VILLAGGIO E LE PARALIMPIADI

Paolo Villaggio è un personaggio che ho amato sempre, da quando ero bambina: si è sempre distinto tra miliardi di comici, e mi ha sempre fatto sbellicare dalle risate, soprattutto perché esalta la realtà. Per me è un genio.
Le sue dichiarazioni a proposito delle Paralimpiadi però hanno suscitato un caos:
"La Paralimpiadi di Londra fanno molta tristezza, non sono entusiasmanti, sono la rappresentazione di alcune disgrazie e non si dovrebbero fare perché sembra una specie di riconoscenza o di esaltazione della disgrazia. La mia non è crudeltà, ma è crudele esaltare una finta pietà. Questo è ipocrita. Sembrano Olimpiadi organizzate da De Amicis con dei "personaggini". Non fa ridere una partita di pallacanestro di gente seduta in sedia a rotelle. Io non le guardo, fa tristezza vedere gente che si trascina sulla sedia con arti artificiali. Mi sembra un po' fastidioso, non è divertente". Ce n'é una, cieca, che fa i 200 metri in pista. Dicevano che si allena con due persone a fianco che le dicono dove andare. Tanto vale allora correre con il bastone.". 

Roba dura, basta cercare nel web per leggere le varie reazioni! La mia a proposito? Sinceramente, se potessi, mi piacerebbe non competere in uno spazio "dedicato". Non sopporto gli spazi "dedicati". Atleti disabili da tutto il mondo.., ma quale mondo? Quello che comunque mi emargina? Quello che vede un fenomeno da baraccone in ogni disabile che riesce in qualcosa? Usate gli occhi, guardate la realtà: le parole di Villaggio saranno anche una provocazione, ma non è una persona sconosciuta a dire certe cose, lo si conosce bene proprio per il suo graffiare continuamente sotto ogni strato, anche invisibile, di finzione. Lui è così, ricordatevelo anche quando da giovane prendeva a sberle la vecchia tra il pubblico che applaudiva troppo: perché tanta permalosità? Perché ha detto ciò che pensa? Meglio chi lo pensa ma non lo dice??
Sono stata felice di sentire che una ragazza ha vinto l'oro nel nuoto, il fatto che sia nata cieca però cosa cambia? Perché tanto sensazionalismo da parte della stampa e media in generale? Tutto questo esalta solo la "normalità" di chi cammina, di chi vede, ecc., dei cosiddetti "normodotati", che pensano cose peggiori guardando chi è disabile ma non lo diranno mai.
Preferisco il vecchio e cinico Paolo Villaggio allo tsunami di pietismo e "fenomenal-baracconismo", che in questi giorni ascolto da tv e giornali: finite le Paralimpiadi, il disabile è sempre il diverso, così diverso da suscitare i peggiori tra i pensieri di chi assiste in questi giorni a qualche gara, ma non osa dire.
Caro Paolo Villaggio, sei stato duro, magari non condivido la tristezza perché c'è di peggio, ad esempio i preti che cacciano via i ciechi con cane guida da una chiesa, ma voglio dirti che io non mi sento offesa, che mi hai fatto ridere come sempre, e mi auguro che un giorno tutti abbiano il coraggio di parlare in faccia come fai tu, perché è di realtà che i disabili hanno bisogno, non di un mondo ovattato che, soprattutto in questa nazione, è per pochi.

Nessuno sa più ridere, oltre a non sapersi esprimere con sincerità, questa è la verità!

10 commenti:

  1. Angelo Fabbri03/09/12, 21:44

    Confesso che la frase di Paolo Villaggio mi ha fatto accapponare la pelle, non tanto per la sostanza di quello che ha detto, quanto per il modo estremamente diretto in cui l'ha fatto. Un po' come quando uno faceva stridere il gesso sulla lavagna, e lo faceva apposta.
    Ripensandoci, mi sono reso conto che la sua era una provocazione, e che queste provocazioni servono perché chi ha a che fare tutti i giorni con un handicap forse non ha bisogno di una vetrina olimpica, ma di un aiuto reale a vivere la sua vita, la vita vera, quotidiana, nel modo migliore possibile. Servono tante cose, a cominciare da quelle pratiche, serve anche parlare, parlare, parlare, confrontarsi e dare voce anche a quelli che non hanno la forza e le capacità per aprirsi la strada da soli.
    Resta il fatto che qualcuno può essersi sentito offeso, però, e questo è l'altro lato della medaglia e mi dispiace. Forse è vero che non si può fare una frittata senza rompere qualche uovo, cioè fare qualche danno...

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  2. Paolo Villaggio è un grande provocatore...Proprio qualche mese fa ho visto su youtube dei vecchi dibattiti esilaranti con Borghezio, e diverse sue interviste.Tra queste, mi ha colpito particolarmente quella in cui parlava di De André, suo carissimo amico. Mentre tutti di solito esaltano il genio del cantautore, la sua sensibilità poetica, il suo estro, Villaggio invece ha parlato dell'UOMO.Lo ha descritto e ricordato con tutti i suoi tic, le sue manie isteriche, i suoi difetti, in poche parole ha esaltato la sua dimensione umana, non l'icona.
    Ho fatto questa digressione poiché da Villaggio un commento sincero sulle paralimpiadi c'era da aspettarselo.

    Così come si potevano prevedere le reazioni, il moralismo dell'ultim'ora e il perbenismo/pietismo spicciolo di cui si riempono la bocca(solo quella purtroppo)in molti.

