SIRTAKI TRA LE ROSE

E' bello svegliarsi con una musica in testa, sempre la stessa da giorni, asciutti, col profumo del mare e senza acqua gelata e muffa sulla pelle e soprattutto nelle ossa, ma con un silenzio rotto solo dal canto di qualche uccellino o dalla risata di un bambino. In questa nuova casa è così. Scatoloni che arrivano pieni di me e che escono da qui vuoti, mentre io m'insedio tra queste mura e in questa zona: li apro con la solita ossidiana, ridotta ad una mini scheggia tagliente (forse per l'usura visto che da quando mi fu regalata non ha fatto altro che tagliare nastro adesivo di cartoni da trasloco) e li svuoto come li ho riempiti a mia volta nella catacumbas subacquea (sempre più piena di muffa e acqua) e come feci altre volte. Aprire una finestra e poter uscire su una terrazza, capire da subito che tempo fa, sentire il mio cane che gioca e che mangia contento all'aperto, sentire l'aria che circola e che rigenera tutto ciò che è morto in una notte che svanisce, qui è così.
La mia nuova casa è bella, e non solo perché dotata pure di una magnifica vasca idromassaggio (meta raggiunta dopo capsule e vasche ghiacciate), è proprio bella perché è una casa e non una catacumbas, da giorni lo è ancor di più da quando ho ricevuto da un'amica carissima un regalo straordinario: una pianta di rose che sta ora su uno dei terrazzi, il mio fiore preferito, forse perché ha spine come me, per difendersi dalla profanazione, o perché simboleggia anche riservatezza e silenzio. L'accarezzo, la curo, la sento, la amo. Finalmente posso di nuovo fare questo, era ciò che facevo anche a Roma, nella proto-catacumbas dotata di pseudo-giardino, oggi pressoché scomparso e con lui l'albero e una pianta di rose che amavo molto. Ogni tanto nei miei sogni abbraccio ancora quell'albero e curo e sento quella pianta di rose scomparsi per far posto ad un freddo pavimento. Io non c'ero, ero morta e stavo come sempre traslocando, quando uccisero il mio albero e le mie rose. Qui raramente sento piangere un bambino o adulti urlare, qui sento qualcosa di familiare, forse sarà perché sto in un tranquillo condominio che mi riporta col pensiero a Roma, anziché in una palazzina semideserta, fatiscente e ammuffita. Ho cercato di adattarmi nella catacumbas subacquea, in cui mi furono promessi lavori di bonifica mai avvenuti, non ci sono riuscita ad ambientarmi lì, forse è stato solo un passaggio necessario per sbendare la "mummia" che ero, ed ora sono qui, a due passi da un cinema e dalla piazza, omphalos di un paese sul mare che ha pure un cinema e una piazza con mattoni di vetro illuminato dove sotto scorre visibile a tutti i vedenti un piccolo fiume, quello che vado spesso a trovare nel punto in cui si abbraccia col mare. In questa breve pausa scrivo dal mio mini portatile, collegato col cellulare, visto che la Telecom ancora non viene a darmi il filo con la realtà di Matrix. A me per ora basta e avanza questa realtà: l'aria, il mare, le mie rose e .. la mia nuova vasca che massaggia un corpo stanco con l'acqua, elemento comunque vitale per me, così come lo è per le rose e la qualità della vita, che in questo paese non manca di certo.
Nell'immagine le mie rose fotografate da me poco fa, in una piccola pausa tra scatoloni svuotati e la pioggia di oggi (che in questa casa rimane solo fuori, finalmente!) di seguito una musica che sento dentro me da qualche giorno, da quando sono entrata in questa casa e allo stesso ritmo la sto arredando e la sto vivendo: è un sirtaki, musica di mare e di gente che da ricca e colta quali erano i greci, si ritrovano oggi alla fame e nella disperazione, proprio come è successo per tutti gli "italiani", soprattutto i meridionali, o i cosiddetti "terroni", che di terra hanno invece così poco, ricchi come sono di mare e di voglia di vivere, nonostante tutto.

Questa casa è un'astronave straordinaria, qui dentro ci si dimentica del gran casino che si vive in questa ed altre regioni del sud e, anche se sono solo di passaggio, spero di rimanere qui per un bel po', soprattutto sono felice di essere rimasta qui al mare e al sud (sud-est per l'esattezza, la mia rotta preferita).
Sirtaky

15 commenti:

  1. Sono felice di leggere che ti ci trovi bene nella nuova casa. Anche io sto benissimo nella mia, ti ricordi? Le abbiamo inaugurate più o meno nello stesso periodo.

