UN DILUVIO DI MARE


Da Roma al mare in 5 ore di treno: ieri sera sono tornata a casa e finalmente respiro di nuovo con il moto delle onde che dal mare si alzano e si lanciano sulla spiaggia con tonfi ed urla. Ieri ho dormito durante il viaggio ed ho sognato cose che non dico, ma che sento dentro, per questo oggi sono andata sulla spiaggia a cercare di "parlare" col mare, ad ascoltare i racconti di un fiume, a litigare con i miei capelli con i quali il forte vento ha giocato al "coiffeur pazzo", infatti ora sono piena di nodi ed ho una chioma gonfia, cotonata con mega fissaggio di salsedine. Il mare di oggi porta anche grida di disperazione e il vento, mentre aveva da fare con i miei capelli, mi diceva della sua impotenza e di gente sommersa dall'acqua: il vento non riuscirà ad asciugare tutta l'acqua che ha sommerso i veneti, i calabresi.. e chissà se qualcuno li aiuterà, visto che finora pare che nessuno se ne sia occupato. Penso al mito di Atlantide, così vicino a quanto stiamo vivendo, mentre il mio cane fa una buca: chissà se lì sotto c'è un tappo da togliere per svuotare tutta l'acqua che sta sommergendo gran parte di Terra?? Non lo so, quindi fotografo il mare e l'isola, che mi dicono in coro di tornare a casa e di mettermi al sicuro, dove ascolto questa poesia bellissima del mio autore preferito, un altro che parlava col mare come me:

Le Isole Fortunate

Quale voce viene sul suono delle onde
che non è la voce del mare?
E' la voce di qualcuno che ci parla,
ma che, se ascoltiamo, tace,
proprio per esserci messi ad ascoltare.
E solo se, mezzo addormentati,
udiamo senza sapere che udiamo,
essa ci parla della speranza
verso la quale, come un bambino
che dorme, dormendo sorridiamo.
Sono isole fortunate,
sono terre che non hanno luogo,
dove il Re vive aspettando.
Ma, se vi andiamo destando,
tace la voce, e solo c'è il mare.
(di F. Pessoa)


Nelle immagini, in tema con il Diluvio: il mare dietro casa mia fotografato da me oggi pomeriggio, mentre il diluvio era per un attimo in pausa.

12 commenti:

  1. forte l'immagine di un tappo da togliere per far defluire le acque, sarebbe anche bello che magari potessero defluire vero posti più desertici che invece di quell'acqua in più ne hanno veramente bisogno


    ma siamo solo due sognatrici

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  2. forse anche i deserti non saranno più privi di acqua... meglio sognare che rimangano tali, almeno ci sarà un posto dove asciugarci

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  3. Pessoa!!!!!!

    Ho da poco finito di leggere "L'anno della morte di Ricardo reis" di J. Saramago. Parla di uno degli alter ego di Pessoa, un libro stupendo, come stupenda è l'intuizione nascosta nella poesia che hai pubblicato.

    Mi firmo col vecchio account, ma solo per farmi riconoscere, ormai il verduraio non esiste più.

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  4. adoro pessoa da sempre, mi ci ritrovo tutta in ogni sua frase, in ogni suo verso, nel modo in cui è qui ma anche altrove.. e come me vede e conosce il confine senza perdersi nei viaggi o "sogni", quel confine che fa ritrovare sempre la via del ritorno.. da "qui" a lì e da "lì" a qui, impreziosendo ogni volta la cosiddetta "visione superiore"

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  5. Ciao Laura...dopo tempo ti ritrovo...torno sempre dove sto bene...e ti ritrovo poetica come e più di sempre...un abbraccio

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  6. ehi ciao! vuoi salire anche tu sull'arca che sto costruendo? :) la poesia è la voce.. le telefonate tra politici che non intervengono in questo disastro ambientale sono solo parole! quelle che non abbiamo più in calabria, dove franano montagne mentre trivellano uno stretto per far finta di costruire un ponte, che di certo non salverà dall'acqua e dal fango calabresi e siciliani, ma indebiterà tutti, veneti compresi.
    p.s.: il diluvio imperversa ancora

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  7. Una poesia bellissima, che mi ha regalato un attimo di serenità nel mio mare di ansia e sconforto.
    Grazie Laurè

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  8. giovanni se non ti fermi alla poesia capirai che c'è chi in questo momento non può neanche scriverlo su un pc quanto sconforto abbia: si certo, è più bello guardare chi sta meglio di noi, ma di questi tempi è difficile trovarlo.
    stai bene, un abbraccio forte

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  9. Dove ora c'è il deserto, tra non molto ci sarà l'acqua.... la stessa acqua che ora ci disseta.
    L'esistenza è solo un'altalena ....
    Fino a quando non troveremo l'uscita.
    Un caro saluto.
    Marco

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  10. Salirei volentieri sulla tua Arca....cosciente che salveresti il meglio mi sento quasi lusingata:-))
    Bertoladro è attivo anche questa volta alla destra del "Padre di tutte le battaglie" per risolvere a parole (e non quelle di una poesia)ogni difficoltà.
    Ma è poi dimostrabile che, chi è in difficoltà, o lo è stato come a Napoli con la spazzatura, in Abruzzo con il terremoto, in Calabria e Sicilia con le frane, poi non sta meglio!Ma non ci si guadagna poco e nulla con la prevenzione...i SOLDONI arrivano quando bisogna ricostruire...si un posticino anche per me sulla tua Arca!!!!prometto che non disturbo
    ciao

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  11. caro marco come sempre vediamo le cose per ciò che sono realmente, il problema è che l'acqua dolce sta finendo, un po' ovunque e desalinizzare oceani sempre più vasti, ricchi di petrolio e fango non basterà mi sa tanto..
    l'arca che sto costruendo vola.. c'è posto solo per chi non si illude, da come dici quindi cara sibu c'è posto anche per te ;)

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  12. beh...illudermi io un po' mi illudo ma non certamente di quella che fanno passare per la realtà...mi illudo nei miei sogni...nei miei pensieri...spero valga lo stesso l'invito;)

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