L'ISOLA DEI NESSUNO

A volte penso alla mia vecchia vita, a quella vita che non tornerà mai più. Non ci penso con nostalgia, né ho voglia di tornare indietro perché è una cosa che non ho mai fatto. Ma ci penso, soprattutto in queste giornate di diluvio che mi obbligano in casa, dove comunque non sto ferma un attimo, però mi godo un po' di silenzio (telefoni e sintesi vocali permettendo).
Penso a quanta acqua ho preso in moto, a quante cose ho vissuto, visto, sentito, a quella vita da "normodotata" in cui vedevo tutto, compreso un futuro, mentre in questa invece c'è solo la realtà di un buio presente che non mi appartiene, non mi appartiene più.
E' un "viaggio" pensare a me, io qui in questa regione che mai avrei immaginato di abitare, in mezzo al vento e al mare, approdata qui agli sgoccioli di un'esistenza per caso: ero in cerca di una bussola e di un'ancora per rinascere. Non so dire se le ho trovate, so però che ho trovato un albero, una grotta, le rose e una spiaggia con un'isola dove sono rinata. Balene e delfini scompaiono come scompaio a volte io, ma esistiamo: siamo solo disorientati. Io qui ho capito molte cose, da vedente non potevo, da neo cieca neppure, da cieca totale invece ho saputo, perché sapere è una cosa, capire un'altra. Infatti non ho capito un granché, ma ho saputo molto. Mi è mancata molto Roma, che comunque vivo pure troppo spesso, ma in realtà solo qui in questo deserto selvaggio ho potuto trovare quella ricchezza che arriva con i suoni del vento e del mare (altro non c'è). Nell'immagine l'isola fotografata da me da sud, un posto dove vado quando posso e dove ho saputo.. dove ho conosciuto la rotta per non perdermi.
Non  perdere di vista Itaca,
poiché giungervi è il tuo destino.
Ma  non affrettare i tuoi passi;
è meglio che il viaggio duri molti anni
e la tua nave getti l'ancora sull'isola
quando  ti sarai arricchito
di ciò che hai conosciuto nel cammino.
Non  aspettarti che Itaca ti dia altre ricchezze.
Itaca ti ha già dato un bel viaggio;
senza Itaca, tu non saresti mai partito.
Essa ti ha già dato tutto, e null'altro può darti.
Se, infine, troverai che Itaca è povera,
non pensare che ti abbia ingannato.
Perché sei divenuto saggio, hai vissuto una vita intensa,
e questo è il significato di Itaca.
(Konstantinos Kavafìs [1863-1933], Itaca)

7 commenti:

  1. Una cosa non hai perduto, e per quella non servono gli occhi, la capacità di percepire, fondamento dell'identità umana.

    Sandro

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  2. oh laura oggi non posso far altro che abbracciarti

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  3. C'è una certa malinconia nelle tue parole. Sicuramente è proprio quella malinconia che le rendono tanto profonde.
    Rinascere non è da tutti. Tu hai avuto tale privilegio, anche perchè sei ritornata alle origini.
    Quando l'uomo a contatto con la natura, possedeva il dono di saper guardare negli occhi degli dei, e carpire i suoi segreti…..

    Ti lascio un grande abbraccio.
    Marco

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  4. caro sandro: quella ce l'ho sempre avuta, da quando sono disabile poi è forse anche troppo esaltata! auguri per te, grazie e a presto
    cara patty: grazie (artu sarà geloso visto che va matto per i tuoi abbracci ;)
    caro marco: è la malinconia o la saudade che mi appartengono, io sono così (in pochi conoscono il mio lato romantico e malinconico, costretta come sono a dimostrare sempre di essere "forte").. una domanda: perché ammesso che io possa guardare negli occhi degli dei non posso far altro che sapere, sapere, sapere... e quasi mai capire? perché capisco così in ritardo nonostante abbia il dono di sapere prima?? io mica l'ho capito..
    p.s.: avevo copiato e incollato il brano su itaca di kavafis, non m'ero accorta che proprio nel libro da cui l'ho preso avevano messo una D al posto della T del suo cognome, ho corretto

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  5. allora abbraccia artù per me, non lo voglio mica far ingelosire

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  6. Carissima Laura, penso che ti sei risposta da sola. La saudade, ti avvolge, impedendoti di accettare completamente quello che nei fatti è un passaggio da una dimensione all’altra. Ma forse anche perché ti manca la prova, la risposta più importante. Ma quella prova, secondo me, non arriverà se prima non ti liberi della saudade. Lo so che parlare è facile, quindi comprendo i tuoi stati d’animo, a volte turbolenti. Io stesso non so dirti come potrei essere se fosse capitato a me. Questo perché ci sono cose di questo mondo, che per comprenderle profondamente, bisogna viverle. Ma devi sapere, che io vedo qualcosa di bello e di grande nella tua nuova vita. Qualcosa che sicuramente prima non avresti mai potuto possedere. Se è vero che non siamo dei semplici manufatti, ciò che hai acquistato è parte dell’eternità. Quindi cosa vuoi che sia questa vita ….. fosse anche la più fortunata e felice, ci apparterebbe solo per alcune decine di anni, rispetto a quella vera che ci appartiene per l’eternità.
    (Non c’è senso in ciò che muore).

    Ti sono vicino come sempre.
    Marco

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  7. è vero caro marco: è la saudade che mi rovina, stare lontana dal mare me l'aumenta, perché ho nostalgia solo di questo mare, ma non ho capito perché, so solo che su questo pezzetto di mare mi sento a ..casa.
    so che mi "parla", ma non capisco subito cosa "mi dice", mi ci vuole sempre tempo, cioè capisco dopo, sempre che capisca.
    per me capire vuol dire comprendere quando qualcuno mi parla in un'altra lingua: ecco ascolto quanto mi si dice ma lo capisco solo ragionandoci, non lo capisco subito come se quel "qualcuno o "qualcosa" mi parlasse in una lingua conosciuta.
    mi sento come una neonata in mezzo ai "grandi", quindi apprendo sì, ma solo dopo aver ascoltato e ragionato, cioè sempre dopo, a volte tardi.
    so che su questa spiaggia sto conoscendo realtà molto sconosciute (o rimosse), che il vento che gira intorno all'isola mi fa sapere che lì c'è l'isola (a modo suo il vento mi fa "vedere" e posso mettermi lì davanti ad ascoltare ciò che mi passa sotto i piedi dalla spiaggia all'isola), che i suoni del mare mi indicano la rotta per ..tornare, so anche che è qui che devo stare (non chiedermi perché, non l'ho capito ancora..), so che sto ricevendo beni preziosi che altrove non avrei avuto, so anche che è qui che una grotta mi ha partorita di nuovo affinché rinascessi (forse perché devo fare qualcosa, quel qualcosa di bello che percepisci anche tu)...
    so tante cose, ma ancora non ho capito perché! perché questo percorso così difficile anche se affascinante, proprio a me? forse perché da quando sono nata mi sento a casa solo al mare? o perché serviva qualcuno di particolarmente "resistente agli urti"? sapere senza capire non è facile, ma sapere tante cose è per me affascinante, vorrei solo capire perché questo mare ha scelto me, visto che non l'ho scelto io, ma mi ha praticamente risucchiata..

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