    Un abbraccio

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  2. certo che mi ricordo! io non dimentico mai niente, a volte non capisco ma se capisco non dimentico mai, un abbraccio anche a te

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  3. Ciao laura, amica mia, ricordo quella casa..quel giardino..come ricordo quando ci siamo conosciute..sei nel mio cuore..e sono felice che finalmente hai trovato una sistemazione giusta.Le tue parole sono meravigliose..come tutti i tuoi insegnamenti che ormai fanno parte della mia vita..vorei avere più libertà per poter venire da te..beh..ti voglio bene..un bacio laura

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  4. quella casa di roma non è più come la ricordi, non lo era già da quando ebbi l'incidente, crollava e si disfaceva come me del resto: io ci sono morta lì dentro e tra una vasca e l'altra ora però sto ancora qui tra voi.
    anch'io vorrei avere più tempo per passare a trovarti quando sono a roma, dal 28 comunque sarò lì vieni al festival del cinema sarà l'occasione per abbracciarti e comunque trovalo un po' di tempo per farti qualche giorno qui, hai la tua stanza, la casa è più grande di quella di roma e questo paese merita veramente, soprattutto questo mare e questo paesaggio, ma anche la gente che trasmette un calore che a roma non c'è più.
    grazie a te per ciò che dici, pure tu sei tra gli affetti più cari, anche se si corre sempre.. del resto tanti anni fa ci siamo conosciute correndo :) baci a prestissimo laura

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  5. Ho letto questo tuo ultimo post con la colonna sonora. E' stato bellissimo e mi sento meglio di prima. Grazie cuggì.

    Chissà che una volta o l'altra non ce la faccia a venire a vedere sta nuova casa.

    Cugigio

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  6. giovanni spero proprio di si! mentre scrivevo questo post ho avuto un po' di problemi, non tanto per la connessione assurda con cellulare, ma perché ero molto strana, infatti immaginavo rotte ed ero in mare mentre scrivevo.. ma anche altro:
    TERREMOTO IN INDONESIA non vado oltre tanto da bravo cugino capisci, purtroppo per me sento queste cose dentro da prima, non so perché e manco mi interessa visto che mi sento inutile in questo caso, un abbraccio forte laura

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  7. Ciao Laura, mia unica blogger, che alimenti riflessioni e curiosità con i tuoi sempre interessanti e mai banali argomenti. La casa, statica e definitiva per molti, è per te un'astronave, alla ricerca di nuove frontiere. In questo tuo viaggio ce ne sono almeno tre che ho seguito con la mia limitata fantasia; l'ultima foto del terrazzino aiuta molto a disegnare ciò che si trova intorno, e quello che c'è di fronte che "il guardo esclude" come l'ermo colle e il mare di Adriano che si immagina a due passi. Ma proprio non ci sai stare senza mare? La pur parziale conoscenza di te e delle tue vicende, qrazie a questo blog e alle cose che scrivi in generale, fa di te anche un personaggio letterario, vivo, in continua evoluzione, la cui prossima mossa non è possibile trovare, per esempio, a pagina 99 (c'è un club della pagina 99 dove, secondo loro c'è la parte migliore di un romanzo) perché non è stata scritta. Scusa queste bizzarre riflessioni ma so che ti piace scrivere e leggere. Aspetto un tuo prossimo racconto, romanzo, quello che vuoi, basta che me lo fai leggere.
    Un abbraccio
    Pasquale

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  8. Ho riascltato con piacere quella musica greca, auguri per la tua ascutta casa vicino al mare. Ti segnalo un mio post dal titolo la madre, che ho inserito oggi sul mio blog: si tratta di un quadro di un mio amico che ho tentato di descrivere con le parole.

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  9. questa musica mi batte in testa, non mi lascia più: probabilmente significherà qualcosa che capirò come sempre in ritardo (ritardo per qui, la mia temporalità è molto diversa da quella comune)
    caro pasquale hai centrato una mia caratteristica: mai dare niente per scontato con me.
    grazie per ciò che mi scrivi, appena mi daranno una linea adsl ed avrò un po' di tempo per me scriverò per te con molto piacere.
    francesco, come dicevo sopra non riesco molto a navigare, stasera poi la connessione col cellulare è lentissima, come l'inizio del sirtaki.. domani ascolterò cosa hai scritto, come madre sono molto curiosa.
    ciao e grazie

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  10. Bellissima descrizione cara Laura che fai della nuova casa e del luogo. E poi il cane, e la rosa, e la vasca. E poi i suoni, e poi l'atmosfera tutta. E la musica greca che mi ha fatto riandare laggiù su quelle spiagge, non so a te. Ciao.

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  11. oggi c'è un tempo meraviglioso qui.. sono stata un po' al mare col cane ed è bellissimmo forse perché c'è alta pressione e sole.
    qui in calabria c'è molto della grecia, non solo per i casini ma anche per la storia e molte tradizioni e questo mare non ha niente da invidiare ad altri mari (ne ho visti un bel po' prima di questo), qui il mare è colmo di magia... infatti non mi va di partire domani pr il casinum di roma (satura di paillettes, botulini e tappeti rossi in questi giorni)
    alberto la musica che sento dentro è in questa casa, non so perché, comunque avrai letto nel mio commento a cosa pensavo e cosa sentivo dentro quando ho scritto il post (purtroppo) anche se pensavo fossero mie emozioni da stress traslochesco, e invece.. ciao e grazie, laura

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  12. E comunque anche qui a Milano oggi è una bellissima giornata, certo non c'è il mare...

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  13. vuoi mettere il "sole" di milano con il SOLE di praja? :)

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  14. Tantissimi auguri per la nuova casa Laura. Che sia anche l'inizio di tante cose nuove, belle e inaspettate.

    Un caro abbraccio.
    Marco

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  15. carissimo marco grazie! ho letto il tuo ultimo post: sei un grande e appena ho un attimo vorrei scrivertelo anche lì quanto sono d'accordo con te, un abbraccio forte laura

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