LA GRANDE SCALEZZA A BELLUNO (La leggenda delle unghie stregate e dei cani ciechi)

Per me le campagne elettorali in Italia, di qualsiasi natura siano, sono come uno zaino, che mi hanno messo addosso appena nata, e non riesco proprio a togliere, nonostante i miei disumani sforzi. C'è sempre qualcosa o qualcuno che mi butta addosso il suo volantino elettorale, a volte di carta, a volte virtuale e fatto di finte relazioni, comunque tutto gira intorno a scopi propagandistici, quasi niente è più spontaneo. Odio le campagne elettorali: i candidati diventano vuote figurine servili, i burattinai si travestono nei modi più assurdi, per non esser riconosciuti. Il risultato è sempre lo stesso: burattini e burattinai impegnati spasmodicamente in uno squallido circo, fuori moda e deprimente, in cui si aggirano animali feroci, strutture faraoniche ma di cartapesta ed anche un filino kitsch, esseri deformi e disabili di ogni tipo da esibire al momento giusto, ma da riporre, subito dopo l'applauso ricevuto, nel loro angusto camerino in una fatiscente roulotte.
Gli italiani ormai non sanno più distinguere un gesto spontaneo da un gesto da campagna elettorale, qualsiasi cosa si faccia per troppi c'è sempre qualcosa dietro, e forse per molti c'è, ma non per tutti. Io ad esempio me ne frego delle campagne elettorali, non sarò mai presidente del Consiglio, né della Repubblica, in questa nazione che vive di puerili ed ipocrite illusioni, perciò vivo da cittadina, senza perdere tempo a sperare, questo non vuol dire che sto ferma, anzi!
In questo momento mi sento incastrata tra la campagna elettorale politica e quella di una grande associazione, ma entrambe non mi riguardano, né mi interessano, eppure per vari motivi, sempre in mezzo a campagne elettorali, e suoi derivati, sto.
Di recente sono stata a Belluno, dove il sindaco ha vietato la scala mobile, quella che porta al centro storico, al cane guida, di conseguenza anche a chi non vede o vede poco, una scala alla quale si accede tramite una tremenda e pericolosa porta girevole. Ci ha messo pure un cartello dove c'è scritto che il cane guida non può salire su quella scala, meno pericolosa di queste a Roma nella metro, sinceramente. La storia. Eravamo un gruppo di persone disabili visive con cane guida, me compresa, ci siamo ritrovate lì con un'amica, Simona Zanella, che da tempo chiede di poter salire su quella scala col suo cane guida. Ci siamo dati appuntamento e siamo saliti su quella scala, chi col cane chi senza. Qual'è la fantascienza? Eccola: l'Unione Ciechi di Belluno non ha tutelato noi, bloccati insieme alla scala, e respinti in malo modo dalla sicurezza, come dovrebbe fare visto che i fondi li prende per questo, ma ha invece inizialmente malconsigliato il sindaco, proponendo l'affissione di un cartello che vieta l'accesso al cane guida, contro la legge 37/74 che invece ne garantisce l'accesso ovunque e gratis, visto che rappresenta ausilio, o gli occhi di chi non vede. In seguito, sempre l'Unione Ciechi di Belluno, si è dissociata dall'episodio, chiamiamolo sit in di ciechi con cane se volete, cacciato e respinto da un'opera pagata con denaro pubblico, contro la Convenzione Onu per le Persone Disabili, contro ogni legge italiana a tutela della persona disabile. 

