
E' un mese che sto a Roma per lavoro ed ho avuto occasione di frequentare, un po' meglio degli ultimi anni, un carissimo amico, l'unico che ha resistito veramente al mio dopo-incidente, forse perché mi conosceva meglio di tutti già da prima, forse perché è gay, oppure semplicemente perché mi vuole bene nella realtà. In un incontro con la regista per la commedia che si sta preparando, lei gli ha chiesto un parere su di me sul "prima e dopo". Lui ha iniziato dicendo che ero speciale prima dell'incidente e che il "dopo" è per lui un grande cambiamento, non per la disabilità, ma per un mio enorme percorso spirituale, che lui riconosce e sente in me, facendo il paragone a distanza di anni. Poi ha cominciato a parlare con la voce sempre più bassa e con molte interruzioni, mentre diceva: "L'altra sera, manco sapevo che Laura era a Roma, mi sono messo a cercare nostre e sue fotografie...", e qui singhiozzi che non mi aspettavo e a malapena è riuscito a dire, "Mi mancava il suo sguardo, non si può capire se non la si è vista prima: Laura non ha più il suo sguardo, e a me manca tanto questo di lei..". Un pianto a singhiozzi, che non aveva mai fatto davanti a me, ma chissà quante altre volte aveva pianto in quel modo per me.
E' l'unico che mi ha detto una cosa del genere, gli voglio bene anche per questo perché è stato il mio specchio, la visione reale e fisica di me che finalmente mi è arrivata. Il mio sguardo non c'è più, ne ho la conferma e sta arrivando ciò che temevo: quel vuoto che si crea al posto degli occhi, praticamente sempre fissi e quasi sempre chiusi ormai. Un vuoto che è arrivato prima di un risarcimento, che ancora aspetto. Nell'attesa confermo il percorso spirituale visto dal mio amico, che ha detto due cose importanti di me: lo sguardo, quindi l'apparenza, e la mia spiritualità, quindi me di dentro. Dopo le sue parole stranamente non ho pensato ad un chirurgo plastico per riaprirmi virtualmente gli occhi, ma ho pensato subito a quante cose non si sanno quando si perde la vista in Italia, a quanto vorrei diffondere il più possibile informazioni soprattutto tra i vedenti, così all'oscuro di tante cose riguardo i ciechi. Dopo, alla fine, sinceramente ho pure pensato a riaprimi gli occhi con un bisturi, ma questo dopo.
Si certo, un bel percorso spirituale, un grande cambiamento in me, avrò perso pure lo sguardo per l'immagine di un viso, ma ho aperto un terzo occhio, invisibile forse perché è per una visione superiore. Anche un olfatto pazzesco: il mio cane con questa pioggia tossica romana puzza da morire, al mare non è così. Ma si lavora, anche senza sguardo e con un po' di tristezza per questo vuoto al posto degli occhi, del quale per ora me ne frego, penso ad altro, ad esempio a realizzare uno sguardo su qualcuno che è "Sofia", prossimamente a teatro e al cinema.
28/04/09
IL "PRIMA E DOPO" DI UNO SGUARDO
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Tag apparenze, cecità, chirurgia plastica, film, il film di sofia, occhi, sofia, visione superiore
21/04/09
IL MUSEO E LE MIE MANI

Domenica pomeriggio, a Roma pioveva e con un amico artista abbiamo deciso di andare in un museo. Mentre lui si dedicava a descrizioni o troppo metafisiche o troppo tecniche di quadri ed altro per farmi capire, sono stata rimproverata da una responsabile del museo perché avevo toccato una scultura e non dovevo più farlo. Poi ha aggiunto che, "siccome sono "non vedente", per fare la visita nel museo DEVO chiamare un giorno prima così verrò "inserita" nel gruppo dei ciechi che loro, "molto sensibili agli handicap", organizzano appositamente" in alcuni giorni della settimana". Ho chiesto "Perché non posso venire quando mi pare?", mi ha risposto che "Sarebbe meglio di no".
