CROCIFISSO PER CHI VUOLE, DEMOCRAZIA PER TUTTI


Ai Farisei che chiedevano quando sarebbe venuto il "Regno di Dio", intendendolo in un senso esteriore e temporale, Cristo dice queste parole:
"Il Regno di Dio non viene in modo da colpire lo sguardo, non si dirà: è qui, o è là, poiché il Regno di Dio è dentro di voi, Regnum Dei intra vos est" (Luca, XVIII, 21)

Qualcuno mi sta dando della blasfema perché sono d'accordo con la corte di Strasburgo, ma mi si dice così perché io la croce ce l'ho al collo e non ho bisogno di vedere simboli per avere Cristo dentro di me?? Od anche perché rispetto il prossimo mio come me stessa?? Un crocifisso non "offende" nessuno, così come non mi turba una donna col burka (ammesso che sia contenta di indossarlo), mi turba semmai altro, ad esempio che in questi nostri luoghi pubblici saturi di crocifissi succeda il contrario di quanto Cristo ha lasciato detto (vedi caso Cucchi e tutti gli altri simili).

"Un Orientale non può ammettere un'organizzazione sociale che non poggi su princìpi tradizionali; per un musulmano, ad esempio, l'intera legislazione non è che una semplice derivazione della religione. Un tempo era così anche in Occidente; si pensi a ciò che fu la Cristianità nel Medioevo; ma oggi i rapporti si sono rovesciati. Di fatto, si considera ora la religione un semplice fenomeno sociale; invece di ricollegare l'intero ordine sociale alla religione, quest'ultima, quando ancora si consenta a conservarle un posto, è considerata ormai soltanto come uno qualsiasi degli elementi che costituiscono l'ordine sociale; e quanti cattolici, ahimè, accettano questo modo di vedere senza la minima difficoltà! Sarebbe ora di reagire contro questa tendenza, e a tal proposito l'affermazione del Regno sociale di Cristo è una manifestazione particolarmente opportuna; ma per farne una realtà occorre riformare tutta la mentalità moderna. Non è il caso di nascondersi che coloro stessi che credono di essere sinceramente religiosi non hanno per lo più, della religione, che un'idea assai indebolita; essa non ha nessuna influenza effettiva sul loro pensiero né sul loro modo d'agire; è come separata da tutto il resto della loro esistenza. Praticamente, credenti e non credenti si comportano pressappoco nella stessa maniera; per molti cattolici l'affermazione del soprannaturale ha un valore soltanto teorico, ed essi sarebbero assai imbarazzati se dovessero constatare un fatto miracoloso. Siamo in presenza di quel che si potrebbe chiamare un materialismo pratico, un materialismo di fatto; non è forse esso più pericoloso del materialismo riconosciuto come tale, proprio perché coloro che colpisce non ne hanno neppure coscienza? D'altra parte, per i più, la religione è soltanto una faccenda di sentimento senza nessuna portata intellettuale; si confonde la religione con una vaga religiosità, la si riduce a una morale; si riduce il più possibile lo spazio della dottrina, che invece è proprio l'essenziale, ciò di cui tutto il resto dev'essere soltanto una conseguenza logica." (R. Guenon)

Dopo la sentenza di Strasburgo, che accoglie la richiesta di una signora di rimuovere simboli religiosi dalla parete della classe dove i figli studiano, i laicofobici si sono tutti infervorati, dimenticando che nelle scuole statali italiane, frequentate anche da numerosissimi giovani nati con altre tradizioni (da rispettare tanto quanto le nostre) il vescovo può nominare e revocare a suo arbitrio l’insegnante di religione cattolica pagato da tutti noi. Penso che la simbologia religiosa non c'entri nulla con quella di questo stato, che dovrebbe essere democratico, quindi diverso dal Vaticano, che lo stesso Ratzinger ha definito così: "La Chiesa non è democratica, ma gerarchica" (parole sue, nonostante il cristianesimo sia uno dei primi esempi (se non il primo) di democrazia e liberalismo.
Libertà quindi di insegnare religione (qualsiasi essa sia) ai fedeli nelle parrocchie, moschee ecc., insomma ovunque non arrivino però finanziamenti pubblici (vedi luoghi pubblici quali ospedali, tribunali, caserme, carceri, ecc.). Perché "pubblico" vuole dire frequentato da tutti.

