IL "FILM" DI PRAIA A MARE

E' un "film", uno dei tanti girati soprattutto al sud. In questi giorni se ne parla tanto, e non per un festival di cinema, purtroppo per altro..
Si parla di morti, forse i più "fortunati" in mezzo a tanti malati invisibili.
L'alimentazione? Qui da noi è "colorata".. unici toni grigi sono il silenzio e l'omertà.
Di sicuro non ci sarà nessun colpevole in mezzo a troppe vittime, senza età perché ci si nasce malati ormai, oltreché diventarlo, in luoghi radioattivi e "colorati".
Vedi anche CASO MARLANE  ma leggi anche QUI  oppure QUI)



5 commenti:

  1. Il pensiero è che gran parte del lavoro di questa fabbrica di morte era commissionato dal Ministero della Difesa per la creazione di divise militari e che gli stessi che hanno indossato quelle divise sono stati mandati in guerra nell'ex-Jugoslavia in zone contaminate dalle polveri prodotte dall'uranio impoverito dei proiettili Nato, e gli stessi ancora sono stati vaccinati più volte(fino a 30)in brevi archi di tempo...
    LINFOMI,LEUCEMIE, TUMORI,figli nati con gravi deformazioni,sono tutte STRAGI di STATO!!! Per i più...è così difficile capire ed indignarsi per queste cose????
    Ciao Laura,
    Simona

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  2. E' triste ammetterlo, ma noi, per lo stato (i demoni) siamo solo materia prima sempre pronti per essere maciullati, (in guerra o con le alluvioni, terremoti, sul lavoro e affini) per soddisfare i loro bisogni di potenza, di ricchezza e di vanità.

    E' così da sempre, e sarà sempre così anche se a noi, sembrerà ogni volta meno inferno. Ma in realtà cambia solo il paesaggio, ma la distanza con loro rimarrà sempre la stessa. "Noi" più o meno primati, loro i signori indiscussi di sempre.
    Se ci pensate, la vita, la vita della massa, è stata sempre valutata meno di niente. Ma fanno di tutto per farci credere il contrario. E "noi" che abbocchiamo.
    Cosa possiamo farci, "siamo" primati..... o meglio, clonati.
    Un caro saluto.
    Marco

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  3. questa è una cosa vecchia, molti non ne hanno più parlato per paura che l'unica risorsa, il turismo, venisse meno: per un mese all'anno non si corre nessun rischio, il pericolo è per chi ci abita tutto l'anno però, quindi sfatiamo questa paura sia del turista che dell'abitante.
    questo non vuol dire dimenticarsi di chi sta sotto il fango o chi ci sta per entrare, di chi è morto per lavorare in questa fabbrica o chi ne paga le conseguenze per quanto è rimasto di essa.
    di marlane in italia siamo pieni, questo video è stato girato molto tempo prima che questa cosa ritornasse a galla e che diventasse di dominio pubblico: l'ho messo qui per poterne discutere ed anche perché molti giovani possano capire cosa è successo (un video a volte insegna più di un vecchio malato che racconta una storia).
    perché molti giovani devono sapere non possono solo andarsene altrove con l'inconsapevolezza della realtà della propria terra.
    sibu a volte quelli chiami "i più" sono costretti a tener dentro verità, per far studiare figli che poi spariscono tornando qui solo per qualche giorno di vacanza.
    questa terra meravigliosa è stata svenduta ma non dagli abitanti, ci tengo a dirlo, perché...
    marco quelli che tu chiami "demoni" ed io "cloni" sono a loro volta comandati da chi ricopre altissime cariche.
    questo non per discolpare qualcuno, solo per chiarire che prima di parlare (come sta facendo l'opinione pubblica sparando a zero sui meridionali sotto il fango o intossicati da fabbriche che li hanno schiavizzati) bisogna viverlo il sud.
    a me questa terra ha insegnato molto, così la sua gente e starò con loro in prima linea se decideranno finalmente di rompere l'omertà per arrivare all'unione, una cosa che spaventa chi corrompe (i corrotti manco li considero, si dissolveranno per paura di fronte all'unione, mentre si alimentano d'omertà).
    bisogna essere uniti, compresi coloro che si vantano di essere calabresi fuori di qui, affinchè le future generazioni possano vivere in salute e certi agghiaccianti episodi (navi radioattive comprese) possano essere solo un orrendo ricordo.
    questa terra è colorata di suo, non aveva bisogno di altro: una ferita del genere si rimarginerà solo se avrà la cura che dico sopra, cioè l'unione di tutti contro pochi mostri.

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  4. Laura...con il termine "i più" non c'era assolutamente volontà di mancare di rispetto a coloro che abitano vivono e soffrono la propria terra, ma proprio la volontà di sottolineare che la forza sta nella molteplicià di persone, e che sopratutto al sud dove il sangue è palesemente caldo, capace di forti passioni ed intense emozioni , possibile che non si stringa a morsa contro coloro che stanno distruggendo il passato della loro terra e negando il futuro ai propri figli? Sarò idealista...ma chi ha lottato contro i "mostri" spesso ha perso ma si ricordano nomi di singole persone...non dei più...

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  5. è come pretendere che un'aquila chiusa in gabbia da sempre possa volare alta da subito non appena la si libera.
    non sei idealista, sei realista sibu e non ho sentito mancanza di rispetto nelle tue parole, anzi ti ringrazio per l'interesse, cercavo solo di spiegare, perché come dice marco la vita di massa è stata sempre valutata meno di niente, almeno fino a quando non succede che la massa si muove senza comando e contro i mostri (ormai chiamiamoli così).
    "i più" sono spesso anche un solo nome, che cambia l'ordine delle cose, vero, ma ciò che importa è quanta massa lo seguirà, anche se con il solo pensiero solidale, già questa è unione, io ci credo

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