Trasformate le letture da cartacee a digitali (ebook), quindi come si suol dire: la carta "al cesso" in senso metaforico. E' una cosa che chiedo da anni, anche perché è l'unico modo con cui posso leggere grazie al mio screen reader, per chi vede invece come legge su un foglio può leggere su uno schermo. Ho già detto altre volte che è del tutto inutile rendere "parlata" una pagina web e il suo contenuto: non si aiutano i disabili visivi, ma si incasinano semmai, dal momento in cui in quella pagina ci sono arrivata già da sola con la mia sintesi vocale e screen reader, altrimenti una volta acceso un pc che farei? L'importante è rendere accessibile il web ma soprattutto le letture.
Forse ho già detto pure che non amo i libri parlati, i lettori mi interpretano frasi che potrei interpretare in altro modo da quello recitato, mi sta bene un articolo letto, ma un libro intero no, quindi l'audiolibro o libro parlato NO, lo boccio, premio invece l'ebook. Ho una sintesi vocale, così umanizzata ma sintetica che mi lascia interpretare autonomamente quanto ascolto, sempre quando riesco ad ascoltare tutto. Non tutti i disabili visivi sono anche mezzi sordi come me, ma io preferisco così, forse perché abituata a leggere con i miei occhi, forse perché non so capire bene quando mi si parla, comunque la tecnologia (semplice e se vogliamo pure vecchiotta), mi consente di aprire un pdf e leggerlo con sintesi vocale, non capisco perché mi devo impazzire con la voce di qualcun'altro? Io poi se non è una voce che mi sta dentro e conosco bene non capisco proprio tutto e manco posso leggere il labiale. Si non siamo molti in queste condizioni rispetto ai ciechi, ma manco siamo pochi, quindi inizierei a prenderci in considerazione quando si pubblica un libro o una rivista: on line costa pure di meno. Pure al bagno bisognerebbe usare un po' meno quintalate di carta: non ci si pensa ma sono tonnellate quelle che ad esempio nel bagno di un autogrill vengono buttate senza essere usate, non dico di tornare alle foglie o ai sassi come anticamente si faceva, però... io salvo sempre l'albero, e detto questo...:
Quanti fogli di carta si ricavano da un albero?
Circa 79.000. Per arrivare a questo risultato abbiamo fatto qualche calcolo. Secondo una stima del WWF per produrre un chilo di carta comune (quella utilizzata normalmente nelle stampanti) sono necessari 0,7 kg di cellulosa. Per produrre un kilogrammo di cellulosa servono 0,0036 metri cubi di legno. Una risma da 500 fogli di carta formato A4 (21 x 29,7 cm) da 80 grammi, al metro quadro pesa 2,494 kilogrammi. Per produrla servono quindi 2,494 x 0,7= 1,7458 kg di cellulosa, equivalenti a 0,00628 metri cubi di legno. Da un pino di diametro medio e alto 15 metri si ricava un metro cubo di legno, che secondo questi calcoli si traduce in 159 risme di carta, ossia 79.500 fogli. Secondo Greenpeace gli italiani hanno un consumo di carta procapite tra i più alti del mondo: circa 200 kilogrammi, cioè circa 80 risme di A4. Ciò significa che una famiglia di 4 persone "consuma" 2 alberi ogni anno. La parola d'ordine è perciò riciclare: la carta che si utilizza comunemente nelle stampanti, una volta riciclata, ha una resa che varia tra l'80 e il 90%. Ciò significa che 100 fogli di carta nuova, opportunamente trattata, consente di ottenere 80-90 fogli di carta riciclata. Tradotto in alberi, ciò significa che 200-220 risme di carta riciclata equivalgono al salvataggio di una pianta.
Nelle immagini: prima una divertente, cioè un tronco dispenser di carta in un bagno, l'altra invece triste, perché è una parte di foresta amazzonica deforestata (CLICCA QUI PER VEDERLA INGRANDITA) fonte: focus.it
29/03/09
CARTA "AL CESSO": TERRA RINGRAZIA
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Tag accessibilità, albero, carta, civiltà, deforestazione, ebook, letture digitali, Terra
27/03/09
DONNE: SOLO VITTIME O ANCHE COMPLICI?

Le donne italiane stanno al silenzio come gli uomini italiani stanno alla violenza. Un'equazione triste, anacronistica se vogliamo, eppure così reale: in Austria è un caso un padre che segrega la figlia, la violenta e le fa fare figli, in Italia è quasi la regola, cambiano pure i gradi di parentela: fratelli, cugini, zii, nonni, insomma tutti possono, tanto le donne stanno zitte, soprattutto quelle che sanno. Il silenzio di tante donne fortifica questa situazione, io le ritengo non solo complici, ma anche carnefici, perché una vera madre, per quanto minacciata, preferisce morire pur di salvare i figli: è naturale, o meglio lo era, prima che gli "italiani" facessero finta di essere civili.
Una giovanissima donna denunciò tempo fa coraggiosamente (in questa nazione è il caso di dirlo) abusi dal padre e il fratello. "Nessuno le credette, venne giudicata inattendibile. Per un esperto della Procura era afflitta dalla «sindrome della donna battuta», patologia che indica un disturbo della personalità di soggetti che per natura e cultura sono succubi. Così fu riconsegnata ai genitori." (LEGGI TUTTO) . Poi dicono "perché le donne non denunciano?". Forse perché le prime a negare la verità sono le donne che sanno.
"Gli stupri sono in Italia un fenomeno di violenza che nasce tutto in famiglia. Padri, fratelli, zii, fidanzati. Le statistiche parlano di più del 60 per cento di violenze consumate dietro le accoglienti mura di una casa. Troppi per attribuirli a occasioni, a ignoranza, a povertà o a malattie morali. Gli stupri non si raccolgono solo in un particolare luogo (il Sud, ad esempio) o in una categoria sociale. Se si guardano le statistiche, la violenza sulle «proprie» donne è una passione interclassista e nazionale. Eppure, mentre il caso Caffarella di Roma ha assorbito attenzione pubblica e delle forze di polizia, lì dove non c’è uno straniero, preferibilmente romeno, regna in genere il completo silenzio. Per questo il caso Fritzl ha fatto paura: perché rompeva il silenzio ed esponeva lo scempio. In Italia abbiamo letto e rabbrividito, tutto sommato attribuendo l’episodio all’anima austriaca che ha portato quel Paese in passato nel ruolo di «carnefice volontario» accanto ai nazisti. Ma ora che un caso del genere scoppia a Torino, una dei luoghi più dignitosi d’Italia, sapremo guardare il mostro negli occhi? Sarà il caso di Torino seppellito presto da sterili sociologismi e dalla voglia di guardare dall’altra parte? O ne faremo, come merita, un caso ben più grande e ben più scottante di quello austriaco?
