LA TOPA E IL CAVALLO (ippoterapia accessibile)


E' da molti anni che dovrei fare ippoterapia, consigliatami da molti medici, ma ancora non ci riesco: o mi costa troppo o non ci sono centri, e questa cosa non è giusta! A Roma mi chiesero somme inquietanti per un'ora a settimana e il cavallo, per un mese buono, l'avrei dovuto solo pulire, dicevano perché dovevo "interagire con l'animale", che invece quando mi vedeva (come tutti i cavalli), mi faceva le feste (molto pericolose, perché un cavallo se fa le feste può uccidere). Somme inquietanti quindi per una vera fatica, mentre sia io che il cavallo non aspettavamo altro che farci un giro insieme. Stamattina sulla spiaggia il mio cane mi ha confermato che c'erano cavalli, lo capisco perché inchioda e comincia a scodinzolare, si vede che sente che piaccio molto a questi bestioni che adoro (il mio animale preferito da quando sono nata, anche la moto in qualche modo lo sostituiva). Ho sentito il loro "zoccolare" e li ho sentiti passare, mentre chi li cavalcava chiamava qualcuno, un cavallo che invece sentivo venire verso me, forse era solo e sciolto, non lo saprò mai anche se non ho sentito umani mentre si è avvicinato, ed io volevo accarezzarlo. Alla fine però ha dovuto seguire chi lo chiamava, peccato, sarebbe stata la cosa più bella per me poter stare un po' con un cavallo sulla spiaggia. Ci è rimasto male pure Artu. Una curiosità: a Roma non posso dare appuntamenti in luoghi dove sostano i poveri cavalli attaccati alle anacronistiche "botticelle" o carrozzelle: i cavalli mi fanno le feste e i botticellari mi dicono  sempre di allontanarmi per non creare caos. Comunque il comune dovrebbe vietare il trasporto dei turisti su mezzi del genere che dribblano in mezzo a motorini, moto e miliardi di macchine, mentre i cavalli "schiumano"..).
Tornando all'ippoterapia (o hippoterapia, che mi piace di più), non so come risolvere. Leggo qualche notizia ogni tanto che fa pubblicità a questa cosa fantastica, però nessuno abbassa i prezzi né tantomeno si considera come una terapia da inserire nel nomenclatore tariffario delle Asl. Insomma: se hai soldi fai ippoterapia, sennò niente. Io l'orientamento l'ho ripreso bene qui al mare, ma appena esco dalla spiaggia è un gran casino per me, anche se ho una mappa tridimensionale in testa (in molti rimangono stupiti dalla mia memoria per le strade, mi chiamano "TopTop").
Ricordo la campagna contro l'ippofagia che è presente da sempre in questo mio blog: il primo post lo dedicai proprio al cavallo (CLICCA QUI PER LA CAMPAGNA).  Di seguito, invece, riporto qualche riga di un articolo che pubblicizza l'ippoterapia, con la speranza che la rendano accessibile a tutti indistintamente (poveri compresi per capirci):

"I benefìci dell'ippoterapia
Vera e propria tecnica riabilitativa, la terapia con il mezzo del cavallo può avere un ruolo fondamentale nel processo di normalizzazione della patologia di una persona con disabilità - motoria, mentale o sensoriale - perché grazie all'alternarsi di gioco e attività fisica, può contribuire a un più corretto sfruttamento delle potenzialità residue e perfino a un notevole incremento delle capacità di una persona. (...) I benefìci dell’interazione con gli animali domestici sono ormai noti, ma qui vorremmo soffermarci in particolare sull’ippoterapia che è da considerarsi una vera e propria tecnica riabilitativa. La terapia con il mezzo del cavallo ha un ruolo fondamentale nel processo di normalizzazione della patologia della persona con disabilità, perché grazie all’alternarsi di gioco e attività fisica, può contribuire a un più corretto sfruttamento delle potenzialità residue e persino a un notevole incremento delle capacità della persona."
(LEGGI TUTTO)



17 commenti:

  1. laura accidenti, ho un amico caro molto caro che ha dei cavalli e anche un maneggio posso chiedere a lui, per me farebbe questo ed altro!!!!!

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  2. grazie patty ma tutti gli altri?? sai che non è nel mio stile ottenere qualcosa tramite conoscenze, che di certo non mi mancano, comprese quelle che il cavallo me lo regalerebbero (sennò avrei i palazzi, ma pure la mia scuderia personale).
    perché devo dire "grazie" per ogni diritto?
    perché non rendere alla portata di tutti coloro che hanno bisogno anche l'ippoterapia??