"Che tutti siano una sola cosa," dice Cristo "come tu Padre sei in me, e io in te, che anch'essi siano una sola cosa in noi. Che siano una cosa sola, come noi siamo una cosa sola, io in loro e tu in me, che siano perfezionati in unità" (Giovanni, XVII, 21-23).

Considerando l'andazzo del nostro stato (sia morale che politico) mi sembra ci siano invece delle discordanze tra quanto si pratica e ciò che si "difende", il più delle volte senza manco conoscerne il significato: nessuno ricorda che il vero simbolo del cristianesimo, prima della Chiesa Romana, artefice di genocidi inenarrabili in nome di una "croce", era invece un semplice pesce...

Nell'immagine la campagna dell'UAAR : Scrocifiggiamo l'Italia

9 commenti:

  1. cara laura,
    tu scrivi:

    "... mi turba semmai altro, ad esempio che in questi nostri luoghi pubblici saturi di crocifissi succeda il contrario di quanto Cristo ha lasciato detto."

    pensi che togliendo i crocifissi succeda quanto Cristo ha lasciato detto ? che cos ate lo fa pensare ?

    ti saluto con affetto

    halley

    RispondiElimina
  2. no, magari fosse! penso però che sia un simbolo (almeno per come lo riconoscono i cristiani moderni) troppo in contrasto con la realtà che viene vissuta in certi luoghi.
    sono contraria alle illusioni, alle ipocrisie, ai simboli usati per puro dominio sugli altri: se non ci fossero simboli religiosi in questi luoghi non cambierebbe molto, ovvio che toglierli dalle pareti dei luoghi pubblici significherebbe solo essere un pochino meno ipocriti, rimanendo ovviamente sempre molto corrotti (e questi ultimi non si combattono di certo togliendo solo un simbolo religioso dalle pareti, però forse se si cominciasse ad essere meno ipocriti.. chissà?).
    nella scuola è diverso: lì si educano ragazzi e non è giusto inculcare qualcosa oltre alle materie normali che a certi potrebbe disturbare, ma anche negli ospedali è troppo presente la simbologia strettamente cattolica (intendo ospedali di stato).
    concludo col dire che forse se al posto dell'ora di religione (una sola poi e quella che dice il vaticano) facessero un'ora di educazione sessuale nelle scuole forse ci sarebbe meno prostituzione, meno pedofilia, meno fobie sessuali con relative devianze, ma il vaticano non vuole parlare di sesso (lo fa di nascosto però.. magari proprio in qualche sacrestia..).
    pensi che sia stata chiara nella mia risposta?
    ciao caro halley, un saluto con affetto anche a te

    RispondiElimina
  3. il crocifisso si può togliere ; ma non con le motivazioni date dalla Corte per cui sarebbe una minaccia alla libertà religiosa e al diritto dei genitori di scelgiere come educare i figli
    Se qualcuno si sente minacciato dalla presenza del crocifisso il problema risiede in lui e non nella croce

    Negli scontri ideologici tra integralismo laicista e cattolico il crocifisso è solo un espediente

    L'Europa fessa contro il crocifisso nelle scuole.

    RispondiElimina
  4. si storico è vero, ma penso a tutti i genitori (non so se tu lei, io si e spesso bisogna esserci nella situazione per poter meglio comprendere) che nelle scuole romane (tanto per portare un esempio) si videro cambiare il menu sotto quaresima - LEGGI QUI per ordine di Alemanno, e questo è solo uno dei tanti esempi per cui vedo la rimozione dei simboli religiosi dalle scuole italiane come il primo passo per avere un po' più di informazione, libertà di pensiero e soprattutto di culto e tradizioni, non credi?