Informazioni e video vari sono anche qui.
Questo era il nostro "sit-in" con Simona Zanella, il video 

Questo è quello che è hanno fatto succedere, sentirete anche me che urlo, ma di certo non eravamo arrivati così! Ecco il servizio 


La polizia, l'unica pattuglia di zona tra l'altro, è stata chiamata per un gruppo di ciechi su una scala mobile! I poliziotti all'interno della scala invece hanno eseguito gli ordini dei loro superiori, e va bene, ma va detto però che avrebbero potuto farlo anche con un po' più di gentilezza, perché noi non avevamo creato alcun problema se non quello di trasgredire un regolamento assurdo del sindaco. I nostri cani sulle scale mobili ci vanno tutti i giorni, sono cani che lavorano e per questo la legge italiana ne garantisce l'accesso ovunque, idem per i cani delle forze dell'ordine, ecc., insomma per tutti i cani che lavorano e non sono d compagnia, pertanto solo quelli addestrati.
Sorgono tante domande e dubbi. Perché l'Unione Ciechi di Belluno va contro la legge italiana e lo statuto che le permette di sopravvivere? Forse perché è sotto campagna elettorale anche l'Unione Ciechi? Perché il cane guida no? Perché i ciechi col cane no? Perché non un ascensore? Perché la porta girevole? E perché nessun parcheggio per disabili? La cosa peggiore, ed è opinione pubblic ormai, in questa storia è il comportamento dell'Unione Ciechi di Belluno, una sede che rischia di far crollare una onlus storica che, per quanto discutibile, una volta lottò affinché il cieco col cane andasse ovunque! Comunque, successo questo casino, che non abbiamo di certo fatto noi che transitavamo tranquilli insieme a tutti gli altri cittadini di passaggio, pare che l'Unione Ciechi di Belluno proponga addirittura di denunciare chi ha osato andare a Belluno un sabato con degli amici. Se avessero fatto un ascensore forse questo non sarebbe successo e avrebbero avuto i soldi per fare un'entrata accessibile, e qualche parcheggio per disabili, ma non lo hanno fatto, quindi al sindaco di sicuro la versione dell'Unione Ciechi di Belluno fa molto comodo, anche perché in molti abbiamo cercato di fargli capire che il regolamento delle scale mobili dice si che il cane non sale, ma la legge italiana dice pure che il cane guida è esonerato da ogni divieto.
L'arcano sarà svelato? Sicuramente si sapranno tutte le magagne, come sempre succede, e come sempre chi pagherà saranno solo i cittadini fuori dal circuito elettivo. Personalmente sono andata a Belluno spontaneamente, prendo le distanze da ogni azione volta a propaganda elettorale, di qualsiasi natura essa sia. Sono andata a Belluno e mi hanno bloccata sulla scala mobile mentre salivo, poi mi hanno detto di uscire fuori, poi mi sono arrabbiata per i modi cafoni della sicurezza, nel panico manco fossimo alieni! Si è vero, ci sono campagne elettorali, ma ci sono anche persone staccate da questa spirale, che vivono libere e vorrebbero poter usufruire di ciò che pagano, come tutti gli altri. Una volta sono stata candidata anch'io, per fortuna non fui eletta, ma lo sapevo: una donna in Italia i voti li deve portare, sempre agli uomini. Quella rara donna che siede su una poltrona, intorno ce ne ha più delle altre, di capi a cui rendere conto, quindi sempre serva e schiava è.
E' schiavo e servo anche colui che non vede aldilà di una campagna elettorale, di un partito, o di un'associazione: ho scritto soprattutto per i giornalisti, prima che facciano i soliti casini. Ho spiegato in maniera accessibile anche per i copia/incolla cosa è successo, cosa succede ogni giorno: se i giornalisti pure si staccassero da ogni campagna elettorale, come facciamo in tanti tra cittadini onesti, sono sicura che le verità salterebbero fuori subito. So bene quali sono le capacità di molti giornalisti italiani, ma so bene anche quanto siano, al tempo stesso, servili e attaccati al tubo della propaganda elettorale, sempre di qualunque natura essa sia, quindi in questo caso specifico di Belluno, ci si sofferma sulla polemica, un po' troppo, anziché indagare come dovrebbero fare i veri giornalisti di questo tipo di notizie. Perché qui non si parla del