CAPODANNO SURREALE


In un clima del tutto surreale, classico da eclissi di luna che ci sarà stasera alle 8 circa, si chiude un altro anno gregoriano: qui da me al mare è estate, sono passate le 5 del pomeriggio ed io sono stata fino a pochi minuti fa sulla spiaggia a sudare con una sola felpina addosso. Spiaggia profumata da una mareggiata che c'è stata fino a l'altro ieri, il vapore che sento uscire dai sassi tondi che si asciugano al sole che brucia, il rumore della risacca identico a quello di ogni tramonto tranquillo estivo: un quadro di Dalì sarebbe niente se dovessi anche descrivere come immagino io il tutto.
Chiudo un altro anno, entro in quello che segnerà l'inizio del mio ultimo mezzo secolo, ma da qui a ottobre prossimo ce ne vuole, anche se nei 50 ci sono entrata comunque da poco, pure bene visto che ancora mi chiedono di fare calendari, una conferma che il mio nuovo stile di vita funziona. Ho molti ricordi da ieri, ho cercato di "lavarli" con il rumore del mare, con l'aria pulita e con i suoni di un fiumettino che diventa sempre più bello, perché è in continua trasformazione, come me, infatti andiamo d'accordo.
Non vado d'accordo con le moto che sfrecciano sulla spiaggia e con i petardi: le prime mi fanno male, mi ricordano cose che non voglio anche perché non posso più avere, poi è un'indecenza cafonissima fare ancora di questo! Così come lo è l'usanza dei botti.
Spero che il 2010 sia un anno privo di oroscopi, soprattutto in tv e sui giornali, pagati da tutti noi, sperare altro mi sembra scontato, visto che manca tutto, soprattutto molta realtà.
A qualcuno chiedo di tornare, affinché io possa anche spiegare molte cose, a qualcun'altro chiedo di evitare invece di riproporsi ciclicamente come peperoni fritti a mezzanotte: non c'è bisogno di oracoli per capire ...
Per capire che sento dentro tante cose, che non voglio più contaminarmi con cose e persone artificiali, che ho conosciuto verità e realtà in abbondanza ma sono anche una che oggi percepisce tutto con il pensiero, con un po' di tatto, con tanto olfatto ed anche con il gusto (che mai mi è mancato ;): insomma anche se il clima surreale certo non mi aiuta a vivere questo vostro tempo, sono comunque una che ha capito cos'è l'eternità.
Nell'immagine scattata da me oggi dopo pranzo: il punto con palma da attesa dove Artu mi ferma sempre, sopra il fiumettino. Si dovrebbe vedere un'isola, quella da cui aspetterò le balene con qualcun'altro a più di 90 anni.



Video aggiornamento del 1 gennaio 2010 (spero solo che il mare non arrivi a casa mia):

10 commenti:

  1. Ciao Laura...insisto con il dire che fai delle foto spettacolari...diciamo pure che il luogo si presta...ma...credo che il tuo terzo occhio sappia sempre cosa, dove e quando guardare...beati voi a fine anno con il sole...buona fine, miglior inizio ed uno straordinario proseguimento,
    ciao, Simona

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  2. Buon Anno, Laura, ti auguro di entrare nel tuo secondo mezzo secolo mantenendo integri la tua sensibilità, la tua intelligenza e il tuo humor, ma anche con la stessa voglia di vivere e lottare, le stessa fierezza e la stessa grinta. Sei come una rara medusa di quel mare che hai davanti, un po' urticante ma bella e flessuosa da vedere. Bella anche la foto che hai fatto, non saprei fare di meglio con i miei poveri cinque sensi, ma tu hai il vantaggio di averne due o tre in più....
    Invidio anche il sole e il caldo della tua spiaggia, anche se le previsioni per Capodanno danno brutto anche da te (ma non voglio portarti sfiga..) Un caro saluto, Paolo