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  3. Qui al Nord ci sono dei centri per l'ippoterapia, ma quelli convenzionati con l'ASL,e quindi gratuiti o quasi, accettano solo persone con deficit motorii gravi (paraplegici ecc.). Evidentemente chi è "solo" cieco è considerato normale e quindi non esente....

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  4. Almeno lì ci sono centri convenzionati, penso siano rari in Italia! Il problema non è tanto la cecità in sé stessa, ma quando sopraggiunge dopo un incidente, che lascia strascichi che non auguro a nessuno, nemmeno ai gestori di centri dove dicono di fare ippoterapia (quelli che prendono il solito fondo per poi guadagnarci sopra si vede..). I medici continuano a consigliarla ma.. il fatto è che su noi disabili si lucra troppo, questa è la verità, come del resto si fa con i cavalli!!

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  5. ciao, all'ospedale di Niguarda a Milano, ospedale maggiore, credo tu sappia che esiste un centro di riabilitazione equestre che tratta disabilità psichiche e fisiche tra cui anche le disabilità sensoriali...non ti so dire quali siano le convenzioni ASL ed é lontano ma se può interessarti ti trascrivo le informazioni di contatto:

    •Associazione Amici del Centro "Vittorio Di Capua" Onlus


    Sede c/o Niguarda:
    Centro di riabilitazione equestre "Vittorio di Capua"
    Presidente:
    Lodovico Lamba Doria
    Sito:
    www.riabilitazionequestre.it
    Email:
    riabilitazionequestre@ospedaleniguarda.it
    Recapito telefonico:
    e fax 02 6444.2644
    Orario:
    lun-ven: 9.00-12.00/13.30-15.30
    Attività:
    Il Centro è punto di riferimento per le discipline medico riabilitative che utilizzano il cavallo come strumento di cura.
    Il Centro svolge attività clinica, scientifica, didattica e sportivo-educativa.

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  6. Di centri in Italia ce ne sono molti, io non dico il contrario anzi! Il problema è: quanto costano?? Chi può permetterselo?? Perché continuano a pubblicizzare l'ippoterapia se poi questa non la si può praticare per problemi economici? Io Simona non ho scritto che mi hanno rifiutata centri di ippoterapia, ho scritto semmai che non posso permettermela, come me quasi tutti gli altri! Poi per chiarire meglio: per noi ciechi quanti di questi centri possono venirmi a prendere a casa visto che non posso guidare e se avessi avuto un cavallo me ne fregavo dell'ippoterapia? Sono questi i quesiti che pongo a tutti: dov'è un centro di ippoterapia alla portata di tutti, accessibile in tutti i sensi così come potrebbe esserlo un centro di fisioterapia??

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  7. ... dimenticavo: ammesso che dove si abita esista un centro di fisioterapia...

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  8. copiato da www.riabilitazionequestre.it

    Percorso medico
    Il paziente viene sottoposto a visita collegiale per una valutazione funzionale, per l’eventuale indicazione al trattamento, per l’elaborazione del programma terapeutico e la precisazione degli obiettivi.
    Il trattamento inizia con quattro sedute di osservazione, con videoregistrazione, dopo le quali l’équipe medica decide se confermare il programma. Le sedute durano circa trenta minuti dopo di che i pazienti in gruppo si occupano dei loro cavalli (pulizia, cibo, finimenti) come una vera terapia occupazionale. I controlli medici hanno cadenza semestrale, le prestazioni avvengono sia in regime ambularoriale che di Day Hospital.

    Come accedere alle prestazioni
    Gli interessati possono telefonare alla segreteria del Centro dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 13 per prenotare la 1a visita. L’accesso è diretto, quindi senza impegnativa del medico curante; occorre avere con sé la tessera sanitaria, l’eventuale tesserino di esenzione e la documentazione clinica precedente. Le prestazioni sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale, i non esenti pagheranno i ticket previsti.

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  9. erano solo informazioni del posto che io conosco...magari a qualcuno che ti segue può servire.
    Ho precisato di non essere al corrente delle convenzioni AsL e sono andata a cercare se ne parlavano....tutto qui...

