ULISSE, DIONEA, PRAJA ... (un'Atlantide da salvare)




"Praja" in sanscrito significa "progenie" (ascendenza e discendenza), una parola che da il nome ad un luogo minuscolo ma molto importante, sulla carta un posto giovanissimo in realtà precede il paleolitico superiore e riserva ancora numerosi segreti da svelare riguardo le civiltà che vi abitarono e che ancora parlano: a me per sentirle mi basta poggiare le mani in alcuni punti della fantastica spiaggia, sempre più ridotta per via del mare che avanza di nuovo dopo essersi un tempo ritirato lasciando per l'appunto una spiaggia bellissima.
Di fronte a questo magico luogo di mare c'è una piccola isola meravigliosa che una volta era chiamata "Dionaea" ("Dionéa", probabilmente perché era presente questa piccola pianta carnivora, chiamata anche "Venus" o "Venere"). Molti gli equivoci sull'origine del nome di quest'isola, tanto che alcuni credono che abbia origine da "aedinae" che vuol dire tempietto quindi, anche se mai ritrovato, pensano ad un tempio lì sopra dedicato a Venere, cosa per me improbabile, quanto è probabile invece che il mare, ritirandosi, lasciò terreno acquitrinoso ideale in botanica per la piccola Dionea, la carnivora che rifiuta cibo morto. In seguito fu chiamata "Isola dei conigli", senza perdere però le sue rarità botaniche, ancora esistenti, tra queste ad esempio la Palma Nana (Chamaerops Humilis). Ma sui nani, o gnomi, preferisco sorvolare.
Camminando sulla spiaggia deserta, sembra di sentire ancora le grida e il frastuono della gente che scappa da normanni, saraceni, aragonesi, ecc., insomma da numerosi conquistatori sanguinari, di un'epoca recente rispetto a quando qui il mare era molto più alto, fino a grotte oggi visibili nella montagna. Tra queste grotte (qui è tutto grotte e tunnel, sia visibili che invisibili) ce n'è una che è la più conosciuta per via di un antico eremo, infatti è un luogo dove fa molto bene arrivare, sia per chi fa meditazione, perché dona il giusto raccoglimento per la cura dell'anima, sia per le scale da salire che allenano il cuore. Sorvolo il più conosciuto aspetto religioso, in quanto il santuario ricavato nella grotta stessa e che conserva la statuina di una Madonnina, non è ancora accessibile e rimane - purtroppo - dimenticato e poco frequentato durante l'anno.
Oggi Praja ha perso la sua magica "J" ed è chiamato ormai Praia (a mare), e putroppo con la "J" non ha perso solo un nome che serviva forse a farlo rimanere eterno come vuole il sanscrito, stessa cosa per l'isola che oggi è volgarmente chiamata "Dino", o peggio ancora "di Dino".
Qui si potrebbe vivere da ricchi solo con turismo archeologico e naturalistico, stessa cosa per il turismo religioso se solo qualcuno pensasse a mettere un semplice tapis roulant (evitando ascensori che violenterebbero la montagna con il loro sali e scendi). Ho detto "potrebbe" vivere, in realtà sopravvive tra mille difficoltà e non per ostilità legate al paesaggio, unico nel suo genere in tutta la penisola, forse più simile a quello sardo in quanto vulcani sottomarini (ancora attivi ed enormi) e placche tettoniche in smisurato movimento, forse staccarono un tempo dall'attuale Sardegna quella che oggi è chiamata Calabria, spingendola e incastrandola dov'è ora. Sorvolo pure sul mito di Atlantide ma do solo una mia considerazione in merito: da quel mito, leggenda o verità ancora da scoprire quale Atlantide, probabilmente qui i suoi ipotetici discendenti hanno mantenuto alcune caratteristiche (sia buone che cattive).
Io vivo qui, appena posso e quando gli impegni non mi obbligano ad andarmene: amo questo posto, come adoro approfondire la "leggenda" atlantidea, l'ho sempre detto. Un amore "a prima vista" il mio per Praja, si perché a metà degli anni '90 ricordo che vidi questo mare per la prima volta, passandoci in barca e rimasi senza fiato: ma ero nell'altra vita, quando ero discretamente ricca e soprattutto ancora vedente. Poi il caso ha voluto che tornassi qui per rivivere, dopo la mia morte in seguito ad un incidente stradale di un maggio di 7 anni fa, che mi rese cieca per sempre. Qui sono rinata, resuscitata e ricomposta, sia nel fisico che in tutto ciò che c'è di invisibile in me, ma esiste ancora, a differenza di quanto è sparito qui, forse per sempre. Un esempio: c'erano i delfini, le balene, le tartarughe marine... ciò che c'è oggi va visto, e bisogna farlo con gli occhi di chi vuole sopravvivere ad una catastrofe.
Di seguito una frase di un famoso calabrese, affinché possa dare coraggio a chi, come me, vorrebbe che tornassero almeno i delfini, quelli che forse un giorno remoto salutarono festosamente Ulisse quando approdò qui:

I calabresi, ormai, con la follia cementizia da cui paiono travolti, hanno azzerato la natura in cui vivono; hanno reso inabitabile il bellissimo mare su cui si affacciano. I villaggi costieri, costruiti lungo le rive tirreniche ad esempio - come file ininterrotte da Praia a Scilla - sono villaggi di fantasmi nella maggior parte dell'anno; case vuote, dove il geometra ha realizzato il genio del pessimo gusto, della propria irrisolvibile barbarie” (di E.Siciliano)

Qui invece una mia poesia, dedicata a Praja, a Dionea ...ma anche ad Ulisse e Atlantide:


