DONNE: SOLO VITTIME O ANCHE COMPLICI?


Le donne italiane stanno al silenzio come gli uomini italiani stanno alla violenza. Un'equazione triste, anacronistica se vogliamo, eppure così reale: in Austria è un caso un padre che segrega la figlia, la violenta e le fa fare figli, in Italia è quasi la regola, cambiano pure i gradi di parentela: fratelli, cugini, zii, nonni, insomma tutti possono, tanto le donne stanno zitte, soprattutto quelle che sanno. Il silenzio di tante donne fortifica questa situazione, io le ritengo non solo complici, ma anche carnefici, perché una vera madre, per quanto minacciata, preferisce morire pur di salvare i figli: è naturale, o meglio lo era, prima che gli "italiani" facessero finta di essere civili.
Una giovanissima donna denunciò tempo fa coraggiosamente (in questa nazione è il caso di dirlo) abusi dal padre e il fratello. "Nessuno le credette, venne giudicata inattendibile. Per un esperto della Procura era afflitta dalla «sindrome della donna battuta», patologia che indica un disturbo della personalità di soggetti che per natura e cultura sono succubi. Così fu riconsegnata ai genitori." (LEGGI TUTTO) . Poi dicono "perché le donne non denunciano?". Forse perché le prime a negare la verità sono le donne che sanno.
"Gli stupri sono in Italia un fenomeno di violenza che nasce tutto in famiglia. Padri, fratelli, zii, fidanzati. Le statistiche parlano di più del 60 per cento di violenze consumate dietro le accoglienti mura di una casa. Troppi per attribuirli a occasioni, a ignoranza, a povertà o a malattie morali. Gli stupri non si raccolgono solo in un particolare luogo (il Sud, ad esempio) o in una categoria sociale. Se si guardano le statistiche, la violenza sulle «proprie» donne è una passione interclassista e nazionale. Eppure, mentre il caso Caffarella di Roma ha assorbito attenzione pubblica e delle forze di polizia, lì dove non c’è uno straniero, preferibilmente romeno, regna in genere il completo silenzio. Per questo il caso Fritzl ha fatto paura: perché rompeva il silenzio ed esponeva lo scempio. In Italia abbiamo letto e rabbrividito, tutto sommato attribuendo l’episodio all’anima austriaca che ha portato quel Paese in passato nel ruolo di «carnefice volontario» accanto ai nazisti. Ma ora che un caso del genere scoppia a Torino, una dei luoghi più dignitosi d’Italia, sapremo guardare il mostro negli occhi? Sarà il caso di Torino seppellito presto da sterili sociologismi e dalla voglia di guardare dall’altra parte? O ne faremo, come merita, un caso ben più grande e ben più scottante di quello austriaco?
Non sono domande inutili. La corte austriaca, con qualche superficialità, si è lavata la coscienza con un processo veloce. In Italia invece non abbiamo mai portato alla sbarra - a mia memoria - un padre che approfitta delle figlie. Il perché è chiaro: il primo responsabile (non colpevole, che è colui che commette la violenza) è il silenzio di tutti coloro che sono in grado di sapere e che invece guardano dall’altra parte. Penso ai silenzi del resto delle famiglie, dei vicini, degli assistenti sociali, dei professori, ma soprattutto delle altre donne di questi uomini violenti. Le madri, le zie, le cugine, che non possono non sapere, avvertire, o riconoscere i segni - nelle lenzuola, nei vomiti, nelle assenze, nelle depressioni - dello sporco che si accumula in casa. Invece, quando qualche mostro arriva in tribunale, come nel caso Fritzl, questo altro universo femminile che ha visto e taciuto, non appare mai. Derubricato con un altro sociologismo da salotto: «vittime». Queste donne, si dice, sono vittime anche loro della stessa dipendenza dai mostri." (LEGGI TUTTO)

8 commenti:

  1. questo è un paese che proscioglie preti pedofili per prescrizione (http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=3400814092cb0a), con le istituzioni ecclesiali che esultano perchè secondo loro prescrizione equivale ad assoluzione con formula piena...
    non posso biasimare le donne che preferiscono tacere, altrimenti fanno la fine di quella ragazza austriaca che quando lo fece venne definita psicotica per questo non fu creduta e riaffidata al padre che la stuprava...

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  2. era quella italiana a torino che è stata giudicata "pazza" perché denunciò il padre, io invece non sopporto le donne che subiscono per paura di cosa? al massimo si muore, da madre preferirei morire piuttosto che essere complice della rovina dei miei figli.
    non biasimo nessuno, manco chi ora dice "ops m'ero sbagliato, non erano i romeni ad aver stuprato..", così come non tollero la chiesa e la sua pedofilia: sai paolo, bisogna passarci, bisogna sentirsi madre dentro, fino a quella che chiamano anima, per dire: che hai fatto? io ti denuncio pure se m'ammazzi, pure se ammazzi mia madre.. è un istinto naturale, che molte tra le donne italiane hanno perso, per non parlare delle altre..
    ma sai in altri paesi non hanno la pretesa di definirsi civili e avanzati come questa merda di nazione dove le donne spaventano troppo, sono odiate, mercificate, ecc. ecc. dai bravi papà italiani (in coda per un trans, o a letto dalla figlia), donne che stanno troppo zitte in cambio di cosa? me la chiami vita quella che gli scivola addosso tra i gemiti di una figlia e gli orgasmi di un mostro? che può essere il marito, il padre, il nonno, il prete, il politico, ecc. tutti possono essere così, e in italia ce ne sono troppi: le donne devono parlare, o ci ammazzeranno tutte insieme???

