SAUDADE DO MAR

Pochi minuti davanti a un micro pc, mi scrivo un post in attesa di una cena, mangio molto tanto non ingrasso e poi ho fame, questo spaventa tutti, ma non sanno cos'è il vuoto che si lascia, una dimensione in cui la gravità non consente aumenti di peso, ho imparato anche questo dal vuoto, perché una volta c'era un gran vuoto: uno spazio con il nulla dentro creato da un'esplosione, un enorme boato l'aveva preceduta. Era l'esplosione di una vita che finiva sull'asfalto per trasformarsi in un'altra, di solito si dice "rinascita". Il vuoto fu quello che i presenti lasciarono intorno a chi doveva solo "rinascere". Penso che oggi sia facile per molti vivermi, ora che sono brava a mangiare anche l'insalata con una forchetta senza buttarmi addosso tutto, oggi che sono autonoma con un cane che mi indica anche dov'è il water in un bagno e mi da la carta igienica, figuriamoci in strada quanto mi guida e vede per me. Chi mi vede e mi vive oggi dice di me cose che non mi interessano, a me interessa invece una cosa, vorrei sapere dov'erano tutti quando ho avuto bisogno. Oggi quel vuoto è riempito, non di certo da coccole, vizi, complimenti ed altro che a me poco interessano: quel vuoto mi rendo conto di averlo riempito con una vita che sa di eternità, dal retrogusto di morte per abbandono, silenzio, distrazioni, disumanità e menefreghismo.
Quanto pesa quel vuoto in una rinascita? A me tantissimo, spero di dimenticarmene, ma mi è rimasta solo una gran memoria, a parte alcune lingue dimenticate, purtroppo per chi mi aveva sepolta, o meglio, chiusa in un sarcofago bendata, senza immaginare che mi sarei liberata comunque.
Sono mie considerazioni in attesa di poter camminare di nuovo su un mare che mi ha permesso di sbendarmi, una volta scassinato quel sarcofago.
Roma e i suoi vicoli che hanno perso il profumo di un rione, i suoi elicotteri, i suoi cloni che si schiantano su di me in strada, i miei numerosi vecchi amici che oggi vogliono un'amica come me e molto altro.. non mi interessano più, non è roba per una mummia liberata che sta ricordando il portoghese, mentre l'inglese non mi piaceva prima ed ora non intendo fare altri sforzi, preferisco ricordare il portoghese, meglio per chi come me ha il romanesco e Roma dentro. Saudade... una nostalgia sola: nel vuoto avevo imparato una lingua sconosciuta ed oggi non so con chi parlarla, se non con il mio cane. Al mare, che spero di toccare di nuovo presto e che mi manca un po', la parlo con i sassi, con un fiume, con le onde.. ed altre cose forse invisibili solo ai vedenti.
Facile oggi starmi vicino, ma nessuno tra chi mi cerca e mi vuole oggi sa da che vuoto arrivo, né che lingua parlo veramente.
Vado a vestirmi, nonostante la pioggia di oggi la piega regge e i miei capelli sono leggermente umani, parlerò traducendo dentro me la mia vera lingua in quella che chiamano "italiano" e tutti penseranno che sono "normale", senza ragionare su come sono arrivata fin qui, né quanto è stato difficile ripropormi in sembianze adatte alle apparenze.
Ma la "normalità" non può essere anche verità? Bo? Pare di no.. mi metto una maschera ed esco... ah no quella era una poesia scritta per "Dalla ziggurat di Ur": "mi metto una musica ed esco, ma vi chiedo da Venere: è questa l'estetica per voi?", posso farlo ancora, ma meglio una maschera per poter dire "è questa la normalità per voi??".

29 commenti:

  1. Cara Laura,
    non c'è nulla di normale ed umano in quello che vivi. Lo sforzo deve essere il mio, l'ho sempre saputo, sono io che imparo una lingua nuova e ne ricordo una, quella umana della comprensione e del cum-pathos che raramente ci insegnano. Ora che sei l'amica figa, tutto funziona per tanti. Ma io abituata alle particelle del Cern, sento un vuoto di esplosione, sento un buco nero, qualche volta persino bianco, e non lo vedo. So che esiste e sei tu.Eppure da un altro pianeta, anche io conosco e possiedo minuscoli buchi neri.
    rdp

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  2. l'amica figa è il traguardo per molti, sia averla che esserlo, non per me però, che ho sempre vissuto l'amicizia come un sentimento e non una convenienza, naturalmente senza nessuna apparenza ma solo con sostanza.
    non so se sono figa, mi sento molto diversa da come mi vedono in molti, so solo che la saudade è forte, non solo do mar, ma anche per come potevo difendermi una volta, solo con un semplice sguardo.
    il mio sguardo se lo sono risucchiato tutti coloro che vivono di apparenze, coloro che sono scappati nell'esodo biblico che li accalcò all'uscita di casa mia, strapiena di gente fino al giorno prima di un incidente, vuota subito dopo.
    coloro che oggi vorrebbero viversi anche questa mia nuova vita, l'ultima spero, e che rimarranno soli e spaventati, più di quanto abbiano cercato di farci stare me.
    il mare in cui vivo mi ricorda l'amazzonia, mi toglie il vuoto che sento intorno continuamente e ovunque fuori da lì, soprattutto se indosso maschere, inutili su una spiaggia dove i gabbiani richiamano la mia attenzione, distraendomi da "chiacchierate" tra sassi e fiumi, sicuramente più interessanti di tante demenzialità che mi tocca ascoltare da gente che senza maschere è come il vuoto di un tombino.