Non sono domande inutili. La corte austriaca, con qualche superficialità, si è lavata la coscienza con un processo veloce. In Italia invece non abbiamo mai portato alla sbarra - a mia memoria - un padre che approfitta delle figlie. Il perché è chiaro: il primo responsabile (non colpevole, che è colui che commette la violenza) è il silenzio di tutti coloro che sono in grado di sapere e che invece guardano dall’altra parte. Penso ai silenzi del resto delle famiglie, dei vicini, degli assistenti sociali, dei professori, ma soprattutto delle altre donne di questi uomini violenti. Le madri, le zie, le cugine, che non possono non sapere, avvertire, o riconoscere i segni - nelle lenzuola, nei vomiti, nelle assenze, nelle depressioni - dello sporco che si accumula in casa. Invece, quando qualche mostro arriva in tribunale, come nel caso Fritzl, questo altro universo femminile che ha visto e taciuto, non appare mai. Derubricato con un altro sociologismo da salotto: «vittime». Queste donne, si dice, sono vittime anche loro della stessa dipendenza dai mostri." (LEGGI TUTTO)
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Tag donne, ignoranza, italia, silenzio, stupri, violenza domestica
25/03/09
PINOCCHIO CENA AL BUIO (gatto&volpe organizzano)

Un gran parlare di barriere da abbattere: ma siamo sicuri che tutti sappiano veramente cosa siano le barriere e chi sono i disabili? Oppure questa parola (barriere) serve solo per ricevere fondi in ogni comune italiano? Lo scivolo, l'ascensore, lo specchio ad altezza carrozzina e poco altro: poi le barriere sarebbero finite? Allora quelle sensoriali? Se non si sta in carrozzina non si è disabili in Italia? Non si hanno diritti? Un vetro oscurato per un sordo che legge il labiale è un'enorme barriera, così come lo è un bancomat senza sintesi vocale per un cieco autonomo e staccato dall'accompagno vedente a vita, ma ce ne sono moltissime altre, tutte sconosciute, come mai? Come mai che i soldi per l'abbattimento barriere vanno solo sui marciapiedi per creare uno scivolo sempre chiuso da un'auto in sosta (così non si disturbano le altre macchine..)? E come mai si destinano fondi inquietanti per quanto sostanziosi in un momento di crisi mondiale come questo? Cosa cambia in Italia investendo questi fondi? Pare nulla, forse si sbaglia a darli sempre agli stessi, ma questa potrebbe sembrare una svista, invece pare sia voluta la cosa: "io ti do un tot di fondi, tu mi dai un tot di voti, chiedendo ai tuoi disabili tesserati di votare per "un mondo migliore". Ma quanti ancora abboccano? Tanti purtroppo, si tesserano e poi.. devono chiedere "per favore" per aver riconosciuto un diritto e dire "grazie" quando, raramente, lo si ottiene. Una ragazza sorda non può studiare, anche perché la Lis (lingua italiana dei segni) in Italia ancora non è riconosciuta. Una ragazza cieca non può ricevere per mail un documento, dalla PA addirittura, perché in Italia ancora non si sa che noi ciechi leggiamo soprattutto in digitale, perché leggiamo da soli, a differenza di chi si fa leggere tutto da qualcuno schiavizzato e pagato sempre dallo stato (vedi soprattutto ciechi di guerra). Solo due casi isolati? Magari! Solo due casi invece, questi, che parlano e rompono il silenzio, ma siamo tantissimi in queste condizioni. Le prime vere barriere da abbattere sono quelle mentali, ce lo siamo fissato come obiettivo nella Blindsight Project, perché è inutile parlare se non si sa di cosa si sta parlando e, chi riceve fondi da tanto tempo per informare, per tutelare, per combattere, ha più barriere mentali di qualsiasi altro. Troppi anni hanno impiegato per passare i ciechi dal fare cestini a un centralino, i più fortunati diventano massoterapisti, per i sordi idem: ma perché non si capisce che siamo i più preparati in informatica? Forse perché chi gestisce le più grandi associazioni di categoria non sa manco che è?
Una barriera da abbattere subito? Basta con la carta stampata! Un'altra barriera? Il terrore da abolire nei normo che si trovano di fronte a noi sordi e ciechi: rimanere senza comunicazione a volte è peggio che dover tornare a casa perché l'unico passaggio pedonale è chiuso da auto o moto, sempre impunite, così come lo sono alcune associazioni che da troppo tempo tengono tutto fermo all'illusione, regalata sia ai soci, che ai politici ignari di quanto serva veramente a noi disabili sensoriali. Un esempio per conferma? Ma quando le stamperanno due schede elettorali in braille? Non dico il voto elettronico, ma almeno a chi conosce il braille si dia la possibilità di avere l'unico momento di privacy in una cabina.
Nell'immagine due grandi associazioni di categoria per disabili sensoriali che trattano, sicuramente non per migliorare le cose, con un politico, ovviamente tutti italiani.
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23/03/09
FACCIO DA SOLA: DA EX VEDENTE AI CIECHI

Ho ascoltato un articolo segnalato e letto con sua voce dalla cara amica Patty Greco, l'unica che, spontaneamente, finora mi legge le cose che non si trovano in rete e me le registra: è l'intervista a un mezzo genio cieco, ex vedente, dice alcune cose molto giuste, per altre mi trova in disaccordo. La più importante che condivido è che per noi ciechi si fanno portavoce vedenti che non possono comprendere la nostra visione del mondo, che è tridimensionale e tutta da toccare, o da percepire con altri sensi: un esempio è la parte ritenuta "accessibile" del Louvre che lui definisce una trappola, così molti luoghi che vengono resi "accessibili" dai vedenti, soprattutto qui in Italia, dove già è un sogno l'accessibilità.