Ho spiegato che il nostro toccare è ben diverso da quello di un vedente: noi dobbiamo vedere con le mani e il nostro tatto è il più leggero del mondo, ma mi ha detto che già lo sapeva. Comunque o mi diceva che non si tocca e basta, oppure poteva risparmiarsela quella di volermi per forza nel gruppo di ciechi e quando lo decidono loro, quindi guida permettendo. Non ha capito, non capiva che sono una donna normale, che mi va di andare in un museo con chi mi va, quando mi va e in tutti gli orari consentiti agli altri visitatori. Prima di andarmene da lì ho detto che visto che ci tenevano tanto, avrebbero potuto mettere qualche spiegazione con sintesi vocale in qualche angolo, in modo da poter "guardare" pure noi ciechi, come in altri musei nel mondo. Mi ha chiesto scusa, ha ammesso che siamo una nazione arretrata, ha condiviso quando ho aggiunto "anche ignorante"... ecc. ecc. La ragione non mi interessa, vorrei solo essere me stessa e non diventare per forza come dicono in troppi solo perché sono disabile. Uscita da quel museo pure importante, inaccessibile (non so manco se ha uno scivolo per chi non cammina), io mi sarei andata a buttare dalla Rupe Tarpea... perché non sempre è facile rimanere ciò che siamo in questa nazione sempre più ignorante, pacchiana e bigotta, dobbiamo essere invece sempre di più come dice qualcuno, anche se con me difficilmente ci riusciranno. Al Museo Capitolino invece non mi hanno detto nulla, anzi quando chi stava con me ha chiesto se potevo, gli è stato risposto "Certo! Lei deve toccare.. e sennò?", eppure forse sono più preziose alcune statue lì dentro che le sculturine contemporanee dal nome famoso esposte nel museo che organizza i gruppi per ciechi...
Un'amica ha scritto di me, la ringrazio molto
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16/04/09
L'OTTAVA DIVINA A TEATRO

"Lei è lì, in strada. La vedo subito. Riconoscibile, eppure diversa da come l'avevo immaginata. Così da lontano, sembra una ragazzina. Ma non è questo che mi colpisce. Non che è bella, nè che sembra così giovane. No, è l'orgoglio che sento in lei che mi colpisce. Sta in piedi, eretta, sembra così radicata a terra, la testa dritta. Tutto in lei è orgoglio. Sfida, direi. E la sensazione arriva dirompente, come Alice quando passa lo specchio. Laura mi prende per mano e mi fa sentire il mondo, il mondo come suona da dentro... io non lo so se sono abbastanza forte! Non lasciarmi la mano, io potrei perdermi in queste emozioni. Qui, qui dentro il mondo, tu vedi e io sono cieca. Qui, dentro il mondo, io mi fido di te, senza te sono persa. Ti scrivo questi due frammenti per ringraziarti e per farti capire quanto ho bisogno di te, mentre scrivo il nostro spettacolo. Sono davvero felice di averti incontrata. Ma questo tu già lo sai. Ti abbraccio".
