LE PAROLE DI UNA MADRE

Parole che colpiscono profondamente soprattutto se chi le ascolta lo fa con una sintesi vocale, quindi senza alcuna interpretazione umana, ed è una madre che ringrazia tutti i giorni che quell'incidente del 2002 l'ho avuto io e non mio figlio.
Parole di una madre, una grande madre che non ha altre parole se non quelle che riesce a scrivere dopo aver perso un figlio per overdose (LEGGI QUI). Sono rimasta colpita dalla sintesi di un dolore innaturale, per questo motivo il dolore più forte tra quelli presenti su questo pianeta... basta, cos'altro dire? Non esistono parole, mi vengono solo alcune domande a chi ci governa: ma dov'è la sicurezza? Perché la sguinzagliate solo appresso ai "clandestini" o come vostra scorta personale? Perché non usarla anche per il narcotraffico e sicurezza stradale? E una parte dei soldi che si investono in lussi e sfarzi per i nostri politici, non la si potrebbe investire nel recupero delle vittime del narcotraffico e su reali informazioni sugli effetti dele droghe nelle scuole? Magari aggiungendo pure una bella ora di educazione sessuale (sempre reale ovviamente?). Cari politici di destra, centro o "sinistra", vi faccio una domanda: avete una mezza idea di quanti figli stanno perdendo ogni minuto le italiane per le vostre corrotte mancanze? Non metto un'immagine, evito ogni apparenza e non per lutto, ma per rimanere nel reale: ci avete spappolato il cervello con le vostre immagini, dalle tv ai vostri manifesti elettorali, e se io non li vedo più è anche colpa vostra.

6 commenti:

  1. Ciao Laura, grazie e buona serata.
    Marco

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  2. Sai, mi viene in mente un'amica di mia madre, una signora qualsiasi che ha perso nel giro di pochi anni prima il marito, alcolista, e poi il figlio per overdose, un ragazzo che all'epoca aveva poco più di vent'anni, in quegli anni terribili in cui l'eroina era dietro ogni portone e le spade riempivano ogni angolo appena meno illuminato, inseme ai contenitori di cartone dell'acqua distillata e a un forte odore di urina.

    Quelle due tragedie, specialmente la seconda, inattesa perché una madre non può pensare alla morte del proprio figlio, l'hanno devastata facendola sprofondare in un limbo di depressione e psicofarmaci, dal quale a distanza di vent'anni non è ancora riuscita ad uscire.

    Non ci sono parole, ma rabbia si, tanta. Rabbia per questo teatro ambulante che riempie ogni giorno televisioni e giornali, tutte di un unico padrone, che per non farsi raggiungere dalla legge ha disintegrato la già debole coscienza culturale degli italiani, diluendola in un mix di spregiudicatezza, leggerezza e cinismo dal quale sono del tutto assenti i valori etici.

    Ogni anno muoiono 8000 italiani e 24000 restano gravemente invalidi in incidenti stradali, muoiono tra i 1300 e i 1500 lavoratori e non si contano le invalidità, la criminalità organizzata continua a spadroneggiare al sud e ha riempito di suoi rappresentanti il Parlamento eppure i pericoli sono i diversi, gli immigrati, quelli che "diffondono l'odio"...

    Il disperato coraggio di quella madre, il suo amore senza confine, le tue parole altrettanto coraggiose e pure come cristallo sono una testimonianza, la prova che si può essere diversi, diversi realmente, e lottare ognuno a suo modo per un futuro diverso e migliore, che non può venire se i semi andranno perduti.

    Perché tutto quello che ora sembra immutabile passerà, noi pure passeremo, ma dietro di noi qualcuno resterà ed è importante che sappia distinguere il giusto dallo sbagliato.

