IO NON MI VERGOGNO: SONO VIVA

Sono stata molto criticata e attaccata in malo modo per aver guidato in pista una moto, un suv e un'auto da corsa, ovviamente assistita dalla voce di un professionista coraggioso che sedeva al mio fianco e dietro in sella alla moto. Sono abituata alle critiche, ma nessuno mi aveva mai chiesto addirittura di "vergognarmi" per quanto ho fatto. E' tutto presente sul mio facebook, dove avevo pubblicato i video di queste cose fatte ad un motor show dedicato finalmente alla sicurezza stradale. Chi mi critica fortemente non capisce il messaggio che ho voluto lanciare: alcune cose si possono fare solo in pista! Il fatto che le abbia fatte io, cieca tra l'altro proprio per incidente stradale, ha ottenuto un'eco spaventosa, ovviamente tra tanti complimenti e tanta visibilità dovevo aspettarmi le critiche.
Ieri è morto un ragazzo a Praia a Mare, chissà quanti altri nello stesso giorno, ma non è certo eliminando le macchine (pura utopia) che si combatte questa strage. Dico qui quanto risposto su facebook: io il nemico non mi illudo che scompaia, ma lo affronto, infatti ci sono entrata dentro, guidandolo, rendendolo innocuo. Ho voluto dimostrare quanto sia importante per noi ciechi avere una voce, quante cose potremmo fare se fossimo assistiti da voci anche sintetiche, un vero abbattimento di importanti barriere sensoriali! Ho voluto far capire che noi ciechi non siamo "qualcosa" ma qualcuno, che siamo capaci di essere autonomi, se solo ci si parla con noi, privati di ogni immagine. Ma ho anche voluto dimostrare che la sicurezza nelle strade deve partire da ognuno di noi, che una macchina va guidata e non deve guidare noi, che alcune cose si fanno solo in pista e non in un centro abitato, che le mie condizioni di oggi sono drammatiche rispetto a prima, e solo per la distrazione di un attimo di qualcuno guidato e incapace di guidare.
Alla frase polemica e cattiva "allora facciamo guidare i ciechi per la sicurezza stradale" rispondo: non possiamo stare in gabbia! Anche noi abbiamo bisogno di esprimerci, e il fatto di essere ciechi non significa che siamo tutti uguali: a me piace guidare, piace ancora, perché non potrei farlo? In pista e assistita posso ancora farlo, non mi sembra di aver fuorviato qualcuno riguardo la sicurezza stradale, anzi! I ragazzi delle scuole erano contenti e mi hanno ascoltata con interesse, dopo aver visto come si sale e si guida una moto, ma anche per aver visto come si può ridurre in un attimo una persona che rimane vittima di incidente stradale, per questo c'è bisogno di chi li educhi, di chi li addestri nel vero senso della parola, anziché demonizzarli.
Illudersi è la cosa peggiore, è il pane di ogni macchina che, come in Matrix, probabilmente vuole vincere sulle menti intelligenti e autonome, visto che molte menti ormai le ha assimilate del tutto. Ricordo che una macchina è un computer, un'auto, un'aspirapolvere, una lavatrice, un cellulare, ecc.: io so sopravvivere anche senza, per questo so guidarle e vinco su loro, così come 8 anni fa vinsi su una mercedes a retromarcia, visto che ancora sono qui.
E comunque, siccome me ne frego delle critiche, così come me ne frego dei complimenti, guiderò ancora, in pista e assistita da una voce. Di seguito un pezzettino di una mia poesia, scritta anni fa, quando dovetti rassegnarmi all'idea di non poter più guidare da sola un'auto..., ma poi sono rinata, sono viva di nuovo, anche se è un'altra vita, affronto ugualmente la realtà senza illusioni, perché io sono viva, per questo sono scoppiata a piangere quando sono scesa dall'auto, anche se i miei "fari" sono ormai spenti:

"E su una strada che ora devo immaginare
Guidavo e guiderò come una pazza...
La mia auto luminosa, volando senza frenare.
Noi inalterabili e pseudo-eterne voliamo...
Poco ci importa dei nostri fari perfetti
Così inutili e spenti che non li cerchiamo:
Perché è prima me che devo trovare, se permetti.
(...)
IO:
Con coraggio, a occhi chiusi e un bastone tra i denti
Scelgo di guidare la mia auto, anche se a fari spenti"


da "Io e la mia Auto" poesia del 2005 tratta da "Dalla ziggurat di Ur" di L.R.