Mi trova in disaccordo quando dice che lui non ha il cane perché ritiene che in questo caso si rende "macchina" un animale: sbagliato! Quale macchina? Forse il cieco genialoide, essendo un uomo, ha abitudini da padrone con serve o schiave, infatti dice che preferisce la segretaria: una donna resa "macchina" per lui va bene, un cane, che scambia e offre tutto il suo amore al padrone, sentendosi realizzato e soddisfatto soprattutto quando riesce a guidarlo e riportarlo a casa intatto, no, questo non va bene, chissà perché?
Patty è una persona che non mi fa pesare di essere cieca, soprattutto perché è sincera e non ha paura, ad esempio di chiedermi come si deve comportare in alcuni casi, ma lei è un'amica (peccato che stia a Roma), e avere a mia disposizione due occhi umani per 24 ore mi sembra una follia egoista, soprattutto nel momento in cui il mio cane è felice solo quando si occupa di me. A meno che il cieco dell'articolo non abbia reso la segretaria un cane guida, dubito che questa possa essere felice, quanto il mio Artu, assistendolo in tutto. Mie opinioni, ma anche verità che tra ciechi difficilmente ci scambiamo, a parte poche persone che di solito hanno perso la vista come me, o raramente chi ci nasce ma ha 10 marce in più anche come apertura mentale (raro).
Il cieco dell'articolo dice che porta occhiali da vista per vezzo, io se metto occhiali da sole per lo stesso motivo (soprattutto per nascondere la cecità dei miei occhi ai vedenti, che conosco bene purtroppo), divento ai loro occhi (quasi mai attaccati al cervello), una che se la tira, o che porta occhiali per tutti i motivi che i gossippari possono inventare, purtroppo senza capirne il vero senso. Perdere la vista non è uno scherzo, ne parlavo con due amiche che, come me, si sono ritrovate senza vista nel giro di poco tempo e da adulte: noi che vedevamo ci troviamo in difficoltà come nessuno comprende. Di queste due amiche una mi diceva che a volte esce da casa senza bastone, lei non ha il cane, per abitudine e se ne ricorda in cima alla scala, l'altra che ha il cane invece mi ha detto che, quando non lo aveva ancora, camminava appoggiata al figlio come se sotto i piedi avesse avuto solo uova. Io le prime volte, i primi passi li ho fatti con il mio Artu (nel blog sul cane guida spiego molte cose dai primi post), ma ancora ho molte difficoltà, lo ammetto: una è quella di insistere a curarmi e vestirmi, so bene di non riuscirci almeno come prima, però ci provo e quando (spesso) non ci riesco perché lo faccio da sola, divento niente, mi anniento. Difficile da spiegare ma penso anche da capire, e il comune denominatore tra noi ciechi ex vedenti è sempre lo stesso: la cecità pesa troppo! Pensavo di essere un caso a parte, dicevo "abituata come sono ad essere autonoma e dinamica forse mi pesa di più", invece tra donne ho scoperto che siamo tutte nella stessa barca, anche se gli uomini tendenzialmente e forse per orgoglio - non so - negano questa cosa, che dubito non sia provata anche da loro, comunque difficilmente a noi donne ci confidano i loro stati d'animo. Ritengo quindi indispensabile informare, soprattutto molti ciechi dalla nascita (per me non disabili visto che hanno sempre avuto una sola dimensione), di cosa significa vivere la cecità dopo aver vissuto la dimensione da vedenti, quali sono i problemi che ci distinguono tra uomini e donne visto che, come giustamente dice il cieco genio dell'articolo, non siamo tutti uguali e non possiamo essere messi tutti in un unico contenitore, soprattutto esiste tra i ciechi chi, nel contenitore, non ci vuole stare, io ad esempio, ma anche le due amiche citate e molti altri.
La vera disabilità è quella cosa che i cosiddetti normo fanno pesare a chi passa da una dimensione all'altra, altrimenti rimane solo una parola per prendere fondi e lucrare, oltreché discriminare, soprattutto esseri speciali come noi, perché chi sopravvive a una malattia o ad un incidente, è speciale. Uscirà un libro a proposito, ben diverso da altri testi già in circolazione: parleranno donne ex vedenti, chissà forse daranno coraggio ad altre donne vedenti e a uomini con la tendenza dell'apparire bionici, in realtà più fragili di quanto si possa immaginare, ovviamente il libro sarà realizzato da Blindsight Project, ogni notizia in merito sarà segnalata sia in questo mio blog personale che sul sito della Blindsight Project. In conclusione: inutile parlare ancora di braille, che il cieco genio afferma di amare mentre non ama la tecnologia: nulla in contrario, anche perché sarò costretta per via della sordità ad impararlo ed usarlo, ma la tecnologia salva l'ambiente ed anche molti giovani studenti disabili visivi. Il fatto è che ai giovani ci si pensa solo se si è giovani, madri o comunque donne, peccato che in Italia, paese di vecchi, diano voce solo e sempre ad uomini anziani, ..purtroppo non solo per i ciechi.
Troppo facile parlare di ciechi che "ce l'hanno fatta": voglio parlare di ciechi come me, coloro che vedevano, che ricordano il mondo in modo totalmente diverso da quello che invece viviamo in questa dimensione, che hanno mille difficoltà, soprattutto nei primi anni.
C'è da dire molto, tutto quel molto che finora è stato censurato, per parlare di conquiste (una su mille) e che sogni facciamo: io sogno a modo mio, il fatto che sia cieca non implica che faccia sogni come gli altri solo perché all'Inps siamo tutti marchiati allo stesso modo.
Un sogno? Che di persone come la mia amica Patty ce ne siano molte altre, persone che non hanno paura e che non considerano la "disabilità" qualcosa di estraneo, ma vivono questa dimensione su loro stessi, dicendo: "non so come fare, aiutami ad aiutarti", questo prima di combinare i soliti casini che noi ciechi e disabili in generale, subiamo e per i quali troppo spesso dobbiamo anche dire "grazie", io aggiungo pure "lascia perdere, faccio da sola".
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Tag ausili, autonomia, blindsight project, braille, cane guida, cecità, censura, ciechi, coraggio, dimensioni, disabilità, donne, ebook, giovani, patty greco, tecnologie, verità
21/03/09
FEDE E LA CENSURA SU FACEBOOK
QUESTO VIDEO E' STATO CENSURATO SU FACEBOOK.
