L'OCCHIO DI RA (DA UR)


"RA" in sanscrito è "kundalini", "RA" è quell'energia di cui sono carica, "RA" è la lettera araba con cui si forma il mio nome ed anche il mio cognome, "RA" è l'occhio della perfezione e della preveggenza. Con uno scalpello inventato per me da un amico maestro d'arte, un blocco di tufo, le mie mani e infinita energia ho creato una scultura che ho chiamato "Occhio di RA".
Mentre scolpivo, senza un disegno ovviamente ma solo cominciando da una forma che avevo in mente (una spirale ovale), "vedevo" dentro me dapprima la solita ziggurat di ur (forse la mia "rampa di lancio") poi lo spazio, stelle e galassie. Ho "visto" molto altro, ma è inutile parlarne, mi piace invece dire cosa è venuto fuori mentre le mie mani seguivano una sorta di disegno immaginario, che diventava sempre più nitido man mano che le forme di pietra assumevano quello che è diventato oggi l'"Occhio di RA". E' in mezzo a quelle innumerevoli stelle nella mia mente che ad un certo punto ho "visto" un embrione, ho deciso quindi d'istinto di metterlo come immagine dal doppio significato: embrione o lacrima.
Forse è l'embrione di una nuova era, o forse solo il pianto per ciò che ho "visto" dentro me e che probabilmente succederà: nessun presagio nefasto, ma solo la realtà che stiamo vivendo su Terra e per la quale moltissimi qui nutrono troppa indifferenza. Io no, infatti sono contenta che sia venuto fuori dalle mie mani e dalla mia mente "L'Occhio di RA", sicuramente una magica scultura che ricorda lo stesso simbolo usato nell'antichità per contrastare il male e per proteggere.
Il simbolo dell'occhio di Ra, "colui che tutto vede", fu rinvenuto sotto il dodicesimo strato di bende della mummia di Tutankhamon, infatti era un amuleto di aiuto per una nuova vita ma soprattutto per la rinascita, rappresentava altresì i 5 sensi più conosciuti: vista, udito, olfatto, tatto e gusto, anche se l'occhio di Ra rappresenta pure quei sensi sconosciuti che permettono di accedere a quella chiamata "energia oscura" (da cui probabilmente le mie mani sono state "guidate"), infine si credeva possedesse poteri di guarigione e rigenerazione. Sono contenta di questa mia opera, anche se mi sento un po' strana ora che sono "rientrata" qui, in questa dimensione in cui c'è solo guerra, distruzione, cattiveria e tanta miseria.
Nelle immagini il mio "Occhio di RA" finito da poco e un centro galattico con buco nero, lo stesso che per me è rappresentato dalla pupilla dell'"Occhio di RA", ma anche quello in cui sono stata ogni volta che mi sono messa a scolpire, in una stanza per gli ospiti che ho trasformato per l'occasione in un'officina da alchimista.
Un'ultima considerazione sulla mia opera, o "Grande Opera":  se metto la scultura in orizzontale ho tra le mani il .. Tempo. Chiudo con due parole che mi hanno accompagnata durante questo lavoro: Amore e Luce.

8 commenti:

  1. è bellissima, veramente, a me piacciono molto poi le spirali, ne ho una tatuata su un polso e devo avere da qualche parte un amuleto comprato in egitto con l'occhio di ra

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  2. L'immagine della tua scultura mi ha frullato per la testa tutto il giorno. Forse ho trovato. Rivedrò le mie foto dei templi buddisti e induisti in Indonesia, ma più probabilmente mi evoca la simbologia Maya o Azteca.
    Gio

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  3. grazie patty! nasce da una spirale e diventa un occhio, passando per un labirinto e dopo aver salito ripidi gradini di scale: quelli di una ziggurat e quelli della residenza di pacal, poi lo spazio.. forse è per questo che ti evoca i maya, ma sinceramente giovanni non ho "visto" templi buddisti né induisti mentre scolpivo (l'indonesia non c'era nel mio "viaggio")

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  4. ...Laura, mi inchino....sei fantastica!!!...tu il tutto lo hai dentro non intorno...e lo esprimi in ogni cosa che fai...bellissima!!!!

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  5. Cugirara, sempre più intrigato dalla tua scultura. Ho dato un'occhiata velocissima e conseguentemente molto superficiale sul web, quanto basta per vedere che il simbolo della spirale si presenta fra gli Aztechi, in Perù, ma anche in India e nella antica simbologia finnica. Ce n'è quanto basta di stimolo per approfondire cosa lega culti e simboli ai quattro angoli della terra. Possiamo sbilanciarci su origini... extra? E poi ho realizzato un'altra cosa molto interessante, che prima stupidamente non avevo colto. Ti ho accennato all'Indonesia. Sai che a Giava c'è il bellissimo e famosissimo tempio buddista del Borobudur? Ebbene, di fatto anch'esso è una sorta di ziggurat. E' una sorta di grande piramide a base quadrata, col lato della base di 100 metri, su sette livelli di purificazione lungo i quali si può salire, per passare di volta in volta al livello superiore. E' ovviamente ornato di bassorilievi e statue buddiste, e all'ultimo livello ci sono le curiose campane traforate che contangono all'interno statue di budda. Siamo lontani dalla Mesopotamia, ma ritroviamo anche qui un'analogia architettonica nel campo del culto.
    A presto
    Cugigio

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  6. in ogni luogo di terra c'è un posto con scale da salire, ma io non stavo in indonesia, stavo altrove.
    appena ho un po' di tempo ho pronti altri blocchi da scolpire, spero di poterlo fare presto: il lavoro diventa sempre di più ..ed io invece avrei solo bisogno di tornare in quel buco nero..

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  7. Ho letto la tua spiegazione relativa all'opera che prende il nome di Occhio di RA. Io credo che nel procedere a dare una forma fisica ad un pensiero così complesso e ancestrale si compia realmente un viaggio, che dura il tempo fisico del martello e scalpello e che tu hai avuto la gentilezza di descrivere, per quello che ognuno di noi può capire ed interpretare. E' comunque un modo affascinante di comunicare agli altri le proprie emozioni. Un artista di solito lascia uno spazio bianco tra l'opera e chi la guarda; Salinger risponde ad un amico che voleva a tutti i costi una sua dedica: "Un frontespizio bianco di un libro rivela molto più, sul serio, della nostra amicizia a tre, che qualsiasi tipo di dedica". Io invece apprezzo molto il tuo sforzo di dare una spiegazione e ti assicuro che giunge a destinazione. Mi lascia solo un po' disorientato il fatto che tu voglia tornare in quel buco nero.
    Un abbraccio
    Pasquale

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  8. descrivo perché qui non si possiede nulla e intorno a me in troppi non comprendono: ho fatto una cosa e la descrivo, visto che arriva da quel "buco nero", un luogo così diverso da quello che si potrebbe immaginare, è molto bello, privo di apparenze e inquinamenti vari.
    come dice simona (sibu23) è il tutto che ho dentro.
    ora sto facendo un'altra cosa, appena posso mi ci metto, ma il tempo è poco in questi giorni.
    il buco nero dove vorrei stare è quel posto bellissimo in cui esploro ogni suo angolo quando scrivo, quando faccio meditazione, quando creo... insomma quando me ne vado da quello che io chiamo "matrix", ciao pasquale e grazie

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