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  3. @sibu: io so che col fiumettino a destra, sotto la palma d'attesa, l'isola c'è l'ho a nord-est: non serve un terzo occhio, basterebbe una bussola, io ce l'ho naturale, anche se l'avevo persa per un po' dopo l'incidente, qui a praia l'ho ritrovata, anche grazie a miei sforzi disumani, va detto.
    @paolo: medusa? sarà per questo che allora sono diventata cieca? per non pietrificare più nessuno col mio sguardo? scherzo, comunque non credo alla sfiga, al clima impazzito si però: oggi c'è un mezzo uragano (artu, schizzinoso com'è, non riusciva a fare pipì perché gli volava sulle zampe :)
    Grazie per gli auguri e ad entrambi auguro un nuovo decennio migliore di questo passato.
    p.s.: per le foto che faccio: aziono un senso sconosciuto anche a molti neuroscienziati che farebbero meglio ad occuparsi di noi blindsight e un po' meno della loro carriera

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  4. io infatti intendevo artisticamente...non fisicamente...un conto è sapere dove sono le cose grazie all'orientamento un'altro è cogliere gli istanti per fare una fotografia quando luce e colori cambiano in continuazione come accade con la natura... i fotografi fanno mille foto per selezionarne una...e ci vedono...

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  5. Si.. conosco moolto bene i fotografi.
    Artisticamente dai miei scatti si può vedere ciò che sento e non tanto ciò che so (infatti il nord-est che dicevo prima è un sud-ovest capovolto, ma io capovolgo spesso le rotte), fisicamente invece è la cosa più facile del mondo fotografare, più difficile è riportare un istante di realtà su tela con i colori, almeno nel mio caso, anche se appena posso ci proverò: quest'anno cercherò di far sapere cosa "vedo"

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  6. Ciao e bentrovata. Leggendoti mi viene spontaneo pensare che è da sempre che cerco il "senso" delle cose, come molti, forse tutti. L'ho cercato tanto affannosamente da averne perso qualsiasi minimo indizio per un periodo della mia vita. Ma alla fine ho scoperto che è lui a cercare te, senza che tu ti affanni, sempre che tu sia disposto a vederlo e sentirlo. Bisognerebbe cogliere l'attimo e non lasciarselo sfuggire all'ennesima occasione.
    Ti ho tediato abbastanza. Buon anno, come spesso dico, senza troppa formalità.
    Maurizio

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  7. Il senso delle cose è invisibile, bisogna indagare a fondo per trovarlo, e forse è per questo che io lo vedo sempre e bene, dal mio incidente poi lo vedo benissimo!! Buon nuovo decennio anche a te Maurizio, e grazie per ciò che dici, Laura

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  8. aspetto di vedere su tela quello che "vedi",credo saranno bei dipinti ...basta un poco di allenamento per non pitturare ogni cosa fuori dalla tela ed è fatta....a me facevano disegnare e poi dipingere da bendata...Visto che ogni cosa che sentiamo e vediamo è interpretata e filtrata dal cervello, cosa può esserci di più "reale" di quello che il cervello crea direttamente? Penso ad un cieco dalla nascita...non conosce i colori...ma dicendo che il cielo è azzurro ha certamente in se una SUA conoscenza dell'azzurro del cielo che proviene dall'elaborazione di altri sensi,dealle emozioni, dai suoni dagli odori...l'arte è la propria realtà..

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  9. Dove finisce una tela lo capisco pure da sola con le mani, è dipingere qualcosa che nessuno conosce il difficile, soprattutto senza vista. Comunque anche se vedessi non disegnerei mai prima, io sono sempre stata così.
    Ho un caleidoscopio di colori e micro forme geometriche negli occhi se c'è un po' luce (ora è lunga da spiegare, non ho ombre né realtà ma solo luci senza realtà se esistono, sennò buio), caleidoscopio da qualche anno affievolito e diventa sempre più "tranquillo", ma è un gran casino riportarlo su tela.
    I miei occhi non servono più a niente senza l'elaborazione cerebrale dell'immagine, che manca del tutto.
    Ma anche i tuoi e tutti gli occhi non sono niente senza cervello: come un cd senza lettore.
    Le mie mani oggi sono i miei occhi, il mio cervello si è riprogrammato dopo la craniata, io sono rinata, ma prima di questo sono morta.
    Potrei fare scultura, mi piace pure di più, ma non ho il posto: ho la casa piena di czte che tocco ogni tanto per ricordarmi chi ero.
    Ci sono giorni in cui l'arte, che ho sempre amato, mi aiuterebbe a star meglio, perché io non ci sto bene per niente con questa cz di cecità, così sconosciuta in Italia, così drammatica se prima si vedeva benissimo. Per questo dico che vorrei spiegare alcune cose che nessuno può capire se non le spiego e dico io!

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