Mi è stato chiesto di pubblicarlo nel mio profilo, ma se lo censurano mi sembra inutile, considerando che Facebook non solo censura ma controlla un po' troppo e discrimina pure, non rendendosi accessibile ad esempio a noi ciechi, quindi.. buona visione o buon ascolto (ovviamente non ha sottotitoli e sinceramente spero che qualche "normo" si prenda la briga di renderlo accessibile anche ai sordi, sennò un giorno lo farò io, ma a quel punto in molti non potranno più parlar male di esseri come Emilio Fede...
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20/03/09
LE CANNE AI PASTORI


"I pastori esultano dopo la sentenza della Cassazione che ha dato l'ok alle 'canne'. "In effetti - affermano dall'associazione nazionale pastori - le condizioni di un pastore in transumanza sono davvero difficili. Per non parlare delle condizioni precarie e del clima in cui si trovano a dover vivere anche per lunghi periodi". Ecco perché, come spiegano, "c'è chi fuma, chi beve, chi mangia e chi dorme. In fondo, anche facendosi le 'canne' non si fa male a nessuno. E' solo un modo per spezzare la solitudine"." LEGGI TUTTO
Su chi mangia e chi dorme sono d'accordo, fino ad un certo punto, ma chi beve e chi fuma, se non lo fa con educazione e correttezza fanno male e come (vedi guida in stato d'ebbrezza e fumo passivo). Io fumo, ma a casa mia, ovviamente non posso fumare erba (magari!), visto che è proibita, anche se alcuni medici me l'hanno consigliata per la fibromialgia sopraggiunta dopo l'incidente. L'erba o THC (il suo principio attivo) non sono "droga" come alcuni (troppi) giornali stanno scrivendo, è bene che si sappia, e comunque le condizioni difficili ce le abbiamo anche noi affetti da malattie incurabili, non solo i pastori.
Sono contenta per i pastori che si potranno fare canne in libertà, lo sono meno per tanta gente che è costretta a prendere farmaci, o se fa come me che li rifiuto tutti, si tiene dolori allucinanti.
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18/03/09
UN SASSO PER LA CENSURA

Potrei scrivere del papa, tra l'aids africano "curato gratis" in campagna per il prossimo 8 per mille, per questo dice no al preservativo, così molti italiani l'8 per mille lo daranno più volentieri alla chiesa per "curare e assistere gratis". Ma non lo faccio, visti i fatti recenti riguardo la censura in rete. Così dico di me: sono disgustata. Da cosa? Un po' da tutto e tutti, soprattutto da tanta ignoranza, superficialità e indifferenza alle verità e alla realtà. Passata l'onda degli stupri ora siamo ai cani che sbranano tutti, quanta strumentalizzazione e chi lo dice come me ora passa pure per qualunquista. Stamattina sono uscita, come sempre problemi con l'adsl, impossibilitata a lavorare, e mi sono stesa sulla spiaggia. Il suono del mare, le mani su quei sassi così importanti per me (ognuno di loro mi dice una cosa, insieme sono un libro da leggere), il sole che scottava e un vento così lieve che sembrava carezzasse sia me che il mio cane, che si era sdraiato vicino a me, gli piace appoggiarsi a me e stare sdraiati sulla spiaggia. Non avevo niente tra me e i sassi, solo i vestiti che indossavo ed ho potuto sentire meglio i sassi che ricoprono un vuoto sotto.
Il mare mi regala sempre suoni che mi dicono se vanno a sbattere su qualcosa di solido o vuoto, io ero sul vuoto stamattina, a pochi centimetri dall'acqua e da piccole onde che suonavano appena appena. Quel vuoto sotto me è un tunnel, ne sono sicura, chissà dove porta? Avrei voluto infilarmi lì dentro, non tanto per esplorare il suo percorso, quanto per non rientrare in questa pseudo realtà fatta di illusioni ottiche per vedenti, di illusioni sonore per udenti, di troppa realtà vista e sentita solo da noi ciechi e sordi.
No il preservativo non lo usate, l'8 per mille datelo alla chiesa, sopprimete tutti i cani che sono randagi perché nessuno li sterilizza o li abbandona, censurate l'informazione anche in rete, continuate con le vostre trasmissioni demenziali che lottano tra loro per gli ascolti da parte dei cloni, però... quando avrete un attimo, in mezzo a tante corruzioni, polemiche e parole demenziali, ricordatevi pure che chi vive di realtà come me, avverte qualcosa di grande in arrivo, più grande del mare che avevo davanti stamattina, più enorme del vuoto che avevo sotto: Terra è in agonia, potrebbe reagire male molto presto a tutto questo grande casino, pretende dignità per la sua ... fine..
Nell'immagine (una foto fatta da me) sassi della spiaggia dietro casa mia.
16/03/09
CINEMA ACCESSIBILE: SI PUO'!

Anni di lavoro, la collaborazione tra due VERE ONLUS NO PROFIT, la Blindsight Project e Consequenze.org (entrambe ci tengo a dire che non maneggiano fondi, anzi!), qualcuno che ci crede come noi e..
i festival del cinema iniziano ad essere accessibili a tutti, ciechi e sordi compresi finalmente! Certe cose non sono più un "sogno". E' quindi con molta gioia (anche personale perché super amante del cinema e non solo come presidente) che pubblico il seguente comunicato (che chi vuole potrà diffondere):
In occasione di un incontro presso la sede della Regione Lazio, Consequenze e Blindsight Project hanno manifestato l’esigenza di garantire alle categorie svantaggiate, l’accesso e la fruizione delle proiezioni cinematografiche in occasione del Roma Fiction Fest e del Festival Internazionale del Film di Roma. Già nell’ottobre scorso, in occasione della presentazione di Kill Gil 2e½ al Festival di Roma, lo stesso Antonio Guidi aveva comunicato questa intenzione, su invito di Laura Raffaeli e Stefano Pierpaoli, presidenti delle due Associazioni no-profit.
In particolare è stata chiesta maggiore attenzione verso i disabili sensoriali, spesso discriminati ed esclusi dalla proposta dei film, a causa della mancanza dei sottotitoli e dell'audiodescrizione.
Il Segretario Generale della Regione, Francesco Gesualdi, ha espresso la totale disponibilità dell’Ente a collaborare con le due Associazioni affinché vengano sviluppate le tecnologie necessarie per offrire anche ai disabili sensoriali l’opportunità di partecipare a questi due appuntamenti.