    Paolo Villaggio ha semplicemente espresso il suo punto di vista, in base alla sua sensibilità, ed è apprezzabile, come hai giustamente ricordato tu, proprio perché ha avuto il coraggio di farlo. Ma purtroppo le opinioni fuori dal coro vengono sempre digerite un po' male.

    Per quanto mi riguarda invece considero le paralimpiadi un'ottima occasione di confronto agonistico per chi, anche essendo disabile,ama l'attività sportiva. Ovviamente esaltazione e pietismo giornalistico, a parte.

    Comunque,cara Laura,il tuo post è arguto ed intelligente come al solito, anche tu sei una voce fuori dal coro, non intrisa di qualunquismo e luoghi comuni, ed è per questo che ti adoro.

    Un forte abbraccio.

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  3. però forse lo poteva dire in un altro modo, o scrivere come hai fatto tu e far notare che questo è solo un altro modo apparentemente gentile per ghettizzare e far sentire quindi diversi le persone che hanno qualche disabilità

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  4. @zefirina: lo ha detto come lo ha pensato, senza peli sulla lingua: questo formal-perbenismo uccide le persone come me.
    pietismi, sensazionalismi, pensieri atroci mai detti: sapete in quanti pensano "poracci!!" mentre guardano i disabili in gara? preferisco lui, forse perché come me non usa girarci intorno alle cose: sono questi giri intorno che hanno rovinato un pianeta e poi.. ogni tanto riderci su non fa male a nessuno.
    @hermeside: le voci fuori dal coro sono quelle che rimangono nella storia, non è certo il belato di un gregge che si ricorda, quindi grazie!

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  5. Ciao Laura, verissimo ma molti di questi disabili mettono in questi spazi dedicati tutto quello che il mondo civile(incivile) ruba loro....la dignità ed i diritti...una ragazza tetraplegica mia amica mi ha detto che lo sport è stata la sua rivincita, il modo di dire a tutti "sono qualcuno visto che con le mie due lauree vi pulite il c...." la nuotatrice che citi ha detto una frase a mio parere ancor più graffiante dell' intervento di Villaggio...."Sono nata cieca. A volte sono triste, ma poi penso ai ragazzi meno fortunati di me..... quelli che mi prendono in giro.....A loro è andata peggio. Sono nati senza cuore." (Cecilia Camellini, Campionessa Paralimpiade,oro nei 100 stile libero)........credo tu sappia come la penso ...penso anche che ognuno cerca di Essere...NON TUTTI HANNO IL PRIVILEGIO DI ESSERE "NORMALI" MA POCHISSIMI HANNO IL PRIVILEGIO DI NON ESSERLO (citazione.....mia)ti mando il mio solito, vergognosamente raro, abbraccio e se non te lo sei già venduto sfiora il mio quadro con un dito:-)))

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  6. @angelo: eri finito nello spam: tutti si sono offesi, la realtà fa male non è una passeggiata, io non mi offendo mai e comunque hai ragione, il gesso che stride rende l'idea :) a me non dispiace invece poter dire che..
    @sibu: ..che in pochi hanno possibilità economiche per fare sport in italia, rari i disabili! come ti ho scritto su FB: i ragazzi meno fortunati della camellini non sono solo quelli nati senza cuore (tra l'altro dimmi ormai chi ce l'ha!), ma tutti coloro che per mancanza di fondi non possono studiare, non possono uscire di casa, non possono curarsi, ecc. idem vale per i genitori di disabili: sai quanti devono lasciare il lavoro per l'assenza di insegnanti di sostegno? eppure le tasse le paghiamo tutti, ma lo sport è per pochi, e qui non è questione di volontà, ma di portafoglio e di stato che non offre niente se non a pagamento.
    i disabili hanno bisogno di altro, non di un circo in cui, i più "fortunati" possono esibirsi davanti a un pubblico che fa "oooh!"

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  7. @sibu: dimenticavo: il tuo quadro troneggia anche nella mia nuova casa, grazie!

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  8. Complici le mie vacanze mi sono persa la dichiarazione di Villaggio. Anche se ho sempre pensato alle paraolimpiadi con un po' di scetticismo, la cui matrice è identica a quella di Villaggio, confesso che la dichiarazione mi ha colpito e del resto è stata fatto con lo scopo di colpire (e riflettere). Credo che Villaggio, come tutti i grandi comici, abbia voluto caricare (da qui deriva caricatura, dare carico, peso) sul pedale della "crudeltà" per far emergere l'opposto dalla palude della comunicazione e l'opposto è quella pietà spicciola, di durata necessariamente breve che altrimenti la gente "normale" perde l'ottimismo. Un saluto.

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  9. @antonio: colpisce ma rende l'idea del circo.
    stampa radio e tv pare abbiano spazio solo per zanardi e minetti (già miliardari prima di queste paralimpiadi, sicuramente zanardi più della minetti, che comunque non ha problemi per pagarsi un taxi, un allenatore ecc.).
    della legnante, la donna cieca che ha vinto l'oro con il lancio del peso manco una parola!!
    mi disgustano giornalisti e associazioni che hanno risposto a villaggio con tanto risentimento, anziché comprenderne la tragica realtà

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  10. Laura, le tue ultime tre righe sono la sintesi estrema. Purtroppo. Mi riferisco al fatto che non c'è menzione degli atleti che danno meno richiamo, come la lanciatrice del peso, e del fatto che i giornalisti distorcono il senso vero della provocazione di Villaggio. Solita desolazione.
    Un abbraccio.
    Cugigio

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