LA MIA ROMAR





Sono stata un mese lontano dalla mia casa, che mi mancava, nonostante a Roma abbia avuto tutto ciò che desideravo, quantomeno mi è pesato di meno quello che chiamo "casinum", cioè una manifestazione la mattina ed una la sera. Mi mancavano troppo il mare, la semplicità, la natura. Ho potuto verificare il degrado di Roma: una megalopoli che nasconde sempre di più una città meravigliosa in un gran vuoto silenzioso, dove il baccano delle macchine ha sostituito ogni voce umana. Preferisco la mezza litigata e fare anche la pace con pochi umani, piuttosto che ricevere formalismi e silenzi da milioni di persone che mi travolgono in strada, o con cui devo lottare per avere libero un posto disabili su un autobus.
Un mese a Roma? Dopo quasi due anni di mare, due traslochi e una casa che amo e in cui sto benissimo? C'è un mare di differenza! A Roma è un mare di gente finta e stressata, priva di emozioni e sensazioni, ma in coma farmacologico seppur ambulanti, qui è un Mare vero.
Sempre più rare le persone vive a Roma, un esercito ambulante di "incastrati" in un meccanismo che non vede luce, né conosce le luminosità della città in cui stanno.
Riesco sempre a vivere la mia città come prima, anzi il mare mi ha dato molta carica e mi rendo conto di essere tra i pochi vivi quando cammino nel casinum, ma se Roma non la si vive così, cavalcandola come una tigre, è una città che sbrana e risucchia in un vortice come se fosse il buco nero in una spirale, e molti ormai a Roma vivono così senza rendersene conto.
Come si cavalca una tigre come Roma? Camminando, muovendosi a piedi e, quando serve, anche con mezzi pubblici, sui quali è presente un piccolo spazio riservato ai disabili: sempre pieno di cloni in coma farmacologico.
Una appoggiata alle cinture di sicurezza per le carrozzine, che parlava al cellulare, m'ha detto un giorno: "Questo pretendere uno spazio è una prepotenza da parte sua, lei perché non vede, ma qui ne entrano altri 3 se lei mette il suo cane da un'altra parte". Ho pensato molte cose prima di risponderle, mentre l'80 correva come un pazzo sballottando tutti (figuriamoci me e il cane) mi è venuto in mente il mare, la mia casa, la vecchia Roma, poi le ho detto, mentre mi sono girata per scendere: "Ecco si prenda tutto lo spazio per disabili, poi se avrà il coraggio, si prenda anche questa, e provi su un autobus nelle mie condizioni", toccandomi naturalmente gli occhiali. Preferisco un vecchio in bicicletta sul lungomare pedonale, che una volta discusso, lui in un dialetto ed io in un altro, comunque se ne va sulla ciclabile, mentre l'unica cosa che corre e ci sballotta i sensi sono le onde del mare. E vivo, in due dimensioni che sono quella Roma che amo e cavalco, e il Mare in cui mi curo ed amo altrettanto, lontana dal baccano di macchine che sono alimentate da milioni di esseri risucchiati in una spirale, che Roma non è.

12 commenti:

  1. mi vergogno ..non di essere romana, ho paura che l'indifferenza e la maleducazione ahimè vivono anche in altre città, mi vergogno di questa indiffrenza e di questa aridità...

    molti non riescono proprio a mettersi "nei panni altrui"

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  2. tremendo.ma hai fatto bene, anche se penso che ti è costato.Si sarà sprofondata nel suo di buio?
    rdp

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  3. mi viene la vergogna solo se mi dicono "italiana", soprattutto in momenti come questi in cui questo paese è nell'occhio del ciclone per la sua ignoranza e il suo razzismo, per la sua arretratezza in tutto: ma che lo devo chiedere un posto sull'autobus? io mai stata così prima anche da normo: mi sarei anche sbrigata a togliere gli altri affinché un disabile avesse lo spazio giusto per non cadere, ma il silenzio e l'indifferenza di molti sono quel centro di una spirale che sta risucchiando roma, grazie a cloni che non sanno usare i sensi, figuriamoci attaccarli al cervello convinti pure di essere fighi solo perchè stanno a roma, senza sapere manco che è

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  4. Roma è come napoli, come milano, come ogni piccolo paese,..,ma è l'Italia ad essere priva di vista, presente e futura ( e anche al passato non guarda).
    rdp

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  5. Roma...una città che "incastra", hai perfettamente e tristemente ragione.

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  6. E' indubbio che le città non sono tutte eguali. Le città sono come le persone, hanno un proprio fascino e storia.

    Per esempio, Milano non è come Torino, perchè Milano è una metropoli prevalentemente di lavoratori. Si, ha anche tante altre cose ... anche antiche, ma nulla che non abbiano anche le altre città.

    Torino diversamente sotto il mante ventoso, cela un’ anima esoterica .... magica e misteriosa.

    Ma Roma è qualcosa veramente di speciale perchè oltre a contenere la storia di tutte le altre città, ha un’ anima immortale. E perchè è l'unica città al mondo che nelle sue viscere cela altre due città sovrapposte.

