CENE AL BUIO: SQUALLORE E BUSINESS

"La cena al buio ci dimostra quanto sia malata la mentalità di molte persone che gestiscono il complesso tema dell’integrazione e di quanto possa diventare umiliante per la dignità umana essere trattati come pedine in un gioco o cavie in un esperimento.
Non imparerò nulla dei disagi che deve affrontare un cieco mangiando al buio con lui. Non mi arricchirò di nuove sensazioni e non conoscerò sensi che non utilizzo. Comunque se voglio farlo posso spegnere la luce a casa mia e provarci per conto mio. Il cieco c’entra poco.
Farò un’esperienza leale e autentica se andrò insieme a lei o a lui in metropolitana, se attraverseremo insieme sulle strisce rischiando di essere falciati dalle auto che non si fermano, se non ci faranno entrare in un negozio con il cane guida. Se non lo offenderò facendo finta di essere cieco per un’ora e simulando una cecità inventata per giocare alla cena delle beffe.
Non devo avvicinarmi in modo ruffiano alla sua realtà ma fare in modo che i suoi spazi e le sue possibilità si avvicinino a quelle di ogni cittadino. Ai diritti di ogni cittadino.
" LEGGI TUTTO
E' una parte di un articolo di Stefano Pierpaoli, mio caro amico sia nella vita che nel volontariato, quindi nel lavoro che ci vede insieme soprattutto nello spettacolo e nella cultura accessibili.
Ha scritto qualcosa di molto importante, ne consiglio la lettura a tutti: qualche cieco si complimenterà, idem per qualche vedente figo che già sa come non annoiarsi e preferisce altro ad una cena al buio anche abbastanza cara nei costi. Altri, sia ciechi che vedenti, invece troveranno da ridire, di sicuro lo faranno di nascosto, in qualche lista per orbi oppure in qualche chat per vedenti, magari con altro nome così non si saprà mai chi ha scritto qualcosa, succede sempre così e non solo tra ciechi, visto che in pochi ormai hanno il coraggio di metterci la faccia con nome e cognome in ogni cosa.
Stefano, come me, ci mette la faccia in ciò che dice o fa, io ci metto la mia vicino alla sua in questo articolo che personalmente condivido in pieno, lo dimostrano svariate cose già scrittte da me in merito a questa squallidissima attrazione per vedenti vuoti e annoiati, convinti di fare una cosa giusta quando pagano minimo 50 euro per la loro squallida, grottesca e decadente cena al buio (LEGGI QUI).
Da tempo molti tra noi ciechi cerchiamo di dire e manifestare il nostro disappunto nei confronti di chi guadagna con la scusa di "educare" vedenti o "integrare" ciechi, ad esempio con le cene al buio, dico quindi nient'altro di più di quanto già gira nel sommerso, nel nascosto, nel privato, nel segreto. Io non sono una cieca che ama vivere in questa dimensione, voglio stare all'aperto, voglio poter mangiare come mi pare e con chi mi pare, mi fa pena e anche un po' di rabbia il vedente che mangia come me! Io ci ho messo due anni per impararmi di nuovo a mangiare l'insalata senza buttarmela addosso tutta, da quando persi la vista 7 anni fa, io ho pianto di rabbia quando non riuscivo più a tagliare con il coltello e la forchetta qualcosa nel piatto, anni di sacrifici ed esercizi per apparire ai vedenti pressoché normale o quantomeno per far rimanere qualcosa di quella che ero fino a quando vedevo.
Anni duri e pieni di lacrime che non butto tra le risa sciocche di vedenti che provano a mangiare al buio: propongo un gran casino contro le cene al buio e contro tutte quelle iniziative che ogni tanto partono da grandi associazioni col patrocinio pure degli alieni tanto denaro ci gira intorno, per fare cosa??
Un raduno di ciechi su una strada dove prenderanno un pullman tutti insieme per andare a vedere un film accessibile fuori roma? Noi abbiamo fatto già due festival accessibili e siamo pronti per il terzo ad ottobre, un festival non un film, dando la possibilità agli orbi di muoversi in completa autonomia e dal proprio domicilio, questo senza un euro di aiuto!!
So di essere una rompiuova nel paniere, un po' come Stefano Pierpaoli del resto, che da vedente si è sentito di dare la sua opinione su quest'iniziativa peraltro criticata anche da qualche vecchio dirigente di associazione di categoria, criticata ma non ostacolata, o boicottata come invece succede ad esempio in un festival accessibile... ovviamente nei miei confronti senza alcun risultato, però ci provano ogni volta a boicottare..
La guerra è guerra, le battaglie le vincono i furbi, anche se ultimamente con me i furbi manco quelle hanno potuto vincere, le guerre le vincono gli intelligenti, di certo tra questi non c'è chi lucra facendo mangiare al buio i vedenti o chiede elemosina continuamente, per sostenere cosa? Eppure i soldi arrivano a queste grandi associazioni, e pure tanti se ne prendono per lasciare i vedenti senza una mezza informazione su noi ciechi o sordi, per lasciarci senza ausili, per chiuderci in casa in quanto non abbiamo che il 19% di sconto in treno e paghiamo il taxi per intero, così tutto il resto, a parte i raccomandati (pochi) e i ciechi di guerra (ancora troppi, visto che comandano sempre e solo loro per quasi tutti i ciechi civili italiani, conosciuti dai vedenti solo sotto campagna elettorale o per qualche fondo sostanzioso da "destinare ai ciechi"...).
A parte scriverò cosa manca a noi ciechi civili italiani, idem per i sordi (altri sensorial su cui si mangia tantissimo!) perché è bene che si sappia soprattutto tra noi sensorial: molti di noi sono senza realtà, sono convinti di avere tutto e di dover dir grazie a vita per mezzo diritto riconosciuto
, ovviamente a molti sensorial non arriva la verità, ma solo chiacchiere. Ecco, un po' per esperienza personale, un po' per quanto mi raccontano altri sensorial, un po' perché indagare era il mio lavoro da vedente, dirò un po' di cose molto presto, lo dico prima affinché qualcuno si possa preparare ed evitare l'infarto.
Conclusione: a te vedente annoiato che vuoi provare qualche minuto di buio, sappi che per noi ciechi veri è tutto diverso, è come entrare nella casa delle streghe al luna park e illudersi di esserci stati sul serio.
Caro vedente, se vuoi provare fai come dice Pierpaoli: vieni con me in strada e attaccati ad un cane, fai tutto quello che ti dice di fare e prova con me il brivido di una scalinata per prendere la metro a Roma, senza ascensore e con mille vedenti che ti verranno addosso, o giocheranno col tuo cane che cerca di non farti precipitare! Un consiglio per te vedente curioso e annoiato, spolpato da ciechi che lucrano sui ciechi, che vuoi apparire figo: vieni per strada coi ciechi usando un solo bastone bianco, viaggia con noi e pagati pure tutto con la sola pensione da cieco civile, attaccati ad un cane guida e lasciati guidare in città... perché al buio o no, bene o male, chi più chi meno, chi a tavola chi su una scrivania, a magnà semo bravi tutti!!