Nell'immagine io che "guido" in cielo (forse chi mi critica mi vorrebbe solo lì? Peccato per molti ma ..sono caduta qui tra voi..)

12 commenti:

  1. Tzè, che stronzate.
    Chi ti critica è perchè ti invidia.
    Fottitene. Ciao Laura.

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  2. io mi faccio un mazzo incredibile per la sicurezza stradale, e non prendo un euro! ho molti nemici proprio per questo, perché alla fine poi sono tutti distratti o stanno tutti col cellulare senza vivavoce o auricolare in macchina, altrochè e non mi fa bene essere attaccata in questo modo: noi sopravvissuti siamo appesi ad un filo, perché spezzarlo?

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  3. ...ma che palle 'ste critiche......ma possibile che non riescano ad andare oltre alle solite cose????ma se lo stesso tempo che sprecano a commentare con superficialità l tue iniziative lo utilizzassero per fare anche loro qualcosa di utile???
    Io non guido, non mi piace guidare e temo salire in macchina con chi non conosco bene...eppure preferirei salire in macchina in pista su una macchina con alla guida un cieco, che ama la vita, che vuole vivere e che ogni giorno insegna a vivere,e quindi coscente di ciò che sta facendo, piuttosto che da un imbecille convinto di esprimere la propria virilità con un motore che romba sotto le chiappe.
    Mi sorprende che tu debba ogni volta dare delle spiegazioni e seguito a dei commenti davvero colmi di stupidità

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  4. meglio spiegare quando arriva un attacco, almeno quando non si tratta di macchine, incapaci di comprendere.
    comunque quanto dici tu lo hanno pensato anche coloro che sono saliti in auto con me, perché nel suv c'ero io, il pilota/voce, il concessionario che ha fornito l'auto e un cameramen: hanno capito che sono viva e che ci tengo a rimanerci, così come vorrei che non morisse più nessuno per una macchina.

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  5. laura ha ragione cogito ti criticano perchè ti invidiano, perchè siamo abituati a pensare che un disabile non abbia lo status di persona, mi viene in mente il monologo di shylock:

    Ma un ebreo non ha occhi? Un ebreo non ha mani, organi, misure, sensi,
    affetti, passioni, non mangia lo stesso cibo, non viene ferito con le stesse
    armi, non è soggetto agli stessi disastri, non guarisce allo stesso modo,
    non sente caldo o freddo nelle stesse estati e inverni allo stesso modo di un
    cristiano?
    Se ci ferite noi non sanguiniamo? Se ci solleticate, noi non ridiamo? Se ci
    avvelenate noi non moriamo?
    E se ci fate un torto, non ci vendicheremo?


    persino la diversità dei "diversi" fa paura

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  6. è vero, la "diversità" spaventa comunque, qualsiasi essa sia, ti ricordi quando scrissi: IO SONO DIVERSAMENTE NIENTE ? a volte a noi disabili ci si rivolge sempre con toni che almeno io non sopporto, dal darmi del tu anche se non mi conoscono al parlarmi con frasi tipo "tesoro, cara, amore, ecc. immagino quanto dev'essere dura per te.." e via dicendo, e magari mi vietano di entrare in un posto per via del cane guida.
    vorrei essere considerata "normale", quindi diversa da tutti, considerando il gregge sempre più consistente.
    riguardo l'invidia: non penso che qualcuno possa invidiare la mia condizione! né tantomeno approvo chi si rivolge a noi disabili usando pietismi: è la via di mezzo che manca ormai, quella dimensione in cui ognuno è uguale all'altro, sia che ci veda o meno, sia che abbia la sua "normodotatità" che la sua disabilità.
    per me essere riuscita a guidare una macchina in pista è stato molto importante, non tanto per l'autonomia, di cui da anni sono continuamente alla ricerca e che certo non troverò guidando assistita da una voce (idem per il pc), ma se non altro ho potuto fare una cosa che mi piace, così come con una sintesi vocale riesco a leggere su un pc.
    vorrei solo che prima di criticarmi, come sempre succede, ci si fermi un attimo a pensare: ma è viva o morta? si capirebbe subito che sono semplicemente resuscitata, e non per miracolo, quest'ultimo c'è stato è vero, ma è lavoro mio il fatto di essere viva e di stare qui, anziché vivere in un limbo.
    patty sai quanto mi sia difficile tutto, ma sai pure che la cosa più difficile per me è illudermi: è la realtà che affronto, agendo e non parlando, per questo ho voluto spiegare che dietro ad una semplice apparenza (visibile solo ai vedenti peraltro) c'è un universo sconosciuto, quel posto in cui sto da anni e dove ogni tanto mi sono chiesta da sola: ma sono viva o sono morta sotto una mercedes?? in troppi vedono la "bella ragazza" (quasi 50 anni!) e non altro, purtroppo.. ed è così che si perde il vero senso della vita