    Roma è immutabile, è il "popolo” ad essere cambiato.

    Riguardo all'Italia priva di vista, bisognerebbe chiedersi se questa Italia ha un popolo! La visone di popolo!

    Il vero dramma di questo paese è che non esiste il popolo d'Italia, perchè ogni regione è un piccolo staterello a sé. La gente oltre i confini della propria regione si sente all’estero, avendo cultura, origini e storia diversa.

    L'eccezione è Roma, perchè contiene tutto di tutti. Ed è l’unica città al mondo che al suo interno contiene uno stato. Immaginate ….. una città che contiene uno stato!!

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  7. Lasciate che dica qualcosa di Napoli; la vivo,io che l'amo e odio e conosco la sua anima infinitamente bella ed infinitamente tragica. Anche lei ha molte vite, molte città; greca, romana, francese, spagnola, e soprattutto barocca...napoli. Marco mi ha fatto riflettere; io Roma l'amo di notte, è davvero imperiale, eppure ho scelto napoli anche se a roma son stata per più di un anno. l'umanità tragica e fatale di napoli, il suo essere la spia d'Italia, la sua anarchia, la sua stupidità e la bellezza del golfo,delle piazze, l'ecletticità dell'architettura, l'inventiva e l'arrangiarsi. Tutto questo mi rende cara napoli e il suo popolo di problemi, e ne ho ritrovato episodi tragici, simili a quello narrato da Laura, anche se attutiti.Come il primo campo rom dato alle fiamme, come le discariche nella terra del demanio senatoriale romano, che amava la campania felix e ne fece un'altra roma. napoli e roma, furono lo stesso impero; furono un tempo le stesse persone. Ciò che è accaduto a roma, accade anche a napoli, appartiene a tutti noi.
    rdp

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  8. roma non è come milano, nè napoli ecc.: napoli e roma non sono città che si possono paragonare ad altre nel mondo, tantomeno a milano.
    io sono di roma, parlo quindi di roma, dico che c'è un gran casino in tutt'italia per via dei piccoli reami di cui dite e che mi trovano d'accordissimo, ecco perché mi sento di appartenere allo stato pontificio come radici, quello che una volta fu l'impero romano del resto.. a milano ed altre città non hanno il papa, né il governo, né il senato, ecc. ecc.
    roma è imparagonabile nel pianeta, non solo in occidente.
    a milano un taxi mi ha detto che lui mi faceva salire col cane guida, perchè lui ammette solo persone sensibili con i cani, che è la stessa demenzialità del tassinaro a roma che voleva mettere artu nel bagagliaio e gli avrei dovuto dire pure grazie, perché tra tutti i taxi era l'unico che non mi lasciava a piedi...
    roma, milano, napoli, ma anche torino (che proprio così affascinante non è)? unite solo dall'ignoranza, dal provincialismo che ormai ha inquinato anche roma e da un unico messaggio del momento: il diverso non piace, disabili compresi, anche se sono italiani.

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  9. Perfettamente d'accordo con rdp. Napoli ha una magia tutta sua, e anche io l'adoro e la detesto insieme .... naturalmente non certo la città, "ma quel certo tipo di cultura che non aiuta di certo i napoletani".

    Torino bisogna conoscerla per apprezzarla. E comunque mi riferivo alla Torino esoterica e occulta.

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  10. anche roma è molto esoterica e magica, pochi lo sanno proprio perché vive nell'occulto da sempre.
    io mi riferivo a quella parte di città che non è esoterica, né tantomeno magica e occulta, quella roma che vede milioni di persone accalcate su un autobus o una metro, in questo non mi manca la realtà, so bene cosa ho intorno, io ho visto fino a circa 6 anni fa, ma oggi lotto per avere libero uno spazio per disabili, non posso più guidare ma mi rimane la voce per comunicare ciò che sento dentro.
    soprattutto di un luogo che conosco come le mie tasche e che sta affondando, come successe quando ci fu il "sacco": barbari dal nord scesero e saccheggiarono tutta la città, i primi a perire furono i più deboli e indifesi, oggi non mi sembra molto diverso.
    nella magia, nell'occulto in generale io non ho bisogno di chiedere un posto per disabili, fuori da quella dimensione si.

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  11. L'inciviltà, l'imbarbarimento son certo caratteristiche di questo tempo a Roma e altrove, ma la crisi non è solo quella economica; contestualmente è anche culturale. E la gente dice 'dei valori'. Non ci sono magie che tengano: una cosa è il carattere di una città, un'altra l'inciviltà che vi impera. Se nella umanissima e solidale Napoli c'è esasperazione cosa accade nel resto d'Italia?E' questa una domanda che Roma, borgatara e magnanesca può porsi, perchè aveva anche lei quella cultura alle spalle. Ma forse allora ai tempi dell'Oro di Napoli o dell'Onorevole Angelina eravamo poveri si, ma non umanamente. Ora rischiamo la povertà su tutti i fronti.
    rdp

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  12. Quante volte sei stata a Torino e con chi ? La prossima volta, te la illustro io e poi mi dirai se non ti affascina per la sua unica aristocratica bellezza.

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