    RispondiElimina
  5. mah secondo me la questione della libertà e dell'informazione prescinde dal crocifisso.

    per la Quaresima , questo si sarebbe potuto facilmente superare proponendo menù differenti per chi vuole rispettare i precetti e lasciando agli altri la facoltà di mangiare la carne. Dunque comprendo anche il tuo fastidio visto che il tuo esempio dimostra come i nostri politici non abbondino certo di quell'apertura mentale e di quel senso pratico che sarebbe spesso sufficiente per risolvere le cose

    RispondiElimina
  6. La croce nelle scuole e in ogni altro luogo pubblico a simboleggiare il cristianesimo è quanto di più ipocrita possa esistere, tenuto conto di quanto è disumano e povero spiritualmente il popolo italiano e i cristiani occidentali in particolare.

    La croce è presente anche nelle aule dei tribunali, ma l'unica legge che prevale è quella del più forte.

    Coloro che credono sinceramente negli insegnamenti di Gesù o chiunque sia stato, piuttosto che battersi per mantenere il simbolo della croce dovrebbero adoperarsi per far prevalere i suoi insegnamenti piuttosto che il materialismo, l'egoismo e l'indifferenza verso coloro che sono stati privati di tutto.

    Un caro abbraccio.
    Marco

    RispondiElimina
  7. ovviamente caro marco condivido (s'era capito ormai ;) t'abbraccio forte, laura

    RispondiElimina
  8. Ciao Laura...credo che le religioni, quelle nate dai popoli, dalle domande sulla vita e sulla morte hanno in sé principi morali che indicano i comportamenti "migliori" che l'uomo ha da tenere per costruire il proprio percorso di vita. Ogni religione, nei suoi contenuti più antichi, è davvero una forma di manuale di comportamento etico, e spesso pratico, per i popoli che le hanno adottate...Se letta nella sua essenza, non esiste religione che si possa dire sbagliata.
    Nella loro evoluzione invece, il potere che la spiritualità ha da sempre avuto sull'uomo ha creato un connubio tra fede e politica tale da far viaggiare entrambi sugli stessi binari cosicché gli iniziali dogmi sono diventati le Leggi.
    A questo punto l'alleanza tra i due POTERI, religioso e politico, è diventata simbiosi...uno si nutre dell'altro e viceversa, in molte società sono addirittura la stessa cosa.
    In tutto questo l'uomo non ha più la spiritualità originaria ma viene oppresso da Stato e Religione, uno che incute il timore della punizione in terra e l'altro che incute quello della punizione divina.
    Arrivando a noi credo che la presenza del crocefisso in ogni ambiente pubblico (dalle scuole agli ospedali) nella nostra società cattolica (quella Italiana nello specifico) sia proprio una forma di vessazione, molto più che una forma di fede.
    La fede appunto, come citi tu, è dentro di Noi ...non è un luogo, non è in un oggetto, non è nelle cantilene delle preghiere, né nella ritualità della Chiesa ma è nel nostro agire quotidiano nel rispetto di tutti. E con fede intendo qualsiasi tipo di fede. Come già ti ho scritto un praticante è libero di andare nel proprio luogo di culto a pregare, io voglio la libertà di sentirmi laica nei luoghi laici.

    Quanto al crocefisso...il sacrificio del figlio di Dio... tutti siamo figli di Dio ed ogni giorno c'è un sacrificio su questa terra ...non c'è bisogno di guardare un pezzo di legno per ricordarsene.
    In un quadro in gioventù avevo riprodotto la Crocefissione di Salvador Dalì (la croce 3D formata da 9 cubi e la Maddalena ai piedi) moltiplicando i cubi per tutta la superficie della tela...il senso era..."quella è la SUA croce ma se ne possono formare altre mille per altri mille sacrifici"...detto terra terra...ognuno ha le sue croci...
    Mi sa che la blasfema qua sono io!!! Ma visto che in Toscana bestemmiano perché dicono di avere una forte confidenza con Dio...allora...mi sento assolta...ciao
    Grazie