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  3. pochi capiscono quanto dite, marco nel suo blog e angelo qui, magari fossero tutti così: io ho avvertito un grido di dolore immenso, l'ho sentito dentro me, mi ha squarciato il cuore quel grido che è un suono potente che quelle poche parole di una madre riescono a produrre..
    ma quante donne non hanno sentito quel grido? dici bene marco nel tuo ultimo post: un casino di ingressi e pochi commenti nel blog di linda, pochissimi quindi coloro che hanno sentito quell'urlo naturale, troppi coloro che vivono la propria virtuale esistenza scandita da palinsesti televisivi e da illusioni che questi ultimi riescono a seminare bene negli pseudo cervelli di chi ne è risucchiato.
    la vita è altro, la vita è anche un pericolo per i propri figli, ma lo è stato anche per noi che oggi siamo genitori (gli anni 80, i miei da giovane, sono stati 1000 volte peggio di quegli anni che vedevano droghe si, ma mai come in quel decennio che ha visto come dice angelo eroina offerta e buttata a quintali soprattutto nelle scuole..) potrei continuare ore a parlare di quegli anni che hanno bruciato non pochi genitori: dico solo che siamo alla quarta generazione di tossici voluti dal sistema.
    ho avuto molti amici così, a mia volta ho provato di tutto, senza mai cadere nelle dipendenze perché la mia testa non è mai stata agganciata ad un sistema, ci sono nata così, ma quanti amici ho perso? quanti ancora vivono di eroina, vodka e coca?? troppi.. alcuni hanno anche la faccia di c. di candidarsi e di farsi eleggere, promettendo guerra al narcotraffico, invece ..

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  4. Cara Laura, quando non si riesce a commuoversi neanche di fronte al dolore di una madre per la perdita del figlio, mi rendo conto che questa umanità è perduta. Forse davvero siamo alla fine di un ciclo.
    Quel grido di cui parli per me è stato sconvolgente perché mi sono visto nel suo dolore.
    Non so immaginare …. davvero non ci riesco, come si possa rimanere muti, indifferenti di fronte ad un dolore così grande. Ci si sente a brandelli. Disperati e impotenti di fronte a chi ti porta via ….. (qualunque cosa sia) ciò che più ami a questo mondo. E fa più male perché chi più di tutti avrebbe dovuto capirti, non ha sentito di farlo.

    Credimi Laura, non enfatizzo, ma quando penso a ciò che è questa umanità, (salvo eccezioni) vedo una sagoma tenebrosa senza volto. Non so se è il volto del male o il volto del nulla. Lo stesso mi accade per strada. Quello che vedo mi da la conferma di ciò che mi appare nella mente.

    La droga (coca) è stata trovata persino nell’aria di Roma. Lo stato per combattere le brigate rosse, impiegò tutti i mezzi e risorse di cui disponeva, e tutti i partiti fecero quadrato con il governo. Diversamente per combattere i mercanti della droga, manca persino la benzina per far muovere i mezzi delle forze dell’ordine. Quando a spacciarla non sono forze governative, così come più volte è emerso nella storia americana.
    E come escludere il sospetto che in Italia e nel resto dell’Europa non si riesce a sconfiggere la criminalità organizzata …. narcotraffico in testa, perché per il sistema è una risorsa irrinunciabile??

    Oggi si fa veramente fatica, a stabilire i confini tra le istituzioni che dovrebbero garantire la legalità, e la criminalità. Troppo spesso sono il volto della stessa medaglia. Questi “signori” possono dormire tranquilli perché solo pochissimi sono consapevoli di dove realmente esistono e cosa hanno di fronte.

    Un caro saluto.
    Marco

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  5. il grido di dolore di Linda si è sentito eccome, ma chi lo sente molte volte ha una sensibilità già assordata da un proprio grido ed ogni ingresso nel dolore altrui è spesso ritrovarsi nuovamente nel pantano della disperazione che non ti lascia scampo... Almeno che non hai la forza che ha Linda, che hai tu,che ha avuto mia madre trovando il proprio figlio appeso ad una trave...Il mondo è pieno di grida di dolore che vengono ignorate, da chi non le sa sentire ed evitate da chi in quelle grida rivive il proprio...Poi ci siete voi che avete la rabbia e lo spirito di lottare che in ogni parola che dite smuovete macigni sul cuore e risvegliate coscienze sopite...io Linda vorrei guardarla negli occhi e so che lei capirebbe, a te vorrei potermi avvicinare e so che sentiresti...mia madre posso toccarla e sa...ma le parole non le so trovare.

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  6. scusa la momentanea chiusura senza saluto ciao laura
    simona

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