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  3. Anche io come Laura ho avuto un brutto incidente con la moto con tanto di souvenir doppio: trasfusione con HIV e placca di ferro permanente inserita sulla scapola sinistra. Ma e allora? Questo, soprattutto l'infezione, fa di me automaticamente una persona da discriminare, una persona che si deve nascondere? Assolutamente no.
    Io, la maschera, l'ho letteralmente buttata nel cesso. A che serve mostrarsi normali, quando non lo si è! Quando si renderanno conto che la parola "normale" non è un pregio, ma un difetto?
    Quando ci si renderà conto che la normalità significa standardizzazione e, quindi, annullamento della persona?
    Anch'io come Laura, dopo l'incidente, mi sono ritrovato solo: senza coloro che consideravo amici, senza fidanzata-quasi-moglie (mi diceva "non so quale futuro potremmo mai avere insieme noi due, per noi immaginavo una vita diversa"), da solo con la mia persona e il mio virus. Una vita nuova da iniziare assieme a lui, combattendo con lui e contro di lui, cercando di capirlo, conoscerlo e gestire le responsabilità che mi ha dato in mano.
    Lui, che nel suo essere virus, mi ha preso tanto ma mi ha anche dato molto di più; mi ha fatto capire cose che gli umani, familiari compresi, affamati di normalità mai si sarebbero sognati di dirmi sul muso sempre per il solito motivo del "rispetto" del "quieto vivere" del "non si può disilludere un ragazzo di vent'anni smontandogli il suo primo amore".
    Il mio cane da guardia di 0,1 micron, che mi ha mandato via dai piedi tutta la gente vuota che mi sta intorno, quelli -e quelle- che pensano "non c'è niente di meglio che una bella scopata senza limiti e freni", mi ha permesso di tirare fuori le palle, di combattere anche contro i muri di gomma messi in piedi dai miei "compagni di virus" ancora stretti intorno al loro alone viola stile spot anni 80, che per loro funge anche da guscio protettivo e pure da profilattico, perché molti di loro si fanno siti e cene con lo scopo di innamorarsi e scoparsi tra di loro. *disgust*
    Io sono contento di avere adesso accanto persone vere; una ragazza che mi ha conosciuto e accettato per quello che sono, virus compreso, un ottimo lavoro, pochi, MA BUONI, amici veri. Quelli per convenienza, ci pensa il virus a mandarli al diavolo! Basta dire "sono sieropositivo" e li allontano. Non mi fa assolutamente paura, anzi!
    sono contento di non essere circondato da decine di amici per convenienza, ma soltanto da pochi amici veri. Non importa se alcuni stanno a centinaia di chilometri di distanza, ma ci sono sempre stati: che stia bene, che stia male, loro ci sono ed io ci sono per loro.
    Sono contento di aver imparato, dalla vita, che nel momento del bisogno a volte non c'è neppure il cesso e questa filosofia mi ha insegnato a non contare sempre sugli altri, ad arrangiarmi da solo, a difendermi, a tirarmi su le maniche, giù i pantaloni e fuori le palle. Poi, se c'è qualcuno che accorre in aiuto ben venga; ma contarci sempre, e specialmente aspettarsi l'aiuto da persone specifiche, fa soltanto soffrire e disilludere. E' importante, nella vita, capire che spesso le persone che abbiamo di fronte non sono in grado di ragionare in modo profondo dobbiamo essere noi a prenderle come tali e non sopravvalutare e sottovalutare nessuno.
    Sono contento di aver conosciuto una persona come Laura con la quale posso nel bene e nel male confrontarmi su tutto. Una persona che, come me, non ha bisogno del pietistico leccamento di culo fatto dai cosiddetti "normali" che si stupiscono quando una persona alza la testa da una situazione difficile. Sì, perché loro facendo così non fanno che abbassarsi ancora di più di livello; noi, facciamo solo il nostro dovere. Quello per cui siamo nati: VIVERE. Bene, male, non possiamo saperlo. Intanto, viviamo, perché se ci poniamo il problema di come gli altri possano giudicarci, non viviamo più. E una volta che per qualsiasi motivo madre natura non ci concede più di farlo, non abbiamo più tempo per dire "voglio vivere".

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  4. Che aggiungere, io normale per modo di dire,...però una cosa la voglio dire ancora; mi disarmano alcune guerre latenti che sento e umanamente comprendo. Io non ho licenza di incidenti, virus e cecità, non penso ci vogliano dolori così grandi per capire dolori. Un pò come fare un figlio non equivale ad essere mamma, ma esserlo non è la stessa cosa che non.
    Su questa lama, che anche la mia, io vi sento patire.
    rdp