    RispondiElimina
  9. Dalì è tra i miei preferiti, vivo come in un quadro suo da quando non vedo più e devo immaginare (tra lui e De Chirico sinceramente). Ricordo la sua crocifissione, per fortuna l'ho vista. E' molto importante vedere e molti credono solo in quanto vedono: è l'invisibile che dovrebbero lasciarci liberi di scegliere come interpretarlo e viverlo! Io non sono atea, ma vorrei essere libera di vivere la mia fede che, come dici tu, giustamente ha comuni denominatori con le principali religioni terrestri. E purtroppo è proprio da chi difende simboli che arriva la violenza: se solo avessero fede vera, qualunque essa sia, nessuno si permetterebbe di imporre qualcosa di invisibile ad altri.
    Le sacre scritture? E chi le ha scritte? Una donna l'anno scorso sulla spiaggia mi tormentò col fatto che dovevo ascoltare radio maria, che dovevo chiedere il "miracolo" per poter tornare vedente... l'ho dovuta cacciar via: era un sopruso alla mia libertà in quel momento, un abuso di scritture che ripeteva a memoria senza però capirne il significato, era un gioco di cattivo gusto con la mia cecità e le "magie" che ogni "fedele" come lei è convinto di ricevere.
    Io il miracolo l'ho già avuto: sono ancora qui, le risposi, lei niente, diceva che dovevo fare come mi diceva, le dissi che radio maria ha ucciso svariate persone con le sue antenne che seminano leucemie, lei mi rispose che ero una blasfema, dopodiché le dissi che o se ne andava o le avrei dimostrato la giustizia divina personalmente.
    Ogni fedele dovrebbe essere in accordo con gli altri di diversa fede, seguire da dentro i comuni denominatori che vedono in primisi il rispetto per gli altri.
    Imporre un simbolo non è rispetto, nemmeno per Gesù: io lo trovo un ricordo assurdo, come se imponessi a mia volta un casco da mettere al collo di tutti quelli che mi vogliono bene per il "sacrificio" compiuto in moto anni fa. Se ci si crede si abbandonano le apparenze, simboli compresi, non si impone una cosa invisibile e soprattutto si agisce e si parla di meno, mentre proprio tra i cattolici ho potuto constatare finora l'esatto contrario.
    Chiudo dicendo che mentre la chiesa non vuole mafiosi al suo interno, ma senza scomunica scritta, la stessa minaccia di scomunica (scritta) ogni donna italiana che farò uso della pillola del giorno dopo: hanno scocciato con i loro anatemi e spero ritorni qualcuno a prenderli a frustate il prima possibile come già successe una volta (se proprio vogliamo credere alle scritture).
    p.s.: io non posso sentire le bestemmie, da quando sono nata mi sento un brivido addosso e un gran malessere, forse è il momento di smetterla di imprecare, bestemmiare, minacciare, ecc.
    forse è ora di realizzare e materializzare l'invisibile, e non occorrono simboli, riti o funzioni per fare questo.
    un caro saluto, laura

    RispondiElimina

FIRMATI anche se non vuoi loggarti: un anonimo è una punizione per una cieca.
Se usi screen reader: per leggere il captcha usa mozilla e webvisum.
Grazie! Laura Raffaeli

CANE GUIDA E BARRIERE

CANE GUIDA E BARRIERE
DAL TGR: RISPETTA IL CANE GUIDA E I PASSAGGI PEDONALI, GRAZIE! Sono stanca di dire sempre le stesse cose in tv, sui giornali, nel web, per strada..: la tua civiltà si misura anche da queste cose. Clicca l'immagine per il video

Google+ Followers

RACCOGLI LA CACCA DEL TUO CANE

RACCOGLI LA CACCA DEL TUO CANE
CAMPAGNA DI BLINDSIGHT PROJECT