Un significativo segnale di sensibilità e di normalizzazione nella concezione e nell’elaborazione degli eventi culturali, che consentirà di allineare l’Italia ad altre analoghe esperienze adottate in altri paesi. Dal canto loro Consequenze e Blindsight Project, da sempre in prima linea per i diritti del libero accesso all’offerta culturale, continueranno ad affermare il diritto di tutti all’accesso culturale e avanzeranno identiche richieste anche agli organizzatori di altre equivalenti manifestazioni.
Roma 16 marzo 2009
Segreteria Blindsight Project info@blindsight.eu
Fonte: Blindsight Project News 
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15/03/09
RICOPIONI ELETTORALI

Da troppi anni viviamo tutti in un'eterna, infinita campagna elettorale, spazi come questo (niente rispetto ad altri ultrafrequentati) servono come spunto per i copia e incolla, coloro che in rete riescono solo a rubare idee, concetti, slogan. Il tutto diventa il cavallo di battaglia per prossimi candidati: non è insolito sentire politicanti e politici esprimersi con frasi e concetti che qualche loro servetto ha copiato e incollato da qualche blog. I veri bloggers sono artisti, è arte anche questa, almeno se non si vive un blog come spazio per rendersi visibili o rimorchiare: nel mio caso nessuno dei due, ma solo uno spazio dove esprimere in libertà (almeno fino a quando era concessa) i miei pensieri. Ho deciso quindi di copiare e incollare qui una mia poesia presente in un mio pseudo libro, pubblicata gratuitamente si, ma attenzione, con diritti riservati da Blindsight Project, che ne concede il download, e basta..): spero che chi ha copiato e incollato finora anche in questo blog di Nessuno, capisca che, come altri, mi sono rotta.. sia dei copia e incolla, che di bugie, perché di quanto copiano e incollano poi non realizzano altro che parole in tv e censura per i veri autori: se tutti i bloggers disertassero la rete, considerando la scarsa preparazione e fantasia di chi correrà per vincere, le prossime elezioni saranno qualcosa di enormemente difficile per ogni candidato.
Vorrei scrivere scemenze, non che finora abbia scritto altro, ma pare che siano proprio le cazzate quelle cose con cui si riempiranno di nuovo la bocca i candidati, soprattutto in tv e il suo pubblico clonato, quindi mi sforzerò non solo a fare la "brava" per i censori, ma anche a scrivere cose serie, così non rischio di essere copiata:
LA MIA TV
Spengo parole per finti telespettatori
Spengo i telespettatori pieni di parole
Teleaspetto parole vere da accendere.
(11 gennaio 2008)
da: "La cyber-tela di Penelope" di Laura Raffaeli
nell'immagine un politico italiano in campagna elettorale (Totò)
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13/03/09
SCHIAVA, COMPAGNA O GRAN MAESTRA? ATACAMA!

Rimango in Italia o scappo? Tegolatemi. Io, che non ho mai sopportato nemmeno mezza imposizione dall'uomo che amo, non sopporto questa censura, dittatura, controllo continuo su quanto scrivo io e gli altri. Andarmene dove? Un viaggio che mi manca e volevo fare da sempre è Atacama, il deserto, ma volevo andarci con qualcuno capace di descrivermi quanto non potrò più vedere e mi sono purtroppo persa. Pochi sono in grado di dirmi cosa vedono e tra questi, veramente rari, pochissimi sono quelli che ne hanno voglia, perciò penso: "Chi è così folle da seguirmi ad Atacama e dirmi cosa si vede?", mi sa nessuno. Qui però il dubbio feroce per troppi è su Fiorello: come sarà fuori dalla Rai? Io non ce la faccio più! Preferisco l'eremitaggio (gioia per molti scemi superficiali) a questo modo di vivere. Non fa per me, non riesco a fare la "brava" come chiede questo governo. Non sono di sinistra (falsi), né di destra (folli e fobici ignoranti razzisti), manco al centro (noiosissimo e antico): sarò di un nuovo partito se esisterà, qualcosa di nuovo e più giovane, sono stanca di essere controllata e comandata da vecchi che diffondono solo ignoranza e censura per paura di lasciare il posto ai giovani. Si candidano transgender, che hanno bisogno di dire che esistono, come dice Luxuria (una delle poche persone capaci di far politica in Italia, peccato che gli italiani l'abbiano fatta vincere solo su un trashissimo reality e l'abbiano persa come politica), mentre delle donne manco parlo, come sempre stanno fuori gioco in Italia, così come stanno fuori gioco, a meno che non siano miliardarie da generazioni, dalla massoneria. Si la massoneria, che parola è? E che ne sanno tutti i cloni che seguono demenzialità come pecore? Una volta ho avuto un'amica che, a parte essere quella che mi diceva meglio di altri ciò che vedeva, secondo me poteva diventare sindaco, fino ad arrivare a presidente del consiglio o segretario di partito, ma anche una Gran Maestra, non mi ha dato retta, ha preferito seguire il gregge e lì rimarrà incastrata, si è persa nel vuoto, come troppe altre donne, risucchiate dalle apparenze e per queste diventate tutte insieme un niente che galleggia tra silicone, punti di sutura, botulino e roba del genere: peccato, io però l'avevo avvertita, solo che a volte dire le cose troppo tempo prima mi fa passare per "maga" o per rompiscatole. Riuscirò ad essere "brava"? Bo? Una spia dovrebbe riuscirci, il problema è che stavolta, come per altri italiani, sono gli altri a spiarmi, pagati pure da me per arrivare a queste cose:
"Campagna dell'organizzazione internazionale Reporter senza Frontiere: Cina in testa ma anche Australia e Corea del Sud esercitano un controllo rigido sulla comunicazione via web
Censura su Internet, rischio anche in Occidente" LEGGI TUTTO
"Giro di vite della Cassazione: la libertà di stampa non vale per blog e forum
La Suprema Corte respinge il ricorso dell'Aduc sottolineando che sono off limits tutte quelle manifestazioni contrarie al buon costume: "I nuovi mezzi di comunicazione del pensiero non soggiacciono alle regole del giornalismo"." LEGGI QUI
