IPNOSI DI MASSA E MALASANITA'



Ho avuto la "fortuna", dopo essermi ammalata improvvisamente, di essere stata ricoverata all'inizio di questo mese in un ospedale gestito da suore, a due passi dal papa ed altro di potente, tanto che il segnale per telefono, internet e addirittura tv era quasi del tutto oscurato. In compenso ho conosciuto una suora indiana che mi ha abbracciata forte e commossa quando sono uscita, perché avevamo avuto modo di parlare, poco ma quel poco è bastato per confermarmi che la fede è una cosa, il Vaticano un'altra: è stata tra i pochi a non lasciarmi massacrata ad ogni prelievo di sangue (un'infinità, buchi continui): un'insufficienza renale (finora almeno pare..) che mi ha resa anemica come mai, oltre al resto (vedi sindrome da omino michelin per quanto ero gonfia, infatti finora ho già perso 10 kg di acqua accumulata in breve tempo, altro che menopausa!!). Medici bravissimi come non ne avevo mai incontrati: forse i migliori, comprese le loro attrezzature diagnostiche. Negli ospedali "normali" questo non c'è, inutile dirlo: il casino c'era anche in questo ospedale che mi ha soccorsa e cominciato a rigirarmi velocemente come una trottola, fino ad una biopsia renale (non la auguro a nessuno!) della quale attendo ancora risposta, solo perché i miei pezzi di rene sono stati inviati in altra struttura, sennò forse..
Esco per attendere l'esito fuori e liberare il posto, che manca pure alle suore, e leggo finalmente news: il papa infortunato poverino non capisce quanto soffrono tutti gli altri malati, soprattutto giovani e bambini. E il suo voto di povertà che fine ha fatto? Sicuramente non sa quanto pagano i calabresi solo per una medicina o pronto soccorso, così come non saprà che migliaia di bambini solo a Roma, dopo la chemio o radioterapia, finiscono tra le braccia di genitori stremati per l'assenza addirittura di un lettino o una carrozzina (ad esempio le suore hanno una sola barella e una carrozzina per piano superaffollato, ma sono fortunate!). Quanto altro potrei dire, non lo faccio solo per stanchezza, non per altro, ed altri poco parlano di questo, forse per paura di fare la fine un certo giornalista di tg3, rimosso per aver detto una scemenza. Io sono sempre più contenta di essermi sbattezzata, lo sono meno per essere una "privilegiata" che potrà e forse dovrà tornare in quell'ospedale, dipende dall'esito della biopsia.
Mi chiedo come può una massa enorme essere interessata al polso di un ottantenne che vive nello sfarzo!
Nelle immagini: le mie due ultraottantenni compagne di stanza in maschera (hanno fatto un casino :) e il mio braccio con ago cannula tra una flebo e un'altra, prima di una flebite..

1 commenti:

  1. Ciao Laura, è bello averti nuovamente tra noi. Ti auguro che tutto si risolva presto e bene.
    Un caro saluto
    Marco

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