LA DESCRIZIONE DI UN ATTIMO

Un attimo di realtà può fare la storia, non vedere toglie molta realtà, anzi quasi tutta se pensiamo che è tutto a misura di vedenti.
Quando vedevo amavo descrivere cose, che avevo visto, a chi non le aveva potute vedere: erano però tutti vedenti quelli a cui raccontavo e descrivevo, anche un solo attimo di vita e di realtà, e mai avrei immaginato allora che un giorno avrei avuto un disperato bisogno di questa "visione raccontata", perché sarei diventata cieca del tutto.
Sento la gente, la tv, i giornali, le radio parlare, a volte troppo e inutilmente, perdendosi in quell'overdose di vista di cui sono assuefatti quasi tutti i vedenti e mai descrivendo qualcosa, ma quasi sempre criticandola o immaginandola. Insomma mai nulla di reale, purtroppo per me che invece cerco disperatamente realtà in ogni secondo della mia esistenza.
Ascolto un film, posso dire che mi è piaciuto in base ai dialoghi, ma chissà quante scene importanti, quelle non parlate ma non per questo meno significative, mi perdo, e con esse la realtà.
Mi è sfuggita la realtà dagli occhi da quando sono cieca!
Raramente ho trovato chi ha letto qualcosa per me, e chi lo ha fatto di solito era per vanità personale, in quanto mi leggeva suoi scritti: mi accontento quindi di chi mi aiuta nelle pulizie di casa e mi legge anche una bolletta, ma è già tanto per me che sono rimasta senza questo potere, quello che ogni vedente non apprezza: la vista per leggere. Ma tra queste rare persone che hanno letto per me vorrei ricordarne sempre due: un'amica una volta lesse per me alcuni brani di un libro, senza che glielo chiedessi, è successo quando persi la vista, poi non ci siamo più viste e di conseguenza manco frequentate, una cosa questa successa con molti altri "amici". Un'altra amica invece è riuscita a farmi "vedere" molte cose, forse è la prima dopo tanti anni che riesce, senza difficoltà e con molta chiarezza, a descrivermi luoghi, oggetti, film, e quant'altro è visibile a tutti tranne che a me (perché un film non lo posso toccare per capire).
A volte basta così poco per far felice un cieco: usando la voce, la comunicazione descrittiva, si diventa un prezioso ausilio che tiene testa ad ogni sintesi vocale in commercio. Eppure 99 vedenti su 100 non riescono a comunicare, né tantomeno a descrivere, limitandosi a striminziti messaggi su una chat o via email, o con telefonate di cui capisco la metà del parlato in quanto pure mezza sorda.
L'amica più brava, che si chiama Nunzia, è riuscita a farmi "vedere" un ipad, un film, un luogo dove non sono mai stata, ed anche quelli dove sono stata ma da cieca: descrive con pazienza certosina ogni dettaglio, ma quelli importanti che avrei voluto vedere anch'io, e spiega e descrive con passione, sento quindi che non le pesa farlo, anzi ripercorre descrivendo le stesse immagini od oggetti visti con piacere. E' importante non sentire il disagio, le difficoltà nel linguaggio comunicativo, l'imbarazzo nella scelta dei dettagli, la paura di sbagliare, ma anche la superficialità visiva di cui molti vedenti peccano: io sento tutto, e non avvertire tutte queste sensazioni è meraviglioso. Con le descrizioni di Nunzia sono riuscita ad avere molta realtà senza toccare, mi piacerebbe che molte persone fossero come lei, e che quando mi incontrano anziché chiedermi "che hai fatto oggi?", mi chiedessero "che vuoi vedere oggi?".
In conclusione: a noi ciechi non piacciono le mani addosso per comunicare, il silenzio ci ucide e basta invece una sola voce, pulita e libera*, connessa ad occhi attenti sulla realtà, già questo ci farebbe sentire ...collegati, in questo regno di barriere sensoriali ed informatiche, ma anche di barriere mentali, quelle costruite con pregiudizi e cementificate dal razzismo e dalle convenzioni.
O forse hanno ragione i miei amici ciechi, che dicono che sono veramente pochi i vedenti che vedono davvero, come vedevo prima io? Mi sa di si, anche per questo sto preparando la mia mostra fotografica: foto scattate senza vedere ma con il mio super-sentire, di cui presto darò notizia, quale grido di aiuto in mezzo a vedenti che fanno i ciechi. Viva Nunzia, che senza averglielo mai chiesto, m'ha descritto così tanto che forse, tra quello che sento e quello che ora so, vedo più io che sono cieca di tanti altri, illusi di essere "normo"!