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  10. Grazie, sicuramente a qualche milanese farà piacere. Rimane una provincia ma anche una nazione intorno a Milano però..
    rimaniamo noi ciechi che tutti pensano accompagnati da qualcuno (e chi ce lo paga?), rimane il fatto che potrebbero abbassare i prezzi altri centri sparsi per l'Italia (quelli che dicevo che oltre a prendere i fondi lucrano sia sui disabili che sui cavalli, mooolti così..), rimaniamo noi disabili, noi incidentati che non sappiamo se ringraziare di essere sopravvissuti o considerarlo una condanna in questa nazione che non conosce i ciechi, i sordi, che non sa come comportarsi con noi.. mentre nel resto dell'Europa (figuriamoci del mondo) sono cose scontate.
    Io comunque abito lontana da Milano, dove sto io ora non c'è manco un centro di fisioterapia, non c'è una piscina ed è solo uno dei tanti posti italiani in queste condizioni, perché l'Italia non è Milano, così come Roma non è il Vaticano, grazie Simona, è comunque un buon motivo per parlare di realtà

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  11. ciao Laura,
    in questo caso è una sfortuna che Milano non sia l'Italia perchè è davvero efficiente come centro ( con mio fratello hanno tentato un recupero psichiatrico affidandogli la conduzione dei cavalli che portavano bambini affetti da sindrome di down o autistici, ed il cavallo in quei casi faceva un doppio lavoro, e creava davvero una catena di armonie e di comunicazione al di là degli ostacoli personali dei singoli pazienti)

    ma...meno male che Milano non è l'Italia, o meglio che qualche luogo in Italia si salva dal degrado e dal regresso...
    Trent'anni fa nella via dove abitavo da bambina c'era una casa dell'associazione cechi e già allora in tutto il quartiere erano stati installati i semafori acustici a chiamata. Oggi in una piazza appena rifatta dotata di piastrelle loges per non vedenti, il percorso dal semaforo al muro del palazzo incontra una grata e da lì (con piastrella che segnala lo stop) non prosegue. Scusa l'ironia...meno male che non passano in tanti, altrimenti sarebbero tutti lì ammonticchiati su quella piastrella a chiedersi in che direzione proseguire!!!
    Si fanno interventi, si spendono soldi ma il problema è che non esiste la cultura del rispetto e non esiste la conoscenza del problema...il geometra che ha fatto posare quelle piastrelle a cosa credeva servissero?

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  12. Non ho capito la storia della piastrella: comunque ai vedenti sembrano "strane" le nostre guide in terra in realtà noi le capiamo, non so adesso com'era quella che dici tu.
    Tornando ai cavalli e l'ippoterapia: non basta un centro serio in qualche grande città per fare dell'"itaglia" una nazione civile. Non ci sono soldi? Parlano di un inutile ponte su uno stretto però: lo faranno per non passare in mare in mezzo alle scorie nucleari o per tutti i disabili da buttare definitivamente da un ponte?

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  13. Ciao Laura,
    il percorso che dicevo dovrebbe condurre il non vedente da un attraversamento pedonale all'altro lungo il marciapiede costeggiando il muro, senonchè attraversata la strada, sull'altro marcipiede le piastrelle finiscono difronte ad un tombino a grata metllica, segnalano il pericolo e non proseguono ad indicare nessun'altra direzione. Come se Artù ti conducesse davanti ad un precipizio si fermasse e ti mollasse lì da sola.
    La differenza sta nel fatto che Artù non lo farebbe mai, mentre chi ha posato quelle pastrelle è molto probabile che non conosca neppure a cosa servano e l'amministrazione comunale che ha pagato perchè venisse realizzato un simile lavoro senza senso è proporzionalmente paragonabile a coloro che vorrebbero sperperare i contributi pubblici per realizzare opere inutili e dissennate che, come ha dichirato un architetto " in caso di terremoto magari resisterebbe ma andrebbe a collegare due cimiteri, ossia due territori e relativi paesi abbandonati da un secolo a loro stessi, violentati geologicamente e urbansticmente, che si sbriciolerebbero in un istante"

    Sei sempre molto attenta a cosa e come si esprime chi ti scrive...è vero che non tutti sono portati pensare in funzione del prossimo, ma è altrettanto vero che non necessariamente tutti pensino solo in funzione si se stessi. Non credo che chi legge e si sofferma sul tuo blog lo faccia gongolandosi della propria situazione di normodotato, ma al contrario, credo sia perchè ti ammira come persona e condivida le tue idee e le tue "battaglie". Poi di cafoni ed imbecilli il web è pieno....

