ESTETICA DI UN PIANETA

La parola aesthetica ha origine dalla parola greca αἴσθησις che significa sensazione e dalla parola αἰσθάνομαι che significa percezione mediata dal senso. Originariamente l'estetica infatti non è una parte a sé stante della filosofia, ma semplicemente l'aspetto della conoscenza che riguarda l'uso dei sensi. Estetica è una parola divenuta troppo importante su Terra, a dispetto del suo vero significato.
Il 2011, questo anno gregoriano in cui cambieranno tantissimi significati di parole ed equilibri su cui si basano più dell'80% dei terrestri, è iniziato tremando violentemente e sommergendo parte di un continente dove gli europei, come in altri luoghi di Terra, hanno portato solo problemi e disastri (in Australia in questi giorni c'è un'inondazione che rimarrà nella storia: leggi QUI).
Se il buongiorno si vede dal mattino, forse non mi sono tanto spinta nella fantascienza quando ho detto che sarà un anno in cui bisognerà aiutarsi molto, per questo rinnovo l'invito: esercitatevi ad amare (finché c'è il tempo per addestrarsi.. quindi non rimandare a domani quel che si può e deve fare oggi).
Insomma è iniziato un anno in bilico tra la voglia di illudersi che tutto continuerà come sempre e quella di scappare su un altro pianeta, un anno che mette già alla prova molte menti umane: quante sono sveglie e quante no?
Argentina 1 Gennaio 2011: sisma magnitudo 6,9 a nord di Santiago del Estero (leggi QUI).
Cile 2 gennaio 2011: sisma magnitudo 7,2 a nord est di Temuco (leggi QUI)

Eppure c'è chi pensa solo all'oro, come l'ENDESA, società italiana che, per rifornire d'energia una miniera d'oro, sta costruendo una diga nel bacino binazionale nel Rio Puelo, una falda acquifera che parte dal lago omonimo in Chubut e sfocia nel Pacifico cileno. I terremoti causati dalla diga di ENDESA nel bacino di Rio Puelo potrebbero incidere seriamente sia in Cile che in Argentina (LEGGI TUTTO).

Si, forse chi accusa l'Endesa fa fantapolitica o è un catastrofista paranoico, probabilmente come lo era chi ha previsto un brutto terremoto su Roma per maggio prossimo: sarà per queste fantasie di un apocalittico scienziato quale fu definito Bendandi, che da questa mattina a est della capitale ci sono già state due scossettine (vedi QUI ), quelle comunque a cui siamo abituati quotidianamente (purtroppamente) in Calabria, così come in Sicilia, regioni poverissime e disperate in cui, sempre gli italiani, vogliono un ponte faraonico per unire due vulcani, anziché sistemare le case, spesso costruite col massimo del risparmio e da palazzinari anziché da ingegneri, ma questo conta niente rispetto al resto. Ponti, dighe, opere faraoniche, basi militari e miniere d'oro: e pensare che molti di loro vorrebbero salvare la vita (aborto), addirittura quella di un embrione, lapidando con parole e accuse chi vuole evitare di mettere al mondo altra carne da macello, oppure desidera solo dignità per la propria morte (eutanasia), questo mentre seminano morte e distruzione ovunque in cambio di denaro.
Mettere al mondo un figlio per vestirlo da militare e farlo massacrare in nome di chi? Patria? Quale patria? Quella dell'Endesa o del ponte sullo stretto di Messina? Forse quella patria che ha distrutto con gli Usa di Bush per sempre Bagdad ..e non solo? Quella patria amica di Gheddafi ed altri dittatori sanguinari? O la patria che ha venduto armi a quasi tutto il pianeta Terra? Stamattina quindi i funerali "solenni" per un altro ragazzo morto in guerra, anche se a tutti avevano parlato di missione di "pace", chissà se qualcuno capirà? Qui si vive di eroi, di martiri, di sacrifici cruenti con cui ogni chiesa abitua tutti gli occhi dalla nascita: bisogna soffrire per salvarsi, dicono ma loro non sanno cosa sia la sofferenza. Si muore, per guerra o per catastrofi volute, e raramente ormai una calamità naturale, se facciamo i conti, miete più vittime di quante non siano quelle volute dall'"uomo". C'è una mia poesia, "Pensiero est-etico" tratta dal mio pseudo ebook "Dalla ziggurat di Ur" che forse rende meglio l'idea, così come le altre poesie in esso contenute, all'apparenza righe scritte da una donna che ha perso la vista, in realtà mi rendo conto che quanto sentivo e sento dentro esiste sul serio e non era solo la mia disperazione, ma quella di tante madri, quella di tutti coloro che ascoltano come me il battito universale:
"Mi metto una Musica ed esco, ma vi chiedo da Venere:
Togliete figli come rughe... questa sarebbe l'estetica per voi?"

3 commenti:

  1. uno scenario apocalittico ma vero, e il pensiero agghiacciante è che non ce ne rendiamo conto che siamo spesso noi stessi artefici di queste catastrofi, naturali e non

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  2. Le disgrazie che ci riserva al natura ci possono ispirare un senso di pietà e anche quella necessaria solidarietà umana di cui parlava Leopardi nella sua Ginestra. Quando le disgrazie sono dovute al comportamento dell'uomo nasce la rabbia e può subentrare anche la depressione per la natura umana. Ci occorre una grande forza.
    ciao Laura
    ps: ho trovato il link della tua Ziggurat, la conservo e leggero la tua opera con calma

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  3. io da anni dentro sento solo un gran casino, pensavo fossi io per via dell'incidente, purtroppo non è così: da giorni non riesco a scendere in spiaggia, ho un'influenza (almeno spero sia influenza) che mi ha stesa, sto meditando molto in casa e più lo faccio più capisco tante cose, ad esempio che anche oggi qualcuno deciderà cosa deve pensare il buon 90% di quella chiamata "civiltà umana".
    io e il "telecomando" siamo incompatibili, ma quanti sono telecomandati ogni giorno, ogni ora, ogni momento di questo tempo artificiale che ci fanno vivere seguendo un calendario gregoriano così lontano dal vero tempo che invece dovremmo vivere?
    p.s.: si forse sembrerà strano quanto dico ma non lo è affatto, anche se quando ho la febbre io sto un po' fuori pure dal raggio alieno, non solo da quello del telecomando..

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