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8:15 AM
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10/03/09
LA CHIESA IN MENOPAUSA


Ci sono realtà invisibili a molti ma visibili a chi può toccare e vedere anche nell'invisibile. E' facile, sia farlo sia che succeda di vedere anche se si è ciechi. Non sono matta: per chi ha problemi con l'invisibile dico che sono "sogni", si può sognare ancora? O la Chiesa proibisce pure questo? Si, a tutti, me compresa, proibisce tutto: dalla contraccezione a cure con staminali che (forse) quasi 7 anni fa mi avrebbero lasciata ipovedente dopo un incidente stradale, anziché rimanere cieca del tutto per sempre dopo manco un anno dal trauma, ma la Chiesa proibisce anche l'aborto (che non è un contraccettivo, va detto visto che sempre la Chiesa proibisce pure educazione sessuale nelle scuole e non ha mai permesso di applicare per intero la legge 194) e condanna e scomunica se ad abortire è una bimba di 9 anni violentata ripetutamente. L'invisibile non è solo quanto racconta la Chiesa, così arrabbiata sempre (sembra quasi una di quelle mogli che molti mariti non amano più dal viaggio di nozze per quanto non gli sta mai bene niente e son bugiarde - vedi "mal di testa" e "ho voglia di te" quando devono pagare qualcosa coi soldi del marito, o una moglie in menopausa dopo anni di frigidità): Dio (con la "D" maiuscola, sennò è peccato!) non è invisibile? Così come lo sono cose narrate da molte scritture considerate "sacre" anche se stravolte e riscritte proprio dalla Chiesa per sua convenienza? E come mai nell'invisibile vedo azioni di uomini di Chiesa, diverse da quanto dicono, il contrario delle loro vere azioni. In poche parole predicano bene e razzolano male, ultimamente predicano pure male - vedi prete che pagherà le multe dei suoi fedeli, perché avevano parcheggiato tutti sul marciapiede: un eroe!! Peccato che tutto questo sia grottesco e assurdo, così come lo è la rivolta della Chiesa nei confronti di Obama, ma ancor più grotteschi sono coloro convinti che sia "santo" e pure "padre" un uomo attempato, che indossa milioni di euro di vestiti, dichiarato non solo vescovo di Roma, ma eletto pure Papa (con la "P" maiuscola sennò è peccato..), quindi il personaggio più potente del pianeta. Peccato che questo tedesco faccia finta di niente rispetto a tanti esperimenti fatti da suoi connazionali, ad esempio in Brasile, proprio dove è avvenuta la scomunica per chi ha fatto abortire la bimba di 9 anni. La Chiesa è così presente, da dettare legge manco fosse tra i propri sudditi in Italia, in posti dove nascono solo gemelli, biondi naturalmente e con occhi azzurri (molto ariani insomma..). Ma di queste cose non ne parla praticamente nessuno, meglio polemizzare e proibire ad altri quello che la Chiesa fa di nascosto o, peggio ancora, "copre" e protegge nel suo storico silenzio. Grazie ad Obama, ma anche a Rita Levi Montalcini che ha detto una delle più belle frasi che un medico potesse dire, le dedico a chi parla di "vita" in Italia, seguendo come zerbini e pecore la Chiesa e le sue invisibilità grottesche definite "etica", anziché seguire la ricerca e la politica vera, soprattutto la realtà: "Sarebbe inutile l'obiettivo della scienza di aggiungere anni alla vita, se non fosse possibile aggiungere qualità di vita agli anni."
Nelle immagini: la Montalcini incapsulata e una scure, forse quella con cui in Italia si tagliano fondi alla ricerca o si decapitano teste pensanti in modo autonomo
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Tag aborto, brasile, cecità, chiesa, contraccezione, esperimenti, invisibilità, ipocrisia, maestri invisibili, ottavo senso, staminali, stupri, USA, vaticano
08/03/09
L'8 CHE VOLA


L'8 ha un enorme significato per me, nata in ottobre, ben lontano da un 8 marzo (ridicola giornata "dedicata" alle donne, molte delle quali ignorano pure il motivo per cui è stato scelto questo giorno, che ricorda invece un tragico episodio, che vide bruciate in una fabbrica numerose donne trattate come schiave e, a distanza di tanto tempo nulla è cambiato, anzi è peggiorata la situazione per noi). Questa giornata occulta la condizione delle donne, delle quali ci si ricorda solo per un day, nel resto degli altri giorni sul calendario le donne rappresentano solo un pericolo e un problema per gran parte del pianeta, quindi solo esseri da emarginare, schiacciare, reprimere, comandare, usare (troppo spesso come merce di scambio, soprattutto se in minore età), ecc.. Arrivano "auguri" per una "festa" che sarà tale solo quando noi donne non saremo più stuprate, sia nel fisico che nella mente, quando saremo protette e considerate come bene prezioso per l'intera umanità, soprattutto perché anche madri. L'8 e l'ottagono sono invece il mio numero e la mia forma che finisce in un cerchio, da sempre, la mia vita è scandita dagli 8 e dai 9 (di quest'ultimo il 3 è una parte fondamentale e non solo perché magico multiplo di esso). L'8 ruotato è anche il logo della Blindsight Project, è un 8 d'argento che vidi in cielo, è un giro infinito di vite, il centro od omphalos dell'eternità, questo è l'8 per me, ed anche molto altro, troppo lungo da spiegare qui, oggi che è 8 ma anche 4, un quadrato che sovrapposto ad un altro quadrato fanno ...una stella, perché è sopra una stella che l'8 porta volando.
"8 (numero)
8
Cardinale Otto
Ordinale Ottavo, -a
Fattorizzazione 8 = 23
Numero romano VIII
Numero binario 1000
Numero esadecimale 8
Valori di funzioni aritmetiche
φ(8) = 4τ(8) = 4σ(8) = 15
π(8) = 4μ(8) = 0M(8) = -2
L'evoluzione del numero otto dagli Indiani agli Europei.
Otto è il numero naturale dopo il 7 e prima del 9.
Proprietà matematiche:
È un numero composto, coi seguenti divisori: 1, 2 e 4. Poiché la somma dei divisori è 7 < 8, è un numero difettivo.
È il cubo di 2.
È il sesto numero della successione di Fibonacci, dopo il 5 e prima del 13.
È un numero ottagonale.
