IO SONO DIVERSAMENTE NIENTE

Una vita diversamente morta, vissuta diversamente male, fino a quando un diversamente attento mi ha diversamente evitato a retromarcia. Poi una marea di medici diversamente umani, tanti quanto i curiosi, e tra questi ultimi pochi coloro diversamente lontani, molti invece gli amici diversamente vicini, fino ad una conclusione diversamente divertente. Diversamente da altri ho reagito, così come mi sono diversamente depressa, ma questo non fa di me una "diversamente abile", solo perché dicono che sono "non vedente" o "audiolesa", che significa essere diversamente udente. Perché tutti questi "marchi" così diversamente corretti?? Perché nel mondo sono semplicemente "blind" e in questo paese divento così diversamente identificabile? Tutta questa confusione sui nomi e così poco aiuto sia vero che pratico? Conta così tanto un nome o un marchio e così poco un'esigenza o un diritto? Io non riesco proprio a stare chiusa in un marchio, mi basta e avanza il mio di nome, forse perché la mia dignità è così diversamente fragile.
Comincio ad essere diversamente tollerante ai diversamente sensibili, soprattutto non sopporto più il "politically correct" e tutti coloro che lottano e combattono per un congiuntivo, mentre diversamente da altri, molti sopravvivono in un silenzio e un'indifferenza sempre più diversamente umana, senza insegnanti di sostegno, senza ausili e senza un passaggio pedonale libero, occupato da chi mi chiama: "diversamente abile" e ha comunque così la sua coscienza a posto.
Sono cieca, sempre più sorda, fondamentalmente sono una donna.
Sarò un'aliena o una diversamente terrestre? Chissà? Io vivo, diversamente da tutti, e penso diversamente da altri che sarebbe meglio imprimerci meno marchi, perché la coscienza di diverso non ha niente, o la si ha o....

11 commenti:

  1. può essere che sono "diversamente terrestre" anch'io... mi sento così a vivere in questo assurdo mondo...
    Un mondo nel quale i diritti vengono calpestati ogni giorno, dagli "abili". Sono "abile" anch'io, ma mi sento tanto "diversa"!

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  2. Cara Laura, la nostra civiltà è basata sulle parole. Si riversano oceani di parole per non dire nulla.

    Le parole servono ad illudere, a far si che non ci si impegni veramente per risolvere i problemi. Problemi che interessano poco in un mondo in cui vince il più forte o se preferisci i più furbi e stronzi.

    Quanto siamo veramente soli con noi stessi in questo mondo, lo verifichiamo nei momenti in cui sentiamo il peso, dell'indifferenza umana.

    Posso immaginare quanto debba essere frustrante e sofferta tale condizione, in certi momenti. Ma non smettere mai di credere in te stessa, perchè in questo mondo sei una delle poche verità.

    (La più brillante delle esistenze, è niente di fronte al tuo ESSERE diversamente CONSAPEVOLE).

    Marco

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  3. A me viene in mente di essere diversamente omosessuale; l'ho scoperto da poco, nel senso che ho un idea di famiglia e di tranquillità affettiva che a quanto pare non è molto condivisa. diversamente me stessa mi sento.
    rdp

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  4. laura sei grande!!! ogni tanto questo discorso dell'etichette e dei sinonimi per "abbellire" ipocritamente la realtà me lo faccio di nuovo anche io, non è dire che una persona è cieca o sorda che penso possa ferire chi si trova in questa situazione, ferisce di più il menefreghismo, l'esser trattati non come una persona ma come un oggetto a volte fragile a volte sconosciuto (è questo che alimenta la paura), non volgio paragonare il mio stato al tuo, però per farmi capire è come quando mi chiedono se mi sono rifatta una vita, se ho un compagno, e magari alla mia risposta negativa mi guardano con commiserazione, allora io mi chiedo ma io sono io, ho un'identità solo se sono in coppia???? tu giustamente gridi che vuoi essere riconosciuta come Laura, laura che è tante cose ora, magari diverse da prime (rieccoci con il diverso) magari sei cambiata anche tuo malgrado ma prima di tutto sei TU

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  5. p.s. però il termine diversamente perbene invece di mignotte coniato dalla mia agi non si batte, mi sa che lo brevetto!!!

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  6. diversamente perbene...mmm...mi pare geniale.
    rdp

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  7. diversamente mignotta non si batte zefi!! Maam tu sei soprattutto diversamente fumatrice :) marco quanto hai ragione: non sai quanto non reggo più le parole e come mi sento galleggiare in questo vuoto d'umanità che vivo ogni giorno sulla pelle! rdp che vuol dire che sei diversamente omosessuale? comunque meglio questa che diversamente perbene.. per me tu sei una diversamente firmata, visto che stai sempre come anonimo e firmi con sigla :)

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  8. dopoilmattino@blogspot.com19/12/08, 01:08

    Cara Laura,
    condivido il tuo lungo commento fra ironico e arrabbiato, sulle etichette tipicamente italiane, che inseguono tutti noi, chi più, chi meno.
    Qui non dico la diversità capitata in famiglia.
    Un mondo di simpatia.
    anna maer

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  9. Una volta, mio fratello, in una delle sue requisitorie contro il mondo, sentenziò che in questo mondo una persona non merita rispetto e dignità in quanto essere umano, ma solo in quanto membro di una collettività, di un gruppo sociale o di una lobby...
    lo disse un secolo fa, quando si pensava di essere già sul fondo del barile... ma, forse ora stiamo scavando...
    Ciao

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  10. mi fa piacere che hai tirato fuori questo post, non dovrei dirlo perché l'ho scritto io, ma mi piace tanto ;)
    se pensi a ciò che hanno combinato gli "umani" su questo pianetino forse tutti i torti tuo fratello non ce l'ha, anche se io non rispetto manco chi appartiene a lobby o logge o gruppi o caste: io rispetto tutto ciò che è naturale su questo pianeta, quindi quanto è diversamente artificiale, il resto manco lo considero

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  11. Saranno stati i Gremlins, ma ad onor del vero il mio commento non è frutto di ricerca certosina nel tuo archivio, bensì del fatto che nel mio feeder è apparso come nuovo ed in effetti io lo credevo tale.
    Ciò, ovviamente nulla toglie al tuo post ed al mio commento...
    Anche se è stato utile anche per me, perchè mi ha fatto riemergere quella riflessione sul valore della dignità umana a prescindere dall'appartenenza ad un gruppo etnico o sociale... che definirei prossima allo zero... :-)

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