18 commenti:

  1. Cara Laura,
    sei una donna schietta e onesta e in Italia, un pensiero limpido e libero diventa un pericolo, perchè si scontra con i poteri costituiti, e va contro ai privilegi e alle caste.
    Ho provato a dialogare con le associazioni alle quali ti riferisci, proponendo idee e progetti innovativi, moderni, in cui finalmente sarebbero state valorizzate le vere forme di integrazione, ma ho ottenuto in cambio un'ostilità fatta di sotterfugi e di piccoli trucchetti da rubagalline.
    Il problema è che possono approfittare della debolezza oggettiva dei disabili, della mancanza di informazione e dei forti rapporti con la politica e tutti vediamo bene che spessore e il valore dei nostri politici. Tuttavia diventa per loro difficile, per non dire impossibile, assassinare l'impegno e l'onestà di chi come noi agisce alla luce del sole, facendo passi concreti e soprattutto portando avanti i valori e le idee essenziali per il riconoscimento dei diritti civili.
    Ormai è chiaro a moltissimi chi sono i burocrati interessati al potere e ai soldi e chi invece lavora sul campo mettendoci tutto se stesso, compresa la faccia e il nome.
    Non riusciranno ad assassinarti. Non ci deporteranno e non ci ammazzeranno. Le spie che hanno mandato al Fictionfest credo che se ne siano rese conto. Il boicottaggio che hanno messo in atto è fallito.
    Continueranno ad aggredirti e ad aggredire il nostro lavoro ma è bene che sappiano che questo paese sta affondando proprio per colpa dei modi di fare come i loro, per colpa degli interessi privati e per colpa dei comportamenti mafiosi.
    Tutti a questo punto vogliono un cambiamento e chiedono a gran voce maggiore trasparenza. Tutti tranne loro a quanto pare.
    La scelta è tra la cultura del grande fratello oppure un ritorno ai veri valori che servono a un popolo per tornare a crescere.
    Continuiamo a lavorare come sempre abbiamo fatto e aspettiamo le prossime aggressioni.
    Non abbiamo scelto noi lo scontro e possiamo testimoniarlo.
    Se però vogliono farci la guerra sappiano che la perderanno.
    Io sarò sempre accanto a te in questa lotta per i diritti, per la democrazia e per la libertà.
    Stefano Pierpaoli