È un numero di Friedman in numeri romani, VIII = (V - I) * II
Un numero è divisibile per 8 se e solo se il numero formato dalle sue ultime tre cifre lo è qualunque numero dispari diverso da 1 elevato al quadrato cui successivamente è sottratto 1 è divisibile per 8 (esempio: 7^2=49 49-1 =48 divisibile per 8)
Simbologia
Il numero otto è fra i simboli più antichi: questo è il numero della rosa dei venti, ma anche della Torre dei Venti ateniese e, ancora, dei petali del loto e perciò, nella terminologia buddista, dei sentieri della Via.
L'otto è universalmente considerato il numero dell'equilibrio cosmico: la forma ottagonale è quella di templi buddisti imperniati su colui che fa girare la ruota del centro stesso dell'universo. In Giappone il numero otto è considerato sacro dai tempi più remoti: esso rappresenta la quantità innumerevole, immensa ma non indefinibile. Con il numero otto si indicava il Giappone stesso, poiché costituito da una innumerevole quantità di isole. Nella simbologia cristiana
l'ottavo giorno rappresenta la trasfigurazione e il Nuovo Testamento. Seguendo i sei giorni della creazione ed il sabato, annuncia l'eternità, la resurrezione di Cristo e quella dell'uomo.
Le otto forze della natura sono risultato dell'interazione cosmica di Yin e Yang. Insieme esse formano gli otto trigrammi del bagua (o pakua) e combinate danno origine ai sessantaquattro esagrammi dell'I Ching.
Otto è il numero degli immortali della mitologia cinese.
Nelle antiche religioni pagane l'otto è il simbolo dell'Infinito.
Curiosità
Ruotato di 90 gradi diventa il simbolo di infinito.
È il numero atomico dell'ossigeno (O).
È un numero magico nella fisica nucleare.
Negli scacchi, la scacchiera ha otto righe e otto colonne, e ogni giocatore ha otto pedoni.
8Flora è il nome di un asteroide battezzato così in onore di Flora, la dea latina dei fiori e dei giardini.
Nella Smorfia il numero 8 è la Madonna.
Termini derivati
Ottagono, ottano, Ottante, Ottavio, ottobre, ottonario, Ottone (PC), ottopode, ottovolante"
fonte: Wikipedia
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Tag 8, donne, infinito, libertà, numeri, ottagono, ottavo senso
06/03/09
SILENZIO PER I MEDIA ITALIANI
Quando, a marzo 2003, ufficialmente scoppiò la guerra in Iraq, a differenza di chi si sentiva "giustiziere" contro i "terroristi", visto che anche l'Italia partì per la guerra che poi distrusse tutto ciò che rimaneva di una civiltà che io ho sempre amato, così come ora è in Afghanistan, io ho pianto per mesi, e non solo perché avevo appena perso la vista, ma perché capii che era la cosa più assurda e losca che l'occidente potesse fare, soprattutto sentivo che non era vera una notizia di quelle che ci davano in Italia, così come non lo sono ora, almeno quando arriva qualche notizia, considerando il silenzio che stampa e tv riservano ai media italiani:
"Il nuovo capo della Casa bianca sta rimediando alle violazioni dei diritti umani dell’era-Bush, a partire da Guantanamo. Ma i nostri giornali e le nostre televisioni passano oltre, minimizzano, ne parlano poco. O, persino, lo osteggiano.
La nuova America di Barack Obama mantiene le promesse riguardo i diritti umani violati a più riprese dall’amministrazione di Bush Jr. La Commissione di intelligence del Senato americano indagherà a breve sui metodi di interrogatorio e sulle modalità di detenzione messe in atto negli anni scorsi dalla Cia nei confronti di presunti terroristi. La notizia - confermata da fonti del partito democratico del Congresso - è stata ignorata dalla maggior parte dei mezzi di informazione italiani anche da quelli che parlano molto - ma un po’ ritualmente - di diritti
umani.
Il silenzio è sconcertante, specie se si considera, per esempio, che nel lager di Guantanamo, dove i detenuti erano reclusi in celle simili a stie per polli, dal 2001 al 22 gennaio di quest’anno, quando il nuovo presidente degli Stati uniti, evidentemente anche lui turbato da questo quadro, ha dato l’ordine di chiuderlo, sono transitati 775 prigionieri dei quali 420 sono stati liberati, dopo torture e offese, senza nessuna accusa o incriminazione. (...)
Mi viene naturale, allora, ricordare con fastidio le faccie stolide di quei presunti esperti di strategie militari che nello studio televisivo di Bruno Vespa, fra il 2001 e il 2003, giocavano a RisiKo con i plastici raffiguranti l’Afghanistan e successivamente l’Iraq convinti, in entrambi i casi, che gli Stati uniti avrebbero archiviato quelle pratiche strategiche in poche settimane e avrebbero «esportato la democrazia».
Invece l’Afghanistan è nuovamente in mano ai talebani, ai mercanti d’oppio e ai signori della guerra. Mentre nella terra della civiltà babilonese le vittime civili sono ormai 900mila e a Falluja e in altre zone è provato siano state utilizzate dall’armata Usa armi chimiche.
Lo sconcerto, poi, diventa totale leggendo la conclusione preliminare dell’inchiesta voluta da Barack Obama, addirittura all’indomani dell’investitura, che afferma «Nonostante gli ingenti finanziamenti disposti a partire dal 2003, con i soldi dei contribuenti americani, è impossibile trovare testimonianza di un solo cantiere aperto nella capitale irachena, fatta eccezione per quello del complesso che da pochi giorni ospita la nuova ambasciata Usa», la più faraonica sede
diplomatica del governo nordamericano nel mondo, un complesso di ventuno edifici costato quasi due miliardi di dollari.
In compenso quella che fu la terra della civiltà babilonese è stata inondata di denaro, 125 miliardi di banconote che Paul Bremer, allora scelto da Bush Jr. per «ricostruire» un paese appena raso al suolo, aveva preteso in contanti.