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  3. Sai, penso che l'approccio all'esame oggettivo delle cose sia differente dall'aspirazione a che una cosa avvenga.
    La mia percezione è che quello che dici tu appartenga alla seconda ipotesi. In quanto tale nulla da eccepire.
    La differenza, semmai, la fa l'analisi dello stato delle cose.
    Non sono affatto convinto che, sotto questo punto di vista, oggi le donne siano peggiori di ieri.
    Anzi credo che prima certe vicende fossero più frequenti, ma che il sistema sociale impedisse la loro denuncia. Oggi se abbiamo notiza di qualche caso è proprio perchè ci sono tante persone che non sono più disposte a subire o ad essere complici di certe efferatezze.
    Troppo spesso confondiamo l'alarme sociale con l'effetto megafono dei media. Che ci fanno credere cose che non sono, vedasi l'allarme Rom. Assolutamente falso ed ingiustificato.
    Così prima nel silenzio tombale, spesso imposto da preti e perbenisti, si perpetravano oggi inaccettabili (basti pensare alle spose bambine, ai matrimoni combinati o al concetto della dote come risarcimento per il disagio di prendersi una femmina in casa), oggi le donne tacciono sempre meno.
    Ciò non toglie, ed in tal senso concordo con te, che il coraggio di denuncire debba essere maggiore oltre ad essere sempre più aiutato e sostenuto.

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  4. Cara Laura,
    la confusione è totale, il sistema sociale è ormai basato palesemente ed esclusivamente su disvalori. Disvalori che vengono promossi per nuovi valori, ma che altro non sono solo e null'altro che dei pericolosi principi propedeutici all'autodistruzione del medesimo sistema sociale. Oramai viviamo in una fabbraca del terrore psico-sociale, dove tutti possono (e devono)far tutto in mome della concorrenza spietata, dettata tra l'altro dall'ego. Quella concorerenza spietata che fa rima con violenza. La violenza che viene nascosta per paura o per comodità. Ma è pur sempre violenza. La donna non è più. L'uomo non è più uomo. Tutti possibili carnefici e tutti potenziali vittime. A giornate alterne. Il sapore amaro della violenza che si diffonde in una società ormai in preda alle follie da essa stessa generate.

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  5. buong.., da "vittima" non solo della strada ma anche di stupri, dico la mia e mi spiace che non ci sia una donna a dire la sua, come sempre di fronte a certi argomenti siamo sole, nel nostro silenzio: io sono stata zitta per anni, fino a quando un altro mi ha rimessa KO, il mio silenzio era solo dovuto a quanto ho ampiamente scritto in questo blog e in uno pseudoebook, quindi non omertà o paura, ma solo vergogna, mi sentivo una donna da buttare come si fa con un piatto di carta dove hanno mangiato in più persone.. un giorno ho aperto un sarcofago, ho scritto e mi sono liberata, denunciare sconosciuti ormai non aveva senso, ma se mi fosse successo da bambina e nessuno dei miei avesse fatto nulla, la colpa sarebbe stata anche di mia madre, che invece è stata con noi figlie una jena con occhi da aquila, compresa mia nonna, ecc..
    al sud, ma non solo, anche se qui è peggio per via dell'omertà radicata da secoli nelle menti, non si contano le generazioni incestuose e i pedofili autorizzati, poi per una scemenza si riuniscono in pranzo o cene da centinaia di persone, mangiare e bere, soprattutto bere, finta allegria, ma per le donne tutte la consapevolezza, sia di essere vittime di questi parenti che delle altre donne che stanno zitte.
    denunciare? io ci provai, mentre raccontavo cosa mi era successo, e avevo appena 20 anni, due poliziotti si infilarono le mani nei pantaloni e mi dicevano ".. e poi? e poi?", mi alzai, scappai anche da loro, parliamo di 28 anni fa, oggi cosa cambia? ero da poco cieca e uno mi è entrato in casa, pianterreno, ho urlato come mai nella mia vita: nessuno è venuto a soccorrermi in quel quartiere romano di pseudo miliardari, attenti al modo di parlare ma privi del saper vivere.
    sarei capace di strappare il cuore con le mani e mangiarmelo a chi tocca un mio nipote o se sapessi che è successo anche a mio figlio, volevo dire questo, poi il resto sono solo parole: sono le donne che devono parlare.. ma c'è silenzio, voi uomini cosa potete dire rispetto a tanto?? e a chi dareste anche la colpa se da bambini un nonno o uno zio vi avessero sodomizzato, scoprendo che vostra madre sapeva tutto ma stava zitta? le donne non tacciono meno paolo, la situazione è peggiorata, fidati, e se c'è questo deserto pieno di violenza caro jp, è anche perché alle donne le avete tolte da ogni decisione sul pianeta, buona domenica

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  6. E’ una grande verità che l’orrore che si consuma nel mondo inizia dalla famiglia anche perché la stragrande maggioranza delle donne sono poco solidale tra loro. Anzi, quasi sempre sono rivale.