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  2. Cari e bravi Laura e Stefano,
    è impagabile e vincente l'approccio che usate su temi di questo genere, sempre molto poco discussi, per paura di provocare chissà quali "suscettibiltà" dalle parti in causa, quella che approva e quella che disapprova ma non lo dice. Si fa bene a parlar chiari! C'è il caso che qualcuno, dietro i reali suggerimenti che date, possa vedere anche altre possibilità di incontro con le realtà della cosiddetta disabilità, ed avere infine la coscienza di appartenere alla stessa comunità umana con i relativi valori e principi condivisi. Ce n'è di gente che si appropria di idee, le manipola, crea eventi come le cene al buio,forse anche in buona fede ma non credo anche perché finiscono tutte con un corrispettivo economico.Proprio oggi mi sono imbattito in una teca gigantesca in vetro e legno con gli articoli della costituzione che noi del comitato promotore avevamo idea di mettere alla stazione proprio per dare quotidianità a questo documento così importante. L'ho ritrovato nelle sale dimenticate del Comune con su scritto grazie a Rotary e Lions. Se ne sono appropriati e l'hanno messo anche nel posto sbagliato. Ce l'hanno per abitudine. Non c'è niente da fare. A me è bastato fare quel tratto nella Metro con te, quando ci siamo conosciuti, per essere travolto da una realtà in cui eri tu la più sicura quando dicevi ad Artu, in mezzo a milioni di persone "Vai alla scala" ecc. E dire che avevo gli occhi aperti.
    Un caro saluto
    Pasquale

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  3. Ho scritto il commento al post sul ghiccio in estinzione prima di leggere questo tuo nuovo e il commento stupendo di Stefano. Mi pare che il mio commento, che non hai ancora visto, si adatti bene anche a ciò che scrive Stefano. E l'idea malandrina è proprio attinente a questo contenuto, ma sicuramente ci avrai già pensato da sola.
    Ciao
    g

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  4. Noi vedenti siamo ancora ciechi di fronte a certe verità. Se fossimo un po' più sensibili e meno suberbi il mondo sarebbe migliore...