E' una regista, bravissima, che scrive di me, nella mail che aveva come allegato alcune note sulla commedia che sta realizzando per Blindsight Project. Sta preparando la prima commedia teatrale per "Ibernauta Project", tratta da alcune cose che ho scritto (quindi da un frammento della mia storia) e dalle lunghissime riunioni che abbiamo avuto nei giorni passati con l'attrice protagonista, il tutto mentre Roma tremava più forte di ora. Pubblico queste sue poche ma bellissime righe, per dire che sta per essere presentata una sua commedia straordinaria, molto diversa dalle solite, della quale parlerò non appena sarà pronta e potrò comunicarne date e relativi teatri. Chi è la regista? Se lo chiedono in troppi, come se tutto il resto non avesse importanza, perciò non lo dico per ora, sarà una sorpresa, così come lo sarà la magia di questa commedia che renderà visibile l'invisibile e oscurerà la visione a cui tutti siete abituati. Nei numerosi e intensi incontri, con regista e attrice, per realizzare quest'opera teatrale, ho avuto conferma che la "magia" che molti avvertono in me altro non è se non il mio mondo, al centro di una spirale, come dice mia sorella (che m'ha messo al collo un'altra ossidiana giorni fa dicendo "Questa è per te che apri porte invisibili"). E' il cuore di un labirinto che con mix alchemici, come la musica che orienta e la visione superiore che ne illumina l'uscita, diventano il percorso da conoscere se si vuole esistere veramente, ed io sono qui perché posso solo essere una chiave dimensionale per chi decide di varcare una porta molto importante, nel caso di questa nuova commedia si tratta di entrare, ma dove? Lo scoprirete a teatro molto presto. Ora per me era importante farmi "vedere" per quella che sono tramite una "fotografia" realizzata da una regista che ha avuto il coraggio, a differenza di altri suoi colleghi, di esplorare a testa alta un mondo sconosciuto, nel quale ha capito: la cecità, le extra-percezioni, la magia della musica che rivela sonorità ultra-dimensionali. Per fare questo non basta essere registi, ma bisogna anche essere direttori di un'orchestra formata da strumenti musicali completamente sconosciuti, quelli che qualcuno ha definito ingenuamente "energie strane", ma che sono in realtà solo un'ottava musicale un po' diversa: "L’ottava e le ottave non sono soltanto vibrazioni materiali percepibili dall’udito e dagli strumenti ricettivi, sono anche vibrazioni psichiche e spirituali. Infatti da vibrazioni meccaniche i suoni percepiti dai dispositivi auricolari diventano vibrazioni elettriche e da elettriche psichiche e coscienti. La persona umana nella sua interiorità è una ottava musicale che nella misura della sua capacità di risuonare con l’Ottava Cosmica accordata all’Ottava Divina può partecipare alla vita interiore di Dio."
Non è un caso che la regista abbia tatuato sul suo braccio proprio il numero 8.
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Tag 8, chiavi dimensionali, fotografia, grande musica, Ibernauta Project, ottagono, ottavo senso, report di un piccolo 9
12/04/09
RINASCITA DIMENSIONALE (9)

Ho ricevuto in regalo una collana straordinaria: un'altra ossidiana nera! E' risaputo che non seguo feste canoniche o riti, quindi non è certo un regalo per qualche festa, ma come sempre è casuale. Ce l'ho al collo, pesa pure perché è un cerchio enorme di ossidiana nera scolpita a mano con animali che si incontrano (quali? non importa ora) e sono molto contenta. Questa è la seconda collana di ossidiana nera che ricevo in regalo ed è la seconda volta che chi me la dona me la mette al collo, strano ma io di normale non ho mai avuto altro se non un nome, che significa labirinto. Sono ripiombata nel labirinto delle sensazioni e molto altro, incredibile come sia veloce il passaggio da una dimensione ad un'altra, non so perché ma l'ossidiana nera mi facilita questo, anche se non credo a quanto si dice di questa pietra o fossile. E' come se, una volta superato un labirinto, ora debba conquistarmi l'uscita da quest'altro. La prima collana, quella con la goccia di ossidiana nera, si reggeva al mio collo con un doppio filo di canapa, ci rimase fino a quando non si consumò il filo, soprattutto i nodi che lo legavano. Cadde miliardi di volte (peggio di me) fino a ridursi un frammento da cui non mi sono mai separata, al contrario di molto altro che invece ho abbandonato fino a superare un labirinto allucinante, che è il mio percorso disumano per rinascere (perché dopo morti non ci si ritrova, si può solo tornare e rinascere..). Un'alchimia di emozioni mi avvicina a questa pietra: una volta fui anche imperatrice, nei tarocchi ero una Papessa, li ho buttati anni fa, con altra roba, poi ho venduto gioielli per sopravvivere una volta tornata dopo un incidente, ed ho regalato vestiti e accessori, tutta roba inutile quando si sa che il labirinto è una goccia negli abissi e bisogna riemergere. Questa nuova collana si regge al mio collo con 2 nastri rigirati (quindi 4) di pelle nera dalla parte sinistra e 5 fili d'argento rigirati (quindi 10) dalla parte destra, tutti a tenere questo cerchio bellissimo, senza nodi da sciogliere stavolta, ma solo una porta da aprire, forse l'ultima per me. Mi ritornano in mente molte cose, il passato è presente anche per me che vivo tutto questo dal futuro e distaccata sempre di più da quanto interessa la massa ipnotizzata. La prima collana me la misero al collo al mare, questa oggi qui a Roma. Oggi sono il mare e Roma, 14 fili al collo che reggono un cerchio (1+4= 5), ho quindi addosso un cerchio retto da un 5, a me che sono un 9... numeri, forme, alchimie emotive e passaggi di un 9 (12/4/2009 = 9) che ama ancora giocare con i numeri di un'esistenza quasi compiuta, in attesa della nona dimensione, da un'ossidiana nera ad un'altra.