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  5. Vedi RDP è proprio questo che a me dà fastidio.
    Il fatto che qualcuno pensa che noi siamo persone piene di rabbia dentro e di guerre latenti da combattere, persone che soffrono continuamente che si sentono imprigionate beh parlo almeno per me non è affatto il mio caso io non mi sento imprigionato da niente e da nessuno.
    L'unica guerra che combatto tutti i giorni è quella contro l'ignoranza, da quella informatica a quella contro pregiudizi in ogni dove. Ma questa, non è una guerra latente questa è una guerra che dovrebbe essere combattuta da tutti, primi tra tutti coloro che si ritengono "normali", invece spesso e volentieri c'è chi preferisce dire "io comprendo umanamente io sono con te siete persone forti" ecc
    Noi, se proprio è necessario parlar di guerra, abbiamo bisogno di alleati pronti a combattere al nostro pari e nostro fianco, non certo di "umana comprensione". Perché è la vita in generale, a essere una lotta. Che ci siano o meno difficoltà di tipo fisico; la vita è una lotta già da quando nasciamo, e lo dico specie perché ho un bambino di 2 mesi; noi siamo sempre portati a dire "guarda loro la vita come se la godono" però, seppur ne sono inconsapevoli, già quando escono dal ventre materno devono lottare. Passaggio dall'acqua all'aria. Poi, sempre tornando al discorso di Laura delle lingue, parlano la loro lingua fatta di pianti e gesti mentre noi quella delle parole. Se non è una lotta questa, ditemi voi! E più si cresce, più difficile diventa.
    Non lo sto vivendo da pessimista né tanto meno la considero una cosa negativa, o "che non dovrebbe essere". E' così ed è giusta così.

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  6. concordo con quanto dice hivlinux, sia nel primo che nel secondo commento.
    avere a disposizione una personalità coraggiosa non deve fare di noi fenomeni, semplicemente esempi da seguire semmai.
    dietro ogni complimento è celato un velatissimo istinto di superiorità, perché non si è ciechi, non si è sieropositivi, si cammina, si sentono suoni, ecc.
    io sono sempre la stessa, solo che comunque sono sola di fronte a molte cose, forse perché in un'arena non si combatte numerosi? se è così l'imperatore dev'essere uno e non migliaia, ammesso che chi sta nell'arena gli dia retta.
    hivlinux, io, talksina, ecc. (per citare alcuni conosciuti in questo blog che commentano) siamo solo persone normali, questa è la normalità per me, siamo persone che non si piegano sotto la parola disabilità, non si sciolgono sotto un complimento farcito di pietismo..
    a me ogni tanto dicono: "pregherò per te!", "e per cosa?
    " rispondo io, "per un miracolo" mi si risponde, allora io dico sempre la stessa cosa: "non voglio magie, non rompo chi mi fa stare ancora viva e il vero miracolo sarebbe avere più gente che collabora in una piccola onlus che ho fondato, a fatti e non a parole, oppure sapere che quando un'associazione miliardaria, come l'uic, realizza scemenze quali buio e buio da auchan, siano tanti insieme a me a dire che hanno rotto, sia con questi pseudo percorsi bui sia con le loro cene al buio!".
    non ci vuole molto a capire che se i ciechi non si incontrano per strada un motivo c'è: qualcuno li ha chiusi al buio, prendendo soldi a tutto spiano per fare ogni tanto cose quelle che dico sopra, eppure il percorso da ciechi in un centro commerciale fa notizia, mentre a scuola mancano i libri di testo, un programma per un cellulare che parli costa troppo e un cane guida ancora è cacciato via ovunque entri..
    questo blog dice di me, forse dice di quello che hanno dentro tanti altri, a me non interessano i commenti, mi basta sapere che qualcuno lo legge e capisca quanto è normale sentirsi normali, io sarò normale quando toglierò l'armatura da guerriera in questa guerra contro chi lucra sui disabili, contro chi fa pietismo nei nostri confronti, solo perché siamo diversi da un gregge.
    domani ad esempio starò in una città che non amo, milano: un taxi l'ultima volta mi ha detto che i cani nella sua vettura non salgono mai, ma a "noi" lui lo concede perché secondo lui siamo !più sensibili".
    sono stronza se gli ho risposto che non devo dire grazie a nessuno perché il mio cane sale nella sua vettura per legge? o sono un fenomeno perché ho avuto il coraggio di farlo? io mi sento solo normale.

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  7. Laura sai a me a volte considerano anormale gli stessi miei "colleghi". Gli altri sieropositivi; non dico "sieropositivi come me" perché loro non sono come me manco pel cazzo. Oops, scusate la parola scurrile, lo so che non si deve dire "manco"! *smiles
    Scherzi a parte, loro mi considerano anormale perché non ho paura di parlare della mia condizione, perché ne parlo in modo naturale, perché non ho avuto paura di dirlo subito alla ragazza che amo e che ho sposato ma cosa dovevo far secondo loro, tenerglielo nascosto fino al momento fatidico, e a che pro?
    E quel che è peggio è che molti mi considerano anormale e addirittura irrispettoso perché ho un blog chiamato Il virus che parla!
    Sai cosa:
    a proposito di quell'affare che fa le foto e legge dal telefonino, io credo che prima o poi quegli articoli glieli smonterò o, per lo meno, cercherò di imbarazzare chi è tanto gasato.
    La prima volta che verranno in zona a mia portata per qualche manifestazione sull'argomento, porterò con me una bella scatola di profilattici con tanto di foglietto illustrativo che spiega come infilarli, una di assorbenti interni con istruzioni annesse e un barattolo di sapone per l'igiene intima, nonché un referto di analisi del sangue mio.
    E se non leggerà, gli porrò la domanda: ma che se ne fa un cieco di un affare da 1300 euro che gli dovrebbe cambiare la vita, se poi si può leggere le bollette del telefono o le scatole dei farmaci o il vasetto della salsa per la pasta, quando per le sue cose veramente personali che riguardano la propria salute e intimità in modo stretto non ha diritto alla privacy?
    Spero che prima o poi arriverà, questo momento! Non lo so ma ho il sentore che nessuno s'azzarderebbe mai a provare quel coso su una scatola di preservativi.
    PS Laura se ti interessa c'ho la sintesi in portoghese da qualche parte!
    PS Laura dimmi una cosa: tu ci capisci con i captcha audio di blogger? Io ne ho provati alcuni ma anche se ci vedo e sento benissimo, in certi casi proprio non si riesce a capirli!