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  5. cara laura, quelllo che hai scritto è la reale condizione che la maggior parte delle persone cieche continuano ad accettare passivamente perchè nella loro vita hanno permesso di farsi ghettizzare. io che come te, in un'incidente a scuola ho perso la vista, non ho mai accettato di diventare un burattino alla mercee di quei poveri ciechi che solo perchè al potere di grandi associazioni di categoria, si divertono a dirigere il teatrino dando servizi come gli accompagni solo a chi è disposto a stare al loro gioco. quel che è ancor più grave, è che in tutto questo non ci sono controlli da nessuna autorità politica e giuridica. per accedere a corsi di autonomia con il basftone bianco si devono aspettare tempi di attesa interminabili. probabilmente girano cifre spaventose dietro alla gestione dei servizi che dovrebbero mettere a nostra disposizione per far si che oniuno di noi possa avvalersi della propria dignità di essere umano, dandoci così la possivilità di evolverci in ogni campo. l'arte, come la scultura, la pittura, il teatro, il cinema, il canto. il suonare, la conoscienza della natura e monumenti che ci circondano e che dovrebbero essere elementi di sentirsi parte attiva del mondo, sono prelibatezze a disposizione per pochi eletti. in tutto questo non andare delle cose, si sono inventati per dimostrare nella maniera più stupida vergognosa e umgliante, le famose e tanto ecclamate cene nel buio, che ancora non ho capito se servano ai vedenti per ridicolizzarci ancora di più, o se servano a quei poveri ciechi frustrati per riuscire a relazionarsi con i vedenti per dimostrare a se stessi di valere qualche cosa. tutto quello che accade attorno a noi ì davvero triste e desolante. spero che i ciechi imparino a tirare fuori la testa dal guscio e ch
    e comincino a pretendere rispetto proprio dai loro stessi simili e soprattutto che comincino a portassi rispetto da loro stessi. sono felice di avere incontrato una persona che nonn ostante quello che gli è accaduto ha da subito tirato fuori gli attributi, senza piangersi addosso stai dando una grande lezione di vita anche a me che ho avuto la fortuna di trovarti sulla mia strada. continua con le grandi lotte perchè per mio conto sarò tua compagna di battaglie per vibncere la guerra. con grande stima; ornella mavica

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  6. @stefano: sotterfugi e trucchetti da rubagalline, dici bene! se ne approfittano di tutto e tutti, insieme a loro qualche politico fa la stessa cosa e molti disabili sensoriali rimangono fuori dal mondo reale: questa è la cosa più agghiacciante e meno conosciuta.
    grazie stefano, fa piacere sapere di avere sempre un gladiatore come te accanto quando si è soli nell'arena ;)
    @pasquale: t'assicuro che la parola "buona fede" non esiste nelle storiche associazioni di categoria, poi hai nominato qualcuno che si è appropriato anche dei cani guida con una scuola a limbiate, che pare funzioni ma solo perché in italia non c'è niente di meglio e comunque senza raccomandazione non funziona niente, questo è da sapere! grazie per aver compreso l'importanza di conoscere ben altro di noi ciechi rispetto a ciò che si potrebbe capire cenando al buio.
    @giovanni e mara: nessuno sa niente perché i vecchi non fanno sapere niente, i giovani stanno zitti nell'attesa di un posto al centralino, spesso per volere dei propri genitori, così come stanno zitte le donne sia sorde che cieche, anche se avrebbero da raccontare mondi allucinanti! non si deve sapere niente, di noi si deve solo sapere che possiamo servirti a tavola (come faccio anch'io a casa se c'è qualcuno) che mangiamo a volte anche con le posate, che riusciamo a non finire in uno spot per smacchiatori dopo aver mangiato, che in fondo nessuno ci aveva mai pensato ma anche un cieco mangia, beve, va al bagno.. qualcuno una volta mi ha chiesto "ma come si pulisce un cieco dopo aver fatto la cacca??" oltre questo non si va e sarà sempre peggio se si continua con le cene al buio, con i libri parlati (altri 60mila euro solo da roma in questi giorni per questa cosa anacronistica e inutile!)
    @ornella: vedi ornella la tua partecipazione qui è molto importante: sono pochi i ciechi che hanno coraggio, in tutti i sensi, dall'uscire di casa da soli allo scrivere la propria opinione pubblicamente: tutto di nascosto, come se non bastasse la nostra dimensione priva di immagini e realtà visiva.
    tu sei un'altra donna cara ornella che porto sempre come esempio, come mamma, come persona cieca che ha reagito e combattuto per la propria autonomia, diritti ecc.
    sul discorso accompagno poi cara ornella apri uno squarcio in un altro mondo ancora: il business del servizio civile, il lucro sulla mancata mobilità dei ciechi civili, gli affari intorno ai corsi del sant'alessio: io da anni ancora sono in lista d'attesa per fare corso d'orientamento!! anni..
    in cui ho fatto da sola, sai bene cosa vuol dire, si ci sono riuscita ma a quale prezzo? e perché visto che tutti pensano che appena si perde la vista in italia chissà quanti aiuti ti arrivano? non arriva nulla! niente! si perde tutto, non solo la vista! "sei una cieca troppo nuova" mi sentii dire da un vecchio dirigente quando chiesi perché avevamo così poco sconto in treno.
    non vado oltre, grazie ornella per la solidarietà, sappi che anche se altri non scrivono qui sono con noi, non siamo proprio pochissimi tra orbi a pensarla così, è che a molti mancano troppi elementi per reagire, io sto cercando di aiutarli.
    vedi a volte è meglio dare la chiave per uscire da una gabbia, anziché aprirla e liberare chi c'è dentro: se apri direttamente rischi di ritrovarti di fronte gente ingabbiata ma anche ormai incapace di volare, se invece dai la chiave per liberarsi da soli, chi non è lobotomizzato capirà come uscire e imparerà a volare da subito.
    sui sordi poi stendiamo un velo pietoso: ma questa è un'altra storia, ne parlerò a parte.
    ciao e grazie, laura