Ora l’indagine governativa in corso sta rilevando che la metà dei soldi risulta sparita nel nulla, 57,8 miliardi di dollari, che dovevano essere destinati a scuole, ospedali, strade, abitazioni e a ricostruire i servizi essenziali, e che invece sono finiti nelle tasche degli speculatori internazionali, o fanno parte dei bilanci di ditte come la Hullyburton, creatura cara all’ex vice presidente Dick Cheney, i cui manager arrivavano in Iraq accompagnati da guardie del corpo chiamate
contractors e pagate non meno di 15mila dollari al mese. (...)"
fonte: L’AMERICA CHE NON PIACE AI MEDIA ITALIANI (di Gianni Minà)
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Tag afghanistan, diritti umani, guerra, intelligence, iraq, USA
03/03/09
MELONI IN CAMPAGNA (annasse a zappà)

Io sono, al di là di un'immagine, però senza immagine divento invisibile. Cosa si capisce dalla mia immagine? Nulla, posso essere immaginata in così tanti modi, forse tutti tranne quello con cui mi immagino io da quando non mi vedo più: invisibile a me, visibile a tutti se divento immagine, che è sempre quella che decido io comunque di dare, rimanendo sempre me stessa dentro, quindi nell'invisibile ma stereotipata come donna agli occhi degli altri. Mi immagino come una piccola luce, capisco di essere più ingombrante solo quando sbatto.., ma mi "vedo" come una lucettina nel buio, anche se mi ricordo com'ero allo specchio. Nell'anima forse siamo tutti uguali? Bo? Non credo, e non mi chiedo mai come mi vedono gli altri, semmai mi piacerebbe sapere come mi ricordano gli altri che mi vedevano mentre io vedevo loro, ma so bene che non siamo come la vista intende farci credere, siamo molto diversi dentro da come la vista ci costruisce fuori. Un esempio? La Meloni, ministra alla "gioventù" (che per fortuna non è tutta come lei) che di immagine vive, e chissà però come si immagina dentro, chissà da cieca come si immaginerebbe, visto che la sua fantasia visiva è così ridotta, tanto da approvare (o scegliere, non lo so) un'immagine sbagliatissima per una campagna contro l'alcool e le droghe, quella di "Operazione naso rosso" (e già il nome non è da "giovani"). Qui di seguito alcune righe di un sito che informa nel modo giusto sui Nativi Americani, che vi invito a visitare e seguire, soprattutto in quest'occasione anche a partecipare, inviando una mail di protesta, ovviamente mi rivolgo a tutti coloro senza pregiudizi, con voglia di cambiare vecchi e obsoleti schemi razzisti, soprattutto coloro che ricercano armonia, cose tutte queste di cui probabilmente manca la Meloni, ma pure e il suo staff (per non dire di chi l'ha fatta ministra..):
"Il Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, ci dovrebbe spiegare il motivo per cui ha deciso di inserire, all’interno di un’iniziativa pure lodevole, gli Indiani d’America, in un contesto davvero fuori luogo, che non solo li ridicolizza per l’assurdità dell’immagine inserita, ma ne perpetua l’associazione razzista di persone dedite all’alcol. Signora Meloni, anche se lei è il ministro più giovane della storia della Repubblica d’Italia, con i suoi 31 anni all’atto della nomina, dovrebbe almeno immaginarsi che i Popoli Nativi Americani sono uomini, donne e bambini che vivono ANCORA oggi, tra molte difficoltà, e che, nonostante il forte impegno impiegato da molti per confinarli nella storia o al massimo in questo tipo di rappresentazioni, lottano ancora per preservare e proteggere le proprie culture per le loro future generazioni."
Concludo con una mia opinione: per la sua campagna la Meloni poteva mettere un'immagine italiana (visto che è pure così' patriottica lei), e di certo giovani alcolisti e tossici in questa nazione non mancano di sicuro.
Nelle immagini qui: io in versione "normale" per "Matrix", l'altra in versione "mevestocomemeparepecasa", per dimostrare che la vista non scinde tra trasformismo e realtà, poi soprattutto che l'abito non fa il monaco, quindi, in lingua melonesca dico: un "indiano" nun fa manco 'n'arcolizzato cara meloni de garbatella... ma quanto te pagamo pe ste czte??
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Tag droghe, ignoranza, immagine, italia, nativi americani, pregiudizi, pubblicità ingannevole, razzismo, realtà, visione superiore, vista
02/03/09
GIOVANNI FALCONE: ANGELO LIBERO!

C'è una storia che tutti devono conoscere: quella di Angelo, un ragazzo come tanti che un giorno partì per una vacanza in India con un amico, Simone. Sono da anni detenuti lì e il papà di Angelo non si è mai fermato, come ogni vero genitore farebbe. Colpevoli o innocenti? Importa per ora leggere la loro storia, anche se le colpe sono da provare e sicuramente Giovanni Falcone (papà di Angelo) riuscirà a dimostrare l'innocenza del figlio, che vive in condizioni assurde in un carcere indiano, ma questo succederà più facilmente se non lo lasciamo da solo contro tutti, vi chiedo quindi almeno di leggere la sua storia, di collaborare, di essere presenti, perché storie così possono capitare a tutti. Verrebbe da chiedersi quanto siano tutelati gli italiani all'estero, così presi a tutelarsi solo nel proprio territorio, ma sorvolo, emozionata dalla forza e dalla disperazione di un padre che chiede solidarietà, con dignità, forza e voglia di legalità e giustizia, soprattutto pieno di desiderio di riabbracciare il proprio figlio. Di seguito una sua breve descrizione presente nel suo profilo: "Sono Giovanni, il papà di Angelo. Sono in pensione e prima che succedesse tutto questo mi occupavo di volontariato con la C.R.I. (...). Sto aspettando da tempo di riabbracciare mio figlio Angelo e il suo Amico Simone, che conosco da sempre. Spero che questo spazio virtuale possa contribuire ad accelerare il loro rientro a casa il più presto possibile. Con la speranza che chi può e ha il potere faccia i passi opportuni perché ciò avvenga. (...)". Chi vuole può fare come me, copiare i codici e inserire il banner che porta nel suo mondo, il suo blog aggiornato nell'attesa logorante e lacerante che solo un genitore può immaginare: è disumano rimanere indifferenti, mi rivolgo sia ai giovani che ai genitori, non vi rimane quindi che leggere IL BLOG DI GIOVANNI FALCONE dove potrete trovare i codici del banner, video e molte altre realtà da conoscere al più presto. Per chi è su Facebook, può iscriversi e segnalare ad altri QUESTO GRUPPO che ho inserito anche tra le altre cose in questo blog. Grazie da ora a chi dimostrerà partecipazione, Laura Raffaeli
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