER COSA, PER CHI, stiamo lottando. E mi verrebbe voglia di smettere, di alzare bandiera bianca, poi dico no caspita devo lottare per me. Devo avere amore per me stessa e dire chissefrega... io sfondo la porta ma poi non lascio neanche entrare nessuno a prender quel che c'è dentro a parte i pochi intimi che mi son stati vicini sempre.
    Ho notato una cosa, tra disabili c'è una competizione che fa spavento, un'invidia meschina tra uno e l'altro che porta a fare pettegolezzi e denigrazioni che non hanno nulla a che fare con l'essere definiti umani. Si cerca di togliere il terreno dai piedi delle persone, parlandone male. Però poi si resta sempre nello stesso ghetto, si dice "meglio trovarsi amici e fidanzati tra di noi perché è + facile, ci si capisce di più"...ma dove?
    Dalle nostre parti si dice che "il buono e il tristo c'è dappertutto" perciò le relazioni umane, vanno scelte tra persone non guardando solo condizione fisica o altro.
    Io, di veri amici disabili visivi non ne ho. La vera amicizia la ho trovata tra le persone vedenti, e non è che abbia pochi contatti con i ciechi, è perché ho trovato persone di cui fidarmi, nell'ambiente che mi circonda. Punto.

    In quanto all'appellativo "invalido", a me non offende; non in modo grave almeno, io sono invalida agli occhi, come no. Io gli occhi non li uso. Non funzionano, quindi, è una invalidità. Il problema è che il termine non va usato in modo assoluto! "tu sei invalido" come dire non vali un c...
    In ogni caso, almeno per me, "invalidità" è un termine puramente burocratico; "invalidità al 100%" vuol dire che ho una parte del corpo che non funziona, in questo caso gli occhi. E questo non è assolutamente da negarlo, però se nel linguaggio corrente uno mi dicesse che sono al 100% invalida (il che è diverso!) gli darei un calcione su...

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  25. "Ho notato una cosa, tra disabili c'è una competizione che fa spavento, un'invidia meschina tra uno e l'altro" ... uso le perle di elena per riflettere. in effetti la sola informazione non basta. qua le persone con disabilità fanno a gara per essere "normali" nel senso negativo del termine, come dice elena. non va bene. dobbiamo promuovere una etica "altro". un cieco che ruba a un altro cieco è ladro due volte.

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  26. bradipo rilevò: "Vorrei condividere con te alcune riflessioni che ho fatto recentemente sull'uso linguistico del termine "diversamente abile": dunque quesdta espressione è superata. l'espressione corretta è "persone con disabilità" in cui la disabilità è un accidente e non è consustanziale alla persona. che rimane appunto persona e basta, conforme anche ai criteri ICF dell'OMS oltre che alle definizioni della Convenzione onu sulle persone con disabilità

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  27. io sono invalida, non "altrimenti invalida", ho detto questo.
    a me di mollare tutto mi è venuto dopo un incidente, ma morire non è per me pare, quindi ho molta resistenza e non mi importa per chi lo faccio, so solo che serve.
    riguardo ad abbindolatori e delinquenti vari, compresi coloro che se ne approfittano, penso si trovino ovunque ormai: quello che ho ricevuto nella mia vita è tanto, da alcuni disabili non mi sarei aspettata di certo tanta cattiveria, così come mi aspettavo altre cose da chi vede ancora.
    mi riconsola il fatto che tutto torna

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  28. e tutto muta, Laura. in un ritmo che si può percepire solamente con i limitati sensi, quelle che restano e quelli che furono.
    I greci dicevano che tutto scorre.E noi siamo lì, tutti insieme. Cosa è dato di vedere e come, talvolta rasenta l'assurdo.
    rdp

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  29. Ciao Laura,

    stanotte non riesco a dormire e ripasso sul tuo blog.

    Devi sapere che avevo deciso di scriverti dopo aver letto il primo commento di anonimo, quando dice: "veniamoci incontro a metà strada".

    Da bravo "normo", infatti, avevo scritto quella riflessione (ogni tanto sul mio blog scrivo anche cose serie, ma scelgo di dosarle con cura) con piglio filosofico più che "esperienziale". Avrei potuto accontentarmi di quello. Pagare il mio "contributo" con una bella riflessione e lasciarla lì in una teca. Ma a chi o cosa sarebbe servito?

    Io non so per te, ma a me è servito molto venire a disturbarti, bussare alla tua porta e chiederti un parere.

    Ho aggiunto un tassello. E mi piace pensare che forse ci siamo incontrati, se non a metà strada (sarei ipocrita anche solo a pensarlo), almeno a un passo fuori dall'uscio del mio giardino.

    Quindi grazie e scusa i pensieri confusi da notte fonda.

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  30. bradipo per i pensieri confusi da notte fonda ti capisco, almeno io ho avuto una nottata di incubi, leggi tutto nel commento che faccio al mio post di stanotte, il cuore in bestia.
    sarò sincera, come sempre: a me incontrarti è servito per capire che c'è ancora molto da fare, anche se ci sono persone "normo" che comunque hanno già fatto un passo più in là del muro di pregiudizi.
    hai fatto bene a cercarmi, sono contenta di averti conosciuto, a presto e buona giornata

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