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  7. ne avevo sentito parlare e mi sono sempre dimenticata di chiderti cosa ne pensassi tu, e poi come dite voi non basta una falsa esperienza come questa per capire il vostro mondo, bisogna avvicinarsi con un altro spirito, più umile ed empatico

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  8. cosa avresti imparato se un te l'avessimo preso al buio anziché in una sala normale e luminosa? non hai capito meglio me aiutandomi a leggere menu, a non farmi scottare, semplicemente aiutandomi, e camminando con me e artu per roma? cosa pensi che capisca di ciechi un vedente che paga una cena al buio servito da ciechi??
    tu hai imparato tante cose eppure finora al buio con me non ci sei mai stata!
    il vero insegnamento reciproco è tra ciechi e sordi: il "dividi et impera" delle associazioni storiche non lo consente, per questo vorrei aprire e distruggere queste barriere antiche innalzate in primis proprio tra i disabili sensoriali stessi.
    si imparerà dai sensorial in una cena al buio quando i sensorial si saranno conosciuti, altrettanto vale per i vedenti.
    nel frattempo che questo accada (la vedo lunga..) io vado avanti, informando soprattutto i vedenti di tante realtà.
    le cene al buio ne sono una e in molti le riteniamo fuorvianti, sia per i ciechi che soprattutto per i vedenti.
    ciao, grazie laura

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  9. hai ragione e un errore che ho commesso anch'io a parte che in 2 ore a casa mi sono massacrata una coscia e un fianco l'unico modo x non farsi male era stare ferma ti chiedo scusa... susanna

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  10. Grazie moltissimo Laura per questo post. Ho rimandato, ho rimandato e poi non sono più andato al café noir. E adesso non so proprio se mai ci andrò. Ciao.

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  11. Cara Laura,
    innanzitutto, contrariamente a quanto supposto, c'è ancora chi si concede di dissentire mostrando la faccia e non nascondendosi, e tra quelli ci sono io. Ho letto la tua opinione e quella di Stefano e siccome sono una persona libera e tollerante accetto tranquillamente la vostra posizione riguardo all'esperienza della cena al buio. MA -e permettimi di sottolineare questo MA- non accetto gli aggettivi con cui avete etichettato chi decide di parteciparvi e chi decide di organizzarle. Non sono ruffiana, non sono annoiata, tantomeno vuota, seppure vedente e prossima partecipante ad una cena al buio.
    Leggendo il tuo commento sento una gran rabbia emergere, soprattutto legata alla tua fase di riabilitazione ad una vita da non vedente, e posso capire che sia plausibile a seguito di un evento che ha dato un corso così differente alla tua vita. Ma mi sembra molto superficiale giudicare tutti con lo stesso metro, sia chi organizza che chi partecipa.
    La persona con cui sono entrata in contatto per l'organizzazione di questa cena è stata una persona deliziosa, veramente in pace con la sua condizione di non vedente, contrariamente a come mi sembri tu. I costi, che tu ritieni esorbitanti, sono assolutamente ragionevoli e le motivazioni -seppur a fin di lucro, visto che nessuno, vedente o non, fa nulla di commerciale per nulla- ben distanti dalla meschinità con cui le descrivi.
    Sono totalmente d'accordo che soltanto questo assaggio di vita da non vedente non possa restituire a noi vedenti la reale dimensione della vostra esistenza, ma ritengo che invece di sparare a zero su chi in qualche modo verso questo lido si muove, potresti organizzare TU, in prima persona, un pomeriggio a prendere l'autobus, a scendere una scalinata, ad affidarsi ad un cane.
    Sono certa che chi si avvicina all'esperienza della cena con animo "puro" sarebbe certamente interessato.
    Molto spesso chi non vive un handicap non comprende che alcuni atteggiamenti (tipo giocherellare col tuo cane) posssono diventare nocivi per chi cerca di essere indipendente ed autonomo a prescindere da una mancanza e sensibilizzare la massa non può che portare risultati di migliore convivenza.
    E se dei vedenti ti urtano mentre sei in giro, pensa che magari potrebbero non essersi resi conto della tua cecità, piuttosto che supporre che siano tutti degli insensibili stronzi.
    Insomma, cara Laura, il mondo non è soltanto in mano ai cattivi ed agli sfruttatori (o ai vuoti, agli annoiati etc etc), quindi lascia anche a chi non appartiene a queste categorie la libertà di essere e fare come suppone sia giusto, senza per forza sentirti offesa da chi la pensa diversamente da te o da chi decide di fare un'esperienza che per te invece rappresenta la normale condizione di vita.
    Perchè le parole che hai usato ed i giudizi con cui ci hai tranciato sono molto più irrispettosi ed offensivi di una partecipazione ad una cena al buio...
    Sara Sorge

