BLIND CHRISTMAS (SCULACCIATE NATALIZIE)

"Non ho un cuore di pietra per fregarmene di tutti, ma ho l'intelligenza di capire chi se ne frega di me".  E' scritto nell'immagine di lato.
Sono arrivata al mio quindicesimo natale da cieca, ho imparato tante cose, soprattutto quanto costa, e quanto è triste, essere disabili italiani. Le "brave persone" non sono più individuabili, erano già poche quando vedevo, adesso sono una preziosa rarità, che solo i più fortunati incontrano. Ma chi è davvero la "brava persona", come la si riconosce, in mezzo a questa oceanica mandria di cloni privi di emozioni, non appena li si scollega da uno smartphone?
La "brava persona" è quella che non mi racconta le sue buone azioni con i clochard, ma mi chiede se ho bisogno di fare qualche regalino per natale, se ho bisogno di due occhi per negozi. Eppure cammino da sola, non sbavo, ancora non ho pannolone, e sono molto lucida, ma il fatto che nessuno mi abbia chiesto questa cosa, quest'anno ferisce. Sarà l'età, gli anni passano, si diventa sempre più saggi, soprattutto noi donne disabili italiane, costrette a vivere un mondo a parte in mezzo a tutti voi, che già a malapena accettate una donna normodotata.
La "brava persona" non è quella che mi chiama per le feste, e chiede info su di me in pochi minuti, o vive la mia vita tramite il web, su cui c'è un atomo di chi sono e come vivo davvero. Perché suscito tanta curiosità ed anche tanta paura nella normo-mandria?
Le "brave persone" qualche volta tolgono la maschera, ma ci riesce solo chi ha voglia di passare un po' di tempo con me, di certo non chi vive, in maschera, la punta dell'iceberg della mia vita a distanza. Anche gli amici spesso non sono brave persone. Poi, di tante cose che ho capito in questi anni da italiana disabile, ce n'è una che proprio non riesco a comprendere: ma perché tanta paura della persona cieca?
Da anni sono praticamente diventata una specie di "life coach" per tutti, ma non altro pare, vista l'indifferenza che mi circonda, un'indifferenza che diventa sempre più pesante, anno dopo anno.
Non avrei potuto spendere un euro per regalini, ma volevo fare lo stesso un giretto per negozi. Qui ora vorrei fare tanti auguri a tutti, e ricordare che a volte basterebbe così poco per aiutarci a non vivere solo in quello che io chiamo "Il mondo di Quark". Un'idea appunto potrebbe essere telefonare a un amico disabile, ad esempio ad un'amica cieca, e chiedere se le va di accompagnarvi a fare un giretto per negozi.
L'Italia è sempre più ipocrita e finta, e gli italiani ormai si mascherano con grottesche imitazioni, spesso scadenti e tossiche mascherine cinesi - che costano meno e ce l'hanno tutti uguale. Non c'è più nemmeno quel glam che una volta c'era nelle maschere prodotte da noi, quando eravamo meno impauriti. Si ha sempre paura di perdere tempo se si decide di uscire con chi è disabile, familiari esclusi ovviamente, visto che spesso sono gli unici, che fanno tutto ciò che uno Stato non fa da troppo tempo.
Concludendo: mi manca tantissimo fare giretti per negozi, il resto me lo faccio da sola da anni, eppure nessuno ha voglia di farsi un giretto con me. E sottolineo "ha voglia", perché la buona azione a me e a tanti altri pesa parecchio, e l'assenza di chi ti chiama per fare un giretto è una voragine, soprattutto sotto natale.
Così, tanto per scrivere qualcosa di diverso, e più utile, da ciò che sta inondando il web. Perché poi è inutile stanziare fondi per progetti rivolti all'integrazione e all'inclusione della persona disabile nella società "normale". E' inutile anche rimpirsi la bocca di tante belle parole, se a fatti ognuno scappa dietro un dito, o meglio una mascherina (quasi come se si avesse paura di un contagio..).
AUGURI A TUTTI, ...ANCHE AI MASCHERATI (porelli), un buon anno nuovo, e auguri anche di tanto coraggio, di cui io e tanti altri disabili trabocchiamo per sopravvivere nel normo-deserto, ma servirà molto a chi ancora vive nel mondo delle fate. In quanti chiamerete l'amica disabile quando crollerete schiacciati dalle vostre patetiche maschere? Perché CHI E' DISABILE NON E' PERDENTE, AL CONTRARIO HA STRAVINTO SU TUTTI VOI, quindi poche vergogne e meno paranoici pregiudizi quando si esce con chi non è nella vostra normo-mandria, visto che in segreto però ci avvicinate tutti.
Attenzione: anche se molti ciechi, soprattutto molte donne come me, non vogliono ammetterlo, è bene che non si prendano queste mie parole come uno sfogo personale, perché ho altro per sfogarmi. Prendete questo come una di quelle storielle formative che sentite pure in chiesa, la storia della cieca che, per incontrare qualcuno, doveva lavorare. A volte queste cose bisogna dirle, sennò tutti vi diranno che hanno un amico (quasi sempre maschio) che ha tutto, fa tutto e non si lamenta. Il 2017 sarà l'anno di un film, su cui stiamo lavorando con Blindsight Project: non scriverò più, vedrete i fatti, quindi non prendetevela se adesso anticipo un piccolo "cazziatone" per natale, su una cosa che non è solo un mio problema (perché tale diventa al di là del natale), ma di tante amiche cieche o ipovedenti che sto sentendo, e non hanno voglia di far sapere in che vuoto ci lasciate tutti.
Denunciare ciò e molto altro su uno schermo: questo il nostro film, ...eppure hanno paura a chiedermi se voglio fare un giretto per negozi, mentre io giro un film in vari luoghi d'Italia!

Di seguito una song per non pensare, al natale in maschera e agli acquisti online, una cosa ...da vera "nera": Up above my head, canta Sister Rosetta Tharpe

BUON ANNO NUOVO A TUTTI, pure ai cattivi che si fanno vivi con me solo dopo lo shopping!! Laura

1 commenti:

  1. Ho letto, stiamo diventando tirchi nell'animo o forse non sappiamo più nulla di ciò che è importante fare o meno. Un caro saluto e un augurio. Francesco Zaffuto

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