CARTA "AL CESSO": TERRA RINGRAZIA



Trasformate le letture da cartacee a digitali (ebook), quindi come si suol dire: la carta "al cesso" in senso metaforico. E' una cosa che chiedo da anni, anche perché è l'unico modo con cui posso leggere grazie al mio screen reader, per chi vede invece come legge su un foglio può leggere su uno schermo. Ho già detto altre volte che è del tutto inutile rendere "parlata" una pagina web e il suo contenuto: non si aiutano i disabili visivi, ma si incasinano semmai, dal momento in cui in quella pagina ci sono arrivata già da sola con la mia sintesi vocale e screen reader, altrimenti una volta acceso un pc che farei? L'importante è rendere accessibile il web ma soprattutto le letture.
Forse ho già detto pure che non amo i libri parlati, i lettori mi interpretano frasi che potrei interpretare in altro modo da quello recitato, mi sta bene un articolo letto, ma un libro intero no, quindi l'audiolibro o libro parlato NO, lo boccio, premio invece l'ebook. Ho una sintesi vocale, così umanizzata ma sintetica che mi lascia interpretare autonomamente quanto ascolto, sempre quando riesco ad ascoltare tutto. Non tutti i disabili visivi sono anche mezzi sordi come me, ma io preferisco così, forse perché abituata a leggere con i miei occhi, forse perché non so capire bene quando mi si parla, comunque la tecnologia (semplice e se vogliamo pure vecchiotta), mi consente di aprire un pdf e leggerlo con sintesi vocale, non capisco perché mi devo impazzire con la voce di qualcun'altro? Io poi se non è una voce che mi sta dentro e conosco bene non capisco proprio tutto e manco posso leggere il labiale. Si non siamo molti in queste condizioni rispetto ai ciechi, ma manco siamo pochi, quindi inizierei a prenderci in considerazione quando si pubblica un libro o una rivista: on line costa pure di meno. Pure al bagno bisognerebbe usare un po' meno quintalate di carta: non ci si pensa ma sono tonnellate quelle che ad esempio nel bagno di un autogrill vengono buttate senza essere usate, non dico di tornare alle foglie o ai sassi come anticamente si faceva, però... io salvo sempre l'albero, e detto questo...:

Quanti fogli di carta si ricavano da un albero?
Circa 79.000. Per arrivare a questo risultato abbiamo fatto qualche calcolo. Secondo una stima del WWF per produrre un chilo di carta comune (quella utilizzata normalmente nelle stampanti) sono necessari 0,7 kg di cellulosa. Per produrre un kilogrammo di cellulosa servono 0,0036 metri cubi di legno. Una risma da 500 fogli di carta formato A4 (21 x 29,7 cm) da 80 grammi, al metro quadro pesa 2,494 kilogrammi. Per produrla servono quindi 2,494 x 0,7= 1,7458 kg di cellulosa, equivalenti a 0,00628 metri cubi di legno. Da un pino di diametro medio e alto 15 metri si ricava un metro cubo di legno, che secondo questi calcoli si traduce in 159 risme di carta, ossia 79.500 fogli. Secondo Greenpeace gli italiani hanno un consumo di carta procapite tra i più alti del mondo: circa 200 kilogrammi, cioè circa 80 risme di A4. Ciò significa che una famiglia di 4 persone "consuma" 2 alberi ogni anno. La parola d'ordine è perciò riciclare: la carta che si utilizza comunemente nelle stampanti, una volta riciclata, ha una resa che varia tra l'80 e il 90%. Ciò significa che 100 fogli di carta nuova, opportunamente trattata, consente di ottenere 80-90 fogli di carta riciclata. Tradotto in alberi, ciò significa che 200-220 risme di carta riciclata equivalgono al salvataggio di una pianta.
Nelle immagini: prima una divertente, cioè un tronco dispenser di carta in un bagno, l'altra invece triste, perché è una parte di foresta amazzonica deforestata (CLICCA QUI PER VEDERLA INGRANDITA) fonte: focus.it

5 commenti:

  1. ho letto da qualche parte che per fare la carta igienica più morbida non so quanti alberi uccidiamo, mi è venuto un senso di colpa grande come una casa e ora compro quella più ruvida, anche perchè a casa mia di carta se ne fa un abuso: fazzoletti, scottex, carta igienica ... non so perchè ma mi sembra sia la spesa più consistente!!!

    però ai miei libri per favore non mi fate rinunciare, mi piace sentire la carta sotto le dita, il rumore del foglio che gira, non riesco a leggere al pc, mi stanco presto e ti capisco sai, non riuscirei a sentirmi leggere un libro, prima cosa mi distrarebbe il suono della voce e mi perderei in altri pensieri.

    Ehm a volte mi distraevo persino quando leggevo le favole ai bambini!!!

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  2. Ho grande rispetto per gli alberi, direi amore. Sarà perchè da piccolo trascorrevo lunghi periodi tra la natura. Ma penso anche che in un certo modo si nasce. Amo la natura, perchè mi fa sentire vivo come mai altrove. Tra la natura mi sento veramente libero. Niente bollette e niente di quelle cose inutili a cui si sono tanto affezionati: l’effimero, le illusioni. Nella natura la mente si espande, nelle città si chiude perché circondata da altissime muraglie di cemento. Nichilismo allo stato puro.

    Quindi per me è naturale non sprecare l'acqua e la carta in particolare. Non ci si rende conto perchè la gente in generale ha smesso di pensare, ma la nostra vita dipende esclusivamente dall'acqua e dagli alberi. Senza non c’è vita.

    Purtroppo intorno a me vedo che ogni cosa peggiora giorno per giorno. Sembra quasi che un impulso inconscio, guida le masse inesorabilmente verso l'abisso. E chissà per quale "sortilegio" pur rendendoci conto, non abbiamo abbastanza forza per opporci.
    Buona serata.
    Marco

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  3. Ho risposto ad un tuo commento di 10 giorni fa. Scusami ma non l'avevo visto. Il post è il numero 3:
    Asteroidi, Emigranti e “Utopie”

    Ciao Laura.
    Marco

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  4. patty: ti distrai perché non leggi le mie favole :)) quando mio figlio abitava con me sembrava che la casa fosse abitata da mille raffreddati, poi inutile dirti che mi lasciava ste pallette di carta ovunque: uscito lui è arrivato artu, lui fa senza carta e siamo molto ecologici, comunque io alla carta morbida non ci rinuncio, a meno che non inventano un'alternativa, invece tu con la carta dei libri dovrai abituarti: ci sono schermi e programmi che ingrandiscono tutto il testo meglio di un foglio di carta, io ho la sintesi ma non te la consiglio se puoi evitarla: se beccamo a roma? ;)
    marco: sono nata al centro/cuore di roma, ma appena potevano mi portavano al giardino (era quello del quirinale il più vicino a casa o villa aldobrandini) ho i ricordi più belli, giocavo un casino ed era una lotta riportarmi a casa, per non andare mi attaccavo agli alberi, ci salivo (mi ammazzavo spesso) ma li ho sempre amati, ci si nasce infatti così.
    una volta, a circa 5 anni, ho visto un ragazzo che incideva la corteccia per scriverci qualcosa: io stavo facendo "bombe" di fango e l'ho rovinato, i miei mi avevo detto che quella era la pelle dell'albero.. quindi anche l'educazione ricevuta ha il suo peso, ciao a presto ora vado a leggere nel tuo post, laura

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  5. altro che dieci piani di morbidezza

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