IL MUSEO E LE MIE MANI


Domenica pomeriggio, a Roma pioveva e con un amico artista abbiamo deciso di andare in un museo. Mentre lui si dedicava a descrizioni o troppo metafisiche o troppo tecniche di quadri ed altro per farmi capire, sono stata rimproverata da una responsabile del museo perché avevo toccato una scultura e non dovevo più farlo. Poi ha aggiunto che, "siccome sono "non vedente", per fare la visita nel museo DEVO chiamare un giorno prima così verrò "inserita" nel gruppo dei ciechi che loro, "molto sensibili agli handicap", organizzano appositamente" in alcuni giorni della settimana". Ho chiesto "Perché non posso venire quando mi pare?", mi ha risposto che "Sarebbe meglio di no".
Ho spiegato che il nostro toccare è ben diverso da quello di un vedente: noi dobbiamo vedere con le mani e il nostro tatto è il più leggero del mondo, ma mi ha detto che già lo sapeva. Comunque o mi diceva che non si tocca e basta, oppure poteva risparmiarsela quella di volermi per forza nel gruppo di ciechi e quando lo decidono loro, quindi guida permettendo. Non ha capito, non capiva che sono una donna normale, che mi va di andare in un museo con chi mi va, quando mi va e in tutti gli orari consentiti agli altri visitatori. Prima di andarmene da lì ho detto che visto che ci tenevano tanto, avrebbero potuto mettere qualche spiegazione con sintesi vocale in qualche angolo, in modo da poter "guardare" pure noi ciechi, come in altri musei nel mondo. Mi ha chiesto scusa, ha ammesso che siamo una nazione arretrata, ha condiviso quando ho aggiunto "anche ignorante"... ecc. ecc. La ragione non mi interessa, vorrei solo essere me stessa e non diventare per forza come dicono in troppi solo perché sono disabile. Uscita da quel museo pure importante, inaccessibile (non so manco se ha uno scivolo per chi non cammina), io mi sarei andata a buttare dalla Rupe Tarpea... perché non sempre è facile rimanere ciò che siamo in questa nazione sempre più ignorante, pacchiana e bigotta, dobbiamo essere invece sempre di più come dice qualcuno, anche se con me difficilmente ci riusciranno. Al Museo Capitolino invece non mi hanno detto nulla, anzi quando chi stava con me ha chiesto se potevo, gli è stato risposto "Certo! Lei deve toccare.. e sennò?", eppure forse sono più preziose alcune statue lì dentro che le sculturine contemporanee dal nome famoso esposte nel museo che organizza i gruppi per ciechi...
Un'amica ha scritto di me, la ringrazio molto

7 commenti:

  1. è sempre questione di sensisbilità a di apertura mentale, e come dici tu perchè dobbiamo sempre essere organizzati in gruppi, schematizzati, i disabili, le donne, i bambini, i gay tutti codificati così forse mettiamo meno paura, sto leggendo un libro molto bello che si intitola educazione siberiana, parla di criminali, eppure in questi villagi di criminali i "diversi" erano considerati i "Voluti da Dio": dice il giovane scrittore: non mi sembravano normali, per erano normali, come tutti gli altri

    RispondiElimina
  2. Come diceva Igor (Aigor...) in Frankenstein Junior: "Potrebbe esser peggio"...
    A questo punto immagino che, in italia, anche in uno Strip Club sia vietato toccare ai non vedenti ed organizzino serate apposite dedicate a loro...

    RispondiElimina
  3. più che meno paura se stiamo tutti nei loro atroci canoni siamo più controllabili, se voglio andare quando mi pare a teatro, in un museo ecc. non lo posso fare, a meno che ogni volta subisca il quarto d'ora di umiliazioni, lotta per un diritto, diffusione del "verbo" ai cloni ecc. ed io mi sarei stancata.. io voglio toccare quando e quanto mi pare anche in italia, sennò mettessero una sintesi vocale (anche come quelle dei più scadenti navigatori per vedenti) in ogni angolo della città (ascensori, bancomat, trasporti pubblici, ecc. ecc.)

    RispondiElimina
  4. I portatori di handicap sono come le pecore, vanno organizzati a greggi...Non siamo arretrati in Italia...Facciamo finta che queste persone non esistano...O, quando esistono, le raggruppiamo e le ghettiziamo...Così Laura tu stai con le altre pecore...Quando attraverso i media ci riempiamo la bocca di belle parole sui portatori di handicap, sulla solidarietà...Martellate sulle gengive, ci vorrebbero! Da italiano mi sento mortificato, e ti chiedo perdono, Laura!

    RispondiElimina
  5. l'unica cosa che non riescono a globalizzare o codificare è, oltre a me e pochi altri, l'accessibilità, ma com'è?? infatti mi manca praja ;) tu perdono è inutile che lo chiedi, devono chiederlo semmai tutti quelli che finora hanno solo lucrato su tutti i disabili in generale, soprattutto sui ciechi e i sordi, ciao akeley e grazie

    RispondiElimina
  6. Laura....pensavo alle persone che incontro quando sono in giro con mia figlia sulla sua sedia a rotelle e mi è venuta in mente una citazione di Oscar Wilde :
    Con un abito da sera e una cravatta bianca chiunque, anche un agente di cambio, può far credere di essere una persona civile.
    Poi però mi accorgo che pian piano qualcosa sta cambiando....c'è speranza...le nuove generazioni hanno una naturale sensibilità che facilita a comprendere.
    Io voglio crederci...per mia figlia,per te....per tutti.
    Per quel che può valere sappi che ti stimo.
    Ciao.Gianpiero

    RispondiElimina
  7. grazie gianpiero: i giovani sono sicuramente più sensibili, anche più aggiornati e pronti a recepire quanto arriva da un nuovo millennio.
    il problema è che giovani, donne, disabili e "stranieri" in questa nazione non sono nulla se non un numero su cui lucrare.
    vorrei crederci anch'io per tua figlia, purtroppo ci prenderemmo in giro dicendo che sta cambiando qualcosa, semmai sta peggiorando, i disabili non stanno tutti con i genitori, è ora di dirla tutta ai normo, così come non esistono solo disabili che sbavano o non camminano, ma anche quelli come me, ciechi e sordi...
    non cambierà niente in questa nazione ipocrita e arretrata, così razzista da credere di far del bene quando organizza i gruppi per gli "handicappati"..
    io non lo sono, sono cambiata dopo un incidente, ma sempre una donna, una madre e una femmina sono, diciamo che sono diversamente sopravvissuta, non solo a un incidente, ma anche a tutto quello che arriva insieme (diagnosi, disabilità, amici stronzi e superficiali, amiche dementi e ipocrite o addirittura bugiarde in alcuni casi, ecc.) ciao la mia stima a te gianpiero, essere genitori di bambini speciali penso sia la cosa più disabile del mondo, soprattutto se vissuta in italia

    RispondiElimina

FIRMATI anche se non vuoi loggarti: un anonimo è una punizione per una cieca.
Se usi screen reader: per leggere il captcha usa mozilla e webvisum.
Grazie! Laura Raffaeli

CANE GUIDA E BARRIERE

CANE GUIDA E BARRIERE
DAL TGR: RISPETTA IL CANE GUIDA E I PASSAGGI PEDONALI, GRAZIE! Sono stanca di dire sempre le stesse cose in tv, sui giornali, nel web, per strada..: la tua civiltà si misura anche da queste cose. Clicca l'immagine per il video

Google+ Followers

RACCOGLI LA CACCA DEL TUO CANE

RACCOGLI LA CACCA DEL TUO CANE
CAMPAGNA DI BLINDSIGHT PROJECT