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Tag 9, chiavi dimensionali, dimensioni, maestri invisibili, mare, numeri, ossidiana, percezione subliminale, rinascita, roma
06/04/09
ROMA: TERREMOTO PREVISTO


Tv e giornali pieni di "maghi, profeti, astrologi" pagati per offrire illusioni sul presente, ancora da molti ignoranti considerato futuro. Però se qualcuno avverte, grazie ad una sua invenzione che potrebbe verificarsi un terremoto pericoloso, lo si denuncia per allarmismo. Sto a Roma da un po' di giorni, ovviamente un epicentro a soli 95 chilometri dalla capitale non sono niente e stanotte ho sentito semplicemente ciò che avvertivo da quando sto qui, perché oltre alle invenzioni tecnologiche ci sono anche persone come me: avvertiamo molto prima di altri i movimenti di Terra, capiamo pure se un evento è naturale o procurato (esempio: esistono anche le guerre sismiche, ma se ne parlo passo per complottista). Non è difficile per me capire che sta arrivando un terremoto, così come bisognerebbe dar credito a chi avverte di imminente disastro grazie alla sua invenzione, invece in troppi di fronte alle verità si "grattano", credono alla "sfiga" o alla "fortuna", al loro quadro "astrale" di quel giorno, alle carte che una "maga sensitiva" gli ha fatto, ecc ecc.
Stanotte, mentre tutto tremava, mentre tutto sbatteva da una parte all'altra, ho pensato, a parte il fatto che non ho mai paura, e che non è normale.., comunque: in quanti sanno che sotto di noi ci sono altre 4 Rome? A loro volta sepolte soprattutto da forti terremoti, solo che all'epoca facevano attenzione a non incasinare più di tanto il suolo, invece qui a Roma, mentre nei sotterranei fanno passare una metropolitana, ancora si vantano ad esempio di una sfilata che è solo dannosa per quanto trema Roma ogni volta che passa, quella del 2 giugno, l'elogio alla guerra visto che di repubblica e democrazia ancora non abbiamo visto niente da allora. Bisogna ascoltare anziché zittire chi porta verità per il bene comune, non date soprattutto più retta a tanti ciarlatani che dicono di oroscopi, segni zodiacali, messaggi che ricevono da spiriti guida, discorsi che fanno coi morti, e via dicendo con queste demenzialità. Tutto trema ancora, qualcosa crolla, altro resiste, qualcuno muore, qualcuno sopravvive: che queste scosse facciano crollare molti dei pregiudizi che reggono virtuali impalcature per le apparenze e l'ignoranza. Sento Roma sotto di me, la sentiamo sia io che il mio cane, che da ieri giriamo innervositi su un virtuale suolo che ci divide da un impero sotterraneo, che "parla" e dice molte più cose di quanto possano aver detto milioni di impostori che lucrano sulle paure della gente comune, a volte travestiti da "maghi", altre da "politici". Per chi non lo ha capito: in Italia si da più credito a un "mago" che a uno scienziato!
QUI ALCUNE REGOLE DA SEGUIRE NELLE ZONE COLPITE (si consiglia di togliere password alle adsl wifi per facilitare la comunicazione)
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Blindsight
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10:23 AM
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Tag adsl, astrologia no grazie, calamità naturali, esperimenti, guerre sismiche, italia, nucleare, roma, Terra, terremoti