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  8. Il punto è che finite col parlare tra voi.
    E usate un noi con disinvoltura.
    Comunque non voglio polemizzare, sono già troppo affilata, che la guerra alla vita la combatto anche io, come dici Hivnux.
    Sarà difficile per voi sentire che siamo noi alleati?
    rdp

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  9. taccio perchè è inutile nascondersi dietro un dito, per quanto possa provare per voi "empatia" è vero che non posso capirvi perchè non sono nella vostra situazione, posso però provare compassione, intesa come moto dell'anima che ci fa provare dolore per i dolori altrui

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  10. Forse a rdp e zefirina sfugge una cosa.
    Io sono amica sia di Laura sia di HivLinux, con quest'ultimo ho una confidenza più stretta perché lo conosco da più tempo comunque vi sfugge che noi della "compassione", del "moto dell'anima che prova dolore per il dolore altrui" non ce ne facciamo niente e anzi ci dà pure fastidio.
    E' inutile "provare dolore" IMMAGINANDO situazioni che non si vivono sulla pelle, quando si fa poco o nulla per collaborare affinché la vita per noi venga facilitata. E' inutile provare "compassione" per la Laura o l'HivLinux o la talksina che scrivono su internet quando, PER PRIMI, quando che so non si trova posto da parcheggiare, si parcheggia pur non essendo autorizzati, nel posto disabili. Oppure se si trova un captcha visuale su un sito lo si compila senza preoccuparsi di segnalare all'autore del sito in questione che questo è un metodo che discrimina chi non vede. E' inutile provare compassione per un sieropositivo se poi ci si domanda se hiv si trasmette da un bicchiere o si dice "io avrei paura di vivere una relazione sentimentale CON UNO COSI'"
    La compassione, tenetevela
    non ci serve.
    E poi, la gente che prova compassione vi garantisco che provoca molto più dolore che la disabilità stessa, almeno parlo per me io cieca ci sono nata e non ho provato mai nessun "dolore" se non tutti i dolori che provano tutti gli altri esseri umani per le cose che causano dolore quali la perdita delle persone care. Quello sì che è un dolore vero, che non si accetta. La disabilità sarà una situazione di svantaggio a livello fisico ma il dolore e la sofferenza è tutta un'altra cosa; la disabilità è una cosa con cui si convive, si modifica il carattere e le abitudini a seconda di questo.
    Ma finché c'è gente che prova compassione le cose non cambieranno mai in meglio

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  11. Aggiungo: per far capire a chi parla di "compassione" il mio discorso, onde evitare di passare per quella "piena di rabbia", racconto una cosa.
    quand'è morto mio nonno eravamo al ristorante. S'è sentito male sulla panchina fuori, era pieno di gente.
    Io piangevo come un'ossessa com'era giusto che fosse, non è affatto facile prima parlare col nonno e 10 minuti dopo capire che sta male e poi rendersi conto che ti è morto di infarto davanti al muso.
    Una signora anziana che io prima manco avevo mai incontrato mi si avvicina (evidentemente si era accorta che non ci vedo) mi stringe tra le braccia e mi fa: "povera ragazza, già hai problemi di tuo, ti ci mancava anche questo dolore"
    Il contesto in cui mi trovavo e il rispetto per i familiari e il nonno morto, mi ha impedito di urlarle in faccia CHI CA...SEI
    Non sta scritto da nessuna parte che io perché ho un senso in meno debba soffrire più di quelli che li hanno tutti e 5! Io non so con quale mente perversa le persone pensino che un disabile sia una persona da compatire! Prima dei posti in treno o aereo agevolati, o delle tariffe agevolate... i disabili hanno il sacrosanto diritto di essere trattati da esseri umani e NON essere compatiti; questo diritto viene quotidianamente violato e non c'è nessuna legge che lo tutela.

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  12. Puntualizzo: l'etimologia non è una opinione.
    Ribadisco Cum-Pathos, per chi desidera intendere.
    Ieri sono andata alla galleria Auschan, dove c'è l'installazione di Buio-buio, percorso per vedenti nel mondo dei non vedenti. Ebbene, geniale metterlo in un supermercato, abbandonare ogni certezza e sentire la voce. Ary, la ragazza che mi accompagnava nel suo mondo, mi toccava la mano per sistematizzare il tatto e farmi leggere un disegno in rilievo. Mi diceva destra e sinistra, e io le ho detto che non le so distinguere neppure da vedente, e lei con dolcezza mi ha detto da quel momento in poi vai dall'altra parte. Disabilità di abile.
    Ora è inutile che io debba spiegare a voi; quando andai a Napoli sotterranea sentii il silenzio di 20 metri di tufo che ti isola da ogni cosa.Faceva male alle orecchie che volevano sentire, e ho pianto senza sentire ad un certo punto, stordita negli intestini di una Napoli che amo e che vivo.
    Allora ho percepito il buio perfetto, ieri l'ho solamente ripensato. Io non ho pietà. Ero smarrita, perchè i miei sensi volevano lavorare a tutti i costi e io li ho staccati e sono inciampata, non leggevo con le dita, e mi sono affidata facendomi vedere nuda da chi il buio lo conosce. Ma ho riconosciuto l'odore della camomilla e del rosmarino, percepito l'alba dal canto degli uccelli. Lo so bene che è nulla, rispetto al quotidiano, cosa dovrei fare, accecarmi io? Io sono Nessuno, che accecò il suo Polifemo, per perdere le certezze ed entrare in un altro.
    Cum-Pathos, ha più senso ora?
    rdp