convegno, o della visita di un politico, ma di una grave discriminazione, di un episodio quasi fascista se ci pensate bene! Tornando al tormentone, la campagna elettorale, la realtà rimarrà sempre la stessa se non cambiano alla radice il metodo, sia in politica che altrove. Figurine, burattini e burattinai: dovrebbero aprire dei centri di recupero per tutta questa gente che non vive di altro, e costringe tutti ad assistere al loro squallido circo. Di Simona Zanella, che ha iniziato questa, chiamiamola battaglia, leggo cose assurde: che si è impuntata, che è malata di protagonismo, che c'è un motivo di campagna elettorale dietro questa sua richiesta insistente di libertà e autonomia. Leggo di un sindaco carino che risponde pure su Facebook e così "sensibile", ma che caccia via persone innocue senza motivo, creando disagio a tutta la cittadinanza per il blocco della scala che porta al centro. Mi piacerebbe leggere perché un'associazione per ciechi è d'accordo con chi ci caccia via? Mi piacerebbe sapere tante cose, che forse sapremo tardi, so solo una cosa certa: su quella scala il problema non è il cane guida, che ci va per legge, ma qualcos'altro, e per nasconderlo si fa di questo. Si è vero Simona si è impuntata, ma lo stiamo facendo in tanti insieme a lei a questo punto, perché sono già pochi i diritti acquisiti con le unghie in questa nazione, non possiamo permettere che ci vengano tolti pure questi! Quindi la battaglia di Simona è ora di quella di tutti, non solo disabili, ma tutti i cittadini onesti che, ora per una cosa, ora per un'altra, vengono derubati quotidianamente dei propri diriti, spesso svenduti da qualche associazione che a, suo tempo, lottò per conquistarli. E' la vita: la terza generazione è quella dello sciampagnone, diciamo a Roma.
Una volta una donna si mise seduta su un posto "proibito" ai neri sul tram: si è vero si impuntò, ma se non lo avesse fatto, avrebbero tolto prima o poi anche quei pochi posti destinati ai neri sui tram, e cambiò la condizione dei neri in America, anzi diciamo la migliorò. Quindi, dietro questo drammatico episodio di Belluno, dove ancora troneggia il cartello illegale, non c'è nessun motivo se non la difesa di un diritto umano, almeno per me e tanti altri. Chi ci vede campagne elettorali dietro con me sbaglia di grosso poi! Quindi il fatto che persone come me, e tanti altri, siano della stessa opinione di Simona Zanella, dovrebbe far pensare quel sindaco tanto carino che sta su Facebook, sempre più chiuso tra i suoi pochi fedelissimi, e le demenzialità dell'Uici di Belluno.
Avere la smania di salire, o di sedere su una poltrona, non porterà mai in alto come si desidera, anzi più ci si incastra in questi meccanismi, più si esce dalla realtà, quella che alla fine si vorrebbe gestire, controllare, e via dicendo. In una provincia è facile fare gossip, il problema è che la provincia adesso è sulla bocca di tutti gli italiani, indignati per aver contribuito a sostenere associazioni che non tutelano le persone disabili, e stanchi di impicci politici ed elettorali, sempre di qualsiasi natura questi siano, e cattedrali nel deserto che ci fanno pagare. Salire non vuol dire farsi eleggere, vuol dire invece elevarsi, anche su una scala mobile se mi va, visto che la legge italiana me lo consente e il mio cane l'adora perché non fatica.
P.s.: La leggenda delle unghie? I nostri cani sono curatissimi, poi camminano così tanto che non hanno possibilità di incastrarsi, perché le unghie sono sempre arrotate, infine sanno dove mettere le zampe, perché non vivono distesi su un divano! La leggenda delle unghie del cane guida è stata inventata da qualche cieco che non voleva i cani guida, forse perché aveva vantaggio sul metodo dell'accompagnatore umano? Può darsi, tante le domande e i dubbi, l'unica certezza è che quella scala adesso è un simbolo, per ogni italiano onesto, che difende i propri diritti. #iostoconsimona


2 commenti:

  1. veramente assurdo e poi credo che i vostri cani siano addestrati per essere di aiuto in tutte le situazioni, figurarsi per portarvi sulle scale mobili

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