NETDIPENDENZA O "LA ROTA" VIRTUALE: COME USCIRNE


La dipendenza da internet? Non mi riguarda ma il numero dei netdipendenti aumenta a vista d'occhio. I motivi? Tanti.., bisognerebbe parlarne con calma. Posso solo dire che io non riesco ad essere dipendente da nulla, non so se è un bene o un male, ancora me lo chiedo alla mia età. Io passo molto tempo davanti ad un computer, ma ci sto da quando si chiamava ancora "calcolatore" (era giurassica) perché ci ho sempre lavorato. Oggi è il mio più grande ausilio, dopo il mio cane guida ovviamente. Col pc, oggi dotato di screen reader (programma parlante che legge tutto il testo di uno schermo tramite una sintesi vocale) leggo, scrivo, navigo, quindi mi informo, studio, rompo a qualcuno con qualche mail, ecc. Infatti divento una bestia peggio di quanto lo sia già quando la connessione non va! A volte mi rendo conto che la mia è una pseudo-dipendenza in quanto forzata, ad esempio quando non riesco a dormire come la notte scorsa per via della mia super sensibilità, quindi mi metto al pc e faccio quello che dovrei fare mentre invece me ne sto al mare.
Segnalo comunque a tutti, dipendenti o no, un sito dove si parla in modo veramente intelligente di netdipendenza, è di una giovane cara amica, Elena Brescacin (Talksina per tutti), web developper magnifica e geniale, cieca come me, ma lei dalla nascita, che ha aperto un sito sull'argomento della netdipendenza (presente anche nei siti da leggere in questo mio blog), molto interessante, riporto quindi di seguito la descrizione che è scritta nel sito stesso:

"VIRUS è la sigla che sta per “Vogliamo Internet non Rifugio ma Utile Strumento”. La sintesi di ciò che questo progetto ha come scopo: la sensibilizzazione sul problema della cosiddetta “dipendenza da Internet”, o netdipendenza, che in inglese si chiama proprio IAD, Internet Addiction Disorder. Perciò, nel nome del dominio, si è voluto giocare con la sigla IAD e la parola VIRUS, con l’auspicio che questo progetto di informazione si possa diffondere, come un virus appunto, e uccidere la netdipendenza: ecco quindi perché “IAD Killer Virus”.

Io mi sono anche iscritta nella sua pagina su Facebook, altro "focolaio" di netdipendenti, oltreché di curiosi cronici, la trovate nel sito di Talksina che segnalo qui. Un augurio di gran successo a Talksina quindi per il suo progetto, che vi invito a pubblicizzare perché potrà essere di aiuto a molti insospettabili netdipendenti che, in Italia arretrati anche come stiamo con banda larga ed uso delle tecnologie, difficilmente capiranno di essere "a rota".
Nell'immagine: io la notte scorsa



4 commenti:

  1. potrei essere tacciata di soffrire di questo virus, sono 27 anni che ho a che fare con strumenti informatici che via via si sono evoluti, mi hanno sempre affascinato e quindi oltre che in ufficio uso il pc anche a casa, per stare in contatto con i miei cari sparsi per l'europa, con gli amici virtuali e non, per curiosare qua e là e trovare notizie interessanti e quando proprio voglio svuotare la testa e non riesco nemmeno a leggere

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  2. Mi sa che quelli meno a rischio sono proprio coloro che, come noi due, vivono l'informatica dai suoi albori: il problema è più grave di quanto pensiamo e a rimetterci, come sempre, sono sempre i giovani (ma anche quelli che si avvicinano ad un pc all'età nostra). Pubblicizziamo il sito di Talksina perché è importante

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  3. Ciao Laura, ho a che fare con internet per lavoro, ma non sono un netdipendente anche se sono collegato alla rete dal 1994. Il tuo post è molto interessante tanto che ne ho preso delle parti e le ho pubblicate sul mio blog. Forse sarebbe ora di parlare di accessibilità dei siti. Ciao.

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  4. Grazie Alberto! Se vuoi informazioni od altro riguardo l'accessibilità nel web rivolgiti a Talksina, nel suo sito i contatti, trovo che sia tra le persone più attendibili. Riguardo la netdipendenza, come dicevo, a Patty il problema è soprattutto per tanti giovani e pure per troppi disabili! Ciao

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