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  13. Ah Talksina,
    ho chiesto aiuto a Laura per il progetto chiamato Domodomus che ho in mente e a cui lavoro, sei dei nostri, ti va? Io lavoro sulla percezione visiva nell'arte, e Laura mi ha insegnato la visione da dentro; passi anni a studiare senza capire un cacchio...questa è cecità.
    rdp

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  14. talksina se non è rabbia la tua allora cosa è??? mi spiace non essere riuscita a comunicare quello che intendevo dire veramente, grazie a rdp per aver cercato di spiegare meglio di me il concetto di com-passione che non è mero pietismo...
    inoltre sono così "fortunata" da avere ancora tutti i 5 sensi intatti ma di certo non mi farò venire un attacco di senso di colpa per questo.
    Ad essere un po' arrabbiata sono io ora, tu non mi conosci e non sai niente della mia storia personale o di quali "accidenti" è costellata la mia vita quindi ti pregherei di non giudicarmi senza conoscermi, io non lo faccio mai

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  15. ci sono molti altri modi per aiutare i disabili, oltre a quelli che costano, in teoria su una carta dove è scritta la somma di finanziamento ricevuto, sempre troppo, vedi sto buio buio nel centro commerciale.
    parole pseudo poetiche da normodotati accompagnati da dolci parole di una cieca che descrive cose al buio a chi vede non quietano di certo gli animi di milioni di genitori che stanno chiedendo prestiti per poter sostenere un figlio cieco o sordo, non calmano la rabbia di giovani che non possono fare altro che i centralinisti solo perché ciechi, o gli schiavi su un pc perché sordi, ammesso che trovino lavoro dopo una sudatissima laurea certe volte.
    io non capisco perché se chi vive quella che tutti chiamano disabilità dice che vorrebbe essere trattato normalmente, senza dolori o altri pianti del genere, gli si risponde sempre: allora che devo diventare disabile anch'io? a parte che tutti vivono una disabilità, perchè il fatto che io non veda più fa di me una donna da compatire?
    talksina porta un esempio unico: se un disabile prova dolore bisogna sempre farne un dramma, anziché considerare il dolore qualcosa che purtroppo appartiene a tutti.
    la disabilità in italia è un marchio, con questo marchio si tende a metterci tutti insieme, dimenticando che ognuno di noi ha una sua personalità e vissuto.
    si dico noi, lo dico sempre, ma non per complicità semmai perché sento dentro una sintonia con alcuni e con altri no.
    a rdp: c'è una bella differenza tra pochi minuti di buio e una vita in queste condizioni, bisognerebbe vivere tutto come viviamo noi, dal vestirsi allo scrivere, al camminare ecc. per poter dire quanto affermi, dovresti parlare con la madre di un bambino alle elementari cieco, o alle medie, fatti dire cosa succede fuori da auchan.
    per quanto riguarda invece il vostro progetto domus, visto che il buio buio dell'uic ti è piaciuto tanto, nonostante ti avessi già spiegato quello che dici di aver compreso della visione interiore, perché non chiedi a loro una collaborazione? io so già cosa ti risponderanno, ma forse bisogna passarci, come nei loro percorsi bui, per capire molte cose, altrimenti chi ti dice come stanno le cose veramente passa per quello che non è.
    IO ODIO I PIETISMI, ODIO OGNI AFFRONTO ALLA MIA DIGNITA', LE PRESE IN GIRO SULLA MIA CONDIZIONE, MA SOPRATTUTTO NON SOPPORTO PIU' CHI PERDE TEMPO: I DISABILI SONO STANCHI DI MELE, PIANTINE, ORCHIDEE, CENE AL BUIO e via dicendo.
    per hivlinux: anche a me dicono che sono anormale, perché sono dolce solo quando e con chi serve e se lo merita, non guido vedenti in un percorso dell'uic, non lucro sui sordi e sui ciechi e non mi spaventa dire come la penso e faccio valere i miei diritti ma anche quelli di altri, naturalmente da sola, senza un euro, visto che li spendono tutti in cene al buio o buio buio da auchan.. mentre per leggere dovremmo spendere oltre 1000 euro di jaws, per entrare in siti con captcha e farci prendere in giro da pseudo smanettoni web che dicono che hanno fatto un sito figo, solo per vedenti però: blogger ha varie voci per i captcha, per arrivarci a quella più comprensibile, si fa per dire, bisogna rigenerare il captcha più volte, comunque sarebbe meglio evitarli sti captcha e basta, anche se webvisum ha risolto molto.
    per talksina: mi hanno detto che sono una strarompi anche per via del fatto che scrivo ogni volta che trovo inaccessibile un sito e nonostante il webvisum combatto i captcha, ed ogni volta che dico che sono un po' triste mi si risponde sempre "be ma troppo hai reagito bene", pensando solo e sempre al fatto che non ci vedo,come se non avvessi altro ormai nella mia esistenza.
    per zefirina: a fatti sei una persona straordinaria, è nelle parole che sono difficili da capire interpretare le tue emozioni, io ho capito cosa volevi dire con le tue parole, volevi dire questo: capisco la vostra rabbia, a parole non so cosa dire se non che a fatti sto aiutando la blindsight project, senza farmi pubblicità. dimmi se sbaglio.
    la mia nostalgia del mare, o saudade do mar, è proprio per questi motivi: lì non sento tante demenzialità, che difendono pure iniziative inutili, costose e soprattutto utili solo per lucrare su noi ciechi, solo perché un cieco è ancora una novità (da qui si evince il fallimento di ogni iniziativa dell'uic: perché i vedenti ancora non ci conoscono?? ma farsi questa domanda diventa troppo fuori dal gregge, idem vedasi per i sordi e la loro ens).
    oggi c'ho pure la saudade di uno stipendio, perché la blindsight project io la finanzio con una pensione e, se qualcuno sa oggi che anche i sordi ascoltano musica, che esiste un cane guida, che mancano ausili per i ciechi tutti chiusi in un centralino, ecc... forse qualcosa sono riuscita a farla, o no?? ma io non posso più lavorare, in fondo, come mi disse una politica per disabili a roma: ma che te frega de lavorà, pei disabbili poi? mo te faccio sfilà come indossatrice.. ma mentre chiedeva di farsi fare un numero al telefono, io ero già andata via dal suo studio, dove mi recai per dire che esiste una piccola onlus che non vuole far guerre, ma sa difendersi bene in mezzo ad associazioni miliardarie gestite da viziatissimi dirigenti che non sanno cos'è una sintesi vocale, non sanno cos'è pagarsi una videochiamata, non sanno cosa vuol dire rimanere con l'auto rotta e non poter parlare (perché i sordi guidano si, ma in silenzio) o non sanno cosa vuol dire spostarsi in treno, così pieni di autisti, segretarie, sedi, accompagni, pensioni, case...