    Già che ci sono ti rispondo qui anche al video su FB...Le distinzioni tra razze esistono...Artù è un cane da lavoro perchè è stato addestrato ad esserlo, ma lo sarebbe anche di indole, e per questo è un cane felice di lavorare (le selezioni dei cuccioli che poi vengono addestrati servono proprio a cercare l'indole più appropriata in ogni soggetto). Non ama starti davanti perchè non è quello il lavoro che deve fare, ma se non fosse stato responsbilizzato come è sato, da labrador amerebbe stare un passo davanti a te.....è una loro forma di libertà, quando è possibile concedergliela e quando se la concedono....come quella che tu cerchi quando vorresti provare a camminare liberamente...un istinto che il cane da lavoro è capacissimo di controllare
    Ciao Simona

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  14. Io non obbligo Artu a fare niente, è lui d'istinto che non mi molla mai, perché a differenza degli "umani", sente e capisce le mie difficoltà. E' stato addestrato ad attraversare solo sulle strisce, a mettermi nel posto dei disabili su un treno, a non fare bisogni né in casa né dove c'è passaggio umano.. poco altro di più, il resto è un piacere per Artu. Mai proiettare sé stessi su qualcun'altro, nemmeno se si tratta di un cane. Dire che "i labrador sono così o colà" è come dirlo dei ciechi o dei sordi: il fatto di essere in un certo modo non fa di noi un fascio d'erba, ma siamo l'uno diverso dall'altro, cavalli compresi. Idem per tutti gli altri esseri viventi qui.
    Riguardo alle piastrelle: scusa ma ancora non capisco, e comunque se rappresenta un pericolo nessuno fa niente? Ciao Laura

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  15. Diciamo la stessa cosa.... il cane fa il suo lavoro perchè prova piacere nel farlo, la responsabilità è intrinseca ma è stata accentuata dall'addestramento specifico, ma ancora sulle caratteristiche della razza vuoi o non vuoi ci sono molte cose comuni tra i labrador...poi la sensibilità la simbiosi con il conduttore e altre caratteristiche sono assolutamente individuali....come in qualsiasi esere vivente...se tra esseri viventi simili non esistessero percezioni o atteggiamenti comuni alla specie, nemmeno le balene si sarebbero spiaggiate tutte assieme...
    Quel percorso non è pericoloso ma inutile, non offre nessun aiuto visto che termina senza una logica e senza dare altre indicazioni oltre quella dell'ostacolo (il tombino) che comunque è sicuro e coperto dalla grata ma credo poco praticabile da chi non vede.
    oltre a segnalare ai vigili (che ipermoderni fotografano e segnaleno agli uffici tecnici i problemi che riscontrano) credo non si possa fare altro.

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  16. Ciao Laura sono un presidente di una associazione che si occupa di ippoterapia a reggio emilia. Hai ragione sui costi, ma una struttura dei cavalli e degli operatori portano a costi elevati. Non tutte le regioni del nord sono convenzionate, all'interno delle regioni non tutte le città sono convenzionate e all'interno delle città non tutti i centri son convenzionati. Sono consapevole che una cecità post traumatica e molto difficile da affrontare, molto di più di una acquisita dalla nascita. Io ti capisco perchè il nostro operatore è una ragazza ipovedente: lesione al nevo ottico bilaterale con residuo visivo di un centesimo immaggina quindi quanto: quasi cecità. Eppure, anche se con fatica, riesce a gestire l'attività come operatore con tanto di brevetti. Se vuoi puoi visitare il nostro sito immagino che possidi sintesi vocali. www.ippogrifo.info. Se ti interessa recentemente è uscito anche un libro che parla della sua esperienza. Niente di trascendentale intendiamoci ma è pur sempre un'esperienza di un disabile visivo. Una cosa mi ha lasciato perplesso Tu dici "i cavalli quando giocano possono anche uccidere". Gli incidenti sono sempre possibili in qualsiasi ambito, ma gli animali e soppratutto cavalli, cani ecc sanno molte più cose di quante noi immaginiamo e sanno più cose di molte persone.
    Aunguri Laura
    impossible is nothing

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  17. Io non sto al nord, mi sembra di capire già a pezzi di suo, figurati dal centro in giù.
    Pensi che una piscina costi meno? Oppure un centro di fisioterapia? La differenza sta nel lucro raggiungibile su una cosa si e su un'altra no: probabilmente sui cavalli il lucro è già abbondante nelle corse, quindi dell'ippoterapia se ne fregano tutti.
    Non ho detto che un cavallo può uccidere perché ne ho paura, è una realtà: se un cavallo ti fa le feste è un po' diverso da un cane, condivido ovviamente (come si può leggere di me ovunque) che i cavalli ed anche i cani sono più indicati di un umano per noi disabili, tanta è la loro sensibilità, attenzione, responsabilità, comprensione, ecc. (cose che gli umani ormai leggono solo come parole, ammesso che leggano).
    A me un cavallo non mi ucciderebbe mai.
    Si perdere la vista è un dramma, ma sai soprattutto qual'è la tragedia? perderla in italia!
    E' finito ieri il primo decennio di del terzo millennio e qui stiamo ancora a parlare di queste cose, no dico renditi conto che arretratezza!! Ciao, auguri e grazie

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