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  7. Ciao Laura, assente da due giorni ti ritrovo nel mezzo di una battaglia che, come sempre, guidi con lucidità e chiarezza, oltre ad assumerti tu stessa l'onere e la responsabilità di fornire spiegazioni a chi guarda il mondo con aria distratta e si ferma alle apparenze. Quello che fai è straordinario, lo sai, e, come diceva una vecchia canzone di De Andrè (il suonatore Jones)... "E la gente lo sa che sai suonare, suonare ti tocca per tutta la vita e ti piace lasciarti ascoltare."
    E se sei bella non è certo un difetto. A presto Pasquale

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  8. ero bella caro pasquale, ma ho pure 49 anni suonati e tra pochi mesi ne avrò 50: t'assicuro che questa cosa così apparente, mai sentita dentro me, mi ha creato non pochi problemi nella mia esistenza, per fortuna gli anni passano e si acquista quella forza che mai avrei avuto prima.
    perché non sono mai stata forte, molto resistente si, ma forte no.
    quindi.. sto per guidare un tir, sarò di nuovo al motor show di rende e farò questa cosa, discutibile ma io e pochi altri ne capiamo il senso,poi ti dirò (mai portato un mezzo pesante così).
    ciao, a presto e grazie per le parole del grande de andrè, laura

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  9. Penso al TIR come a un Drago dalla forza brutale che viene reso docile dalle mani di chi lo sa guidare, e poiché in questo caso sarai tu, tutto sarà più affascinante, molto meglio di tutti quei film sulle gare di corsa fra TIR, non so se hai presente. La domanda implicita, a cui hai risposto chiaramente, era su come eri prima, quando, come dici, avevi molta resistenza ma ti mancava la forza. Personalmente non credo che questa si acquisti con il semplice passare degli anni, al contrario credo che proprio il tempo che passa sia una delle cause della perdita della forza. Ma non è lo stesso per tutti e molto dipende dalle esperienze o da traumi vissuti. Tutte le sceneggiature dei grandi film si basano su questo: una carenza di base che viene superata dopo un fatto accaduto o un incontro rivelatore; pensa a "Qualcosa è cambiato" con Jack Nicholson. Scusa la digressione filosofica ma mi sono permesso di fare una piccola intrusione nel tuo passato, dove mi hai involontariamente portato con le tue considerazioni.
    I tuoi 50 saranno favolosi!
    A presto
    Pasquale

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  10. per il tir: oggi lo affronterò.
    riguardo la forza: io l'ho acquisita "invecchiando", perdendo quella figura che lasciava tutti a bocca aperta, oggi ci rimangono spesso per ciò che dico e non più solo per come sono fuori.
    riguardo il tempo: io non so cosa sia, lo vivo a modo mio, ho una temporalità eterna fatta di continue novità e di ricordi, a volte di esperienze ma soprattutto ricordi emotivi, e questo mi permette di ricordarmi che esisto qui, altrimenti mi sento in una dimensione che non è quella conosciuta a molti (probabilmente la cecità ma potrebbe anche essere conseguenza dell'incidente e quegli attimi indimenticabili in cui ho visto a moviola le mie innumerevoli vite, mai capita questa cosa, bo?).
    riguardo al film che citi: io mi sento spesso come il cagnolino che cambia la vita del bisbetico scrittore ;)

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  11. dello, ho scritto del bisbetico (correggo perché lo so comesi scrive, a volte però per non fare errori di digitazione sulla tastierina di un portatile si scrivono orrori, a me poi riesce molto bene :)

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  12. Mi ero soffermato solo sul termine bisbetico, molto appropriato, e sul cagnolino, che sei tu. Del resto anche io sono piuttosto bisbetico. E poi, che io sappia, è corretto dire del bisbetico e non dello. Riguardo la scrittura tu hai il dono della chiarezza e della sintesi.L'hai guidato il TIR? Molto più facile di un aereo, dove si usa il pilota automatico ma, al posto della merce, ti trascini nel cielo 350 persone. Tutto questo è affascinante. Lo è anche aver visto alla moviola le tue innumerevoli vite. E' un campo molto vasto che ricorda il fascino delle religioni orientali, molto più vicine alla natura di quanto lo sia la religione cattolica.
    E' comunque una questione di fede.
    A presto
    Pasquale

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