SARACENA-MENTE

Ascolto una musica che parla di turchi e di mare
Dice di vento, urla, roghi: nessuno può scappare
Tarantelle e danze interrotte per morire
Tramonti rossi di sangue, gente che non può dire
Violini, chitarre e mandolini suonano la bonaccia
E di donne rapite per un sultano sempre a caccia
Mi ci perdo in questa musica che apre il cuore
Vibra forte in me  di questa terra il suo dolore
Eroi morti, pianti, promesse vane e tanta speranza
Tutto gira in questi suoni per una tragica danza
Una luna rossa sopra vele straniere indica la morte
Quella di una terra magica, piena di gente forte
Il cielo di che colore è? Non so più dov'è il calore
Mentre ascolto musica con conchiglie date per amore
Perdo la rotta ma so bene che siamo in occidente
Ed io vivo in una terra magica mista all'oriente
Violini, chitarre e mandolini suonano il salpare
Di turchi e finti mercanti venuti in questo mare
Ed io che sono Roma, ma vivo qui con coraggio
Ricordo della mia città solo un tragico maggio.

2 aprile 2008
(da "La cyber-tela di Penelope" - L. Raffaeli)

(Le immagini sono tutte foto scattate da me  - in questa vita da cieca - con cellulare e saranno presentate in una mostra)

6 commenti:

  1. Sono senza parole... e le foto sono fantastiche!

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  2. Su quest'isola, o penisola, secondo la marea, ci sono stato trent'anni fa, ed era magnifica, un po' meno la costa difronte...
    Spero che nel frattempo, oltre le cupole che già c'erano, non l'abbiano finita di cementificare...

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  3. Grazie Mara! Non lo so che c'è sopra Paolo, io l'ho vista bene una volta sola e mi piacque pure la costa, poi ho avuto modo di "vederla" dopo l'incidente ma ero quasi cieca del tutto, quindi ricordo veramente delle cose assurde di quel periodo di ipovisione da lsd, tanto che ho preferito rimuoverle dalla mia memoria visiva. So per certo che di fronte stanno costruendo, lo chiamano tutti "ecomostro" immagino quindi sia una cosa oscena e forse inutile (come del resto diceva Siciliano. Sto tornando da lì ora, ci sono arrivata con Artu oggi, avevo voglia di sentire il vento che mi sfiora e mi fa capire che gira intorno all'isola (come se la vedessi) e poi si sente: in alcuni punti della spiaggia, arrivandoci da nord, si sente che sotto è tutto vuoto, infatti il cane rallenta in quei punti (forse tunnel che collegano l'isola alla montagna dove c'è la famosa grotta). Io ancora non ci sono mai andata sopra, mi ci devono portare ovviamente e finora non mi ci ha portata nessuno, ma non vedo l'ora.

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  4. c'è una cosa che in pochi (troppo pochi..) sanno di praja, è l'origine di un'usanza di cui non capivo il motivo: gli abitanti non fanno bagni e non vanno in spiaggia il giorno in cui si trasporta la madonna. "per rispetto" mi rispondevano tutti, "la madonna non vuole" la risposta peggiore e più oscura.
    in realtà il motivo è molto semplice, niente di religioso e ai cattolici bigotti dico: ma una madonna può non volere la felicità dei prajesi al mare?? che demenzialità!! la storia: una volta, tanto tempo fa quando praja era neonata, qui ci si riuniva da tutti i paesi, anche lontani, venivano a piedi e dormivano sulla spiaggia per festeggiare la madonna della grotta: erano giorni unici e colmi di gioia! facevano un grande mercato ricco di animali, i "negozi" erano sulle barche che vendevano utensili e vestiti, le donne impazzivano mi ha raccontato un'anziana prajese, acquistavano soprattutto per le figlie prossime al matrimonio.
    c'era una barca grande poi che portava angurie, i ragazzi le trasportavano sulla spiaggia passandosele di mano in mano a catena ("..che bello che era vedere i ragazzi quando portavano i meloni sulla spiaggia" dice l'anziana prajese "erano tutti belli e cantavano..").
    i partecipanti alla festa avevano tutti con sé una grande pagnotta che aprivano al centro e riempivano con: peperoni fritti, melanzane fritte, tutto fritto insomma (bella botta!), mangiavano e bevevano, una festa è così.. poi si facevano il bagno e alcuni, ovviamente, morivano.
    da qui il divieto di bagnarsi in quel giorno: la chiesa perché non dice queste cose ai fedeli?? perché lasciarli così all'oscuro?? perché terrorizzarli inutilmente?? non basta quanto si vive già qui?
    riporterò qui ogni verità di praja, perché io amo la sua J (e per chi non lo sapesse gesù prima di una G aveva una J..)

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  5. I praiesi non fanno il bagno non per ignoranza ma semplicemente per usanza! Nessuno dei fedeli ormai è più ignorante e nessuno può ormai incutere paura ormai "l'oscurità", come tu la chiami, è scomparsa. Molti fanno il bagno, io no ma perchè rispetto l'usanza e non perchè hbo paura che possa scatenarsi qualche maleficio!

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  6. Quando ho scritto questa cosa abitavo ancora lì: ho solo riportato opinioni locali, raccolte soprattutto tra i giovani, più qualcosa di mio, provato lì da voi, in quei lunghi 5 anni e mezzo di esilio.
    Ci tornerei domani solo per il mare, visto che ancora, come acidi rigurgiti, riaffiorano conigli anonimi.
    Non hai paura del mare e delle leggende, ma hai paura di firmarti, soprattutto davvero veloce nei tempi, visto che questa cosa è stata scritta nel 2009, questo la dice lunga, non credi? Altro che oscurità...

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