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  12. @sara sorge: "chiù pilu pi tutti" è la prima frase che mi viene di rispondere a chi come te, anziché rimanere in tema, coglie l'occasione per giudicare chi non conosce, perché attacchi la mia persona?
    non sono affatto come mi disegni e se qualcuno è "dolcissimo" forse è perché sta vendendo qualcosa, lo farei anch'io sinceramente, ma faccio altro: io ho deciso lottare per ottenere un diritto riconosciuto non solo a me, ma a tutti, e se avessi deciso di vendere sarei stata più dolce di quanto lo sia (chiedi a chi mi conosce veramente, non a chi ha sentito solo parlare di me): se non combatto per abbattere una barriera io sono dolcissima, ma capisci che in un'arena dove c'è chi ci ruba dignità e diritti non posso, devo mettere una corazza, a volte pesante, a volte ingombrante (più per gli altri che per me).
    sai sara, organizzerei pure pomeridiane per vedenti con cani guida in città come suggerisci, e purtroppo lo fai con molta provocazione, purtroppo sono presa da altro, lo leggi nel sito della Blindsight Project www.blindsight.eu.
    sulla mia condizione di donna cieca però, su come l'abbia accettata o meno, al tuo posto mi risparmierei certe frasi: può capitare a tutti, bisogna passarci per capire e non si può dire quanto affermi tu: "veramente in pace con la sua condizione di 'non vedente'" ma che ne sai??
    rabbia? mi sembri più arrabbiata tu veramente! mi spiace che tu non comprenda il senso di quanto ho scritto, mi spiace che tu ti senta accusata in prima persona, però non mi permetto di giudicarti, nessuno può farlo, né con te né con me, né con nessun altro.
    qui ho voluto chiarire, a nome di tanti altri ciechi, che una cena al buio non è né educativa né formativa per i vedenti, ma è solo una cena diversa, punto.
    rimane il fatto che ognuno può fare quel che vuole, anche iniziare un messaggio diretto a me con tutto il livore con cui lo hai iniziato tu, ma ci sono abituata, tranquilla.
    siamo liberi, io almeno lo sono, e tu? parla coi ciechi, parla con quelli che non hanno soldi per studiare, con quelli che non hanno soldi per pagarsi un accompagnatore o un taxi, parla con i ciechi che non hanno un film accessibile (tutti in italia), con quelli che hanno passato anni in un istituto... e con tutti i ciechi chiusi in un centralino nonostante abbiano una laurea... ecc. ecc. forse comprenderai meglio me, perché è su di me che esprimi giudizi, e non ne azzecchi manco uno.
    ma ti capisco, sono proprio queste illusioni che io combatto, affinché anche persone come te possano conoscerci veramente e, oltre al divertimento di una cena diversa, al buio o no, possano anche aiutarci a far valere i nostri diritti.
    riguardo ai miei "giudizi offensivi ecc." ti chiarisco la cosa: non sono giudizi, è che io e tanti altri teniamo molto alla nostra dignità: qui si contesta il far passare una cena al buio come un mezzo educativo e formativo per i vedenti, non contesto la cena diversa.
    se i vedenti mi urtano quando sono in giro non sono stronzi, ma manco tanto vedenti, sei d'accordo? se qualcuno gioca con la carrozzina di chi non cammina non trovi che sia solo un gran disturbo? idem con un cane guida, peccato che tante cose solo qui in italia siano ancora così sconosciute, peccato che se qualcuno osa dire la verità è ancora attaccato come tu attacchi me.
    sara credimi, non c'è offesa per nessuno, semmai fai molto male tu quando dici certe cose sul mio conto: è un mondo così diverso il nostro che solo noi possiamo farti capire, e potrai farlo solo se ti tolgo il buio intorno.
    ciao laura