*per "voce pulita e libera" intendo la voce di chi è libero nella mente e pulito nel cuore, a tutte le altre voci preferisco una sintesi vocale: metallica, disumana tanto quanto quella di molti "umani", ma almeno posso spegnerla quando voglio.

6 commenti:

  1. Cara Laura, come sai ho un residuo visivo. A volte pero' non lo uso, perche' sono stanca o ho mal di testa. Non e' uguale, lo so, alla tua situazione, pero' posso dirti come io vedo non vedendo. Devi partire con il togliere quel principio inalenabile che la realta' appartiene ai vedenti. Non e' vero, essa e' mediata da tutti i sensi. Un fiore e' anche tatto ed olfatto e gli alberi respirano anche quando l'aria e' ferma. Se poni le tue mani sul collo puoi sentire il tuo calore, il tuo vivere. E' la societa' a condannare la lentezze dei sensi non visivi, ma ricordiamo i profumi piu' delle immagini.
    Quanto al leggere, la mia scelta delle voci artificiali e' scelta di liberta': non dipendo dai vedenti, se non lo desidero. Le voci umane sono migliori: ma cosi' leggo la notte, a letto e somiglia a...prima, quando leggevo con i miei occhi..

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  2. cara rosa, anch'io sono autonoma, ma ci sono alcune cose sono inaccessibili a noi ciechi, e ci sono anche cose però che da vedente io avrei visto.
    questo lo so solo quando qualcuno, che ha visto sul serio, mi racconta le immagini che mi sono persa, ma non tutti vedono sul serio, quindi a volte mi manca sapere cosa ho davanti mentre cammino, per portare un esempio.
    mi chiedo perché tanta gente che ha la vista non vuole vedere, fermi tutti quanti su quella superficie scivolosa e viscida che sono le apparenze: perché prendermi in silenzio per un braccio se mi si vuole indicare una sedia, e non dirmi: laura alla tua destra c'è una sedia, se vuoi sederti (che è ben diverso da quello che succede sempre, quando ti devi sedere per forza - perché sei cieca - e lo devi fare accompagnato da un braccio che in silenzio o mugugnando qualcosa ti prende e ti mette seduta).
    Conosco bene il tipo di visione di cui parli, preferisco le sintesi vocali proprio perché mi danno la possibilità di intepretare a modo mio ciò che sto leggendo, mentre mi manca la descrizione audio di ciò che ho intorno, e quando così raramente arriva quella voce umana che ti descrive con giuste emozioni qualcosa o qualcuno di reale, io ne sono molto felice.
    Un libro è una cosa, la realtà è un'altra, e non c'è una guida con sintesi vocale che mi dica quel che ho intorno nel mondo: possono e dovrebbero farlo solo gli umani.
    si vede che sono rimasti veramente in pochi.. lo dico da aliena, ahah!

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  3. E non posso che darti ragione, Laura.
    Gli umani sono veramente pochi. Gli altri, quelli che lasciano trascorrere la vita senza viverla, hanno riempito il mondo ma non lo vedono come lo fotografi Tu. La loro cecità è nell' anima.
    Buona serata.

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  4. cara Laura ogni volta che ti leggo mi faccio piccina piccina per la vergogna, perchè in assoluta buonafede riusciamo poi ad essere profondamente egoisti e non è scusabile, la tua amica Nunzia è una grande perchè evidentemente sa vedere con il cuore e riesce empaticamente a capire cosa tu voglia "vedere"

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  5. Laura, spero ardentemente che il tuo prossimo trasloco sia dove spero. Così avremo occasione di incontrarci, se non spesso almeno abbastanza per consentirmi di emulare ogni tanto la tua bravissima amica Nunzia. Sono anni che mi immagino in questo compito e spero di essere adeguato. Questa è la settimana dell'esplorazione del luogo. Fammi sapere come è andata appena puoi, mi raccomando. Ciao.
    Cugigio

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  6. @aries: e sapessi quanti ce ne stanno di ciechi finti, ma non quelli che la finanza becca per riempire le pagine di giornali e le tv, ma quelli che dicono di vedere! un abbraccio e grazie"
    @zefirina: tu non potrai mai diventare piccina patrì, sei troppo grande (intendo dentro): devo venire vicino casa tua, ti squillo prossimi giorni, bacione.
    @giosatu: ho esplorato l'itali ma per lavoro, ti terrò aggiornato comunque sulla mia prossima base, spero di avvicinarmi a te così leggerai pure tu, senza mangiarti le parole se ci riesci :) bacioni!

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