    I maschi, fanno pratica con la violenza in famiglia, per poi praticarla come modello all’esterno, per diventare nella società cultura maschilista. Cultura mai ostacolata davvero dalle donne, che diversamente come si evince dall’articolo, addirittura sono complici. Diversamente non ci sarebbero violenze in famiglia.

    Per assurdo, anche se indirettamente sono le donne le maggiori responsabili della violenza, perché non si assumono la responsabilità di insegnare ai propri figli il rispetto per la donna, e contro qualsiasi violenza. . Nel sud, in particolare, sono proprio le donne ad esaltare la superiorità dei maschi. Se i maschi fossero educati a rispettare le donne, ad amarle e a proteggerle a prescindere, anche la guerra diventerebbe un sistema inaccettabile. E sarebbero sempre di meno anche coloro che ipocritamente solidarizzano con i militari e nello stesso tempo, solidarizzano con le vittime delle guerre. Questo perchè la guerra, l’ipocrisia, l’ambiguità, nascono e prosperano in virtù della cultura violenta del maschio.

    So che il mio discorso è difficile da accettare perché sembra che scarico tutto sulla donna, ma è innegabile la responsabilità della donna nella formazione del maschio, e del poco peso che hanno nella società. Le donne in tutte le società sono in maggioranza, eppure alle elezioni, le donne che votano altre donne sono pochissime. Se le donne fossero "diverse", al governo delle nazioni ci sarebbero molte donne. Sarebbe la regola e non l’eccezione…. .

    Io le donne le rispetto a prescindere, ma anche grazie a mia madre che da piccolo mi ha insegnato che le donne vanno amate, rispettate e protette, allo stesso modo in cui si protegge ciò che è prezioso per la vita stessa, e non in modo paternalistico come a qualcuno piacerebbe credere. Ma affinché risulti credibile e quindi assimilabile dal bambino, anche in questo caso, oltre al rispetto verso le donne, ai bambini necessità insegnare l’amore, e non la competizione a tutti i costi: arrivare sempre per primo …. vincere sull’altro, menare più forte, educarli alle armi con i giocattoli e con i modelli educativi tutti impregnati alla violenza. Persino le fiabe trasmettono violenza. Violenza che il bambino si porterà dentro per tutta la vita, con le conseguenze che tutti conosciamo. Se si riflette bene, dato gli insegnamenti ricevuti, diventa ineluttabile per l’uomo, salvo eccezioni, essere violento con le donne e più in generale nella vita. “Si può affermare tranquillamente che oltre alla violenza l’uomo non conosce altro”.

    Non pretendo di aver esaurito un argomento tanto importante e complicato, ma è innegabile che alla base della non violenza e della famiglia più in generale c’è la donna. Che si ammetta o meno, è la donna la base fondante della pace e del progresso in senso umanista in ogni società.
    Un caro e tenero abbraccio.
    Marco

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  7. Scusa alcune ripetizioni, ma scrivo di getto.
    Buona serata.

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  8. "u masculo" che ci proteggeva è estinto, forse per colpa proprio delle donne, il mostro è sempre esistito ma tra uomini è sempre stato messo da parte (lo dimostrano le celle a parte nei carceri per pedofili e stupratori, che altrimenti rischierebbero la vita perché non tollerati manco da criminali spaventosi).
    marco caro ma pure noi donne che possiamo fare se ci si brucia il viso se amiamo, veniamo cacciate via se stuprate, messe a catena se parliamo, ecc.? io morirei piuttosto che far finta di niente come tante "cattoliche" che la domenica mattina vanno alla "funzione" convinte di salvarsi l'"anima".. ma quale anima? che donne sono? il sud? cos'è? cosa è rimasto del sud se non degrado? e grazie a chi? non è colpa del sud, come non è colpa dei disabili o delle donne se veniamo sempre più marginalizzati, semmai di chi ci lucra sopra.
    la guerra? forse l'abbiamo scatenata noi donne inventando il territorio, visto che siamo quelle che mentre stavate a caccia coltivavamo la terra, però pure i maschi.. ancora non hanno capito che è ora di pace? no.. e non credo sia colpa delle donne questo, le donne stanno zitte, questo si, in alcune cose le capisco, sto zitta anch'io ormai, in alte, come il caso di questo post, NO.
    ciao, abbraccione pure a te e non preoccuparti, sapessi io quando scrivo, altro che di getto!

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