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  13. Leggo l’ intervento di sara mentre ascolto le notizie sul referendum a Mirafiori e sul nuovo procedimento legato agli squallidi comportamenti di Berlusconi.
    In realtà c’è un filo conduttore che lega il linguaggio maccheronico di sara a queste altre testimonianze di imbarbarimento della nostra società. L’Italia è capace di manifestazioni di miseria sociale e intellettuale come in nessun altra nazione occidentale può accadere.
    La cultura che alimenta il non-pensiero di sara è la stessa che fa dire sì all’imposizione ricattatoria del padrone sui lavoratori in un paese in cui le dignità umane diventano tutte di serie B.
    Nelle sue inconsistenti tesi c’è lo stesso codice che scagiona il ricco potente che paga la ragazzine e che addirittura lo fa passare per compassionevole e comunque autorizzato a farlo.
    Fa bene Laura a pubblicare questo tipo di commento perché mostra a tutti la parte oscura di tanta Italia e porta alla luce l’impoverimento etico che sta devastando il nostro paese.
    A tutti sarà evidente la grettezza con la quale sara si scaglia contro Laura senza mai entrare nel merito delle tesi esposte e delle valutazioni sulle cene al buio che sia Laura che io avevamo liberamente espresso. L’attacco è rivolto solo sul piano personale nei confronti di Laura e cerca di essere brutale nel momento stesso in cui esterna addirittura un giudizio sulla personalità di Laura Raffaeli. Per fortuna è una malvagità che resta sospesa nel nulla di un pensiero goffamente formulato.
    Colpisce semmai la violenza gratuita e immotivata manifestata non da un’organizzatrice che si sente offesa direttamente né da un cieco che potrebbe sentirsi privato di un’esperienza a suo modo di vedere utile e inclusiva.
    Una violenza tipica del sicario. Chissà se il mandante prima o poi si farà vivo.
    PS: ho usato il nome minuscolo di fantasia “sara” per rappresentare i tanti Italiani meschini, ridicoli e ignoranti che deturpano il nostro paese.
    Stefano Pierpaoli

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  14. erik1000@libero.it19/03/11, 14:14

    Mi approccio con i guanti bianchi a questo blog dove molto si è già detto. Stavo cercando informazioni o recensioni sulla cena al buio, di cui ignoravo ogni intento educativo o formativo con lo scopo di avvicinare al mondo dei non vedenti. Pensavo che lo scopo fosse quello di amplificare l'attenzione del gusto e dell'olfatto a ciò che si ingurgita, ben conscio che una reale amplificazione sensoriale necessita di anni e anni. Vari siti (ad esempio regali24) propongono infatti in quest'ottica la cena al buio.[http://www.regali24.it/idee-per-regalo/cena-al-buio-milano/]
    Ingenuamente ho ritenuto interessante l'esperienza, senza minimamente tener conto di chi non ha facoltà di scelta e vive al buio ogni giorno. Ho letto il post e gli interventi annessi e credo che sia necessario fare delle distinzioni. Se qualcuno organizza una cena al buio per empatia con i non vedenti, dovrebbe devolvere il tutto in associazioni idonee, non avere fine di lucro, e fare in modo che i commensali si arrangino totalmente sia nel preparare che nel mangiare i piatti, il tutto con immancabile serietà. Vedrei questo evento alla pari di una "gita" con bastone, con cane guida ecc ecc. Altrimenti, sono assolutamente d'accordo, è UNO SQUALLIDO BUSINESS.