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  16. Laura mi spiace leggere i tuoi limiti, di persona, non di cieca, non è una guerra che offro. Io non sono nè la uic nè l'unione ciechi, ma una libera professionista. Con o senza di te farò ciò che credo e non per lucro, per te, talksina e ogni altra persona che il buio lo vive ogni giorno.Lo faccio per egoismo; non temere, perchè so che me ne verrà del bene, dal bene che faccio.
    Col tuo discorso mi pare solo di udire mettiti nei miei panni: non posso Laura, non posso diventare cieca per te. Posso descriverti ciò che vedo: dove hai messo il progetto della mostra?
    Chi è che fa solo parole Laura?Sono forse troppo per te come persona?
    Se le mie parole sono poetiche è perchè io le applico. Non abbiamo la stessa opinione di Buio buio, e rispetto la tua, certamente più motivata.
    Ma a cosa serve distruggere tutto, possibile non la vedi la rabbia nelle tue parole?
    Non è a me che devi educare, nè tu , nè talksina; io ho il coraggio di restare qua a parlare, a confrontarmi e non merito le vostre aggressioni gratuite. Non è me che dovete mutare, conservate le energie ne abbiamo bisogno tutti.
    Mi trovo a difendere il buio, stavolta da sola.
    Incredibile. Come spiegare che Polifemo ha la sua ragione?
    Rinnovo gli inviti a chiunque a lavorare, non parole.
    Terrò un seminario in primavera, voglio che sia nel mese dei fiori, università di Torino.
    rdp

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  17. rdp. se leggi rabbia inutile discutere: cerco di dire una cosa e se ne capisce sempre un'altra, bo? e chi cerca di insegnare niente? potrei insegnarti come fare un testa coda in auto o come piegarsi in curva su una moto e poco altro, qui non insegno, informo di cose che nessuno dice ma esistono, inutile offendersi e reagire sempre in difesa, per poi dare dell'aggressiva a chi dice come stanno le cose.
    il progetto della mostra? e che ne so? perché? questo è un blog privato non è una mail o un sito ufficiale, qui non scrivo i miei progetti, a meno che non stiano per essere realizzati, anche perché mi hanno fregato già molte cose, molte scritti, compresa la mia privacy, oltre ai miei progetti e idee naturalmente.
    comunque in questo post dicevo altro, non parlavo di progetti, né ho intenzione di insegnare qualcosa, mi sono permessa di dire ciò che penso e di me, hivlinux ha aggiunto una sua illuminante esperienza, talksina idem: ora isegnami tu qualcosa di nuovo, finora non ho avuto nulla da chi mi ritiene pure limitata.
    ulisse vinse solo perché accecò polifemo, se vuoi mitizzare il tutto, e questo non è un luogo di educazione ma di informazione e di scambio, pubblico ma con stile, questa è la mia grande "limitazione".
    se leggi un po' di incazzatura ora nelle mie parole non sbagli stavolta.