    Se però il fine della cena è semplicemente ludico, scevro da qualsiasi intento educativo, bisogna chiedersi allora se il fatto stesso che si simuli a scopo ludico una situazione che è invece drammatica per chi la vive ogni giorno, non sia incompatibile con un doveroso rispetto etico e morale per chi non vede.

    Ho cercato altri esempi analoghi ma fatico a trovarne, ci sono le cene dove si mangia solo con le mani (mai andato ma andrei all'istante per liberare l'animale che è in me) ma non esistono persone incapaci di mangiare con le posate (escludo chi ha difficoltà cognitive o motorie in quanto in questi casi il problema va ben oltre l'alimentazione).

    Se pertanto la cena avesse un puro scopo ludico e non esistesse la cecità, credo sia innegabile l'aspetto divertente e affascinante del mangiare al buio. Ma la cecità esiste e già mi immagino seduto al tavolo, fra l'antipasto e il primo, rapidamente evaporata l'euforia della novità, profondamente depresso nel pensare a chi vive quest'handicap incredibilmente mutilante la qualità della vita.

    Per questi motivi non andrò a nessuna cena al buio, a meno che non sia un cieco ad invitarmi, o a meno che io non voglia provare a casa mia, come se questo bastasse per capire veramente la cecità, come se bastasse a lavare la colpa che ognuno ha, nel non difendere e sostenere ogni giorno i diritti di chi è meno fortunato. Dal cieco al terremotato, all'immigrato clandestino.

    Buon appetito a tutti.

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  15. cara laura, non credo tu abbia capito lo scopo di una cena al buio. lo scopo non è certo quello dell'integrazione, che non si può fare in una sera, o della pietà, nè della curiosità. quello che si apprezza in una di queste cene è il profondo senso di altruismo che i ragazzi ciechi hanno nel far provare ai normodotati l'esperienza fantastica dell'uso degli altri sensi, riscoprendo così se stessi e gli altri. purtroppo fino a quando vi sentirete diversi, sarete trattati come diversi. per me è la stessa cosa uscire, parlare, mangiare, con un mio amico tra virgolette normale ed uno cieco. non mi sognerei mai di versargli da bere o di tagliargli la carne, so che lo sa fare. perchè in realtà anche un cieco vede benissimo, ma con altri occhi, anzi spesso vede molto più lontano

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  16. anonimo perché non ci metti la faccia? o le tue .. sono solo parole? questo post dice proprio questo: ci siamo rotti di sole parole e divertimenti al buio da parte di chi vede: facci sapere chi sei, manifestati, come i ciechi ti portano nel loro buio.
    personalmente preferisco portarti a teatro, o al cinema, volendo anche a cena, ma mai ti direi che una cena al buio è educativa, sensibilizzante, ecc., come invece fanno altri.
    voglio il tuo nome, la tua paura è quella sensazione che a me da molto fastidio, e comunque è scritto ben visibile che devi firmarti prima di commentare, poi la cieca so' io?

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  17. ieri sera ho partecipato ad una cena al buio. L'ho fatto per superare la mia fobia del buio, solo per questo. Vincenzo ci ha servito a tavolo, a lui ho raccontato di me, della mia paura ad entrare negli ascensori, dell'ansia che mi coglie nei luoghi affollati...Mi ha tranquillizzata, con una voce ferma e tranquilla. E' stato gentilissimo. Poi , quando hanno acceso la luce, ho guardato suoi occhi persi e mi sono accorta che, tra i due, chi non vedeva ero io.

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  18. annamaria sono felice che tu abbia risolto i tuoi problemi, qui si contesta l'uso che se ne fa di queste cene al buio: le vendono per "sensibilizzanti", "informative e formative", ecc. cose non vere, perché tu uscita da lì vedevi come prima, noi no e non ci conosce quasi nessuno, se non per il braille (usato solo dal 10% dei ciechi italiani ormai) e per le cene al buio, che ribadisco sono fuorvianti.

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