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  18. Ognuno vede luce dove vuole Laura.
    Io non debbo dimostrare niente, ritengo che la questione sia altra...la visione da dentro è fondamentale per i vedenti, e io che lo sono e non mi vergogno di dire mi dispiace davvero, posso solo insegnare a chi vede a vedere meglio anche chi non vede.
    Poi in fondo si sta dalla stessa parte, si perde tempo a darsi addosso col dolore. Su Buio-buio forse sbagli a considerare che sia inutile, forse per te lo è, non per chi lo prova in un ipermercato. Forse è iperfinanziato, ma ci provano e io voglio cogliere il bello anche di questo.Sono poetica è vero, ma non è un difetto. E c'era dolcezza in quella mano di donna che mi ha sfiorata al buio, fidati della donna che è in me, non della vedente.
    Il fatto che tu me l'avessi sconsigliata e io ci son andata lo stesso la dice molto su quando mi metto a fare sul serio.Ti sei persa le mie reazioni, goffe e volenterose. Il mio stordimento che ripeterò nel percorso da un'ora e mezza a milano: voglio che il mio cervello perda la sua sicurezza, i sensi la loro utilità. E' esercizio di lettura, lo stesso che hai lodato in altro post su questo sito.Come pensi ci sia arrivata a descriverti cose che io vedo e che vediamo insieme?
    Ma comunque ripeto, non è una guerra, la visione da dentro con particolare attenzione all'arte antica e alla possibilità di fruizione sarà l'oggetto del seminario. Non mi pagano, nè finanziano, nè rubo anni di studio. Li metto a disposizione, di chiunque.
    Me lo insegna quel cum-pathos che non si capisce, che è a detta di zefirina, moto dell'anima che fa provare dolore per il dolore altrui.
    rdp

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  19. Ognuno vede luce dove vuole Laura.
    Io non debbo dimostrare niente, ritengo che la questione sia altra...la visione da dentro è fondamentale per i vedenti, e io che lo sono e non mi vergogno di dire mi dispiace davvero, posso solo insegnare a chi vede a vedere meglio anche chi non vede.
    Poi in fondo si sta dalla stessa parte, si perde tempo a darsi addosso col dolore. Su Buio-buio forse sbagli a considerare che sia inutile, forse per te lo è, non per chi lo prova in un ipermercato. Forse è iperfinanziato, ma ci provano e io voglio cogliere il bello anche di questo.Sono poetica è vero, ma non è un difetto. E c'era dolcezza in quella mano di donna che mi ha sfiorata al buio, fidati della donna che è in me, non della vedente.
    Il fatto che tu me l'avessi sconsigliata e io ci son andata lo stesso la dice molto su quando mi metto a fare sul serio.Ti sei persa le mie reazioni, goffe e volenterose. Il mio stordimento che ripeterò nel percorso da un'ora e mezza a milano: voglio che il mio cervello perda la sua sicurezza, i sensi la loro utilità. E' esercizio di lettura, lo stesso che hai lodato in altro post su questo sito.Come pensi ci sia arrivata a descriverti cose che io vedo e che vediamo insieme?
    Ma comunque ripeto, non è una guerra, la visione da dentro con particolare attenzione all'arte antica e alla possibilità di fruizione sarà l'oggetto del seminario. Non mi pagano, nè finanziano, nè rubo anni di studio. Li metto a disposizione, di chiunque.
    Me lo insegna quel cum-pathos che non si capisce, che è a detta di zefirina, moto dell'anima che fa provare dolore per il dolore altrui.
    rdp

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  20. ciao laura è da un pò che non riesco a passare a salutarti, ho avuto da fare a casa con bimbi e lavoro. un saluto da angela... comincerò a seguirti di nuovo

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  21. @laura: io non rispondo neanche, in materia della compassione purtroppo la testa a certa gente non gliela cambi.
    Certa gente continuerà a pensare che noi soffriamo + degli altri perché "oltre al dolore normale abbiamo il nostro".
    Io ho avuto un'esperienza molto simile a quella di talksina però a esser morto davanti ai miei occhi è stato mio padre.
    Io ero un mezzo vegetale ancora dovevo reagire e accettare hiv, però questo dolore molto + grande è stato quello che mi ha fatto capire di DOVER reagire, e soprattutto quello che comportava questa perdita all'interno della famiglia in tutti i sensi.
    Vorrei ricordare a chi pensa a noi come "vittime" di un perenne dolore, che si piange per chi si ha perso, non per noi stessi il cui cuore continua a battere!

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  22. Ho letto quasi tutti gli interventi e sono un po' stordito perché credo di aver capito e temo di non riuscire a spiegare perché distanti, in verità, non lo siete affatto.

    Sto dunque alle certezze e all'invito, Laura, sempre valido di un cinema.

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  23. Io la smetto qua, non mi piace la polemica che nulla ha a che fare con la costruzione. Chiacchiere zero: fatti. Non si fa a chi patisce di più o a chi fa la guerra più guerra. Se si vuole essere trattati da esseri normali, bene. La compassione quella becera non è per me, per questa ragione resto con proposte:
    1) se Laura vuole, io resto i suoi occhi ( capirà lei )
    2) seminario università sulla visione da dentro (università di Torino, scrivo entro 30 novembre e sarà primavera, mi serve aiuto di Laura se vuole, accettasi quello di Talksina se vuole)
    3) domodomus ( domotica applicata, tutti ).
    Ovviamente siete invitati a partecipare tutti, urbi et orbi, altrimenti sappiate che c'è chi ci lavora con uic, uil e cgl o quant'altro.Non faccio dottorato di ricerca senza essere sopravvissuta in una università devastata, e so cosa vuol dire essere intellettualmente indipendenti. Bando alle ciance c'è da fare; accettasi collaborazione e bibliografia.Il resto si dimostra sterile polemica e piagnisteo, chiunque lo faccia.
    Anche se pensate che sia pazza, vi abbraccio tutti e abbiamo da fare, disarmatevi e partiamo. Io che vedo son davanti, per una volta posso parare qualche colpo, senza pietà per me o chiunque altro.
    rdp

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  24. laura in effetti lo strumento non aiuta a esprimersi per bene e qualche volta da adito a frainteindimenti, sono contenta che tu abbia compreso quello che volevo dire
    cerco di fare un esempio che apparentemente non c'entra niente: a me dicono sempre che sono forte e coraggiosa perchè dopo essere rimasta vedova a 39 anni ho tirato su i miei figli bene o male, perchè mi occupo di loro e della mia famiglia di origine, e di traumi oltre a questo ne ho vissuti...
    ma io non sono nè coraggiosa nè forte faccio semplicemente quello che c'è da fare, perchè nessun altro può farlo per me o al posto mio e non mi piace lamentarmi, tutto qui

    non misuro mai il dolore o la sofferenza degli altri perchè siamo tuti diversi e sentiamo le cose in maniera diversa, però posso provare empatia, piace di più questa parola rispetto alla compassione???

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  25. accetto volentieri l'inivito al cinema fabrizio, visto che qui a roma inizia il festival ed io sono 6 anni che non vado al cinema, come sai.. il mio post voleva solo dire e far emergere queste cose, il resto - a parte esperienze personali purtroppo simili alle mie, quali quelle di talksina ed hivlinux ma anche di zefirina - rimane polemica, inutile per chi dice altro e vorrebbe parlare d'altro.
    un incidente, il vuoto, la saudade di me di prima, ma anche di me di oggi in una dimensione senza maschere, senza finti che vivono di apparenze o di emozioni che i disabili vivono anche fuori da un centro commerciale, purtroppo con altre problematiche e senza sostegno.
    volevo dire di normalità, la mia normalità, quella che a tutti sembra stravaganza o anormalità.
    ho già chi vede per me, rdp che elenchi in un post che parla di nostalgia i tuoi impegni: la mia nostalgia non la toglierà una casa costruita per i ciechi, perché ancora non ho un euro per farmela e sono quasi 5 anni che aspetto quella che ho chiesto all'istituto ciechi, che nel frattempo affitta ai vedenti, alcuni di questi stasera saranno al festival del cinema... tra rifattone all'apparenza bellissime quanto fattissime, squallidissime maschere che non stanno in armonia nemmeno sul baracchino di un burattinaio.
    questo volevo dire con questo post che ha scatenato il solito casino di incomprensioni tra chi aveva capito il senso del post e chi no... un classico quando si parla di maschere..

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  26. Eh gli inciuci...Laura&Fabrizio prima si comincia coi cinema poi... hua hua dai che scherzo!
    Il fatto Laura è che la gente non ama sentire quel che non vuol sentire perciò cambia discorso!
    Comunque non credere, io ci vedo benissimo ma sono anni che non vado al cinema sarà stato il 1998 l'ultima volta vedi tu! L'ultima volta ero andato a portare la mia fidanzata(attuale moglie) a vedere Titanic. Là sono spente tutte le luci e vicino a noi c'era una coppietta di adolescenti diciottenni che limonavano rumorosamente disturbando con i loro "effetti sonori" di succhiotti e slinguazzi, il resto della sala che - possibilmente - voleva guardarsi il film e seguire pure i dialoghi.
    E poi, almeno questo mi ha raccontato talksina, quando c'è un cieco in sala con uno/a che gli spiega le scene mute, i vicini insorgono "fate piano per favore" io non lo ho visto personalmente perciò vado in fiducia a quello che mi è stato raccontato, so solo che a quei 2 nessuno diceva nulla e io avendoceli a un metro son stato l'unico ad aver il coraggio di dirgli ironicamente "non fatevi problemi se volete pure la mia, di lingua. Se no andate fuori"

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  27. scusa Laura ho la testa per aria sono raffreddatissimo e ho mal di testa; il commento giusto sopra questo, è mio. di HivLinux. Mi ero "semplicemente" dimenticato di scrivere nome e URL perciò son risultato anonimo alla pari del virus! :) Sono io quello che ha trovato i 2 che limonavano al cine!
    Fabrizio spero non te la prenderai per la battuta dell'inciucio. Notte, vado che sono distrutto

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  28. @hivlinux, scherzi? Certo che no !!

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  29. il "red carpet" di oggi pomeriggio è stato annientato dagli studenti, tantissimi per roma e molto infervorati (menomale).
    il giorno che rientrerò in un cinema normale, come facevo una volta quasi tutti i giorni, penso che piangerò e sarà difficile seguire il film anche se qualcuno mi suggerirà qualcosa, per l'emozione forte che proverò.
    mi spiace per le star che dovevano "sfilare" oggi, solo per i soldi che hanno speso inutilmente in apparenze, mentre in italia la cultura è indietreggiata di secoli, pare per mancanza di fondi... la mia saudade aumenta ;)

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Grazie! Laura Raffaeli

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